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Il test del frignone

Le 5 caratteristiche che differenziano un vincente da un frignone.

“Frignone: chi frigna in continuazione. ~ sinonimi: piagnone, piagnucolone.”

Dizionario della lingua italiana.

Ti è mai capitato di mancare un obiettivo importante? Di vedere i tuoi sogni infranti? Di dover ricominciare da zero? No?! Buon per te! E cosa mi dici invece delle giornate storte? Mai vissuto uno di quei giorni in cui la sfortuna sembra averti preso di mira? In cui tutto va per il verso sbagliato?

Che si tratti di piccole o grandi sconfitte, esiste un’unica certezza: prima o poi incroceranno il tuo sentiero. Non puoi evitarle, ma puoi decidere come affrontarle. Chiunque è in grado di ottenere risultati quando tutto fila liscio, ma ciò che realmente differenzia le persone di successo dai frignoni è la capacità di affrontare e superare gli inevitabili insuccessi della vita.

E tu… sei un vincente o sei un frignone? Di seguito troverai le 5 principali differenze tra chi si lamenta continuamente e chi  invece raggiunge risultati costantemente.

  1. Il frignone si concentra sul passato, il vincente si concentra sul presente e sul futuro. “Inutile piangere sul latte versato”. Quante volte hai sentito questo detto? E quante volte lo hai applicato? Accettare le sconfitte è la parte più difficile nel nostro percorso di crescita: la nostra mente continua ad arrovellarsi su ciò che è andato storto, su ciò che avremmo potuto fare differentemente, sulle occasioni perdute. Se impegnassimo solo l’1% di queste risorse mentali per affrontare le sfide future e per prepararci al meglio nel nostro presente, i risultati ci sorprenderebbero. In fondo si tratta di ripartire: un passo alla volta.
  2. Il frignone trova sempre un responsabile, il vincente si prende sempre le sue responsabilità. Il frignone ha una capacità incomparabile di scaricare la colpa dei propri insucessi sugli altri e sugli eventi esterni: “è colpa della crisi economica”, “è colpa del tempo”, “è colpa dei colleghi”, “è colpa del capo”, “è colpa del professore”, etc. Il vincente non perde tempo ad individuare le responsabilità altrui, si prende le sue responsabilità e si concentra sulle possibili soluzioni per superare la momentanea defaillance.
  3. Il frignone reagisce, il vincente riflette. Quando qualcosa va storto il frignone… frigna. Che si tratti di reagire in modo sconsiderato con le persone a lui vicine o di fare gesti stupidi, il frignone, di fronte agli imprevisti della vita, stacca la spina del cervello e si limita a reagire. Il vincente, al contrario, cerca di distaccarsi da quanto successo e di riflettere in modo oggettivo sulle possibili soluzioni: dopo una rapida riflessione, definisce nuovi obiettivi ed agisce.
  4. Il frignone poltrisce, il vincente agisce. Passati i momenti di concitazione immediatamente successivi all’imprevisto, il frignone si paralizza ed inizia a poltrire davanti alla tv ed al computer, in attesa che il problema sparisca da solo. Il vincente invece soppesa il migliore percorso d’azione ed… agisce, consapevole che solo l’azione può generare cambiamento.
  5. Il frignone rimanda, il vincente domanda e decide. Il frignone paralizzato davanti al monitor del suo pc, tra un aggiornamento al proprio profilo di facebook ed una capatina nei suo siti preferiti, inizia a procrastinare qualsiasi decisione, incapace di ritrovare la motivazione per rimettersi in carreggiata. Il vincente si domanda cosa fare e decide la migliore opzione, conscio che non agendo, qualcuno o qualcosa lo farà al posto suo. Il vincente ha sposato la filosofia della non-procrastinazione.

Qual è il responso del test: sei un vincente o sei un frignone?

Foto tratta da internet

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  • Massimo

    Eh eh fantastico questo articolo! Mi sa che per certi versi sono un po frignone… sgrunt! ;-)

    • Lucia

      A volte tutti siamo un po’ frignogni , l’importante ed è accorgersene in tempo e reagire

  • Ahahah, ti ringrazio Massimo: ad essere sincero questo articolo l’ho scritto per ricordarmi di non essere frignone! ;-)

  • Oltre al titolo di studio,… l’importanza della personalità è sempre più evidente.

    Tra i modi migliori per affrontare gli alti e bassi della nostra vita, la forza di volontà, la risolutezza, ricoprono un ruolo di primaria importanza.

    Leggere, ascoltare, osservare, analizzare, riflettere, ponderare e agire.

  • Paolo Dossena

    Alla fine tutto, o per lo meno molto, gira intorno ai soliti punti noti, difficili erbacce da estirpare dal nostro giardino: la capacità di concentrarsi, evitare di rimandare quel che potremmo fare adesso, prendersi le proprie responsabilità, accettare le sconfitte e saper apprezzare i successi… più che una differenza tra frignoni e vincenti direi che entra anche in gioco un discorso di maturità e di volontà di prendere in mano la propria vita, il che comporta uno sforzo immensamente superiore rispetto al viverla su binari “preconfezionati” che ci fanno vivere più o meno felici, lasciandoci però in balia di momenti buoni o cattivi, quasi mai dipendenti invece delle nostre azioni. My two cents, bel post. :)

    • Micy

      Parole sante, parole sante! E proprio in questo momento di crisi, dove sembra tutto nero e sembra che il futuro non ci possa dare niente di buono…. NOI dobbiamo rimboccarci le maniche, darci da fare, farci venire qualche idea “vincente” per costruirci il nostro futuro!!!!

  • Ciao Andrea,

    bello il taglio che hai dato al post e bellissima l’immagine.

    Per il punto 5: cosa faceva il frignone prima dell’avvento di Facebook? :)

    Uhm… andava alla macchinetta del caffé, si prendeva una pausa, puliva la scrivania e il telefono… ;)

    Chi si comporta da frignone, spesso o solo ogni tanto (chi non l’ha mai fatto scagli la prima pietra!), in realtà vive un momento di “impotenza” che non ha ragion d’essere.

    La verità è che ciascuno di noi ha il potere di fare, costruire e realizzare cio’ che vuole; nel momento della frigna è come se si avessero le mani “unte” e il potere per un attimo sembra sfuggirci di mano.

    E’ necessario riacciuffarlo: il potere che abbiamo su di noi è l’unico potere a cui rimanere attaccati, costi quel che costi.

  • Giovanni

    Sui primi 3 punti devo dire che ho fatto diversi passi avanti rispetto al passato e posso ritenermi un semi-vincente. Sono soddisfatto insomma.

    Sugli ultimi 2, devo lavorarci sodo.

    Spesso dopo un insuccesso è mia abitudine fare qualcosa che si distacchi da ciò che concerne il mio obiettivo.
    Penso che svagarmi potrà portarmi una nuova ventata di motivazione, in parte tutto ciò è vero, ma se il tempo viene usato per navigare sui siti preferiti e rilassarsi per un periodo “fuori dalla norma”, la motivazione inizialmente busserà alla porta ma dopo un pò, dato che io non risponderò perchè mi sentirò “pseudo-bene”, andrà via…
    Al mio risveglio dal “relax–>pseudo-benefico”, chiamerò la motivazione, ma darà sicuramente “irraggiungibile”.

    A prescindere da tutto. Questo blog mi mette sempre serenità e mi regala sempre grosse dosi di fiducia.
    Consiglio di leggerlo con della musica leggera ed il risultato è garantito :)

    Grazie Andrea!

  • Rossella

    Io sono una frignona XD , le hai azzeccate tutte.

  • Grazie di questo articolo, mi ha risollevato in una fase frignona al 100%

  • Sagana

    Forse siamo tutti un po’ frignoni e un po’ vincenti, ma poi, vorrei dire, cosa ti rende veramente vincente?
    Tutto dipende molto dagli obbiettivi che uno si pone, sebbene spesso agire possa essere la soluzione migliore, alle volte è meglio aspettare, non sempre i “vincenti” riescono nelle loro azioni ed è in quei momenti che i “frignoni” salgono alla ribalta.
    Purtroppo in un mondo in cui è obbligatorio correre, chi si ferma viene spesso visto come un perdente.
    Il mio consiglio è: Di tanto in tanto, fermatevi! Fate i frignoni per un po’ e dopo riprendete il passo, vi aiuterà a scaricare la tensione in eccesso.

    In ogni caso, buon post, a presto ;)

  • paola

    Touché…sono irrimediabilmente frignona…ma ora la storia cambia!!!!

  • Valentina

    Fantastico questo post! mi ci sono ritrovata moltissimo. Dopo il mea culpa è ora di rimboccarsi le maniche.

    grazie

    Vale

  • stefano

    Una rivelazione : sono io il frignone.

    L’unica cosa che non faccio e’ poltrire…il resto e’ un filotto, tutte, per benino. Penso sempre al passato, trovo sempre un responsabile (che poi sono io!, spesso reagisco (magari anche in modo poco “urbano”)e rimando, rimando sempre.

    Per ora comunque tengo botta provando – spesso invano – a cambiare anche i piccoli aspetti. Il treno puo’ aspettare.

  • Bell’articolo :)

    Probabilmente a volte siamo un po’ tutti frignoni.. L’importante è uscire fuori da questa forma mentis il prima possibile e vestire quella del vincente.

    Quando va tutto per il meglio è troppo semplice sentirsi vincenti! ;)

    Ciao ciao
    Anto

  • antonella

    bè chi nasce fragnone rimane per sempr in alcuni casi…come il mio

  • Francesco

    Uno dei miei buoni propositi per il 2010 è di non cercare alcun responsabile oltre me per le cose che non vanno come vorrei.

  • Complimenti Francesco,
    ottimo proposito!

    Andrea.

  • Gabriele

    E’ facile scrivere post motivazionali su quanto è sbagliato frignare, non ci voleva di certo una grande cultura in psicologia!
    Allo stesso modo, pensare che la soluzione ai propri problemi sia sintetizzabile in qualche punto mi appare più che semplicistico.
    Esiste un folto sottobosco di giovani e “diversamente giovani” che vedono sgretolarsi non i propri sogni (che appartengono al mondo delle idee, quindi immortali) ma il pavimento sotto i propri piedi e, di fronte alle avversità, provano un diffuso senso di inadeguatezza.
    L’inadeguatezza genera paura e la paura genera immobilismo.
    Facile dire ovvietà del tipo “rimboccati le maniche”, più difficile è costruire un percorso con le persone per rispondere alla domanda “per far cosa?”.

  • Ciao Gabriele,
    grazie per il commento.

    Non trovo nulla di semplice nei 5 punti descritti: credo al contrario che ogni punto richieda una notevole dose di coraggio ed applicazione.

    Facile dire ovvietà del tipo “rimboccati le maniche”, più difficile è costruire un percorso con le persone per rispondere alla domanda “per far cosa?”.

    Su questo punto non sono d’accordo: sperare che le soluzioni arrivino sempre dagli altri è un atteggiamento che non condivido e lo trovo tipico delle nostre generazioni (20-35 anni), abituate da sempre alla pappa pronta.
    Per quanto mi riguarda, nel mondo esterno(amici, famiglia, blog!)cerco ispirazione o motivazione, ma considero la responsabilità dell’azione sempre mia.
    “Creare un percorso con le persone” significa renderle schiave: motivarle a creare il proprio percorso lo trovo un fine ben più stimolante.

    Buona giornata.

    • Gabriele

      Rileggendomi ho trovato il mio commento precedente di una forma piuttosto indisponente, avrei voluto esprimermi in modo più efficace.
      In ogni caso, quando parlo di “creare un percorso con le persone” non intendo “scodellare” gli obiettivi come un santone: ciò rende schiavi, e su questo sono d’accordo con te.
      Ciò che intendevo è però altra cosa.
      Gli status di “frignone” che descrivi sono, secondo il mio modesto parere che avrei piacere di discutere, dei semplici sintomi di un problema che non risiede nell’incapacità di azione o nell’approccio sbagliato. Credo che il problema delle persone “frignone” sia piuttosto l’aver perso di vista il proprio “perché”;”proprio” perché unico, quindi impossibile da farsi servire pronto da un’altra persona; al massimo, e qui dovrebbe essere a mio avviso il fulcro della motivazione, si può aiutare la persona a scoprire il proprio “perché”.

      Buona serata

  • Bellissimo Test…
    Analizzando la mia situazione, in questo periodo 60% fase vincente, 40% fase frignona, in compenso fuga da facebook!
    Saluti.

  • Cristiano

    Ho letto i vari commenti condividendone qualcuno e non riconoscendomi in altri.
    Ma vorrei porre una semplice domanda a tutti gli amici di questo efficace ed efficiente blog: Come vi comportereste con la Vs. metà (moglie o compagna) che svolge la professione di commercialista e che rifiuta qualsiasi aiuto nel risanare il suo “Studio Professionale”? In altri termini lei, che appartiene alla categoria dei “frignoni”, non fa altro che scaricare le sue inefficienze e la colpa sempre su qualcun’altro.
    Io ho vissuto nella mia azienda momenti di stallo che ho risolto con la ristrutturazione della stessa circa tre anni fa. Non sarò diventato ricco ma sono un’azienda sana senza alcun problema in nessun ambito. Ho solo riorganizzato al meglio la mia società con il duro lavoro.
    Come fareste a coinvolgere al cambiamento il titolare di studio professinale che è totalmente orbo e non riesce a vedere al di la del proprio naso? Superbia e poca umiltà sono caratteristiche contrarie al cambiamento (rincorrere sempre le scadenze e non percepire nei tempi giusti il relativo compenso). E intanto lo studio va sempre più indietro. Mi sembra un carrozzone che non ha più chi lo traina. Ringrazio in anticipo tutti quanti commenteranno il mio post.
    Un Abbraccio Cristiano

    • Articolo e post vecchi di 6 anni… ma una curiosità mi è rimasta: Cristiano, ce l’hai fatta?

  • sandra

    Una Frignona al più del 100%
    Disastro al 100%
    Però ho la speranza di poter migliorare di trovare nuovi obiettivi di vita…si può anche a 32 anni??….speriamo io ci proverò….
    Visto che dipende solo da me….
    Mi piace molto questo blog complimenti.

  • antonio

    Mr.Andrea,questo è l’articolo che,secondo me,riguarda il 99,99% delle persone di oggi…..me compreso…;)
    A parte il sarcasmo,queste parole sono preziose per prendere consapevolezza di comportamenti che tante volte non ci rendiamo conto di assumere ed è quindi una risorsa per migliorarci e spronarci a vivere la nostra vita nella sua completezza e nel rispetto reciproco,Grazie.

  • Thomas

    Io frigno perché non riesco a smettere di essere un frignone! immaginate voi! :-)

    A parte gli scherzi mi riconosco nel primo punto appieno, per quanto consapevole che sia sbagliato perché improduttivo la mente (dannata sabotatrice) vola indietro senza possibilità di controllarla come vorrei.

    Andrea a te sono mai capitate sconfitte cocenti (e non parlo solo di giornate storte) che ti han fatto frignare con riguardo al primo punto? In tal caso come hai fatto a fartene una ragione?

    P.s attendo con entusiasmo il tuo prossimo lavoro sulla procrastinazione!! mi raccomando!

    Ciao

    • Eh… un paio anche belle grosse! ;-)

      Li per lì non è facile, ma poi ti rendi conto che la vita ha altri piani per te e sono migliori di quanto tu avessi programmati. Spesso abbiamo un ego spropositato e ci fissiamo su mete che non ci si addicono, si certo… ci raccontano la storiella della volpe e l’uva, ma la verità è che spesso gli obiettivi che ci poniamo, non sono veramente nostri, ma sono ispirati dalla famiglia, dagli amici e dalla società in generale.

      Ps. domani pubblico un aggiornamento su Start! e una sorpresina per natale.

      Andrea.

  • Fabio

    sono un frignone, cosa devo fare?

  • Mattia

    All’inizio pensavo di mettere questa pagina come homepage del browser, ma poi ho pensato che per me è un po’ difficile sostituire il buon vecchio google, allora ho optato per aggiungerla ai preferiti, anche se forse sarebbe ancora meglio se stampassi l’articolo, piegassi il foglio e lo mettessi nel portafogli :-)

    p.s. è la prima volta che scrivo nel blog e ne aprofitto per dirti grazie Andrea.

    • Grazie a te del commento Mattia,
      buona giornata.

      Andrea.

  • Il responso del test è che sono una frignona sulla via della vincente.

  • Anna

    Ciao Andrea, è stato un toccasana questa pillola sui frignoni. Sono la madre dell’incostanza, mi ritrovo perfettamente a metà. In effetti alterno momenti di grande spinta e motivazione dettata dalla passione per ciò che faccio alternata a momenti di frignosità. Credo che sperimenterò #sfida90901 e poi ti farò sapere. A presto.

  • Corinna Guglielminotti (alice

    Caspita, i tuoi articoli sono così interessanti e ogni link va ad un altro articolo interessante e poi ad un altro e poi ad un altro… ma quando trovo il tempo di mettere tutto in pratica??? :P
    Grazie!

    • :-D perché non prendere la buona abitudine di leggere 1 articolo a settimana e applicare quanto suggerito nei 7 giorni successivi?

  • Vincenzo Silvano

    Ciao Andrea, faccio parte di 365, bell’articolo! Volevo farti notare un errore di battitura nel secondo punto: “Il frignone ha una capacità incomparabile di scaricare la colpa dei propri INSUCESSI”.

    Saluti. :)

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