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Come mettere ordine nella tua vita

Vuoi mettere in ordine la tua vita? Inizia dal letto!

“L’ordine è potere”.

Henri Frederic Amien

Nota dell’autore: è con molto piacere che pubblico questo brillante articolo di Adamo Crespi.

Adamo è un blogger e studente di Giurisprudenza. Ama Internet ed ha trovato nell’e-commerce la perfetta sintesi tra piacere e lavoro (futuro). Al momento sta approfondendo i rapporti tra nuove tecnologie ed Internet, in special modo per ciò che riguarda la privacy e l’e-commerce.

Adamo ha un blog sul commercio elettronico dove scrive articoli divulgativi per chi vuole iniziare e per chi ha già un sito di commercio elettronico. Adamo ha anche un proprio “blog” su Amplify dove riporta gli articoli più importanti della sua read-list.

Ricordo che fino a qualche anno fa avevo un’enorme confusione nella testa: non riuscivo a studiare, non riuscivo a fare le cose importanti, mi avvilivo per ogni piccolo imprevisto, non riuscivo ad avere uno scopo nella vita, non riuscivo a pormi degli obiettivi e poi a raggiungerli.

Piano piano la svolta, ho iniziato a mettere in discussione ogni singola cosa della mia esistenza, ogni singola persona, ogni singola mia azione. Tutto.

Oggi ho avviato un blog, ho ripreso a studiare, sto contribuendo a fondare una start-up e piano piano sto costruendo il mio futuro con determinazione.

In questo post voglio spiegarti esattamente come ho fatto.

Inizia dal tuo letto

Già, il tuo letto. In realtà questo è solo un passo intermedio per raggiungere l’obiettivo finale: mettere ordine nella tua vita.

Non puoi mettere ordine nella tua vita se prima non inizi a mettere ordine negli spazi in cui vivi. Non sono forse anche quelli parte della tua vita?

Ok, nel tuo disordine c’è ordine. Quando cerchi una cosa la trovi, anche se agli altri sembra che non sia possibile trovare nemmeno la scrivania. Lo so. Me lo sono ripetuto per anni!

Però un giorno mi sono reso conto che dovevo riprendere in mano il corso delle mia esistenza. Non potevo dall’oggi al domani trovare un lavoro, avviare un blog o riprendere a studiare. Così ho fatto la cosa più ovvia: riprendere il controllo su ciò che potevo, i miei spazi. E ho ripreso il controllo con un’azione molto semplice: ho deciso di mettere ordine per prima cosa nella mia stanza.

L’ho guardata e mi sono avvilito. Poi mi sono fermato e ho detto “Io devo mettere in ordine. Non mi interessa quanto sia difficile, quanto tempo ci voglia, quante energie ci devo spendere. Il mio primo obiettivo è mettere in ordine.” E la domanda successiva è stata la più semplice che potessi farmi (e che tu ti farai da qui a qualche minuto): “Da dove inizio?

Io ho iniziato dal letto. Non l’avevo mai fatto in vita mia prima. Lo faceva mamma (mammone!).

L’ho guardato, lui mi ha guardato, l’ho aggredito ed in tre minuti era in ordine, rifatto. Rifare il letto mi ha permesso di iniziare a vedere qualcosa in ordine. E anche di capire che alla fine non è così difficile come può sembrare. Non è difficile fare il letto, non è difficile nemmeno mettere in ordine, sia nella propria stanza che nella propria vita.

Si ma con la vita è un’altra cosa!
Certo, e infatti non è finita qui!

Dopo aver fatto il letto ho visto una montagna di vestiti buttati su una sedia, il caricabatterie con il filo sul pavimento, bottiglie d’acqua vuote (sono pigro e ne ho sempre una in camera!), calzini sparsi, spiccioli sulla scrivania insieme ad una montagna di carte e foglietti sparsi in disordine di appunti presi e mai ordinati, più una serie di altri oggetti e schifezze sparsi per la stanza.

Ma avevo il letto libero.

Passo successivo? Ho tolto tutti i vestiti dalla sedia e li ho buttati sul letto. Poi ho iniziato a piegarli. Pantaloni, magliette, camice, maglioni. Dopo appena 10 minuti (non ci vuole molto, credimi ;) ) erano tutti belli piegati sul letto. Non rimaneva che metterli nell’armadio. E così ho fatto. Appese le camice, appesi i pantaloni, messi sulle mensole dell’armadio i maglioni e le magliette.

Ma la stanza era ancora in disordine!

Mi giro intorno e vedo la scrivania. Mamma che disordine! Una cosa alla volta! Ricordi? Questo è il principio.

Prendo gli spicci e ne metto una parte nel salvadanaio e una nel borsellino. Prendo i fogli e ne faccio una pila ordinata. Tolgo gli occhiali, li ripongo nella custodia e metto tutto in un cassetto. Chiavi della macchina e del motorino… dove le metto? Mi serve un portachiavi da mettere al muro. OGNI COSA DEVE AVERE IL SUO POSTO! Prendo un foglio e scrivo “Cose da fare” e subito sotto “Comprare un portachiavi da muro”.

La scrivania ora è più o meno in ordine, ci sono ancora i fogli da riorganizzare.

Oh, lì in terra c’è una bottiglia vuota! Presa e buttata.
Oh, lì c’è il caricabatterie del cellulare. preso, arrotolato il filo e messo in un cassetto.
Oh, lì ci sono i calzini sporchi. Raccolti e buttati in un angolo VICINO ALLA PORTA! Appena vado di là me li porto e li metto allo sporco ;) (mica li lascio lì!).

E così, dopo un paio d’ore la mia stanza era bella ordinata.

Mancava solo un’ultima cosa. Un bel colpo di spugna!

Vado di là a prendere la scopa ma… mi sono dimenticato i calzini! Torno indietro, prendo i calzini, li metto allo sporco. Quindi prendo la scopa e spazzo a terra (qui la battuta era facile ma l’ho evitata!). Riempio il secchio, un po’ di detergente e una bella lavata a terra!

Finalmente mi posso sedere. Ho fatto il primo passo per mettere ordine nella mia vita: ho riordinato la stanza! Ci sono riuscito!

E ora?
Beh, i passi successivi dipendono molto da te, da quello che fai, da quello che sei, da dove vuoi arrivare. Nel mio caso il mio obiettivo è prendere una laurea.

Così il passo successivo è stato aggiungere un pizzico di disordine: ho preso i libri dell’esame che avrei voluto sostenere e li ho messi sulla scrivania. Sempre davanti agli occhi, non li tolgo mai fino a quando non ho fatto l’esame. Dopo compro subito quelli dell’esame successivo e li rimetto sulla scrivania. E ora mi manca meno di un anno e mezzo alla laurea dopo due anni praticamente fermo!

E se non li hai ancora i libri? Scendi a comprarli e magari ti fermi a prendere anche il portachiavi da appendere al muro. Le tue chiavi della macchina non hanno ancora un posto! Devi trovarglielo subito!

Ma c’è dell’altro: domande sparse

Ma la tua stanza è sempre in ordine ora?

No, non è sempre in ordine. Subito dopo aver fatto un esame o raggiunto un obiettivo viene il mio periodo creativo. In questo periodo faccio ancora le cose alla rinfusa. Diciamo che “mischio la giocata”. Idee e obiettivi sono tutti lì a vorticare tra vestiti, monetine e fogli sparsi sulla scrivania (ma non raggiungo mai i livelli raggiunti in passato!).

Però c’è un punto fermo: il letto rifatto ogni mattina e mai più di due pantaloni sulla sedia. Presente lo stop loss? Nel trading indica il punto oltre il quale come vadano vadano le cose il trader si ferma, vinto o perso si ferma. Il mio stop loss sono due pantaloni, o due maglioni. In genere quelli del giorno prima e quelli del giorno stesso se sono uscito di fretta e non ho avuto tempo di riporli.

In ogni caso arriva sempre il momento in cui rimetto tutto a posto e inizio da capo, un nuovo ciclo.

Un’altra regola è che almeno una volta a settimana metto in ordine tutte le cianfrusaglie sparse. Mi aiuta non solo a tenere in ordine ma mi dà modo di rimanere con me stesso e i miei pensieri. Spesso durante le pulizie mi vengono ottime idee o ottimi spunti ;)

Ma perché mi hai descritto come metti in ordine la tua stanza?

Per due motivi fondamentali:

  1. Perché così sai che mettere in ordine non è una cosa da alieni;
  2. Perché leggendo ti è venuta probabilmente voglia di mettere in ordine la tua stanza (o comunque l’ambiente dove passi il tuo tempo).

Te lo ripeto: può sembrarti che nel tuo disordine tu riesca comunque a trovare ciò che cerchi ma lo sopo del mettere in ordine non è riuscire a trovare le cose bensì avere un ambiente confortevole in cui vivere, un a ambiente salubre e sano, dove, cioè, tu possa riuscire a concentrati e iniziare ad analizzare cosa devi fare, come e quando: e se intorno a te è tutto in disordine credimi, è più difficile!

Questo consigli vanno bene per tutti?

Boh! Con me ha funzionato! Eppure conosco persone che riescono comunque ad andare bene all’Università o a lavorare pur essendo abbastanza disordinate. Però una cosa la noto: stanno sempre con la testa fra le nuvole e sono abbastanza sbadate. Ok, non voglio generalizzare, è la mia esperienza, come è la mia esperienza il mettere in ordine.

Prova, se non funziona quanto meno hai la possibilità di divertirti a ributtare tutto per la stanza! Però ogni tanto rimetti in ordine: a me aiuta a distrarmi, a liberare la testa, ad essere sovrappensiero.

Foto di ooh_food

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  • Posso dire che confermo quanto scritto… Più volte mi sono ritrovato a notare una sorta di associazione tra il disordine fisico (oggetti e luoghi) e il mio disordine mentale. Una bella riordinata mi ha sempre permesso di avere una conseguente pulizia di mente. Più spazio attorno, sentirsi più libero, meno vincolato nei movimenti e nelle superfici utilizzabili. Non è sempre facile perchè più che una stanza ora mi ritrovo con un’intera casa da pulire e tenere in ordine, ma se qualcuno dice che l’ordine dell’ambiente in cui si vive è importante non posso che confermare la cosa.

    • Esatto! È proprio così che mi sento ed è in uno di questi momenti (avevo appena finito di mettere in ordine!) che ho scritto l’articolo :P

  • Antonio

    Ciao a tutti, sono nuovo qui. Tutto stà nel cominciare a mettere ordine, per primo nella propria testa e successivamente nella propria casa. Complimenti per il bellissimo sito, è una miniera d’oro e per di più gratis (per il momento, almeno. Però non credo che le persone siano sempre disposte a fare i cambiamenti facilmente, perchè il cambiamento porta sempre paura e stress. Ciao da Antonio

    • “Tutto stà nel cominciare a mettere ordine, per primo nella propria testa e successivamente nella propria casa.”

      In realtà volevo dire l’esatto opposto! Prima metti in ordine la casa/stanza/luogo dove vivi o lavori e nel farlo metterai ordine anche nella tua testa. Provare per credere. E se non funziona… dopo ti diverti a rimettere tutto in disordine!

  • Questa è “la teoria dei vetri rotti” (“Broken Windows Theory”) applicata alla propria vita privata. Questa teoria – sulla quale si è basato anche il sindaco Giuliani per combattere il degrado e la delinquenza a New York – sostiene che, se in una città o in un quartiere, un teppista rompe i vetri di una finestra di un edificio e questi non vengono riparati celermente, scatta uno spirito di emulazione al negativo e in breve tutte le finestre dell’edificio (e di quelli circostanti) verranno rotti e il degrado si allargherà a macchia d’olio.
    Viceversa l’ordine diffonde ordine, il rispetto rispetto, la pulizia pulizia.

    Questo è qualcosa di impportante su cui pensare…

    • Non conosco questa teoria ma sono completamente d’accordo! Si innesca un circolo virtuoso veramente potente ed utile. Dopo non riesci più ad uscirne!

    • Pier Paolo

      Confermo: si tratta di mettere in moto una sorta di contagio sano e positivo.

      Purtroppo molto spesso però avviene esattamente il contrario e basta guardarsi intorno per rendersene conto: i media e l’ambiente che ci circonda in generale, ci hanno portato ad uno stadio di pesante introversione che ci fa osservare tutto attraverso il FILTRO della paura, del sospetto, della disillusione; non siamo più nemmeno capaci, in molti casi, di riuscire ad intravedere un “futuro”.

      Siamo, noi italiani, un popolo che si sta lentamente spegnendo, io stesso, in questo momento sono in una fase di profonda meditazione su questo aspetto, mi sto rendendo conto di quanto mi sia lasciato condizionare da tutta questa negatività, perdendo, in nome anche di una mal compresa visione utopistica alla Don Chisciotte, la giusta prospettiva tra quello che attribuiamo essere crudo realismo e POSSIBILITA’ individuale.

      Tutto è relativo giustamente si afferma, ma proprio perché è relativo è necessario che ci soffermiamo in maniera importante sulle nostre convinzioni, infatti se le nostre convinzioni sono inquinate dalla negatività o dall’avere idee malsane su quello che possiamo definire “spirito di servizio”, alla fine ciò che otterremo sarà in sintonia con ciò che abbiamo radicato così profondamente nella nostra mente: tutto infatti parte da ciò che abbiamo dentro quel meraviglioso ma altrettanto potenzialmente pericoloso 1,5 kg di materia grigia posta alla nostra superiore estremità. ;-)

      Ne approfitto a questo proposito per ringraziare Andrea dal profondo del cuore per questo suo blog che spinge come un bulldozer in direzione della costante ricerca della positività e della motivazione, sì proprio quella ricerca della motivazione, anche fine a se stessa, che gli ho contestato in qualche mio passato commento; lo ringrazio perché ha messo in moto un “contagio” positivo che alla fine ha toccato anche me in una forma che solo ora sto finalmente riscoprendo e che mi auguro possa permettermi di dare quella svolta che desidero da ormai molto tempo.

      Su un aspetto ho scelto di non procrastinare più, e le prime positive conferme a riguardo le sto già riscontrando.

      Buona domenica! ;-)

  • EvaKant

    sono d’accordo…
    io sono una persona molto ordinata nel lavoro e nello studio….appunti perfettamente ricopiati…pagine numerate, mai un foglio sparso o anonimo.
    Però il mio armadio è quanto di più disordinato possa esistere!
    Me lo ripeto ogni weekend che devo rimetterlo in ordine e non trovo mai il tempo (o forse non lo voglio trovare?)
    Però una cosa è vera. Dopo che metti a posto qualcosa ti senti come “libero”…in pace con te stesso…come se il tuo corpo guadagnasse uno spazio ordinato all’interno di un ambiente pulito. Ti senti parte del tutto..non so se mi spiego.

    Ho gia capito che stasera metterò in ordine il mio armadio!
    XD

    • “come se il tuo corpo guadagnasse uno spazio ordinato all’interno di un ambiente pulito.”

      Come dicevo più su a Martino è esattamente così che mi sento io dopo aver messo in ordine… e mi piace :)

  • Io sono una mamma, oltre che una blogger creativa, e molto altro. Quindi non posso cominciare dal letto, che rifaccio io, ed è sempre fatto bene, perché altrimenti non riuscirei a dormirci.
    Però posso e devo cominciare dal mio comodino, incasinato, pieno di libri e cartacce.
    Comincerò da lì…..

    • Credo che l’importante sia iniziare: che poi sia dal letto, dal comodino o dall’armadio non credo cambi molto… Chi be comincia… :P

  • kikka

    mi piace:)…anch’o ogni volta che mi va male qualcosa sistemo la mia camera…sistemo i miei libri e trovo modi più efficaci x fare le cose:)…è rilassante soprattutto xkè in quei momenti sono io a sentirmi disordinata!!!

    • Esatto! È per questo che mettere in ordine fuori aiuta a riorganizzarsi: non te ne accorgi ma avvii un percorso, problema, soluzione, azione… quando hai finito di mettere in ordine le cose fisiche il processo continua ed automaticamente inizi a mettere in ordine il resto, nel mio caso inizio a fare le cose importanti (studiare, scrivere un articolo, ecc.).

  • DAVIDE UZZO

    Hai proprio ragione, l’importante e’ mettersi in azione, in tutto cio’ che si vuole fare, che sia la stanza in ordine o un progetto a lunga scadenza.
    Complimenti

    Davide

    • Davide, grazie per i complimenti! :)

      Esatto! Ricordo quando ho avviato il blog. Prima di avere il coraggio di farlo ho aspettato un bel po’. Sai, il timore di non riuscire, di essere giudicato male, di sbagliare. L’ansia da prestazione insomma. Ma anche i continui “Ora lo faccio, aspetta, prima però…” (la classica procrastinazione). Poi un giorno ho iniziato a impostare il sito, a scrivere qualche cosa e a mettere tutto online. Oggi ho il blog. L’importante è iniziare altrimenti la mente non si orienta all’approccio: problema -> soluzione -> azione.

  • Bell’articolo, l’ho letto volentieri. Anch’io oscillo tra periodi di ordine e periodi di disordine. E preferisco quelli di ordine perché mi sembra proprio di avere più spazio a disposizione, fisico e mentale. Adamo, hai ragione. Molte volte pretendiamo di affrontare di petto i massimi sistemi e rivoluzionare la vita in un batter d’occhio. Invece le piccole cose, le piccole azioni anche se sembrano insignificanti sono le più potenti. Adesso vado anch’io a rifare il letto e a dare aria alle stanze del piano di sopra. Poi rimetterò in ordine alcune cose che sto scrivendo :-)

    • Io questo modo di procedere lo chiamo “Il passo del montanaro”. Non so se ne hai mai visto uno. Io si, mio padre fa trekking: non corre mai, né lui né tutti quelli che vanno in montagna a camminare. Un passo dopo l’altro, con calma, come carri armati, procedono lenti e non si fermano mai. E arrivano in cima. Un passo dopo l’altro. Un PICCOLO passo dopo l’altro.

  • Antonio

    Si dice che bisogna fare semre un passo in qualsiasi cosa per iniziare. Un detto popolare dice che chi ben inizia è a metà dell’opera, alla prossima Antonio

    • Sante parole Antonio! Non posso che essere d’accordo :)

  • Sono normalmente una persona piuttosto ordinata. Quando sulla mia scrivania c’è disordine è perché sto pensando in modo creativo….come se stessi facendo un brainstorming che mi porterà a qualche decisione successiva. Per il letto, non c’è problema, è la prima cosa che metto a posto quando mi alzo. Detesto arrivare a casa e vederlo ancora da fare e mi rifiuto di entrare in un letto senza le lenzuola distese! :) ciao

    • Non posso non essere d’accordo con te su tutta la linea! :)

      Un pizzico di disordine (controllato), indica che devo “pescare dal mucchio”. Una volta individuato il successivo obiettivo di nuovo in ordine: mi aiuta anche a mantenere il focus su quel che devo fare.

  • VG

    Ciao Andrea.
    Volevo chiederti cosa ne pensi di questo articolo de “IL Giornale”!
    Ciao!

    http://www.ilgiornale.it/interni/forza_disordine/13-03-2007/articolo-id=163410-page=0-comments=1

  • Eh eh, mi permetto di rispondere io ;)

    Basta che leggi la prima e l’ultima domanda del paragrafo “Ma c’è dell’altro: domande sparse”.
    Le riassumo: il segreto non è solo ordine/solo disordine ma alternare le due cose a seconda del periodo che si sta vivendo: alta concentrazione e focalizzazione su un obiettivo (es un esame o un progetto importante) = Ordine; periodo creativo = disordine.

    Spero di aver risposto adeguatamente ed in modo chiaro… tu,VG, che preferisci? l’ordine o il disordine?

    • VG

      Grazie Aerendir per la risposta, ma non sono certa che l’articolo intendesse questo…è particolarmente riferito al lavoro credo e per questo lo vedo come un’opposizione al post di Andrea…
      Ad ogni modo sono d’accordo con te sul fatto che vadano alternati, almeno in base all’umore… :)

  • Adamo “Aerendir” Crespi

    Il punto è questo: l’articolo che hai linkato e questo che ho scritto (è un mio guest post su questo che è il blog di Andrea) parlano di due cose completamente diverse.

    L’articolo de Il Giornale parla di persone che non hanno bisogno di riprendere il controllo, ma che anzi ne hanno già troppo (o forse non ne hanno e cercano di averlo attraverso l’ordine eccessivo).

    Questo mio post, invece, è venuto fuori quando ero in un periodo di “fuori controllo”, di confusione per intenderci. Uno di quei periodi in cui non sai che devi fare o come devi fare quello che credi si debba fare. Per caso mi sono accorto che rifacendo il letto ottenevo benefici ulteriori rispetto al semplice ordine nella stanza.
    L’articolo non parla dell’ordine ma dell’ATTO del mettere in ordine come strumento per rilassarsi, per fare qualcosa che non richiede di usare il cervello (guardare un video su YouTube o un film, o leggere un libro, o parlare al telefono, ecc. Invece richiedono di usarlo, anche se magari in minima parte!). L’obiettivo non è l’ordine ma il fare spazio, il togliere di mezzo le cose inutili, le fonti di distrazione, il rumore di fondo, dal nostro spazio fisico e di riflesso dal nostro spazio mentale. Tutte cose che in un modo o in un altro ci rendono più difficile focalizzarci su ciò che veramente è importante fare PER NOI.

    Per questo di dicevo prima che dipende e che in medio stat virtus: io uso questo sistema quando mi sento confuso e sopraffatto dalle cose da fare. Dopo aver messo in ordine, invece, riesco a focalizzarmi meglio sulle cose importanti.

    E non si parla solo di vita privata o di lavoro ma di tutte e due le cose più mille altre: in ogni aspetto della vita prima o poi ci si sente confusi e alle volte non si sa nemmeno a cosa pensare: al progetto importantissimo che scade tra una settimana o alla ragazza che ti sta mettendo in croce perché sei assente (e tu magari senti che non è solo colpa del progetto che scade se sei assente).

    Insomma, quella che ho descritto è semplicemente una “tecnica” (fa molto coaching ma non mi viene in mente un termine diverso per esprimere il concetto) che ho scoperto e che uso per vedere se la mia testa riesce a trovare da sola la strada giusta, se riesce da sola a focalizzarsi in background sulle cose per me davvero importanti e darmi una soluzione quando i comincio ad usarla. Come le idee che vengono all’improvviso mentre stavi facendo tutt’altro. Mettere in ordine, per me, è “fare tutt’altro”.

    • denise

      Quell’articolo mi ha fatto venire un po’ i brividi, in un primo momento… però immagino che si accusi l’ordine esagerato, a tutti i costi, quello, per intenderci, maniacale che, come tutte le fobie, non fa certo bene.
      Alla fonte dell’ordine, o del disordine “controllato”, è necessaria soprattutto una “leggerezza” degli ambienti, con poche, belle, utili cose che anche se tenute in un qualche disordine, non lo creano affatto!
      less than more

  • VG

    Grazie per la tua risposta. Sei stato molto chiaro…e penso che andrò a rifarmi il letto adesso! ;)

  • briscola

    ..non ci crederete, ma alle 19.26 mi appresto a farmi il letto e comincio a riordinare la mia camera..non è molto grande, ma è impressionante la quantità di roba che può contenere..ora non ho tempo di scegliere cosa tenere e cosa no: metterò tutto in un posto non troppo nascosto e rimanderò la scelta ad un altro momento..spero di trovare in questa mia nuova avventura dei compagni di viaggio super!!!

    grazie per i consigli!!!

    buona serata

    • Ottimo!
      Mi piace sempre sapere che leggendo uno degli articoli del blog un lettore ha deciso di compiere decisioni diverse dal solito.

      A presto,
      Andrea.

  • Ciao briscola,
    mi fa davvero piacere che l’articolo ti sia stato utile :)

    Evidentemente il metodo funziona! Ricorda di perseverare e di ripetere a intervalli di tempo: la confusione arriva sempre e quando ti accorgi che c’è devi… riordinare :)

    In bocca al lupo!

    Adamo

  • Rosalba

    A me piace l’ordine “dopo il fatto compiuto” mi da un senso di ponderazione finale a quello che si è fatto. Mi spiego. A partire da una torta, passando per una fetta di pane e …andando ad farsi una granita a limone, passando per farsi la barba, mi piace che dopo avere usato gli oggetti per fare una cosa vengano messi in ordine. Non mi piace chi fa una cosa lascia in giro gli oggetti. L’ordine è completare una cosa che si è fatta fino alla fine. Hemmmm, nel lontano 1983 ho visto per la prima e unica volta un uomo che lavava il pavimento, me lo fate vedere il protagonista del fatto, esemplare molto raro, quasi unico in natura??? :-)
    Ciao. Ro

    • Esatto, proprio quella bella sensazione poi permette di essere più sereni, e di pensare a tutto il resto.

      PS
      Googla che mi trovi :)

      • Rosalba

        ha detto la Signora Google che sei un bravo ragazzo e il letto l’hai rifatto bene :-) Mi ricordi tanto una persona che ho conosciuto anni fa, anche lui ventenne è stato uno dei creatori di qualcosa di innovativo sul web. Ti faccio un “in bocca al lupo” anche a te.
        Ciao. Ro

      • Meno male!
        Crepi il lupo :)

  • Amica

    L’articolo e cosi bene scritto, cosi spontaneo, che ho fatto piu ordine in un WE che in 3 mesi! Grazie

  • Angelica

    Mi stamperò questo articolo per leggerlo anche a pc spento. E’ quello che mi serviva, la scossa che aspettavo. Complimenti sinceri.

  • Liliana

    Ciao a tutti …Ho datto una occhiata …perché il titolo della mia tesi e: ” tramite un io , creò un ordine ” … È non posso dire di non aver trovato belli e interessanti idee . C’è anche da dire che il creatore di quest blog ha ragione , sul ordine nel spazio proprio , fisico fatto di materia : stanza , casa , giardino , luogo in cui lavori , poi l’ ordine nelle relazioni : con il marito , figli, vicini di casa ,amici,compagni di lavoro ….e l’ ordine poi arriva anche nella testa ( sopratutto se tieni appunti accurati in un taccuino ) dal mio punto di vista … Ma la cosa più importante e l’ ordine che sente la tua anima , se le scelte non sono giuste , se o’ ego domina il tuo vero essere , se fai cose per accontentare gli altri , l’ anima proverà disagio ,tu ti sentirai infelice … TUT’ altro che ordine !!!

    • Mi fa davvero molto piacere tu abbia trovato spunti interessanti per la tua tesi. Mi auguro possano esserti utili per svilupparla al meglio. In bocca al lupo, Adamo :)

  • Luca

    E chi ha il problema al contrario? Spesso sono capace di dover correre rischiando di perdere il treno pur di finire quello che stavo sistemando prima di uscire di casa.

    • Luca, perdonami l’immenso ritardo con cui ti rispondo, ma la mia casella email è un po’ intasata e mi sono perso la notifica o.O

      Ad ogni modo ti capisco perchè mi è capitato. Io credo che questo ti succeda per “colpa” tua: voglio dire che di solito degli appuntamenti si conosce l’ora: se si fa tardi è perchè non ci si è organizzati.

      Questo, messo in termini pratici, significa che da una parte si guarda l’orologio e si calcola quanto tempo rimane; quindi si vede cosa si deve fare e si calcola quanto tempo ci si potrebbe impiegare: se il tempo necessario per finire quello che si sta facendo è maggiore di quello che si ha a disposizione… semplicemente si rimanda.

      Facile a dirsi, più difficile a farsi.
      Ma la verità è che non esistono trucchi o soluzioni: solo semplice matematica da scuola elementare e self-discipline (anche se “disciplina” è un parolone per il “problem” – minuscolo – di cui parliamo).

      E se proprio non riesci a staccarti dal fare ciò che stavi facendo… vorrà dire che perderai il treno! :) No, scherzi a parte, io credo dipenda solo da noi: in fondo spesso sappiamo prima che non abbiamo il tempo di fare quello che iniziamo a fare e ciò nonostante… Ci vuole un po’ più di oggettività, semplicemente…

  • Grazie per il consiglio! io comincio oggi!-) vi farò sapere

    • Ciao Antonella, mi aspetto un bel commento tra un mesetto :-)

    • In bocca al lupo allora! Anche io aspetto il tuo commento tra un mesetto :)

  • Grazie, sicuramente !-)

  • Michael

    Porca miseria! Ritorno su questa pagina perché ieri, dopo aver letto questo articolo mi è venuta fuori una voglia matta di ordinare dalla A alla Z la mia camera! E l’ho fatto! Un po’ la mattina e un po’ il pomeriggio ma la soddisfazione è incredibile!

    In più, ho raccolto tutte le foto dei miei obiettivi che avevo appeso in giro per la camera e ci ho fatto un album degli obiettivi con un raccoglitore in giro per la camera che non utilizzavo. SODDISFAZIONE INCREDIBILE!

    Grazie per questo articolo!

  • Mi fa davvero piacere ti abbia fatto questo effetto, che poi era quello che auspicavo quando l’ho scritto.
    Se posso permettermi, mi viene una considerazione volante: un album di “obiettivi” credo sia un po’ difficile da gestire. Se posso darti un altro consiglio, prendi tre foto e persegui quelli, e man mano ne aggiungi altri. Altrimenti come gestisci tutto? 3 alla volta :) Spero ti sia utile anche questo,!
    Un abbraccio e un in bocca al lupo,
    Adamo

  • dopo aver cominciato a leggere questo blog ho cominciato sul serio! credevo che ci volessero 20 anni per sistemare tutta la mia vita!!! quindi ho cominciato un pò scettica poi già verso sera nell’aria c’era qualcosa che stava cambiando! Grazie per aver scritto questo blog è stato come un miracolo aver fatto questo e il cielo è tornato sereno e credetemi adesso apprezzo tutto quello che ho dalla vita che mi ha dato tanto!

  • lupo66

    boh… io arrancavo all’università ma sono sempre stato di un ordine maniacale, forse sono un caso da studiare…

    • Giorgia Sorinelli

      Ciao! Se posso, forse non sei un caso da studiare. La parola chiave del tuo discorso è “maniacale”. L’ordine che tende alla perfezione non sempre fa rima con organizzazione. Come dire “meglio fatto che perfetto”.

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