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Crescita Personale: esempi pratici

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Cambiare vita? ecco da dove iniziare!

La vita è un esperimento: se vuoi cambiare, devi sperimentare. Ecco 3 passi per realizzare cambiamenti profondi e permanenti.

Cambiare vita: ecco da dove iniziare

“Quando sembra impossibile e sei pronto ad arrenderti, la vittoria è vicina.”

Anthony Robbins.

In questi giorni il nostro paese e la nostra società stanno attraversando importanti cambiamenti. In molti, in queste ore, stanno cercando di accaparrarsi meriti che non hanno, ma la realtà è ben diversa: la crisi è stata ingegnerizzata al di fuori dell’Italia, ed il cambiamento è stato indotto attraverso una delle più classiche tecniche di management, la burning platform strategy (rileggiti l’8° regola di Tyler Durden).

Non ho mai discusso le mie opinioni politiche ed economiche in questo blog, e non è mia intenzione iniziare oggi. Il Blog EfficaceMente ha obiettivi diversi e la blogosfera italiana è già piena di spazi dedicati allo sport nazionale: la polemica politica.

Voglio però approfittare di questo articolo, che parte dalle riflessioni sui recenti accadimenti, per parlarti di come realizzare un cambiamento profondo e duraturo nella tua vita, ma soprattutto per discutere da dove iniziare questo cambiamento.

Come puoi cambiare il mondo se non riesci a cambiare te stesso?

I recenti accadimenti mi hanno fatto riflettere su come spesso diamo enorme rilevanza a cambiamenti nazionali e sovranazionali su cui in fondo abbiamo scarso controllo, dimenticando invece, che qualsiasi siano le condizioni esterne, siamo noi gli artefici delle nostre rivoluzioni personali.

Non fraintendermi, il mio non è menefreghismo sociale, trovo tuttavia paradossale che alcune persone sprechino enormi energie in polemiche futili, professando di voler cambiare la società ed il mondo, quando nella realtà non sono in grado neanche di cambiare la loro vita.

Sarò forse un utopista, ma sono convinto che non ci possano essere cambiamenti radicali della società, se prima i singoli individui non sono disposti a prendersi la responsabilità di cambiare se stessi.

Miiiiih… André! Pesante! non è che in questo weekend ti sei rollato un cannone usando come cartine le pagine de “Il Capitale” di Marx e come filtro la copertina de “La ricchezza delle Nazioni” di Smith?!

Tranquillo, tranquillo, ancora qualche riga (di testo) e torniamo a parlare di crescita personale e di tecniche pratiche per realizzarla.

Se sei d’accordo con me sul fatto che prima di cambiare il mondo, dobbiamo essere in grado di cambiare noi stessi, la domanda successiva sorge spontanea: da dove mizzica inizio?!

Il primo passo per cambiare vita

All’interno del blog ho già parlato numerose volte di questo tema; ecco alcuni articoli esemplificativi:

Esplorando la nicchia di blogosfera dedicata alla crescita personale, sono sicuro che troverai decine di articoli con liste di consigli per cambiare vita. Ma abbiamo veramente bisogno dell’ennesima lista di consigli scontati per rivoluzionare la nostra vita?

Tutti questi consigli e queste tecniche possono sopraffarci, lasciandoci addosso un senso di impotenza ed ineluttabilità. Un’altra cosa che spesso dimenticano i para-guru della crescita personale è che non siamo tutti uguali, ma al contrario siamo meravigliosamente diversi gli uni dagli altri. Questo significa che ciò che funziona per me, non è detto che funzioni per te. Cattive notizie?! Tutto il contrario! Se pensavamo di essere noi il problema, in realtà, molto probabilmente, non abbiamo ancora trovato la tecnica “cambia vita” che ci è più congeniale.

Molto bene Andrea: tutto chiaro fin qui… però ancora non mi hai detto qual è questo primo passo per cambiare vita! Non sono mica qui a smacchiare i leopardi!

Sicuro di non aver intuito ancora il primo passo per cambiare vita?! In fondo non è così difficile! Dai, ti do un aiutino: inizia con SPERI e finisce con MENTARE ;-)

La crescita personale è innanzitutto: sperimentazione.

Solo l’esperienza infatti può insegnarci qualcosa: non sarà un articolo di un blog o un libro di crescita personale a cambiarci la vita, ma solo e soltanto la nostra esperienza di determinate tecniche. C’è però modo e modo di sperimentare.

Come sperimentare per cambiare

Ogni volta che vogliamo cambiare vita o più banalmente vogliamo cambiare qualcosina, ci focalizziamo in maniera ossessiva sui risultati. Se non otteniamo i risultati che desideriamo nell’arco di brevissimo tempo, perdiamo presto la motivazione e concludiamo che la tecnica sperimentata semplicemente non funziona!

Questo atteggiamento è la causa principale dei nostri insuccessi: proviamo a cambiare, ma senza essere poi tanto convinti che funzionerà. Anzi… siamo quasi contenti che non abbia funzionato: in questo modo possiamo continuare a pensare che in fondo non sia colpa nostra se le cose vanno male, ma la responsabilità è del mondo cattivo ed antipatico.

Ricordo che quando ero alle scuole medie, il nostro prof. un giorno portò in classe dei germogli e per spiegarci una lezione di scienze, ci chiese di mettere i germogli in un bicchiere di plastica con un po’ di ovatta ed innaffiarlo quotidianamente.

Nonostante le nostre cure, l’acqua ed il sole, per svariati giorni non accadde nulla; ma avevamo fiducia nel nostro prof. e continuammo a curare i nostri germogli; qualche giorno più tardi iniziammo a vedere i primi cambiamenti e dopo qualche settimana una piantina era nata dal nulla.

Come ti ho già spiegato in questo articolo sulle balle dei guru di crescita personale, il cambiamento non è mai lineare: ci sono momenti in cui ce la mettiamo tutta, eppure non succede nulla. In questi momenti è difficile mantenere un’elevata motivazione, soprattutto quando la nostra motivazione è sorretta solo dai risultati e non dai motivi che ci spingono a raggiungere quei risultati.

Insomma, ogni cambiamento ha bisogno di una buona dose di… fede.

Azz André oggi: prima la politica ed adesso anche la religione!

Se desideriamo veramente cambiare, dobbiamo sperimentare con la convinzione che realizzeremo il nostro cambiamento. Questo certo non significa doversi intestardire in vicoli ciechi. Ecco allora un’ulteriore passo per cambiare vita in modo efficace

Sperimentare a tempo

Continuare a fare le stesse cose per cambiare, anche quando abbiamo avuto numerose riprove della loro inefficacia è quasi più stupido del non tentare di cambiare affatto.

Ma come capisco se qualcosa non funziona se mi hai detto di non concentrarmi sui risultati?!

Ogni volta che decidiamo di sperimentare una nuova tecnica di crescita personale, di instaurare una nuova abitudine o applicare un consiglio contenuto in un libro di self-help, dovremmo darci una scadenza. Secondo molti esperti il tempo ideale per osservare i primi cambiamenti è compreso tra un minimo di 21 giorni ed un massimo di 30-60 giorni.

In questo lasso di tempo dovremmo sospendere ogni giudizio ed applicarci con disciplina e costanza. Solo una volta superato questo periodo potremmo tirare le somme della nostra esperienza.

Conclusioni

Giuro che ci ho provato, ma è più forte di me… per sintetizzare i passi necessari per cambiare vita in modo profondo e permanente devo scriverti dei bullet point! ;-)

Ecco allora da dove iniziare per cambiare vita:

  1. Scegli un’area della tua vita che vuoi assolutamente cambiare. Per farlo, prova a sperimentare una ed una sola tecnica che hai letto in un libro di personal growth (qui una lista dei migliori libri di crescita personale) o in un articolo del blog (ecco l’archivio completo).
  2. Abbi fede nel cambiamento; non concentrarti sui risultati, ma piuttosto assapora la tua nuova abitudine giorno per giorno e sii grato delle piccole scoperte quotidiane che farai.
  3. Datti una scadenza. Decidi di sperimentare la nuova abitudine/tecnica per un tempo definito, l’ideale sarebbe 30 giorni. In questo lasso di tempo sospendi ogni giudizio e concentrati unicamente sul cambiamento: perseguilo con costanza, determinazione e disciplina. Fidati… comunque vada, non sarà uno spreco di tempo.

Spero che questo articolo ti abbia ispirato… o come minimo divertito! Se è così voglio farti una domanda: hai mangiato recentemente delle alette di pollo? No?! Allora, visto che non hai le manine appiccicose: fallo girare! (l’articolo).

Buona settimana!

Foto di zhouxuan12345678

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  • Giovanni

    Anchi’io penso che sperimentare sia in fondo l’unico sistema per riuscire a trovare la strada giusta (visto che siamo sprovvisti di una cartina stradale o, per i più facoltosi, di un buon navigatore;-)).
    Mi è piaciuto molto l’esempio dell’esperimento di scienze con la piantina e a dir la verità io, a volte, quando sono a corto di motivazione, visualizzo mentalmente una piccola piantina che inizia a crescere e devo dire che subito dopo mi sento meglio, perchè mi ritorna in mente che per qualsiasi cosa c’è bisogno di una giusta dose di tempo.

    Complimenti per l’articolo.

    Giovanni

  • Una piccola nota: la tecnica che decidi di sperimentare deve piacerti e farti star bene. Le tecniche a disposizione sono davvero infinite – più di quanto siamo in grado di sperimentare – per cui non è necessario ingoiare medicine amare :)

    • Grazie Ilaria per il contributo.
      Più che piacerti, diciamo che deve incuriosirti: questo senz’altro.
      A volte, soprattutto all’inizio, potrebbe essere anche amara, ma sicuramente questa tecnica almeno deve stuzzicare la tua curiosità.

      Buona giornata,
      Andrea.

  • Enrico

    Miiiiih… André! Pesante! non è che in questo weekend ti sei rollato un cannone usando come cartine le pagine de “Il Capitale” di Marx e come filtro la copertina de “La ricchezza delle Nazioni” di Smith?!

    Mi sa che questa volta l’hai fatto veramente…
    Bel articolo, e divertente!

  • A me questo articolo è piaciuto tantissimo Andrea, complimentoni.
    In effetti cambiare vita non è semplice e talvolta si esagera parlando di questi argomenti.
    Prima di tutto secondo me bisogna un attimino smorzare i toni, cambiare vita mi sembra eccessivo come termine….al massimo direi di modificare leggermente qualche aspetto della vita che non ci va molto a genio o che non è produttivo….ma cambiare vita no dai, sembra quasi che tutto quello che abbiamo fatto fino ad oggi sia sbagliato, che dobbiamo tirare una bella riga e ricominciare daccapo.
    Poi, come dici benissimo tu Andre, ognuno di noi è diverso; per fortuna non esistono due persone uguali in tutto il mondo….e siamo 7 miliardi di esseri umani!
    Quindi quando sento dire che basta replicare un metodo o un modello per ottenere gli stessi risultati mi vien da ridere; credo che sia veramente uno degli insegnamenti più sbagliati che si possano dare, anche perchè l’allievo che prova e non riesce 1, 2, 3, ecc. volte alla fine si demotiva (giustamente direi)….sono troppe le variabili che possono incidere sul risultato finale e credo che insistere possa addirittura diventare controproducente alla lunga.
    No, quello che l’allievo deve fare è semplicemente prendere ispirazione da chi ha già ottenuti grossi risultati in un certo campo, copiarne alcuni aspetti o atteggiamenti magari, e alla fine trovare la propria strada, il proprio modo di raggiungere l’obiettivo desiderato.
    Non esiste giusto o sbagliato…
    Non esiste migliore o peggiore…
    Esiste solo un modo (o più modi) per ottenere ciò che si vuole e un modo (o più modi) per non ottenerlo.
    E questo modo soltanto tu lo puoi trovare.

  • Gabriella

    Scusa Andre,
    se non scrivo un vero e proprio commento, ma non sapevo in che altro modo chiedertelo:
    Ma la guida per smettere di procrastinare? Siamo già a metà novembre, non è che è uscita ed io me la sono persa?

    Grazie mille per tutto quello che scrivi

    • Ops… mi hanno beccato! ;-)

      Ciao Gabriella… io puntavo tutto sull’oblio, qui invece non vi scordate una data! Lo ammetto… sto procrastinando!
      Noooo! Scherzo: Start! – la guida pratica per smettere di procrastinare è pronta.
      Il progetto è piaciuto ad un editore online che ha deciso di vendere l’ebook in esclusiva; in questo momento stiamo realizzando tutti i preparativi: correzione bozze, grafiche, aspetti fiscali, landing page, etc. etc. Insomma, per fare le cose per benino, e io voglio farle per benino, ci vuole un po’ di tempo.

      E tu dirai: “e a me che me frega?

      Come darti torto! Comunque mi ero dato come obiettivo il 2011 ed il 2011 sarà: purtroppo non ottobre come avevo sperato, ma direi che per natale saremo pronti, giusto in tempo per la “stagione dei buoni propositi presto abbandonati” ;-)

      A presto e grazie per l’interessamento.

      Andrea.

  • Ottima riflessione. Forse una delle prime cose che si impara sotto pressione (leggi crisi) è la capacità di analizzare la situazione per fare chiarezza e ripartire con idee fresche.

    Sulla parola “cambiare” sono un pò restio. E’ solo questione di semantica :-) ma preferisco usare “migliorare”. Il cambiamento lascia aperto uno spiraglio negativo dove pensiamo di essere o avere qualcosa di sbagliato. Migliorarsi sottintende che possediamo già delle capacità e quindi è solo questione di tempo per arrivare a ottenere quello che vogliamo.

    • Grande Andrea, come sempre…
      Sono d’accordissimo con te Roberto! Anche se c’è chi disse

      “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”
      (è domenica non mi metto a cercare chi la disse ;) )

      anche secondo me la parola “cambiare” equivale quasi ad ammettere che di buono in quello che si è fatto fino a quel momento c’era poco….

      Allora mi chiedo l’esperienza acquisita? Il solo click mentale che ci spinge alla voglia di migliorarci, di instaurare un altro percorso, di capire e comprendere che la strada che stiamo percorrendo non è proprio quella giusta, non è forse frutto del nostro passato?

      Ecco dunque quello che il buon Carlo Romeo ha detto nel suo Webinar che trova conferma… Migliorare, perchè abbiamo già acquisito le capacità e nel nostro percorso passatoe e presente. Ci siamo già impadroniti di esse e nel nostro futuro ci impadroniremo sempre più di nuove conoscenze, esperienze che ci faranno crescere e migliorare come uomini forti però degli errori del nostro passato.

      Grazie Andrea per questi tuoi articoli come sempre “sfidanti” :)… Il nuovo ti avanza, sempre!

  • Massive

    Magari iniziare sperimentando il kaizen…

  • devsmt

    bellissimo articolo.
    in particolare, sono i nostri Valori che dovrebbero farci da bussola, i nostri comportamenti dovrebbero seguire ciò in cui crediamo.

  • Sergio Torino

    Grazie per questo bellissimo articolo:)

    – I cambiamenti nazionali possono avere molta meno influenza dentro di noi se solo decidiamo di diventare meno “interessati”.

    Io per esenmpio Non guardo tv e telegiornali…

    Quando c’e’ qualcosa che va’ a compromettere il mio microcosmo e quello delle persone a cui tengo,lo vengo comunque a sapere.

    – Sono assolutamente d’accordo con te sul POTERE DEL SINGOLO e sull’influenza soggettiva nella societa’.

    – Io trovo che nella SPERIMENTAZIONE e’ necessario mantenere sempre alto il livello di razionalita’ e di psicologia decisionale.

    Le emozioni sono fondamentali ed importanti ma, in diversi casi possono spingere la nostra sperimentazione verso un “percorso” troppo flessibile e fuorviante”.(ricco di divagazioni,distrazioni,tendenza a procrastinare)

    Sperimentare inoltre e’ anche utile per capire come giungere ad uno “stato desiderato” seguendo un percoso inedito,alternativo a quello che potrebbe “imporre” un ecceso di razionalita’…

  • Sono d’accordissimo con te, Andrea!
    La sperimentazione vale mille volte più della teoria e bisogna avere costanza.
    Un unica cosa sul punto 3 dell’esercizio: se dopo 30 giorni non abbiamo raggiunto i risultati desiderati, invece di rinunciare, un’ottima cosa è quella di cambiare un pò le nostre azioni e vedere se ci avviciniamo di più a quello che vogliamo nei 30 giorni successivi.

  • Angelo

    Ciao Andrea!
    Innanzitutto complimenti per il blog, ormai è da un pò che leggo e rileggo i tuoi articoli ogni giorno. La mia domanda è piuttosto semplice, consigli di fare colazione prima o dopo aver corso??? Te lo chiedo perchè ho intenzione anch’io di iniziare a svegliarmi prima e andare a correre la mattina prestissimo, il discorso è che mi viene difficile fare colazione a quell’ora. Tu cosa consigli??? Grazie e ancora complimenti

    • Ciao Angelo! Su questo posso aiutarti!
      Ho avuto il tuo stesso problema per i primi 2 mesi: se mangiavo troppo, durante la corsa ero in seria difficoltà, se mangiavo poco o non mangiavo, tornavo a casa… in seria difficoltà ;-)

      Io ho risolto in questo modo: appena sveglio, dopo aver indossato l’attrezzatura, mi mangio una barretta al gusto cacao della Enervit (Power Sport), se non sbaglio ci sono anche al gusto mela. Sono ottime perché sono altamente digeribili, tradotto quando fai attività sportiva non le senti neanche, inoltre hanno un buon bilanciamento tra proteine e carboidrati, che ti permette di mantenere il giusto livello di glicemia per tutto l’allenamento.

      Io mi trovo molto bene: arrivo alla fine dell’allenamento senza un’eccessivo affaticamento e fatta la doccia mi godo una bella colazione.

      Ps. non ho nessun accordo commerciale con la Enervit e non sono un medico Angelo! Quindi, se preferisci, prova altre barrette, ma ti consiglio di prenderle con un buon bilanciamento tra carboidrati e proteine (80-20, 70-30, etc.) e soprattutto, prima di iniziare un’attività fisica, fai sempre un passaggio con il tuo dottore.

  • Sicuramente sintetizzare un argomento del genere è davvero molto difficile, in quanto è legato a parecchi fattori e dove su ognuno si potrebbero scrivere pagine su pagine di spiegazioni e variazioni.
    In ogni caso Andrea, tu hai davvero un modo di sintetizzare fantastico, eliminando l’inutile e lasciando il necessario e l’indispensabile!

  • Bell’articolo, complimenti. Cambia le tue parole, cambia il mondo. Solo se dentro di te succede qualcosa, potrà avvenire qualcosa all’esterno. Cambia tu per cambiare il mondo

    • Grazie Michelangelo ;-)

  • Giuseppe

    Andrea non capisco la logica della frase in cima all’articolo: come possiamo essere vicini alla vittoria in una situazione X se ci autosuggestioniamo credendola impossibile?

    buona serata.

    • Credo che il senso della frase sia un po’ diverso rispetto alla tua interpretazione Giuseppe.

      Robbins con questa frase vuole ricordarci che quando stiamo per mollare, quando pensiamo che non riusciremo, quando stiamo per gettare la spugna, molto probabilmente siamo molto vicini alla nostra meta.

      Insomma è una spinta a perseverare, andando oltre le nostre convinzioni limitanti.

      Buona serata.

  • andrea

    Ciao Andrea,
    in pratica per tradurre quello che Robbins ci suggerisce possiamo semplicemente dire che, quanto più buia è la notte, tanto più vicina è l’alba! E ve lo dico da inguaribile ottimista :-)))
    Ehm… diciamo che per ora sono ancora studente e quindi non ho ancora un’esperienza di lavoro… ecco… sul fatto di investire come possiamo farlo proprio ora che non possiamo fidarci delle banche e poi bisogna conoscere davvero bene come funziona la borsa ed essere comunque aggiornati sui titoli? Vero Robbins nel Come ottenere il meglio da sé e dagli altri suggerisce di investire il proprio capitale in titoli diversi in modo che il calo di uno non influisca pesantemente sul proprio patrimonio… ma ovviamente anche in questo caso dovremmo stare accorti su dove farlo.
    Grazie,
    Andrea

  • Antonio

    Saranno 21 giorni di fuoco!

  • Quello di verificare un’abitudine per un periodo di tempo fra i 21 e i 30/60 giorni mi sembra un ottimo consiglio. Ma quando si tratta invece di un progetto non quotidiano, come puo` essere ad esempio l’avvio di un nuovo blog, quali sono i tempi di verifica prima di decidere se ne vale la pena o se e` meglio lasciar perdere?

    • Ciao Marco,
      il trucco è andare ad individuare quelle abitudini quotidiane che ci consentiranno di sviluppare i nostri progetti a medio-lungo termine.
      Nel caso del blog (e ne so qualcosa), un’ottima abitudine è quella di scrivere 1h al giorno.

      A presto,
      Andrea.

  • Federica

    Ciao Andrea,
    è da un po’ di tempo che sento di non vivere bene la mia vita, di avere “qualcosa che non va” o comunque sento il bisogno di passare un po’ di colla sopra il meraviglioso puzzle della mia esistenza che, in questo (lungo) periodo è un po’ rovinato da diverse brutte esperienze che mi hanno fatta crollare in quello che può essere definito un blocco mentale. Non credevo che mi sarebbe potuto succedere (ho solo 21 anni) e dunque ora sono qui, a seguire il tuo blog. Ho dato un’occhiata veloce a diversi articoli e mi osno sembrati davvero interessanti…ma solo da oggi ho deciso di iniziare seriamente a seguire con costanza i tuoi consigli, nella speranza di stare meglio con me stessa e, di conseguenza, con le persone che mi circondano. Ti ringrazio. Diamo inizio ai 21 giorni.

  • Niki

    Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo – Gandhi

  • Fabio Nida

    come si fa a non fissarsi sui risultati? Io sto ripassando un vecchio libro di diritto delle superiori perchè voglio riprendere le nozioni ma è dura

  • Marta

    Mamma mia Andre’!!!come mi capisci tu non mi capisce nessuno🤣

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