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Crescita Personale: esempi pratici

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Guerriero, Amante, Mago e Re: scopri il tuo archetipo

Crescita personale significa innanzitutto maturazione. Scopri il tuo archetipo e diventa l’uomo (o la donna) che dovresti essere.

archetipo

“Maturità significa non dover chiedere il permesso a nessuno per realizzare noi stessi.”

M. Williamson.

Arche che?! Ma che ti sei inventato oggi Andre’?! Senti, parla come magni, che a me piacciono le cose semplici ed immediate. Vediamo di sparare poche psicocazzate e di concentrarci sul pratico.

Ti è mai successo di non aver chiara la tua direzione nella vita, di non sentirti realizzato e magari di avere una scarsa autostima? Questo può essere legato ad una mancata maturazione: non importa che tu abbia 20, 30 o 40 anni, se continui a comportarti come un frigno-frignonis è probabile che tu non abbia ancora acquisito quei modelli di comportamento tipici dell’età adulta.

Scopo di questa serie di articoli è aiutarti a capire cosa sono e quali sono gli archetipi dell’essere umano adulto, ma soprattutto come puoi “assorbirli” per portare a compimento il tuo percorso di maturazione e crescita personale.

Archetipi, riti di passaggio e crescita personale

Fin dall’alba dei tempi, la maturazione degli esseri umani è avvenuta attraverso chiari riti di passaggio: se ne trova traccia nella stragrande maggioranza delle culture del passato. Nella nostra società questi riti di passaggio sono stati fortemente depotenziati, lasciando che frotte di eterni bambini arrivassero a 30, 40 e addirittura 50 anni, con il loro carico di inadeguatezza, ansia ed immaturità.

Lo scopo primario di questi riti di passaggio era trasmettere quei modelli comportamentali e di pensiero che caratterizzano l’essere umano adulto, ovvero gli archetipi. Il concetto di archetipo è dunque fondamentale per la tua crescita personale: puoi imparare le regole per fare soldi, puoi imparare i migliori trucchi di produttività personale, o magari puoi imparare a memorizzare un libro di 200 pagine in 40 minuti, ma se non diventerai mai un vero uomo (o una vera donna) queste abilità saranno sempre e solo fini a sé stesse, meri strumenti per la tua continua ricerca di approvazione da parte degli altri.

Nel post di oggi introdurremo i 4 archetipi chiave (Guerriero, Amante, Mago, Re) e il loro funzionamento. Nelle prossime settimane, vedremo nel dettaglio i singoli archetipi, le loro caratteristiche (compresi i “lati oscuri”), ma soprattutto vedremo le azioni pratiche che puoi adottare fin da subito per assorbire questi archetipi. A conclusione della mini-serie troverai anche un test per scoprire il tuo archetipo dominante.

I 4 archetipi dell’essere umano adulto

Il concetto di archetipo è ben noto in psicologia ed è stato utilizzato per la prima volta da Carl Gustav Jung. A partire dagli studi di Jung sono stati sviluppati diversi modelli psicologici basati sugli archetipi: uno dei più famosi, e molto utilizzato nel marketing, è quello ideato dalla Dott.ssa  Pearson, che prevede addirittura 12 differenti archetipi umani. Per questa serie di post mi sono invece ispirato a quanto trattato nel testo King, Warrior, Magician, Lover: Rediscovering the Archetypes of the Mature Masculine scritto negli anni ’90 dallo psicologo jungiano Robert Moore e dal mitologo (non mitomane!!!) Douglas Gillette.

Il libro è incentrato sullo sviluppo della personalità maschile. Tuttavia, diversi studi hanno dimostrato come i tratti salienti dei 4 archetipi chiave individuati da Moore ben si adattano anche alla personalità femminile. Secondo gli autori di KWML esistono dunque 4 archetipi fondamentali che descrivono il comportamento dell’essere umano adulto:

Il Guerriero

archetipo guerriero

Coraggio, disciplina, distacco emotivo, resilienza, forza metale e fisica: queste sono le caratteristiche chiave dell’archetipo del Guerriero. Presente nella maggior parte della mitologia antica, la figura del guerriero è ancora oggi riproposta in svariate sfumature grazie alla filmografia hoollywodiana. Il guerriero è un servitore del re, di cui segue le strategie. La sua forza risiede nell’allenamento costante e nella sua resistenza alle avversità.

L’Amante

archetipo amante

L’amore per il bello, la gratitudine, l’apprezzamento per i piaceri della vita: questi sono i tratti salienti dell’archetipo dell’Amante. Un’altra caratteristica fondamentale dell’amante è la capacità di relazionarsi con gli altri, di dare conforto e trasmettere positività. Nell’immaginario comune viene spesso raffigurato l’amore romantico, ovvero quello vissuto tra due persone; in realtà l’archetipo dell’amante si lega maggiormente al concetto di amore universale.

Il Mago

archetipo mago

Saggezza, intuizione, conoscenza, capacità di apprendimento: l’archetipo del Mago rappresenta la classica figura mitologica del saggio. Ma il mago non è soltanto un vecchio con la barba e anni di esperienza alle spalle, il mago è anche colui che è in grado di creare il proprio destino, forgiandolo a proprio piacere. Da questo punto di vista, nell’era moderna l’archetipo del mago è ben rappresentato dagli imprenditori di successo e creativi à la Steve Jobs.

Il Re

archetipo re

autorevolezza, capacità di ispirare, carisma, assertività (ricorda questa parola perché ne parleremo presto), leadership: l’archetipo del Re (o della Regina) è un archetipo inclusivo, nel senso che racchiude in sé e sintetizza le caratteristiche chiave degli altri archetipi oltre ad aggiungerne di proprie, come la capacità di guidare ed ispirare gli altri. Questo archetipo è tanto completo quanto a rischio di essere risucchiato dal “lato oscuro” del’archetipo ombra (vediamo ora di cosa si tratta).

La struttura dell’archetipo

Secondo Moore ognuno dei 4 archetipi appena descritti è formato da 3 parti: la piena e completa espressione dell’archetipo e due “ombre” opposte che ne rappresentano il lato oscuro. Ti faccio un disegnino così ci capiamo subito senza tanti giri di parole.

struttura archetipo

Se vuoi sviluppare appieno un archetipo, devi innanzitutto essere in grado di trovare un punto di equilibrio tra le due “ombre” che lo contraddistinguono, senza cadere nella trappola di impegnarti troppo poco nello sviluppo della tua personalità o al contrario di portare tali tratti caratteriali all’eccesso. Ancora una volta, crescita personale è sinonimo di “via di mezzo”. Comunque non ti preoccupare: analizzando i singoli archetipi vedremo quali sono i possibili rischi del lato oscuro e le azioni pratiche per evitare anche queste trappole.

La forma matura e la forma immatura dell’archetipo

L’ultimo aspetto del modello dei 4 archetipi di Moore, e quello con cui chiudiamo questo post introduttivo sull’argomento, riguarda il livello di maturazione dell’archetipo. Secondo Moore, non è possibile abbracciare appieno un archetipo se prima non lo si è vissuto nella sua forma “adolescenziale”. Ecco un altro schemino per capirci al volo:

maturazione archetipo

Ad ognuno dei 4 archetipi adulti (Guerriero, Amante, Mago, Re), corrisponde un archetipo “bambino”, nella classica forma tripartita: al Guerriero corrisponde l’Eroe, all’Amante corrisponde Edipo, al Mago corrisponde il Bambino precoce, al Re corrisponde il Bambino divino. Non si può accedere all’archetipo adulto se prima non si è maturato appieno l’archetipo bambino, ovvero non si sono superate le sue ombre: questo dovrebbe avvenire in fase adolescenziale, ma oggi non è sorprendente trovare “adolescenti” di 20-30 anni. Nell’analisi di dettaglio dei singoli archetipi vedremo anche come gestire questo delicato passaggio.

Beh, come va? Sei frastornato? Mi rendo conto che in questo post abbiamo trattato molti argomenti, magari non tutti digeribili al primo colpo, ma il messaggio che ho voluto trasmetterti è in realtà molto semplice: se vuoi diventare un vero uomo (donna) non basta qualche tecnicuccia di crescita personale, pescata qua e là. Per realizzare appieno il tuo percorso di maturazione devi assorbire i tratti salienti degli archetipi che da millenni contraddistinguono la storia dell’umanità. Solo attraverso uno sviluppo completo della tua personalità potrai infatti imparare a vivere con la consapevolezza delle tue capacità, con una chiara direzione di vita e con quella motivazione necessaria per conquistare le tue mete più ambiziose.

Fammi sapere nei commenti o con i pulsantini social cosa ne pensi di questo articolo introduttivo sugli archetipi dell’essere umano adulto: il tuo feedback è molto importante.

Clicca e leggi gli altri articoli di questa mini-serie

Foto tratte da google immagini

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  • Mindwhile

    Primo commento? :D
    Sbaglio o esiste anche un test per vedere a quale dei quattro si é piu vicino? O magari mi confondo con qualche altra classificazione

    • Non conosco questo test Mindwhile, anche perché gli archetipi sono un insieme di modalità di comportamento e di pensiero e non delle vere e proprie personalità definite. Ci tengo però a sottolineare 2 punti:
      1) se non abbiamo raggiunto un buon stato di maturazione è molto più probabile che stiamo ricalcando un qualche archetipo bambino, piuttosto che un archetipo adulto. A nessuno piace ammetterlo, ma se non lo si accetta difficilmente si riesce a fare il passaggio successivo.
      2) anche se possiamo essere ispirati da uno specifico archetipo e possiamo identificarci maggiormente in esso, il punto non è tanto capire qual è il nostro archetipo (sì lo so, nel titolo dell’articolo gioco su questo aspetto), quanto piuttosto sviluppare i tratti salienti di tutti e 4 gli archetipi

      • riccardo

        Un saluto ad Andrea e a voi tutti che scrivete..ho trovato questo articolo tra i più interessanti del blog..forse anche perchè cerco una risposta per me, capire chi sono e dove voglio andare..proprio per questo ho iniziato una spasmodica ricerca in rete per avere qualche risposta in più, ed ho trovato questo test..spero possa essere di aiuto per qualcuno.. http://www.archetipi.org/questionario-archetipi

      • Grazie Riccardo,
        il test che hai trovato se non sbaglio fa riferimento al modello dei 12 archetipi di Pearson. In questa serie di articoli propongo un modello diverso, ma soprattutto un approccio diverso: i test della personalità sono spesso imprecisi e abbastanza inutili. Gli archetipi che propongo sono invece modelli a cui aspirare, qualsiasi sia il nostro punto di partenza. Alcuni dei 4 archetipi risuoneranno maggiormente con la nostra personalità, ma tutti e 4 rivestono un ruolo fondamentale per una corretta maturazione.

        Andrea.

  • bello! mi piace moltissimo questo inizio.. e aspetto i prossimi sviluppi.
    Grazie, e buon “lavoro”.

    • Bene Lila: prossima settimana parliamo dell’archetipo del guerriero, stay tuned.

      Andrea.

  • Simone

    Andrea, questo è uno dei migliori cliffhanger della storia della crescita personale! Adesso come farò ad aspettare 3 settimane, prima che ci sarà l’articolo sul Mago? :)

    • Oh, dovrò inventarmi qualcosa di carino per suscitare interesse dopo quasi 5 anni di EfficaceMente ;-)

  • Marco

    “Maturità significa non dover chiedere il permesso a nessuno per realizzare noi stessi.”
    Quanto mi piace questa frase… :)
    Sono convinto che la maturazione di una persona cosi’ come il successo sia un percorso step by step che richiede molta autodisciplina..
    La maturazione la si raggiunge facendo nostro un determinato stile di vita che ci porta a vedere le cose in un determinato modo,appunto quello dell’archetipo :)

    Un abbraccio

    Marco

    • Ottima analisi Marco, vedo che hai colto lo spirito di questo articolo introduttivo.

      Andrea.

  • maia

    Mi riconosco nell’archetipo dell’amante, ma è possibile che nel tempo si cambi?

    • Ciao Maia,
      gli archetipi non sono qualcosa di innato, al contrario, sono modelli a cui dovremmo ispirare, possibilmente maturandoli tutti e 4 in modo maturo. Quindi se si è raggiunto un livello di maturazione che ci fa identificare con 1 di questi 4 archetipi, non solo è possibile che si cambi, ma è auspicabile coltivare anche i tratti salienti degli altri archetipi.

      Andrea.

  • sabner

    Te ne inventi sempre una di nuova :)

    Ormai non ti leggo solo perchè scrivi articoli utili e interessanti ma anche perchè ogni settimana riesci a stupirmi

    • Dopo l’ultimo guest e la pausa forzata ho sentito l’esigenza di pubblicare qualcosa di originale e spero di valore. La serie di post sugli archetipi mi ronza nella testa da ormai diverso tempo.

      Andrea.

  • Fabio

    Ti seguo da poco e mi piace davvero come scrivi ^_^
    In questo articolo mi riconosco nell’archetipo dell’amante.
    In attesa dei nuovi articoli faccio qualche ricerca personale in merito, sono troppo curioso :P

    • Ti ringrazio Fabio,
      buone ricerche.

      Io in Italiano ho trovato poco su questo argomento, in inglese invece il libro di Moore è stato ben analizzato a mio avviso.

      Andrea.

  • mirella

    mitico come al solito! catturi l’attenzione del tuo lettore e lo coinvolgi completamente….attendo anche io il mago con ansia!

    • Presto arriverà il turno del Mago e della Maga ;-)

  • Katja

    Ciao Andrea,
    mi è piaciuto il tuo post come anche tanti altri.
    Attendo la puntata successiva sull’argomento.
    Venerdì scorso ho proprio ordinato il libro della Pearson su i 12 archetipi…che “coincidenza”. :-)

    • Mauro

      Very very interesting…

    • Ciao Katja,
      come citato velocemente nel post conosco il modello della Pearson, sicuramente valido e ampiamente utilizzato nel marketing. Personalmente però mi ritrovo maggiormente nei 4 archetipi di Moore ;-)

  • Mauro

    Notevole la citazione! Attendo le prossime puntate..il discorso è interessante. Ciao Andrea

    • Alla prossima allora.
      Andrea.

  • Dav

    Ottimo articolo! Sono anni ormai che ti seguo, e ogni volta mi stupisci maggiormente.
    Ma ora dimmi come si fa ad aspettare una settimana???
    Bravo Andrea, continua così!

    • Ah, tra l’altro, tra mercoledì e giovedì, se ho ben capito come funziona l’autoresponder, chi è iscritto ormai da qualche tempo alla newsletter di efficacemente dovrebbe iniziare a ricevere quelle ho ribattezzato “Pillole di Efficacia“: email brevi con consigli pratici ed immediati di crescita personale in esclusiva per i soli iscritti. Arriveranno a cadenza bisettimanale, per il momento ne ho preparate 3.

      La prima pillola spiega come superare un blocco mentale: mi piace molto il risultato. Potrebbe essere un modo carino per ingannare l’attesa fino al post di lunedì ;-)

  • bah

    articolo noiosissimo…dai Andrè che puoi fare di meglio!

    • Una voce fuori dal coro serve sempre, altrimenti gli altri commenti sembrano finti ;-)

  • Claire

    Spettacolo!!
    Ehm, cioè, buongiorno e buona settimana :)
    Mi piace questa anticipazione, attendo le prossime puntate. Intanto attivo i neuroni e procedo.
    Guarda, bastava anche solo la citazione a farci avviare le rotelle per questa settimana. Quanto mi piace riflettere e mettere in discussione!
    “Maturità significa non dover chiedere il permesso a nessuno per realizzare noi stessi.”
    M. Williamson.

    Work in progress …

    • Vedo che la citazione è piaciuta molto: mi fa piacere ;-)

  • Simona

    Ciao Andrea, l’articolo è molto bello, complimenti ^.^, ho solo un dubbio, ma se una persona (tipo io) si ritrova ad aver passato il quarto di secolo e si rende conto di non essere riuscita, per diverse cause, a superare il suo archetipo bambino, cioè non è mai riuscito ad esprimerlo come avrebbe dovuto e che quindi si ritrova un po’ bloccato, cosa può fare? (purtroppo, che io sappia, il tempo si muove ancora in una sola direzione, e per i viaggi spazio-temporali temo che dovremo aspettare ancora qualche anno…)

    • Ciao Simona,
      non è un caso che abbia parlato di mancata maturazione a 30, 40 e anche 50 anni. Negli articoli in cui analizzo i singoli archetipi ho cercato di fornire anche consigli pratici per formare quei modelli di comportamento e pensiero incarnati dall’archetipo.

  • Alessia

    […] mitologo (non mitomane!!!) […]

    that made my day :D

    grazie Andrea!

    • Eheheh carina vero ;-)

  • A parte che io amo moltissimo Marianne Williamson e che questa frase giunge a fagiuolo per me questa mattina – grazie! -, ti faccio tantissimi complimenti per questo articolo, profondo, originale, utilissimo. Anch’io aspetto le prossime puntate.

    • Ho conosciuto Marianne Williamson grazie ad una persona che stimo molto. Grazie dei complimenti Ilaria, a brevissimo rispondo anche alla tua email.

      Andrea.

  • Simone

    Questo articolo è fantastico, si prospettano settimane veramente interessanti!
    Come al solito grazie Andrè

    • Ottimo, mi fa piacere ti sia piaciuto Simone, alle prossime puntate!

  • Laura

    Molto molto interessante! Mi piace come scrivi, con quel pizzico di ironia che serve sempre ad alleggerire l’argomento, grande! L’unico mio dubbio è sul come comprendere a quale archetipo si appartiene. Ce lo spiegherai nelle prossime “puntate” o dobbiamo fin d’ora cercare di capire quale ci rispecchia maggiormente?

    • Come ho detto in altri commenti, non importa molto sapere a quale archetipo si appartiene (anzi, con molta probabilità molti di noi non hanno ancora maturato certi tratti), conta molto più cercare di mettere in atto quelle azioni che possano portarci a maturare i diversi archetipi nella nostra vita. Di questo sì, parlerò nel dettaglio nei prossimi post.

  • sabner

    Circa un anno fa ero andato alla presentazione di un corso che parlava delle personalità umane che venivano descritte in base ai 4 elementi: aria, acqua, terra e fuoco

    mi è sembrata una stupiddagine
    1) non spiegava perchè le diverse personalità erano 4 e non 2, 3, 5, 6 o 7 ecc …
    2) non spiegava su quali BASI è stata costruita tale teoria, su dati statistici? su esperimenti?

    E’ bello sentire queste teorie, ma che basi hanno? come si è arrivati a formularle? Insomma, non vorrei che fossero delle storielle belle da sentire ma che non hanno nulla a che fare con la realtà come l’oroscopo

    Aspetto i prossimi articoli :) per gli approfondimenti

    • Se hai necessità di approfondire Sabner, puoi rifarti al libro di Moore. Moore è uno psicologo jungiano e gli studi sugli archetipi hanno ormai una storia consolidata.

      Condivido con te il disprezzo per quei filoni della crescita personale che hanno dietro molta fantasia e poco concretezza. Qui su EfficaceMente, senza mai essere pedante, ho sempre cercato di proporre strategie e riflessioni basate o su studi scientifici o sulla mia esperienza pratica e diretta.

      Andrea.

      • sabner

        si infatti, credo di aver letto tutti i tuoi articoli e hanno sempre solide basi

  • Ambrosia

    E il Mago AndreOZ ha fatto una nuova magia ;)
    Molto interessante questo tema, bello anche come hai strutturato l’articolo e le immagini che hai inserito.
    Pare che tu ti sia ripreso alla grande dall’influenza della scorsa settimana ;) Attendiamo il seguito.
    Saluti,
    Ambrosia.

    • Ciao Ambrosia,
      ti ringrazio ;)
      sì, ho cercato di curare l’articolo nei minimi dettagli.

      Andrea.

  • Chiara

    Ciao Andrea. Mi è piaciuto moltissimo leggere questo articolo.

    Grazie, Chiara

    • Ciao Chiaretta,
      mi fa piacere ti sia piaciuto l’articolo.

      A presto,
      Andrea.

  • Tony

    ciao andrea come possiamo verificare il nostro livello di maturità e come “misurare i nostri passi”? non voglio identificarmi con uno dei 4 archetipi ma capire cosa mi manca per raggiungere certi obiettivi
    grazie in anticipo

    p.s. attendo con ansia l articolo sull’ assertività?

    • Ciao Tony, leggo spesso i tuoi commenti pieni di domande: le domande sono importanti, le seghe mentali no. Noto che sei alla continua ricerca di rassicurazioni, vuoi capire se sei sulla strada giusta, se quello che fai è corretto, etc.

      Beh, io non rispondo a molti dei tuoi commenti deliberatamente. Non prenderla come antipatia personale, è l’esatto contrario.

      Io non sono e non voglio essere il guru di nessuno. Io non credo in una crescita personale fatta di dogmi in cui c’è l’omino sul palco e tutti i fan adoranti che non osano mai mettere in discussione le parole del guru. Io credo in una crescita Personale (con la “P” maiuscola), dove sbagli, tenti nuove strade, sperimenti nuove strategie, finché non trovi la TUA strada.

      Solo questo tipo di crescita può darti una reale maturazione. Le tecniche che propongo e gli archetipi di cui parlerò in questa mini-serie di post vogliono essere delle guide, ma non sono il Verbo: devi sempre sperimentare, capire ciò che per te funziona meglio e ciò che invece consideri non adatto a te.

      A presto,
      Andrea.

      • Tony

        hai ragione, ho troppa paura di sbagliare, non riesco ancora a concepire che sbagliare equivale ad imparare.. non ci sono discussioni che ogni uomo è responsabile della propria vita, ma mi domandavo in che modo si fa autocoscienza? ad essere giudici e guru di se stessi? magari non mi conosco abbastanza,e sono insicuro (come scarsa autostima)e per questo faccio delle domande che abbiano come risp un principio assoluto (cosa sbagliatissima)scusa per la confusione e per le domande insistenti,sono consapevole che so du palle:)
        ti ringrazio per la pazienza con cui rispondi ogni volta

  • Ele

    E quelli femminili?

    • Ciao Ele,
      nell’articolo è sottolineato più volte che gli archetipi, rappresentando dei modi di comportamento e di pensiero (e non delle personalità) possono adattarsi egregiamente anche alle donne.

      Come ha risposto simpaticamente una lettrice a chi ha posto una domanda simile alla tua. Quelli femminili sono: Guerriera, Amante, Maga, Regina ;-)

  • Ciao Andrea,

    è mai possibile che si debba ricorrere agli archetipi per spiegare concetti semplici ed elementari?

    Con questa introduzione non intendo sminuire né il tuo post, né il concetto stesso di archetipo. Al contrario, te ne sono grato perché il tuo articolo avvalora e conferma la mia tesi sull’importanza esistenziale e quotidiana del troppo e del poco, con i quali concetti possiamo spiegare anche in maniera facile e chiara cosa s’intende per maturità di un soggetto.

    Per me, la persona matura è quella che, in ogni circostanza della vita, riesce a barcamenarsi tra il troppo e il poco di ogni cosa, evitando gli eccessi, anche se da un punto di vista pratico-esistenziale ciò non sempre è possibile.

    Il troppo è l’eccesso, l’esagerazione per antonomasia, che comporta svalutazione o inflazione, mentre il poco rappresenta la situazione opposta in cui l’elemento -chiamiamolo anche archetipo, ma non necessariamente- si è sviluppato poco o niente.

    Gli eccessi trasformano qualunque virtù in difetto. La virtù è sempre al centro tra il poco e il troppo di ogni cosa. “L’archetipo nella sua piena e completa espressione” rappresenta la virtù.

    Barcamenarsi tra il troppo e il poco per tenere a bada gli eccessi è, secondo me, il modo migliore per adattarsi al proprio ambiente e avere buone relazioni con gli altri, raggiungendo così facilmente la prosperità, la felicità e la saggezza.

    Non appena ci si allontana dal centro, dal giusto mezzo, ossia dalla virtù, spostandosi verso gli eccessi, ossia verso il troppo o verso il poco, aumenta inesorabilmente la tensione tra i due opposti e lo stress a cui siamo sottoposti, il che porta al disadattamento e alla regressione. (Qui bisognerebbe spiegare che i due opposti o ombre si muovono uno a livello conscio e l’altro a livello inconscio, ma sempre nella stessa misura e intensità).

    Potrei portare tanti esempi in proposito (mangiare troppo o poco, amare troppo o poco, essere troppo rigido o poco rigido, troppo egoista o poco egoista, arrabbiarsi troppo o non arrabbiarsi mai…). E appunto, mi piace concludere con le due ultime frasi del mio articolo “Se vuoi guarire arrabbiati!” di cui mi piacerebbe avere un tuo commento:

    Ogni cosa è utile e giusta se usata solo quando occorre e nella giusta misura. E’ questa la virtù!
    Insomma, se è vero che la pazienza è la virtù dei forti, ed è grave averne poca, è altrettanto vero che averne troppa non è un pregio, ma un difetto, perché ti rende debole e ti manda all’ospedale.

    Cordiali saluti
    Pasquale

    • Ciao Pasquale,
      la risposta alla tua domanda retorica è per me: sì.

      Gli archetipi sono modelli umani usati da millenni nella mitologia, nella narrativa, e nella cinematografia. Grazie al potere dello storytelling, questi modelli umani riescono a trasmettere certi modelli di comportamento in modo veloce, attivando la nostra mente subconscia.

      Comprendo infine il tuo discorso sul troppo e poco, che condivido. Sono anche io un amante dell’estrema sintesi, ma a volte dobbiamo poter nutrire la nostra mente con alimenti vari per non farla atrofizzare.

      A presto,
      Andrea.

    • Let

      Ciao Pasquale,
      molto interessante la tua affermazione “se vuoi guarire arrabbiati”. Io la condivido, si abbiamo il diritto di arrabbiarci e senza temere il giudizio altrui perché son certa che chi ci vuole bene e chi è intelligente capirà che quell’arrabbiatura è solo un modo per sfogare la tensione e quindi saprà soprassedere.
      Ma se me lo consenti io farei delle integrazioni alla tua frase, direi si arrabbiati, sfogati, ma fallo affrontando di petto le situazioni e poi chiarisci subito e non essere rancoroso.
      I problemi vanno affrontati di petto, mai voltare le spalle e scappare, anzi, bisogna fermarsi e dare la faccia al problema così da osservarlo nella sua interezza; in questo possiamo imparare molto dai felini, proviamo ad osservare una pantera saprà insegnarci tanto. Una volta affrontato, ci si accorge che era meno terribile di quello che sembrava e se non si è riusciti a risolverlo almeno sai di non essere stato codardo, non avrai più nulla da recriminarti, ci hai provato, adesso sicuramente lo hai guardato in faccia e lo hai anche conosciuto meglio e proprio questo lo renderà meno offensivo. È così che si evita di enfatizzare il “nemico”. Mai nascondersi dietro un dito. Quindi arrabbiati, si, ma non farti mai accecare dalla rabbia e dopo non essere rancoroso. Non bisogna mai prendere i problemi, le persone e nemmeno sè stessi troppo sul serio, un po’ di leggerezza non guasta mai anche perché dobbiamo sempre ricordarci che “Life is short”.
      Ciao,
      Let.

      • Ciao Let,
        sono felice che tu abbia apprezzato il mio articolo “Se vuoi guarire, arrabbiati” e naturalmente,concordo con le tue osservazioni:
        “Quindi arrabbiati, si, ma non farti mai accecare dalla rabbia e dopo non essere rancoroso. Non bisogna mai prendere i problemi, le persone e nemmeno sè stessi troppo sul serio, un po’ di leggerezza non guasta mai anche perché dobbiamo sempre ricordarci che “Life is short”.

        Sono esattamente sulla tua stessa lunghezza d’onda.

        E come hai certamente compreso, il mio articolo è rivolto a chi non si arrabbia mai andando così incontro a un mare di guai.
        A presto
        Pasquale

  • Crystal

    L’argomento m’interessa, e molto. Sono un po’ confusa però, dovrò metabolizzarlo sicuramente. Mi riconosco in uno di questi 4 e per metà in un’altro. Vorrei sapere come sviluppare la capacità di avvicinamento a quegli archetipi al momento lontani dal proprio, ai quali però si ambisce. Grazie di tutto come sempre!

    • Cercherò di fornire quanti più chiarimenti possibili nei prossimi articoli di approfondimento.

      Andrea.

  • jalordita

    Cooooooossssaaaaaa? Quindi io sarei un mago??? Te lo scordi, su D&D sarò sempre un’elfo, mai un mago sfortunato!! Non cambierò mai il mio profilo!!! Hahahaha, come sempre un ottimo articolo grz per aver creato questo sito ed esserci andre !! (ti posso chiamare “andre” vero?)

    • Grazie del commento Jalordita ;-)

  • Ivan

    La prima cosa che ho pensato leggendo il titolo è stata: bene! oggi si prepara la scheda di un nuovo personaggio di D&D!! eheheh.
    Purtroppo l’articolo lascia tutto un po’ in sospeso, ma è un “prologo” per poter sviluppare bene il tema quindi ci può stare.
    Sicuramente hai riprodotto molto bene l’effetto “to be continued..” in stile serie tv, quindi direi che in molti torneranno curiosi di scoprire questi archetipi!

    Ivan

    • In realtà Ivan questo post non voleva essere un semplice prologo: era necessario introdurre alcuni concetti chiave come la natura a triangolo degli archetipi e la loro forma matura ed immatura, altrimenti si rischia di non comprendere l’analisi dei singoli archetipi.

      Grazie comunque del commento.
      Andrea.

  • Andrea (omonimo)

    Per caso giorni fa dialogavo con un collega che mi illustrava un insieme di archetipi leggermente diverso, in particolare in questo c’era anche la figura de il nomade (uno che in sostanza tende a tenersi fuori dai gruppi). Io spontaneamente conclusi che stavo tra questo e il mago. Chissà quante possibili catalogazioni esistono, ma tu perché hai scelto proprio l’insieme di quattro archetipi in questione? Un “nomade” non è essenziale come a me sembra come riferimento? ;-)

    • Ciao Andrea,
      io mi ritrovo in questa classificazione a 4: come spiegato anche all’interno del post, esistono molti altri modelli basati sugli archetipi, ma come autore ci si aspetta che faccia delle scelte soggettive, e la mia è stata quella di rifarmi al modello di Moore, che trovo al contempo completo e senza troppi fronzoli.

      A presto,
      Andrea.

  • Massimo

    Ciao Andrea, puoi chiarire meglio: parli di modelli da apprendere, di carattere e personalità, di apprendere, imparare,sviluppare. Ma è un qualcosa che uno ha già in sé? Altrimenti arbitrariamente uno decide ciò che gli piace di più e si sforza di diventarlo? Ma non c’è il rischio di alienazione?

    • Gli archetipi, nella definizione Jungiana, sono modelli di pensiero universali che abbiamo già dalla nascita. In questo articolo introduttivo ho sottolineato come gli archetipi dell’uomo adulto vadano invece assorbiti e appresi. Sono potenzialmente nelle nostre capacità, ma senza un costante modellamento difficilmente possono diventare parte della nostra personalità.

      Come ripetuto in altri commenti, una maturazione completa avviene nel momento in cui riusciamo ad assorbire i caratteri salienti di tutti e 4 questi archetipi: per natura e per scelta si può essere più attratti da uno degli archetipi, che sarà il nostro archetipo dominante, ma una personalità davvero completa non può tralasciare certi modelli di comportamento.

      In merito all’alienazione provo a risponderti in base a ciò che ho compreso. Se per alienazione intendi la cancellazione della nostra personalità, ricorda che gli archetipi non sono personalità complete da dover imitare passivamente: sono solo modelli di comportamento e di pensiero, insomma icone a cui ispirarsi e di cui seguire le linee guida, ma sempre nel rispetto della nostra personalità unica, di cui casomai saranno esaltati i pregi e smussati i difetti.

      Spero di averti risposto,
      Andrea.

  • Claudia

    Che poi, questi eterni bambini prendono solo i tratti “negativi” dell’infanzia… ho sempre pensato che se mantenessimo la fiducia, la fantasia, la curiosità e la voglia di giocare dell’infanzia, le persone sarebbero già migliori. E invece ci vergogniamo di mostrare l’innocenza dei bambini perché gli altri sono pronti a bollarci come “strani”.
    Attendo con curiosità gli altri articoli: sono proprio curiosa di scoprire a che archetipo appartengo. Anche se qualche idea al riguardo comincio ad averla. :D

    • Dal punto di vista psicologico, rimanere bambini non ha nulla a che fare con i miti romantici dell’innocenza, della fantasia, etc. è un vero e proprio dramma.

      I bambini richiedono sempre attenzioni, sono egoisti, hanno sempre paura, e chi più ne ha, più ne metta. Molto interessante da questo punto di vista il libro di Giulo Cesare Giacobbe: Alla ricerca delle coccole perdute

      Per il resto, come detto in alcuni altri commenti: non conto molto a quale archetipo apparteniamo (anche perché non è così scontato), conta molto di più quali azioni adotteremo per maturare i diversi archetipi.

      Andrea.

      • Claudia

        Ma sì, non intendo dire che i bambini sono SOLO innocenti, so benissimo che sono esseri umani e in quanto tali sono molto di più di quello che la gente vorrebbe credere!
        Ma è innegabile che nei bambini c’è una bella dose di “freschezza” perché ancora non hanno tutto un bagaglio di esperienze, delusioni e paure che invece hanno gli adulti. E secondo me mettere da parte la fiducia, la fantasia e la curiosità di quando eravamo bambini ci fa perdere una parte importante di noi e della vita.
        Non possiamo tornare ad essere bambini ma provare a ricordare come eravamo e non farci dominare da paure e vergogne che spesso sono solo nella nostra testa! ;)

  • Fab

    Ciao Andrea,

    trovo l’articolo sexy ma non efficace!!

    Vengo e mi spiego!!

    Qual’è il miglior modo ( efficace ) per conseguire il benessere autentico nell’essere umano?

    “Il benessere autentico deriva dal continuo esercizio delle proprie potenzialità e virtù”

    by Martin Seligman, psicologo, professore universitario, saggista statunitense, fondatore della psicologia positiva.

    Per quanto riguarda le virtù, di seguito un tool molto utile:

    http://www.virtue.info/virtues/universal/virtues.php

    Sono quelle le virtù universali, non si scappa, non c’è niente da inventare!!

    Per quanto riguarda le potenzialità, si tratta invece di saper individuare i propri talenti naturali e allenarli costantemente!!

    Come si fa a individuare i propri talenti naturali?

    La via più logica parte dal presupposto che siccome l’essere umano nella sua vita quotidiana fa uso di diversi tipi di intelligenza, si tratta di stabilire quali sono quelle dominanti in ognuno di noi!

    I test del QI si concentrano su intelligenza logica e linguistica, i due elementi che più incidono nel rendimento scolastico. Definire l’intelligenza di una persona è però una questione molto più complessa e sfaccettata.

    Come spiega lo psicologo statunitense Howard Gardner, “La gran parte della gente quando usa la parola intelligenza pensa che ci sia una singola intelligenza con la quale si nasce e che non si può cambiare molto.Io penso che il test del quoziente intellettivo sia una misura ragionevole del rendimento delle persone a scuola, ma esso offre una visione molto ristretta di come sia l’intelletto umano una volta usciti dalla scuola”

    Un brillante curriculum scolastico, insomma, non è sinonimo di intelligenza tout court. Ci sono tante intelligenze diverse che ognuno di noi possiede in percentuali e combinazioni differenti, a seconda delle proprie attitudini e avversioni. Nella sua teoria delle intelligenze multiple, Gardner ne individua otto:

    Intelligenza spaziale, Intelligenza musicale, Intelligenza cinestetica, Intelligenza interpersonale, Intelligenza intrapersonale,
    Intelligenza ecologica o naturalistica,infine le due intelligenze “classiche” quelle individuate dal quoziente intellettivo: Intelligenza linguistica, Intelligenza analitica.

    Di seguito un rapido test ( ovviamente per chi lo vuole fare ) su questa tematica:

    http://www.literacyworks.org/mi/assessment/findyourstrengths.html

    Per chi vuole ulteriormente approfondire:

    “Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences” by Howard Gardner

    Su amazon.com descrizione completa del libro e reviews e su amazon.it per eventualmente ordinarlo.

    Un ulteriore strumento per individuare i propri punti di forza per esercitare al meglio le proprie potenzialita è :

    digitare su google authentic happiness .

    Una volta che si è sul sito, registrarsi, dopo cliccare sul link “Questionnaires” e selezionare il test “VIA Survey of Character Strengths”.

    Per un programma davvero serio e completo a 360 gradi:

    digitare su google pathfinders career design.

    (The program features a very comprehensive aptitude and personality testing instrument that measures a battery of 15 innate talents, traits, abilities and personality type )

    Tutto questo per dire che se per efficace intendiamo massimizzare un risultato minimizzando il dispendio di energie e tempo e allora spendere tempo e energia per esercitare in modo continuo le virtù universali e i propri talenti naturali ( questi ultimi individuati in modo davvero serio e completo ) è appunto molto più efficace rispetto a spendere tempo e energia per cercare di rientrare nell’archetipo ottimale preconfezionato a monte!!

    In conclusione, le virtù universali sono quelle che sono e c’è ben poco da inventare ma solo lavorare continuamente, per quanto riguarda i talenti naturali sicuramente un esercizio continuo delle virtù universali favorisce lo sviluppo dei talenti naturali e questo è un punto di partenza non da poco!!

    Per quanto riguarda il discorso talenti naturali come abbiamo visto ognuno di noi è un personalissimo mix di svariate determinanti e quindi a maggior ragione volere ingabbiare il tutto in un solo e unico archetipo non mi sembra un metodo efficace!!

    Tutto sto discorso l’ho fatto non per contraddirti ( non me ne può fregare di meno!! ) ma semplicemente perchè io credo in una società che favorendo davvero lo sviluppo dei talenti naturali ( ovviamente anche virtù ) dei propri cittadini, riesce a premiare le eccellenze individuali e di gruppo e quindi crea crescita e ricchezza innestando dei circoli virtuosi e quindi nel mio piccolo quando posso cerco di dare il mio contributo su questo tipo di tematiche!!

    Tutto qua!!

    Ciao!

    Fab

    PS terza eccezione alla promessa ma appunto come ho spiegato non potevo fare a meno di dire qualcosa!!

    • Ciao Fab, il tuo commento mi ha fatto ripensare a quello di Pasquale a cui ti rimando. Per il resto, ti ringrazio per i continui spunti.

      Concordo sulla necessità di coltivare le virtù chiave ed i nostri talenti, credo, d’altro canto che, il modello degli archetipi, facendo leva sul potere dello storytelling, possa ispirare diversi lettori.

      Parliamoci chiaro, questo modello non è detto che risuoni con tutti, ma pensavo fosse importante proporlo.

      Andrea.

  • Fab

    Ciao Andrea,

    figurati, è stato un piacere!!

    L’articolo di Pasquale già lo avevo letto prima di scrivere e pubblicare il mio, dice delle cose giustissime ma a mio avviso si focalizza solo sul discorso virtù e quindi a parte le ragioni sopramenzionate ( che rimangono le motivazioni principali per le quali ho vouto scrivere il post ) ho voluto scrivere un articolo che tenesse in considerazione anche il discorso svillupo talenti naturali e quindi poi tutta la questione diventa un pò più complessa!!

    Si è vero come ho detto che l’esercizio delle virtù universali favorisce anche il fiorire dei talenti naturali, è comunque anche vero il contrario ( mi ero scordato di dirlo!! ), insomma è un circolo virtuoso che si alimenta in due direzioni!!

    Sul discorso archetipi e conseguente ispirazione dici bene!!

    Evidentemente per proporre questo modello ha ispirato anche te !!

    Poi ovviamente come in tutte le cose ci sarà chi lo saprà interpretare con più saggezza e chi con un pò meno saggezza!!

    Fa parte del gioco!!

    Ciao!

    Fab

  • cratos

    C’è anche un grafico che spiega il perché di tutto qst …tempo fa ho scoperto qst “tecnologia” , aggiunto un po di pnl e conoscenza del bodylanguage ed ho capito subito come parlare con una persona .

    http://www.kwml.com/contemplate/assembler.php?page=welcome

    PS non esiste piu la versione mobil del sito?

    • Uhm, ho visto quel sito durante le ricerche per la preparazione di questa miniserie, ma non mi piace l’approccio e non mi piace il modo in cui è stato stiracchiato il modello originale di Moore.

      Ripeto, e cercherò di ripeterlo con maggiore chiarezza nei prossimi post: il punto non è trovare il proprio archetipo, il punto è maturare questi 4 archetipi, in modo completo ed integrato.

      Capisco che sia molto più facile pensare che siamo tutte persone mature, che devono semplicemente scoprire la propria personalità dominante. Ecco, la realtà è un po’ diversa: ci sono molti bambini (con età anagrafiche che ingannano) che devono fare molto lavoro su se stessi per maturare determinati tratti caratteriali ed un semplice test non serve ad una beneamata cippa.

      • cratos

        ciao , ti do ragione quasi su tutto, forse non mi sono spiegato bene , in riferimento al grafico (e non al sito che non lo conosco) mostra in una maniera molto efficace perche ogni personalita custodisce i suoi tratti.

        ad ogni modo aspetto la tua versione degli archetipi. molto affascinante ed importante per la vita.

        un saluto cratos.

  • Per quanto riguarda la versione mobile, stiamo lavorando (un po’ a rilento a dir la verità) ad una nuova veste grafica di EfficaceMente, che sarà responsive e quindi si adatterà bene ai diversi dispositivi mobili (smartphone, tablet, etc.).

    Andrea.

  • livio

    Ciao
    personalmente non condivido questa tesi, suddividere il genere umano in 4 grossi scatoloni non è realistico probabilmente secondo questa suddivisione Einstein,Hannibal Lecter, Hitler e Ghandi sarebbero uguali. Fin ora mi sembri un cercatore d’oro con il setaccio troppo grosso e la polvere fina se la porta via il fiume. Secondo me quello che siamo è frutto di 1)genetica 2)ambiente 3)caso e nel caso delle forme di vita più evolute il collante di tutto è la psiche. Possiamo intervenire su qualche punto direttamente cambiando ambiente alias stimolo o puntando su più occasioni (caso) la genetica di solito più che cambiare si adegua e la psiche tira e spinge la carretta alias noi dandoci l’illusione che tutto dipenda da lei. La prova di tutto questo tra Einstein e Jimbo il gorilla dello zoo c’è solo il 3 % di differenza nel dna. Per la cronaca tra Einstein e un politico medio la differenza è del 3,5%. Attendo nuovi post per approfondire gli archetipi.Grazie

    • Ciao Livio,
      gli archetipi non sono un sistema di classificazione, ma modelli di comportamento e di pensiero da cui trarre ispirazione.

      Grazie del tuo commento,
      Andrea.

  • Let

    Grazie Andrea,
    con i tuoi articoli ci dai sempre preziosissimi spunti di riflessione alimentando così il confronto collettivo. Ehm, davvero Molto carino l’Uomo della prima foto, quella vicina alla citazione di Williamson, somaticamente sembra coniugare tutti e 4 gli archetipi proposti da Moore; se magari me lo mandi per posta io sarei ben lieta di prendermene cura, ovviamente sempre per fini scientifici usandolo come case-study e poi, sempre che lui non mi uccida prima, vi relaziono il tutto. ;-) .
    Dai, scherzi a parte ho letto con attenzione il tuo articolo e volevo dare il mio umile contributo. A dire il vero io ritengo che in ognuno di noi convivano le diverse peculiarità di ciascun archetipo, aventi tutte grandi potenzialità di affermazione e son convinta che dipenda solo da noi assecondarle, coltivarle, implementarle al meglio. Bisogna infatti avere la scaltrezza di riconoscerle e soprattutto avere l’umiltà di assecondarle appieno. Visto che già siamo troppo spesso indifferenti agli avvenimenti esterni, per lo meno mi sembra doveroso provare a dare ascolto a ciò che è già dentro noi stessi. Certo che se non ci fermassimo mai ad ascoltare tali vocine interiori rimanendo ciechi e sordi, rimarremmo incastrati nella più assoluta banalità e mediocrità andando così a scimmiottare l’idolo del momento sol perché gode del consenso di alcuni. Onestamente mi spiace molto in questa sede confutare la tesi ed il modello presentato da Moore, ma è doveroso farlo poichè dalla mia sempre modesta ed umile osservazione si evince l’inesistenza e nemmeno il prevalere di un unico archetipo in ogni individuo: in noi possono coesistere i diversi archetipi che possono benissimo convivere senza che nemmeno entrino in conflitto tra loro. Credo cioè che vi siano momenti in cui in noi prevale un tipo di archetipo e momenti in cui ne prevale un altro tipo. Vi saranno periodi e circostanze in cui prevarrà l’uno e circostanze in cui prevarrà l’altro e sono molteplici le variabili che influenzano il prevalere dell’uno o dell’altro in uno specifico momento (tra queste la storia di ognuno, l’ambiente esterno ed in particolare le persone con cui interagiamo, la loro natura, il loro modo di porsi, ecc.). Per me Essere Uomini e Donne significa proprio avere la capacità di essere poliedrici. Mai fossilizzarsi in un unico archetipo, la varietà e la variabilità denotano una elevata capacità personale ed evolutiva. Un uomo è Uomo (e così pure una Donna) quando è eclettico, quando sa essere un po’ di tutto a seconda delle circostanze, quindi quando sa pure adattarsi.
    QUANDO SI DIVENTA GRANDI? A mio avviso SI DIVENTA GRANDI all’improvviso e spesso dopo l’accadimento di un grosso evento destabilizzatore, che ti investe travolgendoti senza nemmeno preavviso. Devi guardarlo per forza in faccia e non puoi scappare perché sei paralizzato e senza fiato ed anche se chiudi gli occhi lo vedi lo stesso perche è li imposto dall’alto, e così devi accettarlo, devi accettarlo tuo malgrado! È lì in quel momento che si apre un’altra dimensione, ti ci ritrovi catapultato dentro per cui osservi guardingo ma per istinto ti rialzi ed asciughi le lacrime e provi a bendare le ferite, ma al contempo cominci a vedere tutto in un modo diverso, … , tutto appare … più luminoso, chiaro, semplice. Finalmente riesci ad apprezzare anche ciò che prima ti sembrava scontato e cominci a vedere oltre. Comprendi che nella vita nulla è scontato e così cominci a godere anche delle piccole cose, le assapori trovandole estasianti. All’improvviso ti ammorbidisci e finalmente arrivi a comprendere quelle che sono le 3-4 cose importanti della vita, restando tutto il resto solo un banale contorno. Da quel momento finirai di frignare ed inizierai a capire il senso della vita e ad assaporarne il suo vero gusto. Finalmente ti sentirai VIVO e soprattutto ti sentirai un PRIVILEGIATO per aver avuto l’opportunità di RINASCERE e riconsiderare tutto.
    “Essere Grandi significa non fossilizzarsi nei vecchi schemi precostituiti, ma riscrivere con passione la propria storia”.
    Andrea vedo con piacere che siamo sulla stessa lunghezza d’onda, si i 4 archetipi credo che vadano meglio approfonditi al fine di conoscerne le specifiche caratteristiche così da riconoscerli e poi da consentire una loro ideale combinazione ed integrazione in ognuno di noi.
    Ciao e Grazie,
    Let.

  • Paolo

    Interessante.
    Tutto questo mi ricorda i principi dell’analisi transazionale: ne parlerai nelle prossime puntate?

    • Ciao Paolo,
      no, in questi articoli sugli archetipi non tratterò l’analisi transazionale.

      Andrea.

  • Diego

    Non vedo l ora di saperne di più. In verità non so quale archetipo io sia. Voglio saperlo però.
    Ciao =)

  • Luciano

    Bell’articolo Andrea, conoscevo già gli archetipi di Jung ma non sotto questa classificazione che sicuramente può essere più pratica per un percorso di crescita personale…

    Personalmente ho letto due libri sul modello dell’Enneagramma e l’ho trovato molto utile per lo stesso scopo: rispetto ad altri modelli è molto differenziato, permette di guardarsi molto a fondo e se affrontato seriamente ti fa guardare in faccia le tue parti in ombra e ti aiuta a superarle :)
    Ne hai mai sentito parlare? Potrebbe essere un’ottima integrazione!

    (purtroppo a volte viene presentato malamente da “tipi 3” come uno strumento utile per la persuasione/comunicazione, ma il suo vero fine è quello della crescita interiore e sotto quella cornice viene totalmente travisato)

    • Ciao Luciano, sì ho sentito parlare di enneagramma, ma non è una tematica che ho approfondito.
      Andrea.

  • Massive

    Fantastico, non vedo l’ora di intraprendere questo percorso!

    • Questo lunedì il primo articolo di approfondimento sull’archetipo del guerriero. Nei prossimi mesi arriveranno anche gli altri archetipi ;-)

  • VICTOR

    NON MI è PIACIUTO

    • Ti ringrazio del commento schietto Victor,
      Andrea.

  • antonio

    andrè ma lo sai che per uno strano scherzo del destino,proprio l’altro giorno mi è stato regalato un ciondolo con su inciso “guerriero”…..bè,non saprei spiegartelo,ma mi ha ispirato :D
    Al prossimo articolo

  • Patrick

    Sei un genio.. Questo post cade proprio a fagiolo, grazie Andrea !!

  • Angelo

    Con queste quattro personalità si potrebbe fare un film superlativo, senza trascendere nella fantascienza. La cosa che mi affascinerebbe e vedere lo scontro psicologico tra due maghi uno che nel pieno della sua personalità e l’altro immerso nelle sue ombre. Wow, questo sì che sarebbe un film superlativo.

  • Angelo

    Antonio, ma lo sai che il cognome è Magistro. Altro che medaglione, a me lo hanno proprio detto in faccia.

  • Luca

    Ciao Andrea.

    È possibile riconoscersi in almeno tre di questi archetipi diversi oppure ho problemi di “auto-valutazione”?

    • Un adulto nel pieno della sua maturazione dovrebbe riconoscersi in tutti e 4 gli archetipi.
      Quindi, ben venga se ti riconosci in più d’uno.

      Andrea.

  • stefano

    ciao Andrea,

    Chiedo cortesemente se al termine della presentazione dei 4 archetipi è possibile avere un sinottico con le caratteristiche fondamentali degli stessi. sarebbe utile per avere una big picture

    ti ringrazio qualunque sia la tua risposta

    • Ciao Stefano,
      sto un po’ ragionando sull’articolo di chiusura di questa mini-serie: c’è chi ha proposto un test (tendenzialmente sono contrario, perché l’obiettivo è assorbire tutti e 4 gli archetipi), c’è chi come te vorrebbe un quadro di sintesi (questa mi sembra un’ottima idea).

      Vediamo ;-)
      Andrea.

      • giuseppe

        e vero mi a sconvolto un po questo post, ma comunque tutte le cose che ai detto sono verissime, o 30 anni e mi sento un pivello e una mammoletta, spero che mi dari dei consigli voglio cambiare ora no tra 20 anni ti saluto e complimenti per i post

  • Selene

    Ciao Andrea! Ho letto tutti gli articoli sugli archetipi e ovviamente mi sono piaciuti molto (moltissimo). Mi chiedevo se del libro di Robert Moore e Douglas Gillette ci fosse anche la traduzione in italiano. Mi piacerebbe leggerlo…
    Grazie mille e complimenti per il tuo blog,è veramente bello!

    • Ciao Selene,
      mi spiace, non sono a conoscenza di una versione in Italiano del testo :-(

  • francesca

    un libro interessante su questo tema è “alla ricerca delle coccole perdute”, simpatico, “leggero” ma molto chiaro e utile. lo consiglio.

  • Luminita

    Ciao Andrea,
    seguo con piacere e grande interesse il tuo blog.
    Complimenti. Sei davvero in gamba.
    a presto!

  • Enrico

    Caro Andrea, anzitutto complimeti per il blog molto interessante, ho svolto con piacere il test sugli archetipi ma mi sono imbattuto in alcuni dubbi nell’interpretare il risultato.
    Ho ottenuto 4 amante 3 guerriero 3 mago 2 re
    questo vuol dire che ho una personalità equilibrata, o più semplicemente che nessuno di questi aspetti è sviluppato?
    Ad esempio è possibile accrescere i risultati verso 7 – 7 – 7 – 7?
    grazie in anticipo per le indicazioni. Enrico

    • Ciao Enrico,
      no, tendenzialmente conta se il punteggio è squilibrato verso un archetipo (che sarà quello dominante) oppure no.
      Nel tuo caso però hai ottenuto punteggi particolarmente bassi su tutti e 4 gli archetipi, questo significa che alle domande di controllo che si focalizzano su un tratto specifico di un archetipo hai quasi sempre risposto “negativamente” (che non significa in modo sbagliato).

      In altre parole, il responso per te è: “non hai un archetipo dominante al momento, puoi decidere di focalizzarti su quello che ti inspira maggiormente, ma è sicuramente importante che rafforzi i tuoi archetipi, che sono ancora un po’ assopiti.” Rifacendo il test tra un anno, noterai sicuramente una maggiore polarizzazione.

      • Enrico

        effettivamente sono giovane e potrebbe servire un po di tempo per polarizzare, grazie delle utili indicazioni

  • alessandra

    Ciao Andrea ho provato a fare il test ma il risultato è stato strano.
    Ho ottenuto lo stesso punteggio (8) per l’archetipo del Mago e del Guerriero. Chi sono dunque?

  • sabner

    .
    Fin dal primo articolo sugli archetipi mi sono detto, “li leggo e aspetto che li scriva tutti poi farò una bella valutazione generale” quindi eccomi qua :D
    ———— ———— ————
    guerriero
    caratteristiche
    . -coraggio
    . -disciplina
    . -determinazione
    . -concentrazione
    . -competenza
    . -agressività
    . -distacco emotivo
    . -lealtà
    . -resilienza
    to do list
    . -lasciati ispirare
    . -affronta paure
    . -allenati
    . -trova scopo vita
    . -metti alla provo resilienza
    . -pratica disciplina
    . -meditazione
    ———— ———— ————
    amante
    caratteristiche
    . -autostima
    . -ricerca piacere
    . -sensualità
    . -idealismo
    . -creatività
    . -capacità relazionali
    to do list
    . -tempo per godersi la vita
    . -assapora la vita
    . -sviluppa passioni
    . -lasciati ispirare
    . -immergiti nella natura
    . -impara a sedurre
    ———— ———— ————
    mago
    caratteristiche
    . -curiosità intelletuale
    . -ama tecnologia
    . -inventiva
    . -riflessività
    . -passione x studio
    to do list
    . -non smettere mai di imparare
    . -52 libri all’anno
    . -impara 4 nuove abilità all’anno
    . -crea
    . -insegna
    ———— ———— ————
    re
    caratteristiche
    . -equilibrato
    . -risoluto
    . -protettivo
    . -leader
    to do list
    . -trova scopo vita
    . -diventa leader
    . -ritrova equilibrio
    . -impara a prendere decisioni
    . -assumiti responsabilità
    . -niente scuse
    . -investi su te stesso
    ———— ———— ————
    .
    Gli archetipi del guerriero e del mago sono i miei preferiti, quelli che mi ispirano di più
    -il guerriero è la massima espressione di disciplina, resilienza, determinazione e concentrazione
    . -di conseguenza è anche maestro nel distacco emotivo, coraggio/agressività
    -il mago invece è il simbolo della creatività della curiosità e voglia di imparare sempre cose nuove
    -i 2 archetipi sembrano a volte indirizzati in 2 ambiti, il guerriero nel campo fisico e l’amante in quello mentale ma poi le cose si mischiano
    . -per studiare assiduamente bisogna essere determinati e costanti come un guerriero, per certi sport (come il mio) è bello avere la curiosità e vogli di sperimentare del mago
    .
    L’archetipo dell’amante ha un suo ambito ben definito, lo vedo un po marginale rispetto a guerriero e mago ma non per questo da trascurare
    -diciamo che l’autostima non la vedo una sua caratteristica dato che un guerriero o un mago con poca autostima non ce lo vedo proprio
    -anche l’idealismo non è proprio sua, la vedo più del guerriero
    -la creatività la vedo più del mago, forse l’amante ha la sua cretività in campo artistico e il mago in campo tecnologico
    -capacità relazionali, sensualità e ricerca del piacere sono le uniche vere caratteristiche dell’amante
    . -infatti poi le azzioni suggerite per sviluppare l’amante riguardano proprio queste caratteristiche
    .
    L’archetipo del re è quello meno interessante
    -l’unica differenza rispetto agli altri archetipi è che si aggiunge il fattore “leder”
    -riguardo all’ “equilibrio” e al “risoluto”, è uguale alla resilienza del guerriero, quindi nulla di nuovo
    -riguardo a “protettivo”, non credo che un amante, guerriero o mago non si prendano cura di coloro che amano
    -riguardo a “trova lo scopo della tua vita” aspetto già visto nel guerriero
    -riguardo a “investi su te stesso” aspetto già visto nel guerriero e nel mago, il guerriero si allena e fa pratica deliberata, il mago studia
    .

  • Daniela

    Ho letto solo questo articolo per ora, ma la prima cosa che ho pensato è:
    WOW, E’ UNA BOMBA!!!

    Ok, solo per dire che… molto interessante. Davvero. Mi affascina.

    Continuerò a leggere.

    *****.*****

  • Marco

    Sono sicuramente un re, in quanto ho la “capacità di inspirare” ahahahaha !! Andrè correggi quest’errore all’inizio del paragrafo sul re (anche se mi ha fatto ridere un sacco) :)
    Detto ciò ti seguo da un po’: ottimi contenuti ;)

  • Manuel

    Era proprio quello che stavo cercando!
    Grazie!

  • Luca

    Il seguire questi 4 modelli di comportamenti,e portarli alla maturazione….sarebbe il 1 passo fondamentale della crescita personale,giusto? E, rifacendosi alla letteraura, Enea,Aragorn e Ulisse rappresenterebbero rispettivamente gli archetipi del guerriero,re e mago?

  • Le

    Ciao Andrea!! Finalmente riesco a commentare qualcosa :D adesso mi sento un mostro della tecnologia!! Mmmm allora, prima di tutto complimentissimi per questo tuo progetto e per gli articoli che seguo sempre grazie alla Newsletter! Ho messo anche tra i preferiti del mio browser il tuo archivio Efficacemente, così quando posso me lo spulcio per benino.
    Un dubbio, ho fatto il test e non ho capito bene come interpretare il risultato: su tutti gli archetipi 27,3% mentre per l’amante 18,2%. Quindi forse dovrei concentrarmi sul rafforzare questo. Ma come archetipo dominante, nonostante la parità tra gli altri tre, mi da Mago. Aiutini, suggerimenti, consigli?

  • Marco Lombardi

    minkia Andrea, che bello questo articolo. C’è da riflettere per settimane :-)

  • Luca De Marco

    Grazie!
    C’è ne fossero di più di persone come te, che aiutano a mettere a fuoco i concetti fondamentali per una buona vita!

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