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Crescita Personale: esempi pratici

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Come definire obiettivi che funzionano davvero

Sicuro che un buon obiettivo debba essere specifico, misurabile, etc? In questo articolo scoprirai quali sono gli obiettivi che funzionano davvero nella pratica quotidiana.

obiettivi

“Le persone di successo sono persone comuni con abitudini di successo.”

Bryan Tracy.

Fine delle ferie: tempo di “nuovi inizi” per molti di noi e soprattutto periodo di nuovi obiettivi. Nel precedente articolo abbiamo visto come serva una sana dose di aggressività per raggiungere un obiettivo ambizioso.

Oggi lascio la parola ad Alexander Reif di StrategieVincenti.net, che ci parlerà di un importante distinzione che è necessario fare quando si parla di obiettivi e quali sono gli obiettivi che danno i maggiori risultati. Vai Alex: mi raccomando, trattameli bene! ;-)

Hai davvero bisogno di obiettivi SMART?

Ti è mai capitato di porti un obiettivo di questo tipo: “Voglio perdere 5 kg in 60 giorni !” ? (adatta il numero di kg e di giorni al tuo specifico caso e continua a leggere). La domanda è: l’hai poi raggiunto? Se hai risposto SI’, complimenti, bravo! (ma non sono ancora finite le domande per te ;-) )

Sei poi riuscito a mantenere quel peso? Perchè è proprio questo il vero obiettivo: raggiungere un nuovo livello e mantenerlo o addirittura continuare a migliorarlo.

Se hai risposto NO o non sei riuscito a mantenere i risultati raggiunti, ti sei poi chiesto cosa sia andato storto?

Eppure, sono sicuro che tu abbia applicato i consigli di Andrea evitando come la peste le 5 tecniche spazzatura e concentrandoti solo sulle 5 tecniche efficaci per raggiungere un obiettivo… vero?!

Ti svelo un piccolo trucco che i guru dello sviluppo personale non condividono quasi mai (quelli ti ripetono fino alla noia di definire un obiettivo SMART: Specifico, Misurabile, che porti all’Azione, Realizzabile e Tempificabile), in realtà è molto più “smart” distinguere questi 2 tipi di obiettivi:

tipi di obiettivi

Vediamo nel dettaglio queste 2 tipologie di obiettivi.

Gli obiettivi di RISULTATO

Un obiettivo di risultato è finalizzato al raggiungimento di un determinato risultato (riprendendo l’esempio di sopra: perdere 5 Kg di peso), ha il vantaggio che – a volte – può essere più motivante, ma spesso succede che quando si è raggiunto l’obiettivo si ritorni – presto o tardi – alla condizione iniziale (nell’esempio che stiamo portando avanti, significa riaccumulare peso).

Gli obiettivi di PROCESSO

Un obiettivo di processo invece punta ad acquisire ed installare un processo, cioè installare un’abitudine!

La cosa bella degli obiettivi di processo è che si può partire pianissimo (per esempio fare soltanto 10 minuti di attività fisica al giorno). L’obiettivo quindi non è perdere 5 kg, ma fare TUTTI i giorni soltanto 10 minuti di attività fisica.

Ritieni che sia più facile perdere 5 kg o fare tutti i giorni solo 10 minuti di attività fisica?

Ad occhio e croce, direi che il nostro cervello etichetta con “più semplice” la seconda attività.

E sai dove sta la potenza degli obiettivi di processo? Una volta acquisita l’abitudine, anche per un’attività molto breve (come ad esempio fare attività fisica soltanto per 10 minuti), questo significa che sei riuscito a passare all’azione e ti sei organizzato per ritagliarti tutti i giorni un piccolo spazio temporale per te, senza che famiglia, lavoro o quant’altro interferisca con questo impegno che hai preso con te stesso.

Questo significa anche che hai trovato un luogo dove svolgere la tua attività, hai a disposizione ciò che ti serve (per esempio tuta e scarpe da ginnastica): insomma il tuo obiettivo ha una “fisicità”, si sta concretizzando già dalle prime battute. A questo punto aumentare la durata del tuo appuntamento quotidiano da 10 minuti a 12 minuti è veramente un risultato facile da ottenere. Così come lo sarà passare a 15-20 o addirittura 30 minuti al giorno! ;-)

Il potere delle abitudini

Riesci ad intuire la portata del cambiamento di questo approccio? Gli obiettivi di processo hanno la capacità di spostare il tuo focus dal futuro al presente: nel momento in cui stai realizzando la tua abitudine quotidiana tu stai di fatto raggiungendo il tuo obiettivo.

lavarsi i denti

Se tutti i giorni facessi 30 minuti di attività fisica, il tuo corpo riprenderebbe ad ossigenarsi, le tue articolazioni comincerebbero a riprendere elasticità, i tuoi muscoli a tonificarsi, il tuo umore a migliorare, la tua chiarezza mentale ad espandersi, la tua autostima ad aumentare e quando avrai perso i famosi 5 kg di cui parlavamo prima, è molto improbabile che tu improvvisamente tronchi la tua abitudine: a questo punto i 5 kg persi saranno solo una naturale conseguenza di un’abitudine quotidiana che è il tuo reale obiettivo.

E’ un po’ come lavarsi i denti: non stai lì a pensarci o a valutare i pro ed i contro. Semplicemente lo fai in modo automatico e alla fine, senza neanche accorgertene ti ritrovi un sorriso bianco. Insomma, hai messo il pilota automatico ai tuoi obiettivi.

Conclusioni

Se vuoi davvero raggiungere un obiettivo devi cercare di tradurlo in termini di obiettivo di processo, ovvero devi individuare ed instaurare quell’abitudine (o abitudini) quotidiana che ti permetta di raggiungerlo.

Approfitto di questo spazio che mi ha dato Andrea, per svelarti uno dei segreti del successo di EfficaceMente, legato proprio agli obiettivi di processo.

Non troppo tempo fa in un famoso articolo, Andrea ha raccontato come sia riuscito a crearsi un reddito passivo sfruttando una sua passione: a gennaio di questo anno ha pubblicato una guida digitale (Start!) che ha venduto in pochi mesi oltre 1.000 copie ad un prezzo di circa 20€ a copia.

Nei commenti a tale articolo qualcuno ha fatto una semplice moltiplicazione e ha scherzosamente affermato che avrebbe aperto un blog il giorno stesso! :-)

In realtà scrivere e mettere in vendita questa guida è stato il risultato finale di un obiettivo di processo. Sì perchè il segreto di Andrea è quello di aver adottato l’abitudine di pubblicare regolarmente ogni settimana contenuti di valore per i suoi lettori!

Ecco adesso l’ho detto, speriamo che Andrea non mi tolga l’amicizia… :-D

E tu? Quale obiettivo vuoi raggiungere? In quale modo puoi trasformarlo in un abitudine? Quanto semplice deve essere questa abitudine all’inizio perché tu possa metterla in pratica fin dal primo giorno?

Rispondi a queste domande. Metti in pratica le risposte e realizza finalmente il tuo obiettivo.

Buona settimana.

Allora? Ti è piaciuto l’articolo di Alex? Ragionare in termini di obiettivi di processo invece che di obiettivi di risultato è stato per me un cambiamento essenziale. Alexander è una vera e propria autorità in Italia quando si parla di abitudini. Se vuoi approfondire queste tematiche ti consiglio di dare un occhio al suo blog dove Alexander condivide le sue esperienze personali di crescita personale: StrategieVincenti.net

Foto di Matthew McVicka e Rice and D

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  • Oooh! Smettiamola di far credere alle persone che la vita sia un susseguirsi di obiettivi da raggiungere, un ‘obiettificio’. L’illuminazione o il paradiso non si raggiungono di certo attraverso un elenco di obiettivi raggiunti. Un senso profondo della propria esistenza lo si raggiunge riempiendola di attività gratificanti – tipo: fare attività fisica perché e’ bello e mi piace, punto -. Diversamente si può addirittura diventare vittima di ingranaggi mostruosi in cui l’obiettivo si divora tutto (mi viene in mente il caso Schwazer, giusto per fare in po’ di moralismo). Bello l’esempio del blog. Tenere un blog intanto ti deve piacere, perché se non ti piace e lo fai per guadagnare ti assicuro che molli dopo mezz’ora. Poi di certo ti insegna un sacco di cose anche su di te e la varia umanità che ti circonda. Infine un giorno probabilmente ti farà raggiungere l’obiettivo di avere buoni guadagni :).

    • Ciao Ilaria, attualmente nel campo del miglioramento personale ci sono 2 correnti: quelli che sono a favore degli obiettivi e quelli che sono contro gli obiettivi.

      Della seconda corrente fa parte per esempio Leo Babauta di ZenHabits.net, che predica di vivere seguendo il proprio “flow” (cioè la propria ispirazione), ma vivere senza obiettivi non è una contraddizione in termini ? Non avere obiettivi è comunque un obiettivo ;-)

      Comunque sia, io ritengo che, come al solito, ci voglia equilibrio: porrci degli obiettivi per ciò che è veramente importante per noi aiuta a non perderci per strada (la quantità di attività che abbiamo da svolgere e le opportunità di distrazione che abbiamo oggi giorno, sono molte di più rispetto ad una generazione fa), e lasciarci spazio per seguire anche il corso della nostra ispirazione.

      Infine tornando alla tua osservazione che stiamo diventando (o rischiando di diventare) vittime dell’obiettificio, creare degli obiettivi di processo non è forse il modo migliore per avere il meglio delle 2 filosofie ? In questo modo togli l’ansia dalla prestazione (non avendo più l’obiettivo di raggiungere un risultato) e sei molto più focalizzato sul processo, sul fare. Riprendendo l’esempio del perdere 5 kg, chi si prefigge un obiettivo del genere lo fa in genere per migliorare la salute o il proprio aspetto fisico o la propria autostima. Chi veramente instaura l’abitudine di andare a camminare ogni giorno per 10 minuti lo farà automaticamente e ne proverà anche piacere (altrimenti molto probabilmente interromperà il processo di acquisizione dell’abitudine) e automaticamente raggiungerà (a piccoli passi) risultati a beneficio della propria salute, aspetto fisico, autostima.

      Secondo me è un’ottima “cura” contro l’ansia da risultati e il voglio-tutto-subito, tipici dell’era in cui stiamo vivendo (e ti permette di portare a casa comunque il risultato ;-) )

      • Ciao Ila,
        concordo con te sul fatto che la vita non possa essere un susseguirsi di obiettivi, il famoso “obiettificio”, ma nonostante apprezzi molto Leo Babauta, il suo approccio “goal free” non mi ha mai convinto del tutto: a me gli obiettivi di risultato servono a dare direzione e quelli di processo mi ricordano che ogni giorno posso fare qualcosa per avvicinarmi alla mia meta, questo mi aiuta a dare sostanza e concretezza alle mie giornate, che tuttavia non sarebbero complete senza tante altre cose come una chiacchierata con un caro amico, un momento speciale con una persona speciale, un po’ di sano cazzeggio e divertimento, un film magari etc.

    • Marco

      Quoto al 100%.
      Dobbiamo vivere più rilassati,senza troppi obbiettivi.Facciamo quel che ci piace e ci gratifica senza pensare al domani.Diamo spazio alle nostre passioni se queste ci portano armonia e serenità .
      Hai fatto una gran bella osservazione,complimenti Ilaria.

  • Cara Ilaria,
    capisco che darsi degli obiettivi possa rappresentare un problema perchè una volta che ti dai un obiettivo c’è il rischio di non raggiungerlo. In altri termini esci da quella che tecnicamente si chiama zona di comfort.
    Ciononostante darsi degli obiettivi è un passo importante per raggiungere quella che tu chiami felicità … perchè? Pensa alla famosa frase di Seneca: “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove vuole andare”.
    Roby

  • Gran bell’articolo.

    • Si, lo penso anche io Marco: Alex ha colto una differenza essenziale nella definizione degli obiettivi, che molti trascurano.

      Andrea.

  • Per esempio i blog ti insegnano come un’abitudine inveterata delle persone sia non leggere quello che c’è scritto e leggere quello che non c’è scritto. Se sai usare questa caratteristica altrui hai a disposizione una fonte di creatività inesauribile.

  • nicola

    Martin Luther King Jr.: ” I have a Dream…. ! ”

    obiettivo!?? Chiamalo Sogno! ;-)

    io per esempio ne ho uno grande, lo raggiungero’ mai?!? Questo non lo so, ma ti posso dire che da quando ce l’ho, non mi perdo piu’!
    Ogni giorno mi diverto ad entrare in armonia con quel Sogno, ad aggiungerci mattoncini.. qualche giorno capita che debba disfare il lavoro del giorno precedente ma poi trovo sempre la maniera di ricostruire meglio. La perfezione e’ un lavoro di continuita’ e perseveranza certo, e chissa’ quante volte ti avranno detto di avere pazienza, tutto giusto…. ma cio’ che forse hai sentito dire troppo spesso e’ che FELICITA’ sia uno Stato dell’Essere, quando invece E’ un VERBO !

    Se si sceglie male, se gli obiettivi sono superficiali e come spesso accade nemmeno nostri, allora si che la vita diventa un triste “obiettificio” .
    Se invece ti scrolli di dosso la Paura e SCEGLI MEGLIO, allora la Vita diventa un Parco Giochi!
    I have a Dream… e tu ? Buon Divertimento !

    nicola

    • Ecco, messa così non mi dispiace: un obiettivo talmente grande da essere un sogno che dia la direzione di fondo alla nostra nave e poi tanti obiettivi di processo che come i remi durante una secca ci permettano di andare avanti.

      Andrea.

  • @ Alexander: preciso: sono d’accordo con quanto scritto da te nell’articolo e nel commento che hai fatto. Sono contraria alle formule da supermercato di certo modo di interpretare la crescita personale del tipo: ‘corretta formulazione degli obiettivi’, ‘zona di comfort’, ‘motivazione’. Ritengo che siano ipersemplificazioni che ignorano la complessità dell’essere umano e dell’esistenza e che se propinate e applicate senza senso critico non solo sono controproducenti, ma alimentano anche false illusioni. Se applicate con flessibilita’ come strumenti puramente a scopo utilitaristico le tecniche dello sviluppo personale possono rivoluzionare approcci fino ad allora improduttivi. Per questo plaudo al tuo articolo, che da’ una visione diversa. Ero convinta che il mio plauso fosse chiaro fin dal mio primo commento… E la responsabilità della comunicazione e’ di chi comunica non di chi riceve, giusto per non parlare attraverso formule :)

  • carmen

    Quest’articolo è fantastico e sono interessantissimi anche due commenti che ho letto sotto.

    “In medio stat virtus”: sono sempre stata una fiera sostenitrice di questo motto e credo che infondo l’obiettivo di processo sia quella virtù che sta nel mezzo, perchè come ha scritto Alexander “è un’ottima “cura” contro l’ansia da risultati e il voglio-tutto-subito […] e ti permette di portare a casa comunque il risultato”

    Un passo dopo l’altro, seppur piccolo, ma costante aiuta di sicuro molto di più, almeno per quel che mi riguarda. Avere un obiettivo di risultato può essere stimolante ma può anche spaventare parecchio, soprattutto quando quest’obiettivo è un traguardo intermedio nel tuo percorso che non ti entusiasma per niente ma che sai di dover raggiungere per passare allo step successivo…beh allora lì credo sia davvero molto meglio pensare al processo piuttosto che al risultato in sè (che per me è diventato una sorta di mostro nero, con gli occhi rossi e le orecchie fumanti :-/ ). In questo modo oltre ad instaurare una sana e nuova abitudine, lo sforzo richiesto sarà distribuito e si impara anche a ridimensionare il problema, spostando il punto di vista.

    Anche questa credo che sia poi una cosa abbastanza soggettiva, c’è invece chi preferisce farlo in fretta per togliersi il dente…ma qui di parla di crescita e non si cresce mai dall’oggi al domani.

    Davvero un bell’articolo
    Buona giornata a tutti :-)

    Carmen

    PS: la vita senza obiettivi!? mah…sai che noia :-D

    • Cara Carmen, anch’io mi trovo nella tua stessa situazione.
      Sento di dover raggiungere certi obiettivi e che il momento è questo.
      Gli obiettivi ci devono essere, altrimenti, come dici tu, sai che noia la vita!
      Per raggiungere gli obiettivi, serve un’azione e poi al risultato si puo’ arrivare piu’ lentamente o piu’ velocemente.
      Se si è fermamente convinti, se è una spinta che ci viene dal profondo, allora non ci domandiamo continuamente quale sarà la strada giusta per arrivarci, o come nello specifico pianificare il raggiungimento, ma immaginiamo che il risultato non possa essere altro che quello che noi ci aspettiamo!

      • carmen

        Ciao Elisa,

        grazie del commento…bellissimo e mi trovi pienamente d’accordo…le spinte che vengono dal profondo, sono quelle che portano concretamente lontano, seppur non sia il massimo quello che tocca fare.
        Sapere poi che c’è chi è nella tua stessa situazione e ti capisce…beh dà sempre una marcia in più :-)

        Buona Giornata
        Carmen

      • Il nocciolo di questo post è che NON voglio fare affidamento sulla forza di volontà per raggiungere il mio obiettivo, per questo mi sono chiesto come poter rendere automatico il raggiungimento dell’obiettivo. La soluzione che propongo è renderlo un’abitudine e in questo modo eliminare (o almeno ridurre drasticamente) la componente motivazione e forza di volontà.

        Per questo cara Carmen ed Elisa (e chiunque legga questo post) vi invito a rispondere veramente alle seguenti domande:

        1) Quale obiettivo vuoi raggiungere ?

        2) In quale modo puoi trasformare il raggiungimento di tale obiettivo in un’abitudine (o serie di abitudini) ?

        3) Quale azione ripetitiva e così banalmente semplice, che tu la possa fare da subito, decidi di fare da oggi per formare piano piano tale abitudine ?

        Se a qualcuno va di condividere pubblicamente le proprie risposte, io e Andrea siamo qua per supportarvi.

        ciao
        Alexander

  • La tensione all’obiettivo, al raggiungimento di un traguardo, oppure al suo rifiuto, preferendo magari l’inazione e la contemplazione dell’eterno presente, mi sembrano peculiarità di due opposte visioni del mondo, quella occidentale e quella orientale. L’uomo occidentale è continuamente proteso verso il futuro; verso il traguardo al di là dell’orizzonte, al fine di manifestare e dispiegare nell’opera-risultato i propri talenti, aspirazioni, le proprie potenzialità e capacità; nell’opera-risultato l’uomo occidentale trova la crescita, la sofferenza, la gioia, la soddisfazione, ma soprattutto il senso del suo esistere. Non conosco molto bene la cultura orientale, però mi sembra più indirizzata verso l’osservazione disinteressata, alla statica autocomprensione; al rifiuto del pensiero finalizzato al risultato, all’opera o al cambiamento del mondo (in questo Gandhi e la sua vita mi sembrano proprio un’eccezione: forse perché ha studiato in occidente?). Per l’uomo occidentale una vita senza figli, senza traguardi raggiunti nel lavoro, nello sport, nella cultura ecc, senza qualche segno reale lasciato dietro di sè e su di sè, sembra impensabile: arrivare in punto di morte senza qualche segno tangibile della propria esistenza sembra essere per lui il male estremo. E’ migliore la prospettiva occidentale? quella orientale? Non lo so, ma di sicuro io mi riconosco di più nella prima.

  • …Alexander, quasi dimenticavo! Molto bello il tuo articolo! L’ho stampato e messo sul comodino di mia madre: un suggerimento per i suoi vari tentativi di dimagrimento? :-D

  • Matteo

    Davvero geniale questo articolo. Mitico Alex!
    Complimenti per avermi illuminato e un caro saluto ad Andrea ;)

  • monia

    Secondo me è imprescindibile definire gli obiettivi di processo, altrimenti l’obiettivo rimane senza.. piano d’azione, cioè solo un enunciato. E la teoria dei piccoli passi e del creare le abitudini è decisamente più destinata al successo di un grande obiettivo a lungo termine.

    Vivere senza obiettivi secondo me porta solo ad afflosciarsi ed intristirsi.

    Che poi uno non riesca a mantener fede al proposito di fare una cosa anche piccola tutti i giorni, questo è un altro discorso :(

  • liviano

    ciao Alex,hai fatto centro .Ho trovato delle conferme su delle idee .Complimenti per come hai spiegato l’obiettivo di processo.
    Grazie, “si può applicare anche per la produzione”?

  • Alexander ti ringrazio molto per questo bellissimo articolo. Ammetto che non avevo mai pensato chiaramente a questa distinzione tra obiettivi di risultato e obiettivi di processo. …Da oggi in poi la terrò sempre ben presente nella PRATICA!

    • Ottimo Mark,
      mi farebbe piacere fra un pò di tempo avere un tuo feedback, che potrebbe essere utile anche a tutti gli altri lettori.

      ciao
      Alexander

  • Io parlo di forza di volontà,non solo come spinta emozionale, a questa si deve naturalmente aggiungere la costanza e la perseveranza.
    Da quando ho in mente il mio progetto le mie abitudini sono cambiate conseguentemente. Appena esco da lavoro, mi butto subito sul mio progetto e attendo fine settimana sono per potermici concentrare totalmente. L’abitudine è diventata routine.

  • massimo

    Ciao Alexander,
    … vorrei capire meglio !
    Quando dici “in quale modo puoi trasformare il raggiungimento del tuo obiettivo in un’abitudine (o una serie di abitudini) ?” ti riferisci ad obiettivi nel senso del cambiamento o crescita personale, oppure in generale a qualunque tipo di obiettivo, quindi anche nel senso di obiettivi più “materiali” ?
    Perchè nel caso di obiettivi di tipo materiale (faccio un esempio per capirci: comprare casa e quindi avere i soldi necessari) non capisco cosa posso farci, per raggiungerlo, con le abitudini … puoi farmi qualche esempio ?

    Ciao
    Massimo

    • Ciao Massimo, provo a risponderti io: personalmente credo che qualsiasi obiettivo di risultato possa essere opportunamente trasformato in un obiettivo di processo.

      Riprendendo il tuo esempio, hai già fornito 2 elementi per la “trasformazione”: l’obiettivo di risultato è quello di acquistare la casa, per realizzare tale obiettivo hai bisogno di soldi, per ottenere soldi puoi creare le abitudini necessarie, naturalmente sto parlando di abitudini legate al risparmio (vedi articolo) o alla crescita finanziaria. In uno dei primi articoli del blog poi ho parlato di come costruirsi un capitale in 4 passi, anche qui il tutto si fonda su abitudini vincenti.

      Spero di aver risposto al tuo commento,
      a presto.

      Andrea.

    • Ciao Massimo,
      se ti sei posto come obiettivo “avere XXX soldi per comprare casa”, hai bisogno di:

      1) generare degli introiti
      2) non spenderli tutti ;-)

      perciò delle abitudini di processo per il punto 1 potrebbero essere:

      A) dedicare 30 minuti al giorno per creare dei flussi di guadagno passivo (Andrea ha scritto alcuni interessanti posts a riguardo)
      B) dedicare 30 minuti al giorno per imparare come investire i propri soldi ed agire di conseguenza (per esempio con il trading online oppure con gli immobili, se questi fanno per te)

      Per il punto 2 potrebbe essere: il giorno della paga (o ogni volta che hai un’entrata) depositare subito su un conto separato i soldi per la casa e destinare quote fisse a per i vari tipi di spesa (alimentari, bollette, etc) secondo la tecnica dei “barattoli” o delle “buste”.

      Ho reso l’idea ?
      Ho risposto alla tua domanda ?

      ciao
      Alexander

      • massimo

        Grazie Andrea e Alex, … si ora ho capito un pò meglio.
        Si tratta quindi di dedurre dall’obiettivo di risultato gli opportuni obiettivi di processo.
        Ma, riferendomi alle vs risposte, se posso aggiungere una mia umile considerazione, credo che per attivare certe abitudini, bisogna anche avere possedere delle capacità (per es. saper fare il trading-online) oppure impiegare tanto tempo (dipende da dove si parte) per impararle. Ed ecco allora che il raggiungimento del nostro obiettivo di risultato si allontana parecchio, perchè anche se teoricamente raggiungibile, chissa quanto tempo ci vuole !!

        Io credo che oltre che attivare delle abitudini costruttive, ognuno di noi debba fare i conti con le proprie capacità ed i propri limiti: … io lo faccio spesso, sbaglio !!?

        Grazie ancora !
        Massimo

    • credo che per attivare certe abitudini, bisogna anche avere possedere delle capacità (per es. saper fare il trading-online) oppure impiegare tanto tempo (dipende da dove si parte) per impararle.

      E allora ?

      Il tempo passa comunque, tanto vale provarci (o preferisci frignarti adosso ?)

      • massimo

        Sono perfettamente d’accordo con te: provarci è doveroso !
        Giustissimo anche non “frignare” ma darsi da fare con impegno e determinazione.
        Non c’è dubbio infine che niente e nessuno possono dirci a priori se riusciremo o meno a raggiungere il nostro obiettivo, più o meno ambizioso che sia.
        Fatte queste premesse però, non credi che sia giusto, prima di lanciarsi, fare delle valutazioni (tenuto conto di chi si è e della propria situazione contingente) per avere un’idea dei tempi necessari per il raggiungimento del risultato finale e delle probabilità di successo ??
        Sarà una mia fissa, ma per me il tempo (forse perchè sono già 50enne) è una variabile molto importante, che per quanto è possibile cerco di non sprecare. Nella mia esperienza passata, ho già avuto varie prove di cose tentate (forse perchè troppo ardue per me) e poi abbandonate, con conseguente perdita di tanto tempo prezioso.
        Ecco perchè, prima di buttarmi in nuove imprese (che pure mi interessano) cerco di capire in anticipo che tempi prevedo, ma …. probabilmente sbaglio !!?

        Ciao
        Massimo

      • Per gli obiettivi di medio o lungo tempo, più che chiedermi “avrò abbastanza tempo per arrivarci ?“, mi chiedo “Ci tengo abbastanza a questo obiettivo affinchè rimanga la mia priorità più alta per tutto il tempo che serve a raggiungere l’obiettivo ?

        È sempre sotanto una quetione di priorità Massimo. Randy Pausch diceva: “I muri sono là per farci capire quanto ci teniamo”

  • Stefano Cerquozzi

    Grazie Alex, articolo molto significativo… Sono un insegnante Yoga e sono anni che ripeto questa cosa ma mi riesce difficile farmi credere. Mi imbatto spesso in persone che cercano di dimagrire con programmi di allenamento devastanti, ma puntualmente mollano e tornano a ingrassare anche più di prima. La mia proposta è di non mettersi in guerra con se stessi, e fare degli esercizi 10 minuti tutti i giorni, troppi? 5, troppi? 3. Perchè il punto è che se trovi il tempo per 3 lo trovi certamente anche per 10, 15, 20, 30. Ma la cosa davvero fantastica, è che non ti devi più distruggere il morale con sfide e competizioni verso il raggiungimento del tuo obbiettivo, l’unica cosa che devi sapere è di fare quei 3 ridicoli minuti tutti i giorni e tutto col tempo andrà a posto e lo sarà definitivamente e non è più un problema sin dal momento in cui prendi questa ferma decisione di fare 3 minuti di pratica.
    Vivere sereni anzitutto!
    Per chiudere vorrei anche far notare che in 3 minuti si possono fare diversi cicli di saluti al sole, in un anno il vostro corpo potrebbe essere cambiato radicalmente grazie a questo, e vi sfido a non fare più di 3 minuti!
    Quanto sopra è tutto frutto di esperienza e non di teoria…
    Stefano

    • Grazie Stefano, per essere stato il primo a condividere la tua esperienza.
      ciao
      Alexander

  • Scriviamo questo commento perché ci è piaciuto il post,
    ma definire gli obiettivi SMART una banalità, ci sembra eccessivo!

    Sicuramente la visione di obiettivo di processo è
    molto interessante.

    Definire in maniera chiara un obiettivo è un pre-requisito
    imprescindibile e l’acronimo SMART puo’ essere un buon promemoria.

    Poi l’obiettivo bisogna raggiungerlo ed il metodo “passo-passo” o della regola dell’1 o del miglioramento continuo sono metodi validissimi.

    Tuttavia senza obiettivi definiti correttamente come potremmo sapere se e quando abbiamo raggiunto il traguardo? Siamo in anticipo? Siamo in ritardo?

    LeanLab Staff

  • Ford

    Io non posso pensare di vivere senza obiettivi… c’era sì un periodo in cui vivevo senza dei target, senza sapere quello che volevo dalla vita oltre la “volatile gioia istantanea”… beh ora come ora mi pento del tempo sprecato e penso a quali doti avrei ora, se mi fossi posto degli obiettivi prima…
    Non porsi degli obiettivi vuol dire lasciare che la corrente delle vita ci trascini dove vuole, e questo porta solo ad due cose: l’ invidia ed il rimorso, di fronte a coloro che hanno avuto successo, e il rimorso per il non aver voluto faticare prima per poter poi godere dei frutti… io la penso, in questo modo, sarà perché sono ambizioso, ma comunque sia non posso pensare di arrivare alla fine della mia vita, e realizzare che tutto quello che ho fatto è stato “vivere”…

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