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Crescita Personale: esempi pratici

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I 5 ingredienti del successo

I 5 elementi chiave per raggiungere i propri obiettivi nella vita.

“Ho sentito dire che il primo ingrediente per il successo, se ne esiste alcuno, è quello di sognare in grande.”

John A. Appleman.

Quando pensiamo al successo ci vengono immediatamente in mente alcune immagini preconfezionate da tv e giornali: magari una macchina sportiva, un tappeto rosso, una casa lussuosa ed elegante, mete turistiche esclusive, etc, etc. Senza dubbio, questi stereotipi rappresentano la materializzazione di un determinato tipo di successo.

Tuttavia, quando parlo di successo in questo blog, faccio riferimento ad un successo più intimo e personale: quel successo che ti fa sentire orgoglioso di te stesso, quel successo che ti rende felice, anche se non è sbandierato davanti a tutti, quel successo che ti fa sentire che sei sulla giusta strada e che, in fondo, anche gli obiettivi più difficili sono alla tua portata.

In questo articolo voglio parlarti dei 5 ingredienti alla base di questi successi e che guarda caso sono assenti nelle ricette fallimentari. 

1. Immaginazione: 150 grammi tagliata sottile

“Ciò che la mente può concepire e credere, può realizzare.”

Napoleon Hill.

Qualsiasi obiettivo tu abbia raggiunto nella tua vita, c’è stato un momento in cui questo traguardo era soltanto un’idea nella tua mente. Eppure quell’idea è stata il seme da cui è nato tutto.

Sono certo che questo punto manderà in visibilio gli amanti della Legge di Attrazione; eppure, per quanto possa essere scettico nei confronti del best-seller di Rhonda Byrne, ogni volta che ho raggiunto un traguardo ambizioso, avevo visualizzato quel traguardo nella mia mente per centinaia di volte ed in ogni suo minimo particolare, ma cosa ancor più  importante ero certo che avrei raggiunto quel obiettivo e consideravo il suo raggiungimento una mera questione di tempo.

Immagina i tuoi obiettivi, immaginali in ogni dettaglio, trasformali in una sana ossessione.

2. Fallimento: q.b. (quanto basta)

“Vinci solo quando non hai più paura di perdere.”

Rocky Aoki.

Considero i fallimenti i migliori strumenti per il successo, secondi solo alla visualizzazione. Spesso evitiamo gli insuccessi come la peste; facciamo di tutto pur di non fallire, o meglio, non facciamo niente… per paura di fallire.

La verità è che fallimento e successo sono due lati della stessa medaglia; come non può esserci alba senza la notte, così non può esserci successo che non abbia seguito innumerevoli fallimenti. Diffida da chi parla soltanto dei propri successi: o non sono successi (ovvero non si sono mai realizzati) o non sono suoi.

Incassa i tuoi fallimenti, consapevole che non sono altro che un inevitabile passo avanti verso i tuoi successi.

3. Coraggio: 4 cucchiai

“Se ripeterai sempre le stesse azioni, otterrai sempre gli stessi risultati.”

Non me lo ricordo.

Se è vero che fallire è importante per raggiungere i nostri obiettivi, questo non significa che dobbiamo abituarci al fallimento. Fallire 100 volte per 100 motivi diversi può essere estremamente importante per il tuo percorso di crescita personale; al contempo è immensamente sciocco fallire anche solo 2 volte per lo stesso motivo.

Dopo ogni fallimento, devi avere il coraggio di tentare nuove strade e nuove azioni per continuare la tua ricerca del successo. Essere coraggiosi significa affrontare ciò che ci spaventa, significa fare ciò che non abbiamo mai fatto, significa uscire dalla nostra zona di comfort.

Questa lezione è stata ed è per me una delle più importanti: il coraggio infatti ti porta a vivere nuove esperienze e per quanto, come blogger, creda nel potere delle parole, rimango intimamente convinto che soltanto l’esperienza conduca al cambiamento.

Abbi il coraggio di fare ciò che non hai mai fatto: solo sperimentando potrai trovare la giusta formula del tuo successo.

4. Azione: abbondante

“Non potevo aspettare il successo, così ho iniziato senza.”

Jonathan Winters.

E’ triste osservare quante persone siano convinte che il successo sia legato unicamente ai colpi di fortuna. Forti di tale convinzione se ne stanno di fronte alla tv o al computer in attesa che il successo bussi alla porta. Eppure, anche i vincitori del superenalotto si sono degnati di alzare il culo ed andare in tabaccheria a giocare la loro schedina.

Se pensi che agire non serva a nulla, perché in passato hai rimediato solo fallimenti, ti sorprenderà sapere quanto la vita possa essere ironica: i più grandi successi si nascondono proprio dietro l’angolo del nostro ultimo è più cocente fallimento.

Quando ti senti demotivato: agisci.

Quando hai rimediato una sconfitta: agisci.

Quando non te la senti più di andare avanti: agisci.

5. Motivazione: una dose prima e durante la cottura

“Ci sono due leve per motivare ogni uomo: l’interesse e la paura.”

Napoleone Bonaparte.

Non è un caso che la motivazione sia l’ultimo degli ingredienti. Spesso siamo convinti che senza motivazione non possiamo intraprendere nulla: è l’esatto contrario.

Se aspettiamo la motivazione per intraprendere i nostri progetti… rischiamo di aspettare a lungo. In fondo, la motivazione è come l’appetito: viene agendo. Non mi credi? Ecco una piccola dimostrazione: immagina di ripensare a quanto fatto nell’ultimo mese; cosa ti motiverebbe di più? Sapere di aver procrastinato i tuoi doveri? o sapere di aver fatto ogni giorno un passo avanti verso i tuoi traguardi?

Già… la motivazione è come chiedere un prestito in banca: se ne hai bisogno non te lo danno e te lo danno solo quando ormai ne puoi fare a meno!

Ma non preoccuparti, c’è una soluzione a tutto: se hai una carenza cronica di motivazione, prova a leggerti la serie di articoli che ho dedicato a questo argomento.

Bene: gli ingredienti te li ho dati, adesso sta a te mettere in pratica la tua ricetta per il successo. Buona settimana ;-)

Foto di chotda

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  • :D Devo dire sinceramente che questo articolo mi è proprio piaciuto. Intanto prima di leggerlo mi sono guardata per un po’ l’immagine, che mi ha molto colpito e ha evocato proprio il tavolo della cucina prima che inizi una grande impresa. Anche se confesso che io in cucina non sono cosi’ organizzata e ordinata e nemmeno nella vita. Sono caotica e improvviso, per lo piu’. Poi mi è piaciuta, sulla scia, la metafora della ricetta e delle quantità stile “culinario”. Poi il significato del successo. Anche se si puo’ considerare scontato, non concordo sul fatto che la motivazione debba e possa venire per ultima. Le cose bisogna pur farle – e di sicuro si fanno, anche se spesso non lo sappiamo – per qualcosa che ci spinge, all’inizio, direi addirittura all'”origine”. Di certo, iniziare, cioè agire, e cominciare e vedere le “cose che si fanno”, l'”effetto delle nostre azioni”, gli eventi e lo stato delle cose che si modificano per e grazie a noi, è una molla “bestiale” a continuare e a fare meglio.

  • Andrea credo che fu Einstein a dire “Se ripeterai sempre le stesse azioni, otterrai sempre gli stessi risultati”…..ma non ne sono tanto sicuro.
    E sempre Einstein disse “L’immaginazione è più importante della conoscenza”….di questa invece ne sono certo e si ricollega al punto 1 che anch’io reputo assolutamente fondamentale per la realizzazione di qualsiasi cosa.

  • Marta

    Ciao Andrea, anche a me questo post è veramente piaciuto, in particolar modo mi ha colpito la lettura che hai dato del secondo ingrediente che, non so per gli altri, ma per me è il più amaro da buttare giù!
    Per quanto riguarda la motivazione, credo che una dose di essa ci voglia per intraprendere qualcosa: se non sono motivata non mi prendo nemmeno la briga di iniziare. E una volta iniziato un qualcosa sarà l’ingrediente numero 4, l’azione, che terrà viva la motivazione dentro di me…è come se azione e motivazione si “innescassero” a vicenda: la motivazione dà energia all’azione e viceversa, creando una sinergia in uno scambio continuo tra questi due ingredienti che, insieme, danno vita alla passione.

  • Antonio

    Direi che questo è uno dei tuoi migliori articoli, una Summa del successo!

    Mi ha colpito particolarmente:

    ” la motivazione è come chiedere un prestito in banca: se ne hai bisogno non te lo danno e te lo danno solo quando ormai ne puoi fare a meno! ”

    Il fatto è che è difficile fare un piccolo passo verso un grande obiettivo se non sei davvero convinto del grande obiettivo! E allora sembra quasi di muoversi per muoversi e alla fine se in mezzo ti crolla l’interesse per quell’obiettivo avrai investito forze e magari rimpiangerai quel tempo che magari avresti potuto spendere per riposarti o cazzeggiare! Dove sbaglio con questa mia visione?

    Grazie mille comunque per le tante ispirazioni che dai!

  • Per me questo post è uno sprone per darsi da fare e hai dato delle chiavi giuste per farsi un pò di autoanalisi e da prendere d’esempio.

    Bel lavoro!

    Un caloroso saluto

    Marco Ferraro

  • gigi

    prima il dovere e poi il piacere!

  • Bello questo articolo! E’ la prima ricetta che leggo volentieri…dal momento che non amo cucinare, ma…cercare il modo per essere felice sì!
    Immaginare i propri obiettivi come una sana ossessione è qualcosa che capisco e condivido!
    “Vinci solo quando non hai più paura di perdere” è vero! Quando non ti importa più di come deve andare, capitano le cose più incredibili!
    E poi condivido anche il fatto che non bisogna mai smettere di agire anche quando manca la motivazione….perché è vero che l’appetito viene agendo e così anche il coraggio e la forza!
    Grazie per avermelo ricordato!

  • Sirio

    Sante parole!
    Sono in un periodo dove i “fallimenti” (che preferisco chiamare risultati poco positivi) sono parecchi, perchè mi scontro con la diffidenza e purtroppo anche l’ignoranza della gente, ma non mollo… sono determinato, motivato e ho ben chiaro in testa cosa voglio ottenere!
    Speriamo che l’agoniato successo sia realmente dietro l’angolo… intanto continuo a lavorarci su!
    Grazie di tutto!

  • luca

    ciao andrea,
    davvero un bell’articolo!volevo però farti una domanda…mi ha colpito molto questa frase :”Dopo ogni fallimento, devi avere il coraggio di tentare nuove strade e nuove azioni per continuare la tua ricerca del successo.”vale anche nell’ambito sentimentale?é giusto tentare nuove strade e nuove azioni dopo i vari fallimenti nel conquistare la ragazza di cui sei innamorato?

    • Ciao Luca, qualcuno mi ha accusato, in riferimento ai miei articoli, di voler avere una risposta per tutto: beh, quando si parla di relazuoni, preferisco alzare le mani! Posso solo dirti che nella mia esperienza, il “successo” sentimentale è arrivato non solo cambiando strada, ma anche meta ;-)

  • Ciao Luca,
    l’esortazione di Andrea è di importanza e valore capitale. Sono convinta che sia da riferirsi in particolare al successo personale, cioè al realizzare quello che vale per te, nella tua vita, rende felice te e dipende, per la sua realizzazione, da te.
    In ambito sentimentale vanno fatte delle importanti distinzioni, sia perché quest’ambito coinvolge molti aspetti che sfuggono alla razionalizzazione e a una fredda “oggettività”, sia perché nell’ambito dei sentimenti esiste una variabile di per sé estremamente… variabile: la relazione con un’altra persona. Paragonare il “successo” al “successo con un’altra persona” non è utile: gli altri non possono essere considerati alla stregua di obiettivi da raggiungere o di risultati. Questo significherebbe togliere loro quello che li caraterizza nel profondo, cioè il fatto di essere persone, con una loro precisa individualità e libertà di scelta e di azione.
    Se vi sono molti modi, per esempio, per avere successo nella professione o per accumulare denaro o per esprimere i propri talenti, non si può dire lo stesso per le persone.
    Tutto con misura: è di sicuro utile avvicinarsi a un’altra persona con diversi approcci ed è altrettanto utile saper individuare quali sono i segnali e qual è il momento per fermarsi e volgere il proprio sguardo altrove.
    Tornando al tema delle “nuove strade” e dei diversi modi per realizzare quel che si desidera, la felicità sentimentale è un obiettivo naturale e realizzabile, non è detto che debba per forza essere realizzata con una determinata persona, piuttosto che con un’altra.
    Direi che qui la nuova strada è una “nuova” (altra) persona.
    Ti dò un suggerimento: non confondere l’amore e l’innamoramento con quello che potrebbe essere solo il desiderio di vincere una sfida o con l’incapacità di accettare un rifiuto…

  • Ho scritto il mio commento in contemporanea a quello di Andrea, quindi senza vederlo. :)

    Appunto! ;)

  • luca

    grazie andrea per avermi risposto in modo rapido ed esaustivo!

  • luca

    ciao Ilaria,
    “non confondere l’amore e l’innamoramento con quello che potrebbe essere solo il desiderio di vincere una sfida o con l’incapacità di accettare un rifiuto…” questa frase fa proprio al caso mio!il problema è riuscire a capire se il mio è amore o solamente orgoglio…

  • Bravo! Il fatto è che tu abbia questo dubbio in realtà ti dà già un’indicazione…

    • luca

      posso scriverti la mia storia su una mail?mi piacerebbe sentire cosa ne pensa una persona completamente estranea alla situazione!

  • sm

    … quando dai tutto per le cose che vogliono gli altri
    e quando dai sempre troppo poco
    per le tue cose
    cosa vuol dire? che sei matto / non ci tieni abbastanza: ma non è vero!

  • Molto bello questo post… sono proprio d’accordo!

  • SImone

    Complimenti per l’articolo. Condivido pienamente il tuo pensiero.

  • Patricia

    oh…questo è bello davvero! il successo è essere soddisfatti di sè…in questo momento…..sono una donna di gran successo! haha!

  • Chiara

    Ciao Andrea,
    scoprire il tuo blog è stato davvero un beneficio per me. Non ho mai avuto il coraggio di scrivere un commento ( a proposito di coraggio) però le tue parole mi danno fiducia giorno dopo giorno e ho deciso di scriverti. Io sono la classica timida, insicura, che fa da tappezzeria. Questo mi rende insoddisfatta di me, mi rende insipida agli occhi degli altri. Vorrei cambiare, ma forse mi manca quel pizzico di coraggio. Ed è davvero triste, perchè sogno una vita completamente diversa da quella che ho. Comunque, a prescindere dallo sfogo, proverò ad attuare questi consigli preziosi, ti ringrazio ancora.

    • Ciao Chia,
      una frase che mi ha aiutato molto quando ho dovuto affrontare sfide per me importanti è la seguente:

      “con le stesse azioni, otterrai gli stessi risultati. Solo azioni diverse possono darti risultati diversi”.

      Se sei insoddisfatta della tua vita attuale, ripensa alle azioni che definiscono la tua vita.

      A presto,
      Andrea.

  • steph

    grazie per l’articolo.. mi è servito molto.. ora che volevo mollare un mio progetto e l’universita :) devo dire che è arrivato proprio nel momento giusto :) grazie

    • Ciao Steph,
      mi fa molto piacere.

      Andrea.

  • flw 14

    essere juventino di questi tempi mi ha fatto riflettere su questo argomento,se uno mastica almeno un pò di calcio capisce che il modo di vincere di questa squadra,almeno in italia,si è riscontrato in pochissime squadre vincenti,nel senso che ciò che colpisce non sono le sue vittorie,ma la ferocia con cui le ha ottenute,le ceneri fallimentari che stanno dietro al successo della juventus mi spinge a considerare il secondo ingrediente un caso a parte rispetto agli altri,anzi,lo considero come l’interruttore che accende gli altri quattro ingredienti,il fattore fallimento è la base su cui si poggiano sia le risorse motivazionali,sia il coraggio,più in basso si precipita,più le unghie si affilano nel risalire,le reazioni ai fallimenti più disastrosi sono quelle più veementi e incontrollabili,a mio parere è una questione di proporzionalità..quanto più scura è la notte tanto più probabile sarà il sorgere di un’alba più radiosa,lo dice la storia di tutti i settori,non mi riferisco solo allo sport

  • Giorgio

    Credo che al punto tre volessi citare questo:

    “Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato” e se non sbaglio l’ha detto A. Einstein.

    Saluti e continua così!

    • Ciao Giorgio,
      conosco molto bene la frase di Einstein.
      No, la frase che ho citato è corretta, ma continuo a non ricordare chi l’abbia detta.

      A presto.
      Andrea.

  • Io l’ho sentita/letta da Robbins. E’ possibile che all’origine sia di Napoleon Hill?

  • Andre Cristhian

    ottimo!!! grazie davvero andrea!! voglio leggere anche i tuoi libri…non appena posso permettermi entrambi! xD grazie davvero per tutto quello che fai…!

  • scott

    un po’ di inglese, un po’ di libri, un po’ di siti americani.. mischiamo un po’ il tutto ed ecco fatto! genio. una cinesata diciamo :)

  • Architetto Giuseppe Barra

    Questo post mi era sfuggito. Anche se datato è pur sempre attuale.

    Ho notato una cosa, non so se sia solo una mia opinione. Nel corso del tempo i tuoi articoli sono diventati sempre più decisi e ficcanti.

    Comunque bell’articolo ;)

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