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Crescita Personale: esempi pratici

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L’essenziale

4 metodi pratici per concentrarsi sull’essenziale, tralasciando il superfluo.

“La semplicità è la necessità di distinguere sempre, ogni giorno, l’essenziale dal superfluo.”

Ermanno Olmi

L’efficacia è il leit-motiv di questo blog, il motivo per cui è nato ed il minimo comune denominatore dei suoi 233 articoli. Ma cosa significa veramente essere efficaci? Dopo lunghe riflessioni, la risposta che mi ha convinto maggiormente è la seguente: la capacità di concentrarsi sull’essenziale.

Più facile a dirsi che a farsi.

Ciò che rende dannatamente complicato concentrarsi sulle cose veramente importanti è la nostra incapacità cronica di lasciarci alle spalle ciò che importante non è:

Ecco allora 4 consigli pratici per imparare a lasciarci alle spalle ciò che è superfluo, per concentrarci sull’essenziale:

  1. Non puoi fare tutto ciò che vuoi. Per quanto tu possa sforzarti, non avrai mai sufficiente tempo e forza di volontà per fare tutto ciò che desideri. La nostra vita è fatta di limiti: prima imparerai a considerare i limiti tuoi amici e più rapidamente raggiungerai il tuo ideale di successo. Solo diventando consapevoli che nella nostra vita non c’è spazio per tutto, iniziamo a concentrarci su ciò che è essenziale.
  2. Il focus è indispensabile nei momenti di fallimento. Se il focus è importante per raggiungere il successo, diventa indispensabile per farci uscire da un periodo di fallimenti. Quando tutto sembra andare storto, le nostre risorse in termini di motivazione, autostima, soldi, etc. sono generalmente ai loro minimi storici; in questi frangenti, saper concentrare le poche risorse a nostra disposizione su ciò che è essenziale è l’unica chiave di svolta.
  3. Ciò a cui rinunci vale molto meno di ciò che puoi ottenere. Concentrarti sull’essenziale, sulle azioni e gli obiettivi che contano veramente, ti permette di ottenere risultati di gran lunga superiori alle rinunce che ti vengono richieste. Tutti noi riusciamo a percepire questa verità, ma di fronte alle prime difficoltà ce ne dimentichiamo velocemente. Ma i risultati che contano, i traguardi veramente importanti, non vengono raggiunti in un battito di ciglia: come il buon vino, necessitano di tempo e cure per maturare.
  4. Non perderai mai nulla di veramente importante. A volte, ciò che ci frena dal rinunciare a qualcosa è il timore che possa essere importante e che non ne dovremmo fare a meno. In realtà, solo quando vi rinunciamo, ci rendiamo conto di quanto fosse superfluo. Inoltre, se stiamo lasciando andare qualcosa di veramente importante, in un modo o nell’altro questo qualcosa (o qualcuno) torna sempre a presentarsi di fronte alla nostra porta. Se invece importante non lo era, presto ce ne dimenticheremo.

E tu? A cosa potresti rinunciare? Cosa c’è di superfluo nella tua vita che sta rallentando la tua corsa verso i tuo traguardi più ambiziosi?

Foto di »grahamblackall

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  • ruben

    Bravo Andrea..

    Condivido a pieno, sono consigli molto utili che spesso la maggior parte della gente non prende nemmeno in considerazione senza rendersi conto che sono effettivamente delle regole essenziali se si vuole raggiungere i propri obiettivi!

    Ruben

  • Angela

    Ciao, bellissimo post come sempre, è da un pò che ti seguo.

    Riflettevo sulla frase “Ciò a cui rinunci vale molto meno di ciò che puoi ottenere”, e sono ricaduta nella mia crisi esistenziale… è un periodo che rifletto su cosa potrei rinunciare o meno, ma quando la scelta cade tra il lavoro dei tuoi sogni e l’amore della tua vita (che dura anche da un bel pò e con il quale avrei già fatto un progetto di vita) entro in crisi: a quale dei due rinunciare per ottenere l’altro? Quello a cui rinuncio vale meno di quello che potrei ottenere? Purtroppo sono così assillata da questo problema che non riesco più ad applicarmi seriamente in quello che faccio, sono pensierosa e cambio idea ogni giorno nella speranza di trovare una risposta…

    Ti faccio comunque i miei complimenti per il blog, mi ha aiutato molto in un periodo della mia vita in cui mi sentivo demoralizzata e giù di corda.

  • Alessandro

    “Non puoi fare tutto ciò che vuoi”
    Me lo devo tatuare perché ogni giorno ci casco!

    Bella riflessione questo post, grazie

    AleB

  • Il primo punto è quello che preferisco in particolar modo. Ciò significa essere più aperti alle collaborazioni. In questo modo potremo delegare altri per portare avanti attività che ci porterebbero via troppo tempo.

  • Una volta ho sentito una frase che mi ha “colpito al cuore”: “Il problema di molte persone è che danno importanza alle cose che non sono importanti e non danno importanza alle cose davvero importanti.” Davvero: quante volte perdiamo un sacco di tempo e di energia dietro a magnifiche stupidate e non ci occupiamo di cose realmente essenziali, quelle che possono determinare la nostra felicità e quella di chi ci sta intorno? Pensate mai a quanto tempo e intelligenza si perde in schiocchi litigi o dispute di terza categoria? Per ottenere che cosa? Qual è il risultato che si merita tanto investimento da parte nostra? Oppure: avete mai considerato quanti sforzi facciamo nel compiacere i desideri che – supponiamo – gli altri hanno relativamente a noi e non ci impegnamo per nulla a capire che cosa piace e interessa fare a noi in prima persona? Nel lavoro con i miei clienti che desiderano attrarre la persona giusta per loro mi rendo conto che in molti si danno da fare spasmodicamente nel soddisfare le esigenze altrui nel tentativo di “piacere” a tutti i costi e di ricevere amore. Cosi’ facendo perdono il focus su se stessi e su quello che è davvero essenziale: avere cura di sé, della propria autostima e della propria capacità di darsi amore in modo autonomo e indipendente.

  • Fabio

    Ottimo Articolo !

    …e, al punto 1, aggiungerei anche “Energia” (altro elemento essenziale per muoversi verso i propri traguardi…) … ;-)

  • Andrea,
    a me piace moltissimo il 3 punto! Penso che fare le cose veramente importanti sia già un passo verso l’essere più efficaci!
    Basta fare tutto ciò che c’è di urgente… Molte cose deleghiamole per quanto possibile!
    Cerchiamo di occuparci delle cose veramente importanti, quelle che hanno la maggior influenza sulla nostra vita, sui nostri successi!
    Ricordate la legge di pareto 80/20%, il 20% delle azioni che compirai ti darà l’80% dei tuoi risultati!
    Allora focalizzati su quel 20%, ma chè quel 20% sono le cose veramente importanti! Il resto fa perdere tempo :-D

    A presto
    Alberto

  • 147 articoli… ed uno migliore dell’altro. Risparmio inutili plausi e vengo al dunque, anche perchè se non avessi conosciuto sommelier-news.com non mi si sarebbe aperto un mondo.
    Oltre al primo punto, dove sono ribaditi i concetti dei Big Rocks e Mit, (e fai bene a ricordarcelo) mi ha lasciato di sale l’ultima riflessione “Non perderai mai nulla di veramente importante”.
    Lo stesso Babauta ci ha detto più di una volta che una visione minimalista della propria vita aumenta l’efficia illustrandoci il perchè.
    Siamo “coperti” dal superfluo che riteniamo indispensabile e le scelte di cosa tenere e cosa no, diventano indispensabili anche e soprattutto per crescere come individui e soggetti nella propria unicità, potenziando le proprie caratteristiche e attituni semplicemente per vivere al meglio la pripria vita.
    Ad maiora
    Giandomenico

  • 147 articoli… ed uno migliore dell’altro. Risparmio inutili plausi e vengo al dunque, anche perchè se non avessi conosciuto sommelier-news.com non mi si sarebbe aperto un mondo.
    Oltre al primo punto, dove sono ribaditi i concetti dei Big Rocks e Mit, (e fai bene a ricordarcelo) mi ha lasciato di sale l’ultima riflessione “Non perderai mai nulla di veramente importante”.
    Lo stesso Babauta ci ha detto più di una volta che una visione minimalista della propria vita aumenta l’efficacia illustrandoci il perchè.
    Siamo “coperti” dal superfluo che riteniamo indispensabile e le scelte di cosa tenere e cosa no, diventano indispensabili anche e soprattutto per crescere come individui e soggetti nella propria unicità, potenziando le proprie caratteristiche e attitudini semplicemente per vivere al meglio la propria vita.

    Ad maiora
    Giandomenico

  • essenziale, come essenza delle cose. Desiderare tutto è il limite più arduo che dobbiamo affrontare. Avere la convinzione che per ragiungere il benessere bisogna riempirci di cose ci appesantisce e irrigidisce, quando iniziamo ad eliminare il superfluo troviamo il vaore più grande, l’essenziale.
    E’come guardare il mondo attraverso un filtro, elimina il più e ci permette di godere della essenza cioè dell'”Essere” del mondo.
    Ciao, Roberto

  • Jim

    Quando ho scoperto il punto 1 è stato un giorno di lutto. Ma dal giorno seguente ho cominciato a migliorare ciò che avevo scelto di seguire.

    Mi illudevo di riuscire ad incastrare tutto perfettamente, ma l’unico risultato era che l’inizio di una nuova attività faceva lentamente passare in secondo piano quella precedente, fino a che mi sono ritrovate tra le mani mille cose lasciate incomplete.

    Mi dispiace molto aver congelato alcune idee, ma preferisco “poche ma buone”.

  • andrea

    147 articoli completamente gratis, questo tuo animo no profit rende i tuoi post veritieri ed utilissimi nel risolvere alcuni dilemmi della nostra fin troppo complessa esistenza.
    Fin che non vedrò l’offerta irresistibile di euro 9.90 prometterci la risoluzione di ogni nostro problema, continuerò a seguirti in questo splendido viaggio che si chiama cambiamento o come diresti tu “crescita personale”.
    Ciao

    • Ciao Andrea,
      ti ringrazio per questo commento: non vorrei essere confuso per un santone. Questo blog oltre ad essere uno strumento di crescita personale è per me anche un piccolo progetto di business (vedi sezione pubblicizza, etc.).
      Ma per quella che è la mia idea di crescita personale e di business, ci tengo a tenere separati i contenuti dalla pubblicità. In fondo, se per un mese non vendo uno spazio pubblicitario, fortunatamente non muoio di fame, se al contrario perdessi la fiducia di chi mi legge sarebbe come aver buttato all’aria 2 anni di lavoro.

      Andrea.

  • andreasan

    sto cercando di eliminare il calcio anche se lo seguo poco.
    Penso che a volte mi perdo in discussioni inutili non mi fanno andare avanti…

  • Ivy

    Ciao Andrea,
    innanzitutto complimenti davvero per questo articolo… seguo da un po’ il tuo blog e trovo quasi sempre spunti molto interessanti, ma questo articolo in particolare mi ha aiutato a mettere a fuoco in maniera più nitida (e devo dire anche rassicurante)le mie “priorità”…
    Ho una domanda/obiezione sul 4° punto, però: tu dici che non si perde mai nulla di veramente importante, e per avvalorare la tua tesi affermi che se qualcosa/qualcuno fosse davvero importante continuerebbe a “tornarci tra i piedi”… però, e qui mi riferisco soprattutto a persone, non credi che possano anche esistere persone che (vuoi per narcisismo, bisogno ecc.) sentono il bisogno di ripresentarsi nella tua vita perché semplicemente non hanno di meglio da fare o per puro e semplice egoismo? Allora come si può distinguere le situazioni in cui qualcuno torna perché “deve tornare” da te, da quelle in cui l’altro sta semplicemente cercando di farci perdere tempo/distrarci dai nostri reali obiettivi?
    Grazie mille fin d’ora se saprai rispondere anche a questa domanda… :-)

    • Cara Ivy (Alessia?),
      premetto di non essere un esperto di relazioni ed infatti o non tratto questo tema o lo lascio trattare ad altri. Mi permetto quindi di risponderti da “amico” e secondo la mia esperienza: se hai solo il dubbio che questa persona ritorni per semplice egoismo… temo che ci sia un fondo di verità, motivo per cui io ci andrei con i piedi di piombo. In questi casi, la persona devi dimostrarti 10.000 volte che è tornata perché ti considera importante.

      Spero di aver risposto alla tua domanda,
      Andrea.

  • Tony

    verissimo…bisogna avere grande forza di volontà x fare delle rinunce importanti,ma anche pazienza e speranza..x non trascformarsi in rimorsi

  • Tony

    vale anche nello studio sapere catturare l essenziale, il succo…ma come distinguere l essenziale dal superfluo? a volte inconsciamente ci facciamo enfatuare dal superfluo senza ottenere nulla di concreto…c’ è una risposta? un rimedio?

  • Fab

    Ciao Andrea,

    non ti ho mai fatto i miei più sinceri complimenti per questo straordinario articolo!!

    Secondo me è il Migliore di Tutti!!

    Una “Lectio Magistralis” da incorniciare in ogni casa, in ogni studio professionale e in ogni azienda!!

    In altre parole Tom Peters ( consulente aziendale internazionale e mentore di Seth Godin ) ha riportato lo stesso concetto:

    “Le aziende di successo sono quelle che si concentrano in pochi e semplici progetti e si impegano a realizzarli eccellentemente” by Tom Peters, “Alla Ricerca dell’Eccellenza”, Sperling & Kupfer Editori.

    Comunque il tuo articolo e la citazione di Olmi mi sono piaciuti di più, lo esprimono con più efficacia il concetto!!

    Ciao!

    Fab

    PS strano comunque che questo articolo non sia fra i più letti!

    • Ciao Fab, ti ringrazio.
      Ci sono alcuni articoli del blog a cui sono particolarmente “affezionato”: L’essenziale è uno di questi.
      Eppure mi sorprendo ogni volta di alcune curiose dinamiche del blogging. Ci sono articoli che non ritengo affatto dei capolavori che riscuotono un successo inaspettato, e altri invece che ritengo particolarmente ben riusciti che piano piano si perdono nell’oblio.

      Molto dipende dai gusti di Google ad essere sinceri, comunque utilizzo i social anche per ravvivare alcuni di questi post che si perdono un po’ nell’archivio ;-)

      A presto, buon weekend.
      Andrea.

  • Michela

    Ciao Andrea,
    quante volte dovrei dirti grazie dal 1^ gennaio quando ho scoperto questo blog?????
    In effetti dovrei contare quante volte sono in procinto di fare le cose allo stesso modo, poi mi ricordo di quello che ho letto qui e allora cambio “impostazione”,mi “formatto” e provo seguendo i tuoi consigli.
    I risultati fino ad ora sono stati efficaci, vorrei diventasse un’abitudine, ma ancora non è così.
    Difficile però lasciare il superfluo, perché a me piace costruire sovrastrutture ai miei pensieri e disegnare ghirigori nella mia testa, perfezionare il mio lavoro fino al midollo, criticarmi al limite della fissazione.
    Tutto mi sembra essenziale e penso di essere io a non farlo funzionare come riuscirebbe senza dubbio qualcun altro al mio posto.
    Certo, ora faccio una lista delle cose, non rimando, ma non riesco a tralasciare nessun campo, anche quelli che non uso, perché penso che se un giorno dovesse servire, io non ce l’avrò.
    E riguardo, riguardo e riguardo una lettera una nota, un post-it, perché penso che possa essere più bello di così anche se è già chiaro.
    Perdonami, ma il consiglio di alzarmi presto non lo seguirò! Ho solo la domenica per dormire e sto nel letto fino alle 9,30 senza sensi di colpa, già gli altri giorni la sveglia suona alle 6!!!!

    P.S. non ti dico quante volte ho riletto questo commento, non mi piace e non so come migliorarlo, (anche questo PS) ma se inizio a correggerlo, finirà che lo cancello…. Rido per l’imbarazzo ma non posso farne a meno.
    buon lavoro

    • Questo commento è… perfetto Michela ;-)
      Grazie a te.

      Tornando a ciò che mi scrivi, negli Stati Uniti parlano di FOMO: fear of missing out. E’ la paura di perdersi qualcosa. La FOMO fa particolarmente riferimento all’uso compulsivo che alcuni fanno dei social network e whatsapp, ma la sua valenza può essere allargata ad altri ambiti della nostra vita. Se consideriamo tutto essenziale, di fatto nulla lo è: osserva questa tua paura di tralasciare qualcosa, prendine consapevolezza e poi focalizzati veramente solo su ciò che conta.

      Ps. Hai letto il post sul perfezionismo?

      Andrea.

      • Michela

        Yes!!!
        Quella sono io

  • Attila

    Ho trovato questo articolo particolarmente interessante e utile… grazie mille! :-)
    Penso anch’io che spesso copriamo l’essenziale con mucchi di ciarpame privo di significato, e così facendo ci “anestetizziamo”, ci distogliamo da ciò che richiede invece impegno vero (e quindi fatica), e che in quel momento non vogliamo affrontare.
    Ma so, per esperienza personale, che prima o poi arriva il conto, e che esso si esprime con malessere, senso di insoddisfazione, ansia… e, per fortuna!, anche con desiderio di cambiare (motivo per cui siamo tutti qui, direi!)!
    L’altra sera stavo leggendo un altro tuo articolo, sempre incentrato sulla tematica dell’agire anziché procrastinare, e mi sono accorta che anche il continuare a cercare nuovi tuoi temi, passando da un link all’altro, fosse si’ estremamente interessante, ma pure un modo per non fare ciò che dovevo fare (andare a camminare con i cani!)… guarda un po’ come riusciamo a sabotarci con estrema maestria, talvolta! ;-)
    Alla fine me ne sono resa conto, ho chiuso il tablet e sono uscita con i miei animaletti: e’ proprio vero che bisogna agire, la sensazione che se ne trae e’ puro benessere.
    Grazie, Andrea, e buona domenica!

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