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Investire in borsa e… quel 2% al mese

Per costruire un capitale non hai bisogno di fortuna, hai bisogno di metodo. Un articolo su come investire in borsa ed ottenere quel rendimento del 2% al mese sul capitale.

investire in borsa

“Il miglior modo per fare soldi divertendosi è quello di trasformare i soldi nel tuo hobby e non nel tuo dio.”

Scott Alexander.

In un recente articolo, parlando di abitudini per cambiare vita, ho sottolineato quanto possa essere importante risparmiare per costruire un capitale. Ma l’esempio del rendimento del 2% non è proprio piaciuto a tooby:

“2% mensile significa che 100 euro dopo un anno diventano intorno ai 125-130 (dipende dal tipo di interesse corrisposto). Non esiste un investimento che possa garantire un tasso del 25% annuo, a meno di non garantire un rischio altrettanto stratosferico. E per arrivare a simili rendimenti, perdonami il francesismo, ma serve una gran botta di c**o, da sostenere per 20 anni. Roba che neanche Gastone…”

Sono d’accordo con tooby: credo che sia difficile avere un rendimento sul capitale del 2% al mese, ma non impossibile. Perché dovrei precludermi ogni possibilità? Per quanto mi riguarda preferisco chiedermi: come posso avere quel 2% al mese?

In questo articolo voglio parlarti di una delle possibili risposte a questa domanda.

Da ormai qualche anno sono appassionato di trading on-line. In realtà la finanza mi ha da sempre affascinato: film come Wall Street di Oliver Stone o libri come Reminiscences of a Stock Operator, fanno da tempo parte della mia lista degli “imperdibili”. Ma solo nell’ultimo periodo ho deciso di operare in prima persona.

Ogni giorno le borse mondiali sono attraversate da miliardi di euro che si muovono come le onde di un oceano smisurato. Facendo trading on-line hai la possibilità di surfare quelle onde o di esserne travolto.

Mi reputo un surfer… pardon, un trader principiante, ma mi piacerebbe condividere con te qualche consiglio pratico per approcciare il mondo del trading on-line e magari ottenere proprio quel 2% al mese:

  • Non investire i soldi per il supermercato. Se decidi di iniziare ad investire in borsa, avrai bisogno di un piccolo capitale da cui partire. 2.000 € possono essere più che sufficienti per fare i primi esperimenti. Ciò che conta è che i soldi che decidi di impegnare siano soldi di cui non hai urgente bisogno. Perché questo? Per almeno 2 motivi: a) molto probabilmente prima di iniziare a guadagnare seriamente in borsa, perderai gran parte del tuo capitale iniziale. b) per fare trading on-line devi avere a disposizione un capitale dedicato per sfruttare al meglio le occasioni che si presentano.
  • Scegli gli strumenti giusti. Internet oggi offre decine di piattaforme per il trading on-line. In Italia puoi scegliere di iniziare con Fineco o con Directa. Per quanto mi riguarda ho scelto Fineco: i servizi di trading offerti sono completi ed i costi totali di gestione del conto sono accettabili.
  • Specializzati. Futures, opzioni, forex, azioni, ETF, fondi, PAC, Wall Street, DAX. Investire oggi è un po’ come andare al mercato del pesce: trovi di tutto e di più. Ma il segreto del successo in borsa è la specializzazione. Scegli uno strumento, scegli una piazza su cui operare ed impara tutto ciò che puoi imparare. Il resto è rumore di fondo.
  • Studia. Il mondo della crescita personale è stato invaso da venditori di fumo che promettono rendimenti in borsa a due cifre grazie alla frequentazione di un weekend di corsi (dal costo a 4 cifre!). Non voglio commentare, ti riporto solo una citazione molto nota tra i traders professionisti: “Chi sa operare…opera, chi non sa operare…insegna, chi non sa insegnare…fa consulenza, chi non sa fare consulenza…gestisce patrimoni”. Non farti abbindolare da questi ciarlatani: una volta scelto lo strumento finanziario su cui operare, studialo utilizzando le risorse gratuite in rete o i buoni vecchi libri di testo.
  • Adotta un metodo. Investendo in borsa perderai soldi. Questo però non significa che non riuscirai ad accrescere il tuo capitale. Puoi chiudere 8 operazioni su 10 in perdita e continuare ad ottenere quel famoso 2% (o più) al mese. Si tratta solo di avere il giusto metodo. Che tu scelga di seguire il trading system di un professionista o un tuo metodo, ciò che conta è che impari ad adottare regole di investimento ferree. Investire in borsa non è come scommettere sui cavalli: consistenza, costanza e metodo contano molto più di singoli colpi di fortuna.

Investi anche tu in borsa? Fammi sapere quali sono state le tue esperienze nei commenti.

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  • L’ho fatto molti anni fa durante l’università, la lezione che IO (è solo la mia personale opinione) ne ho tratto è che devi investire i soldi appunto per INVESTIRE: cioè devi studiare i fondamentali delle aziende a cui vuoi dare i tuoi soldi per decidere sulla crescita di quale azienda vale la pena puntare. Sì, perchè investire vuol dire dare fiducia ad un’azienda perchè pensi che nel tempo il valore che essa crea ai suoi clienti aumenterà, l’investitore in pratica finanzia questa crescita, nella speranza di essere ripagato un giorno. Ci vuole una cultura finanziaria di base (che si può acquisire, ma che non è nel mio bagaglio), l’obiettivo di investire a lungo termine e disciplina.

    Io invece saltavo dentro e fuori facendo intraday trading che consumava tutto il mio tempo e le mie energie, a quel punto era diventato un lavoro e quello non è il lavoro che mi piace fare. Perciò ho smesso e preferisco focalizzarmi sulla costruzione di nuovi business miei, possibilmente che siano (pseudo) passivi e che possano in qualche modo migliorare la vita del prossimo.

    ciao
    alexander

    • Angelo

      Ho seguito con interesse la vostra discussione e vi vorrei sottoporre alcuni dubbi in merito alla possibilità di investire in borsa per fare soldi.
      Premetto che il mio stipendio non supera i 1500 euro e quindi non avrei nessuna possibilità di risparmiare dei soldi giocando in borsa.
      Ma vi serei grato se mi riuscite a spiegare le ragioni che giustificano un sistema basato sul fatto che l’andamento di un titolo dipende da anche da alcuni fattori fondamentali come le scelte strategiche dei paesi più industrializzati e dalle politiche economiche e sociali oltre al fatto che i titoli salgono se:
      – l’azienda decide di ridurre il personale;
      – se decide di ridurre gli investimenti nella sicurezza;
      – se decide di investire in paesi dove non esistono diritti per i lavoratori;
      – se non si considera l’aspetto etico dell’investimento ma la possibilità di un immediato rialzo;
      e potrei continuare all’infinito visto quello che è successo dopo il crollo delle borse americane ed europee e quello che ha significato per i “poveri investitori” e per tutti noi comuni mortali vedi (affare Parmalat, Telecom,…)
      Gli indici di borsa che vengono comunicati alla chiusura delle principali borse mondiali sono la rappresentazione dell’attuale modello di sviluppo economico basato sulla speculazione finanziaria dove ci si guarda bene dal comunicare che l’aumento di un titolo ha un ricaduta negativa per migliaia di lavoratori e consumatori.
      A questo punto a che serve giocare in borsa diversificando o trovando il sistema migliore per non perdere il proprio capitale quando il controllo del sistema si basa su una logica finalizzata a togliere (non solo ai piccoli risparmiatori) ma a tutta la società civile quei pochi soldi necessari per vivere?
      Per concludere trovo interessante il blog ma credo che parlare di speculazioni finanziarie sia non solo eticamente sbagliato ma vada nella direzione opposta delle sue stesse finalità.
      Angelo

      • Salve Angelo,
        noto molta confusione nel tuo commento, quindi ho il dubbio che i voli pindarici sull’etica siano legati più al “sentito dire”, piuttosto che a reali valutazioni di merito.

        La finanza è una tecnologia, uno strumento, esattamente come internet: dire che la finanza non è etica, è come dire che internet è piena di estremisti… siamo al livello dei servizi di studio aperto, o giù di lì.

        Senza la finanza non esisterebbe la tua pensione
        Senza la finanza la tua azienda chiuderebbe in poche settimane
        Senza la finanza non avresti un’assicurazione ed un piccolo incidente ti manderebbe sul lastrico

        In merito ai “poveri investitori”, preferirei chiamarli “investitori ignoranti”: come puoi pensare che ci sia qualcuno che abbia più motivazione di te stesso per gestire i tuoi soldi? Mi dispiace, ma non accetto questo vittimismo: viviamo in un’epoca in cui la disponibilità di informazioni e strumenti che ci permettono di prendere decisioni autonome (in finanza, in politica, nei consumi, etc.) è ai massimi livelli; chi continua a parlare di “poveri investitori”, “poveri cittadini”, “poveri consumatori” è chi non ha il coraggio di assumersi completamente le proprie responsabilità.

      • Daniele

        Ciao Andrea,
        è da poco che ti seguo, ma considero i tuoi post molto interessanti. Se possibile volevo avere qualche tua delucidazioni sull’ approccio, sullo studio, sulle abitudini del trading online, dato che ho deciso di mettere sulla voce spese mensile una piccola quota per la formazione e la pratica di questa attività. Grazie mille per i tuoi post utilissimi alla nostra crescita. :)

  • Il tuo post mi capita a fagiolo: ho cominciato a fare trading giusto una settimana fa. Conscio di quel post (che ho preso per provocazione, per spingere a porsi dei traguardi) mi sono dato un obiettivo ambizioso, difficile ma non impossibile. Quindi non il 2% (che continuo a ritenere impossibile per chi ha un capitale piccolo, visto che le commissioni mangiano maggiormente i piccoli importi).

    E se mi permetti un aiuto, dal basso dei miei studi, aggiungerei che per i piccoli importi gli ETF sono l’ideale, poiché grazie alla diversificazione totale, annullano il rischio “firm specific” delle azioni e degli strumenti legati a singole aziende, lasciando solo quello di mercato (che è ineliminabile).

    (Ecco, forse questo aggiungerei al tuo post: non mettere le uova nello stesso paniere, perché altrimenti rischi di romperle tutte).

  • Vincenzo

    Ciao a tutti,

    non sono un esperto di trading e non ho operato in prima persona.
    Tuttavia ho avuto modo di avvicinarmi alla materia grazie a mio cugino con il quale ho condiviso la mia camera universitaria a Bologna per tre anni :-)!!
    Lui faceva trading intraday (nessuna posizione aperta a fine giornata) sulla piattaforma di IWBANK e il metodo che utilizzava, piuttosto che sull’analisi fondamentale, si basava sull’analisi tecnica dell’andamento del titolo.
    Insieme ad un altro suo amico avevano sviluppato e testato algoritmi su determinati titoli che, in base all’andamento, suggerivano quando entrare e quando uscire e con quale strategia (short o long).
    Li testavano in simulazione per 2/3 settimane , se andavano bene, li appplicavano alla lettera per altre 2/3 settimane, con riusultati molto positivi!

    Per il momento, non avendo molto tempo, io vado su investimenti di lungo con gli ETF, ma il tema resta cmq di grande interesse.

    Spero di avervi dato qualche spunto di discussione :-)

    Ciao

    Vincenzo

  • Scusatemi per la risposta in ritardo: giornata intensa.

    @Alex
    Penso che l’investimento speculativo (di breve) e l’investimento basato sull’analisi fondamentale siano 2 mondi completamente diversi. In questo articolo mi sono concentrato sul primo tipo di trading.

    Non credo tuttavia al trading ossessivo. Il metodo che seguo al contrario ti permette di evitare l’overtrading. In generale non dedico mai più di 5-10 minuti al giorno al trading: imposto l’ordine automatico su Fineco alle 8:15 sulla base dei segnali di ShoTrading, controllo che sia tutto regolare e passo ad altro.

    Per il resto ho molto apprezzato il tuo ultimo passaggio. Credo che il segreto del successo di un’attività imprenditoriale sia proprio nel creare valore… ma la mia passione per la finanza rimane! ;-)

    • mahli

      Ciao Andrea,
      toglimi dalla mia ignoranza e prego spiegami esattamente cosa fai / quali passaggi esegui sul sito Fineco, quando scrivi [In generale non dedico mai più di 5-10 minuti al giorno al trading: imposto l’ordine automatico su Fineco alle 8:15 sulla base dei segnali di ShoTrading, controllo che sia tutto regolare e passo ad altro]. così che possa capire come caspita funziona magari su Fineco ed adottarlo su WeBank di cui sono correntista e di cui sto leggendo le guide che però non mi aiutano come vorreii. GRAZIE mahli

  • @Tooby

    Questa volta voglio essere provocatorio io.

    Un punto che aggiungerei è: metti tutte le uova nello stesso paniere

    Non credo molto nella diversificazione, penso che sia l’invenzione di qualche promotore finanziario non molto pratico. Per quanto mi riguarda ho solo una regola: 50% del capitale in investimenti sicuri, 50% in investi speculativi. Ogni gain realizzato lo ridistribuisco fifty fifty in investimenti sicuri ed investimenti speculativi.

  • @Vincenzo

    Grazie mille! Bisogna che mi presenti tuo cugino!
    A parte gli scherzi, il metodo che sto seguendo è molto simile a quello di tuo cugino, si basa su un trading system che suggerisce livelli di ingresso e di uscita (sia long che short) e naturalmente, come per ogni trading system, i risultati arrivano con una applicazione “priva di emozioni” dei segnali.

    Andrea

  • @Andrea: Tu metti il 50% delle uova nel paniere investimenti sicuri, e un altro 50% nel paniere speculazione. Hai diversificato. :-)

  • (Perdonami, prima andavo un po’ di fretta, quindi aggiungo una cosina). Io ho cominciato da poco a fare trading, ma non sono l’ultimo arrivato (ero appassionato di borsa già alle medie e oggi sono al terzo anno di economia aziendale).

    Ti posso dire che la diversificazione è oggetto di studio della finanza aziendale, ed è nata a seguito di una evidenza empirica: il mercato ha uno scarto quadratico medio minore rispetto ai titoli che lo compongono (mentre i singoli titoli veleggiano spesso e volentieri sopra i 35, il mercato si ferma intorno a 20). Basti pensare che sentiamo spesso di azioni che un giorno vanno su del 40% e il giorno dopo scendono del 60%, tuttavia in quei giorni il mercato, magari, si è mosso di pochi decimi di punto.

    Dunque no, la diversificazione riduce la variabilità e dunque il rischio. Non è l’invenzione di investitori poco pratici, ma di premi Nobel. :-)

  • Non fraintendermi Tooby, non penso che la diversificazione sia un male in assoluto. Ritengo che i premi Nobel a cui accenni abbiano realizzato tali studi con i grossi fondi di investimento in mente, fondi da miliardi di euro, per i quali diventa fondamentale la gestione del rischio (risk management).

    Per chi investe poche migliaia di euro in azioni, diversificare significa pagare ingenti somme in commissioni per ottenere rendimenti ridicoli a fronte di un rischio superiore a molti altri strumenti finanziari.

    Generalmente sono proprio i promotori finanziari inesperti a suggerire ai loro clienti di “diversificare”, presentandola come la panacea a tutti i rischi finanziari, ma senza in realtà conoscere l’applicabilità pratica delle teorie di money management e risk management.

    Sarei curioso di conoscere i rendimenti negli ultimi 12 mesi dei portafogli diversificati… ;-)

  • Comincio dalla fine: la diversificazione riduce il rischio, perché elimina quello specifico dell’impresa. Il rischio ineliminabile è quello di mercato. La diversificazione funziona, ma contro l’orso c’è poco da fare (a parte uscire o andare corti, ovviamente finché la consob te lo permette). Soddisfo la tua curiosità http://dshort.com/articles/2009/diversification-overview.html

    Quanto al resto, è vero che chi ha poche migliaia di euro non può diversificare come fanno i grandi investitori. Ed è proprio per ovviare a questo problema che sono nati i fondi e gli ETF: invece di diversificare il proprio portafoglio, si comprano quote di portafogli già diversificati. Commissioni contenute e ampia scelta (che poi siano stati inventati per attirare i piccoli investitori, non mi sembra sia un male). Fra gli ETF, poi, ci sono anche strumenti a leva, per chi vuole rischiare di più, per replicare più volte l’andamento del sottostante, insomma ce n’è per tutti i gusti: tutti possono e secondo me dovrebbero diversificare.

    E ti dico una cosa che ti farà piacere: un mercato sano cresce del 2% al mese, dunque scegliere un ETF che ne replichi l’andamento ci farebbe raggiungere il famoso obiettivo.

    Poi non capisco: i piccoli non dovrebbero fare risk management? Qui non mi troveresti d’accordo: ovviamente non dovrebbero inventarsi chissà quali grandi (e costosi) sistemi, ma anche semplicemente studiare, come suggerisci tu, è gestire il rischio.

  • Ciao Tooby,
    grazie per i continui commenti dettagliati e ragionati.

    Vorrei riportarti il mio pensiero finale sulla diversificazione. Riprendo un commento di un trader professionista, che la mia esperienza (seppur breve) mi ha spinto a condividere al 100%:

    Altro week end di tanto gioioso relax grazie al gran gain che abbiamo incassato su Fiat che va a far compagnia col colpaccio della settimana scorsa …… Un’ottima serie e dei bei passi avanti nei rendimenti dei due TS. Ora non vorrei star qui a fare quello che posta i complimenti a Nardini dopo ogni gain (anche perché lo seguo da 11 anni…) ma secondo me c’è una caratteristica che negli ultimi anni è maturata nella sua operatività che fa davvero capire quanto quest’uomo sia un TRADER di quelli veri (rarissimi) e con la T maiuscola: la capacità di SELEZIONE. Signori….non so se qualcuno conosce un po’ di storia dei grandi traders di borsa, ma una caratteristica che spesso distingue i “fuoriclasse” dal resto è la selezione di un numero limitatissimo di titoli, se non uno solo o due, su cui entrare in maniera pesante. Ha ragione Nardini quando dice che ciò che insegnano oggi su Gann non c’entra nulla con ciò che faceva lui, per esempio la famosa regola della diversificazione in 10 posizioni di Gann…..lui non la applicava, quando era il momento entrava pesante su una o due cose… . Il fatto è che solo quelli con le P**** CUBICHE possono permettersi di stare fermi e liquidi per giorni per poi di colpo dirti: > e te lo dicono indicandoti UN SOLO titolo o DUE. Lavoro nei trading desks da anni, spesso sono a Londra in un trading desk dove c’è gente anche abbastanza in gamba (ma anche loro erano quelli con gli ansiolitici sul tavolo durante il crash dell’estate scorsa mentre io dovevo trattenermi per non esultare sugli short che stavamo facendo qui…..) negli anni ho conosciuto tanti tanti tanti che “volevano esere traders”….ma quelli che lo sono davvero li conti sulle dita di una mano… e quando arrivi al DUNQUE tutti si arrampicano sugli specchi della DIVERSIFICAZIONE, del tipo >. Bene…vi dico una cosa: DIFFIDATE DI CHI DA’ SEGNALI SU TANTI TITOLI. In verità NON FA TRADING XCHE’ NON E”FATTIBILE NELLA REALTA’, perché non è possibile fare trading su 10 o 15 posizioni se sei un trader unico o un piccolo privato …..eppure questa è addirittura una REGOLA considerata classica. Perchè ? Perchè gente che sa davvero come si sta nel mercato (cioè con una disciplina ferrea e l’emotività di un ghiacciolo) in giro ce ne è pochissima….perciò tutti diversificano PERCHE NON SANNO COSA ALTRO FARE e la diversificazione da loro l’ILLUSIONE DI ESSERE PRUDENTI e protetti. In verità appena il mercato diventa direzionale, e va in direzione contraria con volatilità spinta…..loro sono decisionalmente BLOCCATI …. (come le gestisci 10 o 15 posizioni nel pieno dell’onda contraria ?). Ah…..se potessi fare i nomi….ne conosco certi che finiscono intervistati sui giornali e a fare gli sponsor per le sim e le gare di trading….. No Comment. Il punto è che se daà segnali pesanti solo su una cosa o due….o sei un pazzo e sei uno che sa come si sta nel mercato. Seguo Nardini dal 1997, posso asserire con certezza che non è pazzo. Buon we a tutti
    Funkytrader

    Fonte

    A parte il linguaggio a tratti colorito, direi che rende l’idea. Se la diversificazione nella teoria è ottima per la gestione del rischio, nella pratica di trading quotidiano, oggetto dell’articolo, non è di fatto applicabile.

    Andrea.

    • Sascha

      Ciao Andrea,

      innanzitutto ti ringrazio per aver tirato in piedi queste simpatiche pagine di blog.

      Tuttavia, una critica che ti devo assolutamente fare, è che trovo che tu sia una persona molto, molto impreparata. Il gentile Tooby, molto più preparato di me, ha saputo rispondere a modo e spiegarti come mai la pensa come la pensa.

      Credo che quotare il “racconto”, xche pare più un racconto che un metodo, senza giustificarlo dal tuo punto di vista e senza dimostrare nulla, non serva proprio a niente.

      Partendo proprio dall’inizio, ossia “investire in borsa… quel 2% al mese”, scusa, ma non hai proprio detto come fare a ottenerlo!
      Hai illustrato le più basilari regole del gioco, quelle che metaforicamente parlando, bastano per capire come sedersi in macchina, ma non hai spiegato come vincere il campionato…e credo che non ne saresti neanche in grado.

      Io direi Blog-fail. Scusa se sono cosi cattivo, ma è l’internet ;) Se lo fai, ti esponi.

      Ciaoooo

      PS: se ti devo fare un complimento, hai davvero un bel modo di scrivere!

      Sascha

  • Vincenzo

    Ciao Andrea,
    se posso ti volevo chiedere il costo di Iscrizione a ShoTrading (dopo la settimana gratuita di prova).
    Da quanto tempo segui le loro strategie?

  • Ciao Vincè,

    Credo che i ragazzi di ShoTrading preferiscano comunicare il prezzo dell’abbonamento durante il periodo di prova gratuito. Inoltre, se hai la possibilità di avere accesso al numero chiuso, penso che la settimana di prova sia un ottimo modo per testare il trading system. Come ripeto spesso negli articoli, con le belle parole si fa poco: sperimentate in prima persona e traete le vostre conclusioni.

    Io sono venuto a conoscenza di ShoTranding 4 mesi fa.

    Un saluto.

  • inciampo in patologia sociale? qualcuno (o quasi tutti!) si sono dimenticati cosa SONO i soldi?
    PROMEMORIA
    i soldi sono un corrispettivo temporaneo della produzione di beni o servizi!
    se vuoi guadagnare dei soldi produci beni o servizi.
    in realtà, se ci pensi un po’ meglio, nessuno vuole veramente guadagnare dei soldi, tutti (salvo patologie) vogliono essere felici. visto che la felicità spesso si può ‘comprare’, la gente tende a sovrapporre le due cose. nulla di male, di solito… ma poi c’è il trading online. in questi casi (come nel superenalotto) non produci né beni, né servizi, parassiti dentro un sistema autoreferenziale che non fa che farti dimenticare il senso del lavoro, il senso della creatività, il senso degli oggetti e il (non) senso dei soldi.
    chiudo: commutare la domanda in ‘come posso guadagnare il 2%’ in ‘come posso meritare il 2%’ o meglio ancora come posso produrre beni o servizi utili alla società in modo che mi sia giustamente corrisposto quel 2% in denaro?

  • Ciao Giacuomo,
    bentornato.

    Trovo i tuoi commenti sempre… sfidanti ;-)

    Inutile nascondersi dietro un dito: il trading di cui si parla in questo articolo è un trading speculativo che non ha nulla a che fare con l’investire a cui accennava Alex.

    Sono quindi d’accordo ed in disaccordo con te allo stesso tempo.

    *Sono d’accordo perché credo che prima di pensare a come fare soldi, sia necessario pensare a come creare valore. Per quanto mi riguarda, anche avendone la possibilità, non farei mai del trading on-line un lavoro: lo trovo purposeless.

    *Sono in disaccordo perché credo che sviluppare la propria sagacia finanziaria, la propria capacità di gestire soldi sia estremamente apprezzabile. La finanza senza economia è come la benzina senza macchina: rischiosa, infiammabile e tossica. Ma l’economia senza la finanza è come la macchina senza benzina: un bell’oggetto che non può esprimere le sue potenzialità.

    Concludo unendo le nostre due domande: come posso meritare l’1% e trasformarlo in 2% utilizzando le mie competenze finanziarie?

    Buona serata,
    Andrea.

  • buona serata anche a te, andrea.
    guarda come è subdolamente entrato nella mente quel pensiero! perché devi trasformarlo in 2%? l’hai meritato? ovvero ‘hai corrisposto un valore sociale’? hai restituito del valore, ovvero beni o servizi? ma soprattutto: perché ti preoccupi di avere più soldi, anziché produrre più lavoro? suggerisco la risposta bastarda: perché, visto che i soldi sono la misura del lavoro (qualità e quantità), il fatto che ne prenda di più, vuol dire che valgo di più! capisci che è un inganno? una puttanata?
    ma lo so, lo so… lo ammetto:
    nella tua risposta c’è del buon senso e del ‘mondo’. ovvero, quello che dici è vero… in questo mondo, ma non per questo è giusto, anzi… meglio: ma non per questo ha un senso. allora per ‘giustificare’ il nostro disaccordo devo di nuovo spostare la domanda: il mondo lo voglio spremere e tirarci fuori un po’ di succo (marcio) anche per me, o mi voglio sbattere per rimetterlo in piedi?
    ti dico queste cose, andrea, perché vedo che hai voglia (per passione o per lavoro) di aiutarti e aiutare a migliorarsi. la finanza è un tumore sociale che va combattuto e stroncato, non alimentato. ti viene difficile da pensarlo per quell’ ‘errore’ di cui prima: dal momento in cui lavorare/produrre e guadagnare soldi divengono sinonimi, se uno guadagna soldi allora ha anche lavorato/prodotto. il fatto che spesso sia vero, non vuol dire che lo è sempre.
    non insisto oltre. ma ti invito a rifletterci andando oltre l’uso e l’abitudine: è un inganno subdolo che ha distrutto la logica e il senso del valore del lavoro con gravissime conseguenze sociali.

  • Ciao Giacuomo,
    grazie per la riflessione.

    Il nostro disaccordo probabilmente nasce proprio dal legame tra soldi e lavoro. Tu li vedi indissolubilmente legati, io no.

    Scambiare il proprio tempo, lavoro, per dei soldi è solo una possibilità, la più diffusa e forse la più deleteria, in quanto distrugge ogni spirito di iniziativa e ci spinge a vendere il nostro tempo per qualcosa che magari disprezziamo.

    Al contrario io credo che possa e debba esistere lavoro senza soldi, come è giusto che possano e debbano esistere soldi senza lavoro.

    Due esempi legati a questo blog per comprendere nella giusta ottica questa mia ultima affermazione:

    *Curare questo blog, scrivere articoli che possano stimolare la riflessione, condividere le mie esperienze e raccogliere quelle degli altri è di per se un impegno, un lavoro, ed è un lavoro senza soldi, ed è giusto che sia così. Se gli articoli fossero prezzolati, fossero marchette, perderebbero proprio di quel volore sociale a cui ti riferivi.

    Allo stesso tempo…

    *Creare attorno al blog un sistema che generi entrate, una volta a regime, di fatto, sono soldi senza lavoro, e anche in questo caso è giusto che sia così: se dovessi impegnare il mio tempo ad occuparmi costantemente di queste entrate, non potrei più dedicarlo a creare contenuti di valore (o almeno spero che siano percepiti così! ;-).

    Andrea.

  • Il nostro disaccordo probabilmente nasce proprio dal legame tra soldi e lavoro. Tu li vedi indissolubilmente legati, io no.
    nono. neanch’io li vedo legati a doppia mandata.
    Beni (oggetti o prodotti del lavoro) e Servizi (il lavoro stesso che non necessariamente produce un bene/oggetto, tipo l’insegnamento…) sono le uniche cose a cui riconosco un valore correspondibile in denaro. Il fatto che possa esserlo, non vuol dire che lo sia. In realtà, potremmo decidere di chiamare ‘volontariato’ il lavoro non retribuito e allora il lavoro sarebbe davvero sempre e solo quello retribuito. Ma questo è solo un fatto di definizioni.
    Infatti, il punto per me non è che ‘possa esistere del lavoro senza soldi’ (ma mai del lavoro senza valore, dovremmo procedere alla distinzione valore, costo e prezzo, ma la broda s’allunga…), ma che non possano esistere ‘soldi senza lavoro’. mai e poi mai!
    Pensa al valore sociale del lavoro, al valore umano; e pensa che, per comodità, questo valore rimane scritto su un foglietto affinché tu possa scambiarlo con ALTRE persone e con lavori di natura DIVERSA da cui il mutuo e equo beneficio. Senza il lavoro, questo foglietto che senso ha?
    Il denaro è un ‘promemoria’ del valore del lavoro o del bene che hai prodotto.
    Per rispondere al tuo esempio, bisogna mettere in gioco il fatto che in questo mondo le cose non sono come dovrebbero essere; alle volte (come faccio anch’io) con un lavoro di (per me) basso valore e bassa qualità mi ripago un lavoro di altissima qualità il cui valore non è riconosciuto ovvero corrisposto. lungi da me pensare che sia giusto così!
    Più di una volta poi mi è successo che un lavoro sul quale la gente non credeva e al quale non corrispondeva un valore, e tanto meno un prezzo, nel tempo ha guadagnato la credibilità necessaria per ripagarmi anche degli sforzi iniziali non retribuiti: questo è il senso dell’investimento fatto sul lavoro per il lavoro.

  • Ti seguo Giacuomo, e sinceramente mi riesce difficile essere in disaccordo. Probabilmente la parolina che unisce i nostri discorsi è proprio “valore”.

    Posso creare valore lavorando (inteso nella sua accezione usuale), ovvero impegnando il mio tempo, oppure posso creare valore creando un sistema, che non necessariamente debba impegnare il mio tempo una volta a regime.

    E fin qui credo che possiamo essere d’accordo… ma effettivamente il trading è un problema… dove lo mettiamo?

    Mi riservo la possibilità di rifletterci Giacuomo.

    Buona serata.

  • Alexander Reif

    E fin qui credo che possiamo essere d’accordo… ma effettivamente il trading è un problema… dove lo mettiamo?

    IMHO il daytrading non aggiunge valore, ma cerca di sfruttare delle falle del “sistema” di investimento. L’investimento a lungo termine *può* valorizzare una società.

    Just my 2 cents

    ciao
    alex

  • mentre rifletti (e ringrazio alex per il contributo) faccio una proposta di risposta per il… trading, che salva capra e cavoli, fintanto che il mondo rimane quello che è.
    ovvero, invece che investire a caso solo in funzione del fatto che un investimento è più o meno fruttuoso, investi su un lavoro/azienda/progetto in cui credi. in pratica, non potendolo fare tu, dai i tuoi soldi affinché un’iniziativa commerciale in cui credi possa crescere e, quando è il momento, ne riscuoti i frutti o *sigh* condividi le perdite.
    ed ancora: l’altro lato della medaglia. come rimarresti scoprendo che sei riuscito a guadagnare quel 2% investendo su un’azienda quotata che (diciamo per assurdo) gestisce traffici illeciti?
    in attesa che qualche economista illuminato rimetta in fila questa patologia sociale a livello mondiale, io continuo comunque a preferire investire sul MIO lavoro.
    il messaggio che voglio passare con tutta questa tiritera è lo spostare la domanda da ‘come guadagnare più soldi’ a ‘come produrre più lavoro’ nell’accezione più estesa di ‘servizio alla società’ e la consueta ideologica speranza che all’incremento di servizio sia corrisposto l’incremento di soldi (lo so, lo so, non è sempre così, anzi…)
    di modo che l’aumento di guadagno sia una disinteressata, non premeditata, ma inevitabile conseguenza del nostro impegno all’autorealizzazione sociale attraverso il lavoro. sounds cool, doesn’t it?

  • michele

    Ciao Andrea
    io opero in borsa da oltre 3 anni e non posso assolutamente lamentarmi,in questo anno il mio capitale è aumentato del 19% è quello che dici è sacrosanto. Credo non esista un metodo o un mercato (forex, opzioni, future ecc) migliore o più reddittizzio, il mio motto è : metodo, metodo e metodo.
    Il metodo deve essere personalizzato in base alla propria propensione al rischio, solo questo e la disciplina può salvare il trader principiante dall’emotività . Quindi io riassumo con: metodo, disciplina, studio, stop loss e take profit.
    buon trading a tutti

  • Grazie Giacuomo e grazie Alex. Ho apprezzato le vostre riflessioni, ma sono giunto alla conclusione che non sia possibile confondere lavoro e risparmi.

    Per quanto riguarda il lavoro, ritengo che il nostro primo obiettivo debba essere quello di creare valore ed in questo concordo appieno con i vostri ragionamenti.

    Per quanto riguarda i risparmi, ritengo che sia saggio sviluppare le competenze che ci aiutino a gestirli e ad accrescerli, non solo per un puro tornaconto personale, ma anche perché una società costruita sul risparmio è una società più sana.

    Tornando al tema dell’articolo, penso che il trading veloce non crei quel valore di cui abbiamo parlato per il lavoro, ma permetta comunque di acquisire un metodo, utile per gestire questa risorsa del “mondo” in cui viviamo.

    Andrea.

  • Ciao Michele,
    grazie per aver condiviso la tua filosofia di trading. ;-)

  • Alexander Reif

    spostare la domanda da ‘come guadagnare più soldi’ a ‘come produrre più lavoro’ nell’accezione più estesa di ’servizio alla società’ e la consueta ideologica speranza che all’incremento di servizio sia corrisposto l’incremento di soldi (lo so, lo so, non è sempre così, anzi…)
    di modo che l’aumento di guadagno sia una disinteressata, non premeditata, ma inevitabile conseguenza del nostro impegno all’autorealizzazione sociale attraverso il lavoro. sounds cool, doesn’t it?

    Condivido totalmente: il vedere i soldi come UNA (non l’unica possibile) contropartita per del VALORE che ho aggiunto all’universo è il mio obiettivo. Nel frattempo – sinceramente – mi trovo da qualche parte a metà strada, nel senso che faccio anche un pò di soldi con blogs mediante Adsense, che io considero alla stessa stregua del day-trading: non fornisce vero valore, ma mi permette in questo momento di finanziarmi libri, corsi di crescita personale e vacanze. Il mio obiettivo di medio-lungo termine è di arrivare a molteplici canali di guadagno (pseudo)-passivi e non che forniscono tutti un valore.

    un abbraccio
    alexander

  • ok. permettimi andrea di alzare il tiro (toni provocatori, intendo) a fin di bene, promesso. nel tuo ultimo messaggio (e nei precedenti) ci sono buoni presupposti e conclusioni discordanti con i presupposti, ma in accordo con quello che (immagino) sia quello che vorresti…
    il punto è che, quando ciò che è giusto e ciò che vorremmo lo fosse non coincidono, le scelte sono due: quella religiosa (inventi un gioco di parole che dimostri anche l’assurdo!) e quella etica (adatti ciò che vorresti a ciò che realmente è). il tuo commento mi è sembrato molto… religioso!
    entro nel dettaglio (a rischio di dilungarmi…)
    …non sia possibile confondere lavoro e risparmi.
    neanche da mettere in dubbio: il lavoro è qualcosa che fai e che ti dà un senso sociale, i risparmi sono un foglietto dove c’è scritto cosa hai fatto e quanto; è come confondere julia roberts con la sua ombra.
    ma anche perché una società costruita sul risparmio è una società più sana.
    se il risparmio è la misura del lavoro che hai fatto fino ad ora, la società è più sana perché qualcuno ha lavorato, non per i soldi cumulati. il fatto che vadano di pari passo, non vuol dire che sono la stessa cosa! metafora: se scrivi su un foglio tutte le volte che hai portato a letto una modella per vantartene con gli amici, il fatto che tu lo scriva senza esserci andato a letto funziona ancora con gli amici, ma non è esattamente lo stesso… inoltre, trasferire il ragionamento della gestione del risparmio attraverso il *sigh* trading dal singolo al sociale, non funziona. mentre tu guadagni senza produrre (e questa è una legge fisica), qualcun altro sta perdendo. l’unico modo che hai per aumentare la ricchezza (in senso esteso) di una società è producendola, non spostandola.
    utile per gestire questa risorsa del “mondo” in cui viviamo.
    questo è il punto. se vuoi dirmi ‘viviamo in un mondo sbagliato, chi sono io per oppormi?’ allora posso batterti la mano sulla spalla e dirti ‘tranquillo, lo farò io al posto tuo’. ma ho più gusto nel rilanciare la sfida. aumentare la posta. renderla più difficile, quasi impossibile. ma con tutti i consigli dei tuoi vari post (e link) diventa quasi doveroso, no? PRODUZIONE +10% mensile, TEMPO LAVORATO -5% mensile, TEMPO alla formazione +5% mensile, guadagno proporzionale alla produzione (lavoro ben fatto e riconosciuto tale, è un fatto di immagine ;-) ) Lo stesso dico anche ad Alex: trovare strada produttiva! ho cominciato a studiare le varie arti quasi per gioco e mano a mano che le mettevo a frutto mi permettevano di finanziarmi altra formazione e migliorare le mie performance, e cosi anche i cachet, e così via. ma ognuno ha la sua strada…

  • il vedere i soldi come UNA (non l’unica possibile) contropartita per del VALORE che ho aggiunto all’universo è il mio obiettivo
    scusa la pignoleria, ma non voglio che questa frase mi sia attribuita. i soldi non sono una contropartita. i soldi NON SONO NULLA! non si mangiano, non ti scaldano (un poco sì, a dirla tutta), non ti trasportano, non fanno nulla. lo stesso direi (quasi) dei diamanti, che invece sono utili per le punte delle scavatrici ed altro e dell’oro, utilizzato come conduttore elettrico o per altre proprietà (una volta anche per i denti finti, no?)
    i soldi servono (dovrebbero servire) solo per TEMPORIZZARE uno scambio di beni e/o servizi. faccio un lavoro ora e scrivo che l’ho fatto. domani mi serve un lavoro, ti porto il biglietto dove c’è scritto che ho fatto il lavoro di cui sopra che scambio con il tuo (puoi sostituire a lavoro il termine ‘bene’). questo è quanto.
    tutte le altre sovrastrutture a questo banalissimo concetto a livello ECONOMICO, SOCIALE, UMANO (purtroppo avere dei soldi è uno status simbol indipendentemente da come te li sei procurati) sono PATOLOGIE del sistema monetario che andrebbero COMBATTUTE E RIMOSSE. il problema è che questo sistema (SBAGLIATO) è comodo per chi è ricco (di solito è anche potente… o è la stessa cosa?) e accettato da chi non ci ragiona (quasi tutti), per cui quando ne parlo, mi guardano come un alieno, ma ancora non ho sentito contro.argomenti neppure minimamente decenti.
    il danno peggiore è che mentalmente molta gente non solo sovrappone il lavorare con il guadagnare, ma di fronte ad un miglior lavoro peggio retribuito, preferisce il peggior lavoro meglio retribuito, sostenuto dall’opinione pubblica e convinto olte ogni ragionevole dubbio che è l’unica scelta possibile.

  • Trovo i tuoi commenti interessanti, soprattutto sono d’accordo che prima di pansarecome fare soldi,è necessario pensare come creare valore.

  • Mauro

    Ciao Andrea,
    È da qualche settimana che seguo il tuo blog, poco alla volta cerco di leggere anche i post più vecchi, in quanto trovo l’intero progetto molto interessante.
    Ho letto con interesse questo post del maggio 2009, con la borsa in piena ripresa. Mercati che fermeranno la loro corsa solo qualche anno dopo.
    Ora ti chiedo come stanno andando i tutoi investimenti?
    Ho sempre preso con le molle questi tradir che dicono di guadagnare in ogni momento di mercato, anche perchè a parole sono tutti fenomeni, poi se si chiede lo zainetto fiscale, si scopre che su 100 forse 5 sono positivi.
    Gli investimenti li interpreto sempre in modo differente rispetto ai guru presenti in rete. Soggetti pronti a criticare tutti gli strumenti del mondo, appropriandosi la sola verità sulla finanza.
    La finanza è diventata come il calcio, tutti allenatori, tutti grandi giocatori, a parole… Per accattivarsi i lettori o i clienti per dei corsi “strapagati” prendono un prodotto di quindici anni fa e lo confrontano con un etf (prodotto poco costoso in teoria, di facile comprensione, sempre in teoria) il paragone non sussiste, é come prendere una regata e confrontarla con una BMW serie 3 di oggi. Se vogliono paragonare la regata, lo devono fare con la BMW degli stessi anni.
    Detto questo e ritornando sul post, affermare che la diversificazione é una boiata inventata da promotori o nobel che non sapevano cosa fare nella loro vita mi sembra troppo. Anche te scrivi di mettere soldi al sicuro o di investire solo quello che sei disposto a perdere, ergo, diversifichi. la costruzione di un portafoglio con le correlazioni matematiche, ha una base scientifica, a differenza della scelta di un titolo su cui puntare. In finanza una scimmia potrebbe battere il tuo analista. Io non ho le capacità di dire dove andranno i mercati, i titoli, ecc.. Ma sono consapevole che questa verità non è di nessun altro.

    • Ciao Mauro,
      grazie del commento puntuale.

      Io non faccio investimenti, faccio trading speculativo e credo che i nostri punti di vista differenti girino proprio intorno a questa definizione. Personalmente, perdona il cinismo, il periodo settembre 2008 – marzo 2009 e il periodo maggio 2011 – ottobre 2011 sono stati periodi molto proficui. Per chi fa trading veloce movimenti rapidi e molto direzionali risultano estremamente vantaggiosi. La direzione (su o giù) è veramente indifferente per chi fa trend following. Questo per rispondere alla tua prima domanda: in privato ti girerò a breve le strategie che ho utilizzato ed i cui risultati sono verificabili pubblicamente. In privato proprio perché non devo vendere nessun corso “strapagato” ;-)

      Sul fatto che la finanza sia diventata come il calcio, concordo pienamente, addirittura ci sono online dei veri e propri bar dello sport! ;-)

      In merito alla diversificazione, ritorno all’apertura dell’articolo: se parliamo di investimenti di medio lungo termine, gestioni di portafogli, mi trovi assolutamente in linea con quanto dici. La diversificazione è indispensabile. Nel trading veloce invece la specializzazione diventa il fattore di successo. Conoscere approfonditamente un mercato e addirittura un singolo strumento (es. futures) è di fondamentale importanza. La famoso scimmia di cui parli, non solo batterebbe il mio analista, ma anche il tuo premio nobel. Non conosco un singolo premio nobel che si sia arricchito in borsa.

      Infine, sposo appieno la tua ultima frase ed aggiungo: a me non interessa minimamente prevedere dove andranno i mercati, ne sono del tutto interessato. Ciò che mi interessa è poter seguire i trend veloci una volta che i miei TS li hanno individuati.

      Grazie ancora per il confronto.
      Andrea.

      • Stefano

        Ciao Andrea,
        Puoi inviare anche a me in privato le strategie utilizzate e i risultati ottenuti?

      • Paolo Viscariello

        Mi accodo alla domanda di stefano, puoi girarli anche a me? :) Ti ringazio!

  • mahli

    …. mmmmm scusate, ignoro completamente il tema, prego potete fare degli esempi reali e concreti delle azioni di trading online che avete fatto/ fate d spiegare cisa sono tali operazioni ? (ad esempio cosa sono le operazioni intraday e le marginazioni). ho provato, per capirci qualcosa, a collegarmi al link segreti bancari giacomo saver piu’ di una volta ma purtroppo la pagina mi vidne caricata sempre blank. GRAZIE a TUTTI. mahli

    • mahli

      andrea, se rispondi pure a me. Grazie. mahli

      • Vale quanto detto a Michele,
        se vuoi farti un’idea generale esistono poi siti come investopedia che ti danno definizioni dettagliate.

        Andrea.

  • Michele

    Ciao Andrea, io sono un ragazzo e posso dire inesperto di economia e di borsa anche se non totalmente. Voglio cominciare a capire come funziona l’economia mondiale in generale, l’economia dello stato, dalle banche, alla borsa e così via; essendo inesperto voglio cominciare a farmi una cultura personale su come funziona “il sistema economico”, allora devo cominciare a leggere libri che partano dalle basi di ciò. Intanto è solamente per farmi una cultura, e poi forse cominciare a giocare in borsa. Sono interessato da qualche anno ma non so da dove cominciare, conosci qualche libro semplice che spieghi queste cose? Ogni mattina seguo sul TG5 i mercati ma non ci capisco tanto per questo voglio capire come funziona il sistema dei mercati. Grazie, spero di essermi fatto capire.

    • Ciao Michele,
      per comprendere il funzionamento generale dei mercati finanziari, ti consiglierei i libri di testo di corsi universitari che trattino queste tematiche (ti è sufficiente andare sul sito di qualche buon università di economia e spulciare tra i dettagli di corsi come “economia e mercati finanziari” etc.)

      In merito alla borsa, per iniziare a farsi un’idea, nella sezione RISORSE del blog, io consiglio i libri del Prof. Renato di Lorenzo.

      Spero di averti dato qualche spunto utile.
      Andrea.

      • mahli

        Grazie Andrea, vado a fare un salto su investopedia. mahli

  • mahli

    ciao Andrea,
    a parte il sistema Trading 212 di cui link qui su tuo sito, che però è in francese, mi sai indicare dei simulatori / demo di trading online ? GRAZIE sin d’ora. mahli.

    • Daniele Olivieri

      Non utilizzare simulatori di trading…sono falsati! Le DEMO Ti fanno guadagnare per spingerti a creare un conto con soldi reali..e lì cambia tutto!!! “stranamente” nelle piattaforme online le dinamiche dei titoli, indici ecc. in demo e nel reale sono differenti :-) Stai attento

  • Ciao Andrea,
    mi sono iscritto da poco al tuo blog e devo dire che è davvero parecchio interessante. In particolare sono interessato a questo articolo, perchè vorrei poter iniziare a fare trading online. Premetto che, pur essendo uno studente di economia, so soltanto in maniera teorica come funzionano le borse e i mercati finanziari, e non possiedo quindi le basi per praticare il trading. Perciò vorrei chiederti in che modo posso imparare, se mi consigli alcuni libri (se si trovano solo online oppure se si possono anche acquistare fisicamente), oppure se faccio meglio a rivolgermi al mio family banker (anche se credo che mi dissuaderà dal farlo, a causa del rischio e del fatto che sono inesperto)? Potrei però rivolgermi al family banker anche per il discorso che lui possa darmi una carta di credito ed una piattaforma adeguata alla mia banca. Il fatto è che ultimamente in rete si trovano dappertutto pubblicità su come fare trading online, ma io non saprei da dove cominciare e vorrei una guida un po’ seria sull’argomento. Hai qualche suggerimento? Grazie!

  • Matteo

    Ciao Andrea, complimenti per il tuo sito : semplicemente stupendo , ma circa lo strumento che chiamiamo finanza nutro forti , fortissime riserve.
    Prima di scendere nel cuore della mia breve argomentazione voglio premettere che anche io ero appassionato di finanza , tantè che avevo aperto dopo mesi di attento e minuzioso studio un account prova di trading 212.
    Macinavo il 3.5% al mese , un successone… Poi mi sono imbattuto su numerosi libri che mi hanno fatto cambiare idea , repentinamente. La domanda da 1 milione di dollari è : “è eticamente corretto ( oggi ) ?”
    La mia risposta è:” assolutamente no”.
    John Perkins in “Il sicario dell’economia” smaschera uno dei tanti macabri retroscena di Wall-Street e la Banca Mondiale ( che ne è la succursale , a buon intenditore poche parole ).
    Lui ha lavorato per anni come consulente e ha gestito personalmente questo giochetto , per poi pentirsene e denunciando tutto : Multinazionale X ha bisogno di aumentare profitti . X chiama la Banca Mondiale . La Banca Mondiale decide che lo Zimbawe ( o un altro paese poverissimo economicamente ) necessiti di un areoporto , una diga e una catena di alberghi di lusso. I politici dello Zimbawe ricevono pressioni dalla B.M. , lo Zimbawe riceve 10 mld di debiti e costruisce tutte quelle cose utilissime per la popolazione che vive con un dollaro al giorno , chi riceve l’appalto ? X.
    Ricapitolando : X può distribuire dei bei dividendi e vedere la sua quotazione salire. Lo Zimbawe ha 10 mld di debito inestinguibili e infrastrutture inutili per il 99% della popolazione… Soluzione ? Zimbawe che ne dici di regalare petrolio per 10 mld alla multinazionale Y?… Il cerchio si chiude ….
    Tu mi dirai … Non generalizzare , ma se guardiamo i fatti l’ 1% della popolazione mondiale gestisce il 50% della ricchezza del mondo e il 50% della popolazione vive con 1 dollaro al giorno, ringraziamo signora Finanza.

  • Vincenzo Frascella

    Ciao Andrea ,vieni a trovarmi e il tuo 2% potrebbe diventare molto di più.
    Sono le 18:57del 8/9/2014…..da questo momento Buy Gbp/Nzd con Stop Loss a 1,9310
    TARGET ??? Credo che il 50% dell’informazione sia più che sufficiente!
    ” Ma non permettete che un profitto diventi una perdita”(Victor Sperandeo)

  • gianni

    ciao a tutti
    esistono broker che percepiscono una % dei guadagni e non una parcella fissa? in pratica un broker che guadagna solo se anche tu guadagni…
    grazie
    g

  • Daniele Olivieri

    E’ opportuno decidere a priori quanto puoi permetterti di perdere e quanto puoi arrivare a guadagnare. Solo mettendo questi due paletti riuscirai a guadagnare soldi tradando. Usando uno stop loss molto vicino al punto di entrata ti consente di ridurre le perdite e supportarne più di una, per poi guadagnare dai pochi trade che ti danno dei buoni rendimenti. Personalmente credo che investire sugli ETF per un neofita sia la cosa migliore, e puntare su azioni di un paio di aziende con il capitale efficiente

    • exploit

      Quoto in pieno.

  • Tizianod

    Dopo un po di anni di studio mi sono fatto l’idea che è possibile guadagnare soldi in borsa seguendo delle regolette:
    1. I titoli vanno tenuti in portafoglio per lunghi periodi (almeno 6 mesi) mentre trading giornaliero, analisi tecniche e compagnia bella non servono proprio a niente (forse solo a far guadagnare chi fa corsi di trading o chi si prende le commissioni investendo i soldi degli altri)
    2. I titoli vanno venduti ed acquistati approfittando dei momenti di mercato, comprando solo quando il mercato scende sotto la linea di andamento medio e vendendo quando il mercato sale. Psicologicamente è molto difficile, la maggior parte delle persone fa l’esatto contrario: si spaventa e vende quando il mercato scende e si entusiasma e compra quando il mercato è alto… è un comportamento che non è logico sarebbe come aver paura di comprare quando ci sono i saldi e andare a comprare solo quando i prezzi dei prodotti salgono (Warren Buffett insegna).
    3. Comprando titoli di aziende con buoni indici in particolare: ROE, P/B, P/S, P/FCF e con un basso indice di indebitamento.

  • Marco Lugli

    Interessante articolo. Sono d’accordo sul fatto che non ci si improvvisa esperti di finanza, ma bisogna studiare ed applicarsi con costanza. Personalmente mi occupo di trading a livello amatoriale da diversi anni e posso confermare che l’obiettivo del 2% mensile non è assolutamente impossibile da raggiungere. Ultimamente ho aperto anche un blog con lo scopo di creare maggiore consapevolezza su questo mondo, dato che a mio parere la consapevolezza nasce prima di tutto dall’informazione ed in Italia da questo punto di vista siamo decisamente indietro. Il consiglio quindi è: studiare e cominciare a capire i meccanismi del trading prima di aprire un conto. Sul web si trovano tutte le informazioni gratuitamente per potersi fare una cultura in questo senso.

  • Matteo Scorrano

    Ciao Andrea, hai mai utilizzato tecniche cosi’ detto di approccio fondamentale?

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