EfficaceMente

Crescita Personale: esempi pratici

134.854
Iscritti
ISCRIVIMI 》
Iscriviti! ...e non perdere i nuovi articoli
In regalo per te gli estratti delle mie Guide

Come scrivere la tesi EfficaceMente

Scrivere la tesi di laurea può essere un’impresa titanica. Se vuoi farlo EfficaceMente possono esserti utili questi semplici consigli pratici.

scrivere la tesi

“Se il dottore mi dicesse che mi rimangono 6 minuti di vita… credo scriverei un pochino più veloce”.

Isaac Asimov.

Ho scritto Studia meno, Studia meglio con un “semplice” obiettivo in testa: aiutarti a preparare il doppio degli esami in metà del tempo. Ma devo ammetterlo, all’interno della guida manca un tassello. Per completare il proprio percorso accademico EfficaceMente non basta infatti dare il doppio degli esami in metà del tempo, è necessario “percorrere l’ultimo miglio”: scrivere la tesi di laurea.

Nell’articolo di oggi mi piacerebbe condividere con te i migliori stratagemmi che ho imparato in questi anni sulla scrittura efficace, sia che si tratti di una tesi di laurea o di un qualsiasi documento più lungo di 5 pagine ;-)

Chi sono io per darti lezioni su come scrivere la tesi?

Scrivere è una delle mie grandi passioni. Da quando ne ho memoria, ho sempre ammirato la potenza della parola scritta. Ma pippe poetiche a parte: chi sono io per darti lezioni su come scrivere la tesi di laurea?!

Come direbbe Ulisse, io sono Nessuno. I para-guru che danno lezioni da un palco non mi piacciono. Eppure, negli ultimi anni, qualcosina sulla scrittura efficace l’ho imparata. Proprio in questi giorni ripensavo a quanto ho scritto solo l’anno scorso: 53 post da 1.000 parole l’uno (+ o -), 3 guide digitali per un totale di 160.000 parole, nonché 1 libro cartaceo pubblicato da IlSole24Ore da più di 35.000 parole, di cui ho collaborato alla stesura.

Scrivere è sicuramente una di quelle arti che si perfezionano con la continua pratica; eppure, in questi anni ho scoperto che la scrittura di tesi di laurea, report di lavoro, guide digitali, pubblicazioni scientifiche, libri, etc. può essere velocizzata e resa migliore utilizzando alcuni semplici accorgimenti. Se devi scrivere un documento imponente e hai poco tempo per farlo e ancor meno motivazione, questo articolo fa per te.

Scrivere la tesi è come…

Molti studenti, di fronte al primo foglio bianco della loro tesi, sono presi dallo sconforto: “da dove diamine inizio?“, “cosa cavolo ci devo scrivere?“, “è un lavoro troppo lungo!” e quasi tutti giungono alla stessa conclusione: “ok… controllo Facebook per 5 minuti e poi parto!“. Ci sono andato vicino? Sentirsi spaesati all’inizio di un lavoro così importante è assolutamente normale: ma esiste una metafora che sono certo ti aiuterà a superare questa fase di stallo iniziale…

Scrivere la tesi rappresenta la fine di un ciclo della propria vita, e se ci pensi, la sua realizzazione somiglia molto ad un altro di quei momenti topici della propria vita: il trasloco. Chi ci è passato sa benissimo che traslocare può essere un’impresa titanica, e se si vuole sopravvivere è necessario avere metodo:

  1. Bisogna innanzitutto preparare gli scatoloni, ovvero i contenitori in cui trasporteremo tutto ciò che desideriamo tenere nella nostra nuova vita.
  2. Il secondo passo consiste nel selezionare accuratamente il contenuto di questi scatoloni: facendo attenzione a riporre ordinatamente ciò che conta, magari buttando o vendendo tutto il resto.
  3. Infine è necessario scegliere la forma di trasporto migliore per tutti i nostri scatoloni ed il loro contenuto: una società specializzata o il pulmino scassato del nostro amico?

Per scrivere la tesi è opportuno adottare un metodo simile: dobbiamo innanzitutto individuare la (1) struttura del nostro elaborato, ovvero gli scatoloni da riempire; dobbiamo poi lavorare sul (2) contenuto di questi “scatoloni”; ed infine dobbiamo scegliere la (3) forma più corretta per presentare la nostra tesi.

Nei prossimi 3 paragrafi vedremo i migliori stratagemmi per realizzare questi 3 passaggi del “metodo trasloco“.

1. La struttura

Definire la struttura della nostra tesi deve essere il primo step imprescindibile. Come pensi di superare il “blocco del tesista” se non hai neanche preparato gli scatoloni da riempire? Fortunatamente, quando si tratta di una tesi di laurea, gli “scatoloni” in questione sono quasi sempre ben definiti. Una tesi che si rispetti deve infatti avere almeno questi 5 “scatoloni”:

  1. Introduzione. Una tesi deve raccontare una storia in modo chiaro e convincente. La prima parte della tua tesi dovrà dunque rispondere ad una semplice domanda: cosa hai fatto per realizzare questa tesi e perché lo hai fatto?
  2. Metodo. Perdindirindina, stai per diventare un dottore in _________ (riempire lo spazio vuoto con la tua specializzazione): se vuoi dimostrare la tua tesi devi farlo con metodo. In questa seconda parte della tesi dovrai spiegare come hai realizzato il tuo lavoro, quale metodologia hai adottato e quali strumenti hai adoperato. In questa sezione si fa spesso una disamina della letteratura accademica che riguarda l’argomento della nostra tesi.
  3. Risultati. A meno che la tua tesi non sia un banale copia-incolla da google, il tuo lavoro di tesista ti avrà certamente condotto a dei risultati. Questo discorso vale sia per le tesi di natura scientifica, sia per quelle di natura umanistica: in questa sezione devi raccontare i risultati a cui sei giunto.
  4. Discussione. La quarta sezione è il cuore della tua tesi: devi infatti argomentare i risultati delle tue ricerche, evidenziarne le conseguenze e… sostenere quella che è la tua tesi a riguardo (non quella di Google o del Prof.).
  5. Conclusioni. Nell’ultima sezione dovrai fare il punto della situazione, riprendendo i punti chiave del metodo di ricerca adottato, dei risultati individuati e delle tue conclusioni a riguardo.

Se è la prima tesi di laurea che scrivi e non hai la più pallida idea da dove iniziare, parti da questi 5 “scatoloni”: inizia a pensare come riempirli, ovvero quali sono i paragrafi chiave della tua tesi, quali elementi vuoi discutere e quali devi ancora approfondire. Questa struttura ti guiderà per l’intera stesura del tuo elaborato.

2. Il contenuto

Con degli scatoloni vuoti difficilmente potrai realizzare un trasloco. Stesso discorso vale per la tua tesi: è arrivato il momento di riempire i tuoi 5 “scatoloni” con contenuti che possano impressionare il tuo relatore e la commissione di laurea.

Molti studenti sono convinti che la prima versione della loro tesi debba essere perfetta: nulla di più sbagliato. Il secondo punto del manifesto anti-procrastinazione chiarisce molto bene questo aspetto:

“Accetta che qualsiasi lavoro è una bozza. Questo ti aiuterà a completarlo”.

Per quanto mi riguarda, ogni volta che devo realizzare i contenuti di un documento piuttosto corposo utilizzo questo metodo in 3 fasi:

  1. Metto insieme i contenuti grezzi. In questo primo step l’obiettivo è riempire quanto più velocemente possibile gli “scatoloni”. Copia-incolla da internet, riferimenti ad altri testi, pensieri sparsi: qualsiasi idea attinente finisce nello scatolone: adesso come adesso conta fare “volume”.
  2. Collego i contenuti. La fase successiva consiste nell’individuare un filo logico che leghi le diverse idee. Qui l’obiettivo primario è individuare la giusta posizione dei diversi contenuti.
  3. Riscrivo i contenuti chiave. La terza ed ultima fase consiste nel ripulire i contenuti, eliminando quelli non essenziali, e riscrivendo quelli più importanti in modo che siano facilmente leggibili e abbiamo uno stile congruente.

Terminata la stesura dei contenuti della tua tesi, manca un ultimo tocco per trasformarla in un capolavoro.

3. La forma

Digiamogelo una tesi piena di “orrori” ortografici non fa proprio una bella figura! Ma se correggere gli errori di grammatica è una condizione necessaria, non è sufficiente per rendere la tua tesi degna di un 110 e lode. Scrivere una tesi di laurea significa anche saper comunicare efficacemente le proprie idee. Per farlo, devi rispettare alcune regole d’oro:

  • Utilizza frasi brevi e concise.
  • Evita espressioni gergali.
  • Rispetta la regola aurea dell’italiano: soggetto-verbo-complemento.
  • Non utilizzare troppi inglesismi (se non quelli essenziali).

Rispettare queste semplici regole ti aiuterà a scrivere in modo efficace, ma non dimenticare quest’ultima regoletta: rileggi sempre quanto hai scritto.

Con questo articolo spero di aver risposto alle tante domande degli studenti che mi hanno contattato in privato su questo argomento. Se la tesi di laurea invece è ancora lontana… beh, che ne dici di rileggerti gli articoli di EfficaceMente sull’apprendimento rapido?

Foto di HarisAwang

Problemi con gli Esami?

Iscriviti alla newsletter e scarica l'estratto di Studia meno, Studia meglio

Iscriviti alla newsletter di EfficaceMente! Subito in omaggio per te l'estratto di Studia meno, Studia meglio, la guida per dare il doppio degli esami in metà del tempo.

INVIAMI L'ESTRATTO 》
Già 134854 iscritti
Sarai dei nostri?
  • Chiara

    Ciao Andrea!
    Pensa che proprio il mese scorso ho pensato di chiederti se potevi scrivere un articolo su come realizzare una tesi di laurea!
    Ottimi consigli come al solito.
    Nonostante mi manchi ancora un bel po’ di tempo alla laurea è bene informarsi per tempo!
    Ora so quale articolo “rispolverare” quando arriverà il fatidico momento! =) buona giornata

    • Ciao Chiara, grazie del commento. Questo articolo era tra le bozze già da diverso tempo. Naturalmente un semplice articolo non può esaurire questo argomento, ma spero di aver dato alcune linee guida utili soprattutto per superare il blocco del “foglio bianco”.

      A presto,
      Andrea.

  • Bella la metafora del “trasloco”. Io non ho mai fatto un trasloco in vita mia, anche se ho vissuto in molti posti diversi. Strano, ma vero. La tesi invece l’ho fatta e poi ho passato la mia vita a scrivere. Ottimi i consigli forniti da Andrea, primo fra tutti quello di cominciare con una bozza. Io consiglio caldamente di non fare copia-incolla da internet, anche perché molto di quel che c’è in internet non è valido. Consiglio invece di fare copia-incolla dei propri appunti sulla materia della tesi, quelli presi per passare l’esame relativo per esempio. Lavorare a partire dal proprio materiale dà energia e fiducia in se stessi. Importante è l’atteggiamento mentale: molti arrivano alla tesi stremati dal percorso di studi e solo con il desiderio di “finirla” per laurearsi. Pertanto pensano che la tesi sia una sorta di “tassa” e di adempimento burocratico da fare per “forza”. Come dice Andrea, invece, la tesi è un’ottima occasione per sperimentare un proprio metodo e per perfezionare la propria capacità di scrivere. Saper scrivere è una delle abilità fondamentali per avere successo nel mondo contemporaneo in qualsiasi ambito si decida di operare.

    • Ciao Ilaria, grazie molte per il tuo commento.
      Come già detto, ci sarebbe molto da scrivere su questo argomento, approfitto del commento per dire che la tesi potrebbe essere, ad esempio, un’ottima occasione per fare una prima esperienza lavorativa. Come hai giustamente detto, non è assolutamente una “tassa”, ma un’opportunità da non sprecare.

      Andrea.

      • approfitto del commento per dire che la tesi potrebbe essere, ad esempio, un’ottima occasione per fare una prima esperienza lavorativa.

        Concordo con te: può essere una buona occasione per fare esperienza e in questo modo avere un vantaggio competitivo rispetto agli altri neo-laureati. E poi è un dato di fatto che è molto più facile arrivare ad un’assunzione se prima ti hanno potuto vedere all’opera.

        Io non trovai una tesi da fare in azienda nelle materie che mi interessavano, perciò optai per una tesi “compilativa” e scelsi un professore noto per essere “poco complicato” (alcuni miei amici sono rimasti per mesi in tesi, rincorrendo il professore e riscrivendo bozze un sacco di volte), ed è stata una scelta vincente, perchè ebbi la fortuna di trovare lavoro mentre ero in tesi e perciò il mio unico obiettivo fu: uscire velocemente, perchè stavo già lavorando a tempo pieno.

        Dalla mia personale esperienza il voto di laurea ha avuto ZERO importanza (mi sono laureato in ingegneria meccanica e ho trovato impiego come project manager per la costruzione di un grosso impianto di rifiuti). Sarei curioso sentire la vostra opinione ed esperienza.

  • Michelangelo

    Come fare per essere cercato dagli altri? Cioè come fare per essere reputato simpatico e far pensare “voglio stare con lui perché la sua compagnia e presenza mi fa essere felice”?

    • Ciao Michelangelo: lasciare commenti pertinenti è un buon inizio per piacere agli altri ;-)

      Scherzi a parte… il mio consiglio è quello di approfondire gli articoli del blog relativi all’autostima. Leggiti inoltre questo post:

      Come piacere agli altri: 6 consigli

      Buona giornata.
      Andrea.

  • Io aggiungo anche un altro punto: inizia presto. Io ho iniziato la tesi con largo anticipo e ho avuto tutto il tempo per scriverla, leggerla e correggerla più volte. Oltre a questo il relatore può rendere il lavoro più complicato di quello che dovrebbe essere, meglio avere almeno qualche settimana per affrontare gli imprevisti.

    • Ciao Stefano,
      sì, prendere il lavoro della tesi per tempo è fondamentale: come detto, a mio avviso, la tesi dovrebbe essere un’occasione per portare avanti un proprio progetto professionale che ci permetta di tastare con mano il mondo del lavoro e ci aiuti a metterci alla prova.

      Alla prossima,
      Andrea.

  • Carla

    Ciao Andrea, ormai scriverti è diventato un appuntamento settimanale.
    In merito a quest’articolo, era tanto che volevo vederlo…avrei finito di scrivere la tesi due settimane fa…però mi ha fatto comunque piacere leggere i tuoi punti di vista e commentarli.
    Due dei punti da evitare da te menzionati sono gli stessi citati dall’assistente che mi sta seguendo, pensa…
    Complimenti vivissimi per questo articoli che aiuta lo studente alle prime armi con la tesi a fare un bel respiro e riordinare le idee.
    Io ho fatto 15 giorni di leggere articoli su internet su come scrivere una tesi prima di iniziare, molti consigliavano di leggere il libro di Umberto Eco, alla fine sai che c’è? Le cose che mi hanno aiutato forse più di tutte sono stati i commenti dei ragazzi che come me si era soffermati sull’articolo di turno.
    Buon lavoro Andrea!
    Carla

    • Ciao Carla, sì, conosco il libro di Eco.

      Pensa le coincidenze: la mia tesi verteva sul processo di pianificazione strategica in un’istituzione pubblica, e per realizzarla ho lavorato per quasi 1 anno insieme al team che ha aiutato l’Ateneo di Bologna a definire il suo primo piano strategico.

      Al di la del piano in sé, è stato molto interessante organizzare e partecipare agli incontri a cui prendevano parte i più importanti professori dell’Unibo: indovina un po’ chi c’era tra i partecipanti? Umberto Eco, proprio lui ;-)

  • Il libro di Umberto Eco è un gran bel libro da leggere, utile agli studenti universitari in genere perché scritto da un megaprofessore (e anche affermato scrittore) che parla di università. Ha anche un bello spirito e un certo sense of humor. A livello pratico, in realtà si rivolge prevalentemente a studenti delle facoltà umanistiche, in tempi ben pre-internet e pre personal computer. Quindi è un “di più” non un “how to” :) …

  • Carla

    Attenzione, ho una grande stima per Umberto Eco, avevo valutato di leggere questo libro ma mi è mancato il tempo materiale di reperirlo e devo dire che numerosi siti sono venuti comunque in mio aiuto.
    Grazie del commento. Condivido comunque il commento di chi dice che bisogna fare tutto con molto anticipo, io l’ho terminata due settimane fa e il termine scade il primo marzo, ma, su consiglio del mio relatore, ho fatto tutto con molto anticipo, cominciando a buttare le prime idee già in aprile, d’altronde ora dovrò attendere le correzioni e poi dovrò risistemare tutto, compresi i caratteri relativi all’impaginazione, in vista della stampa finale.
    Un saluto
    Andrea aspetto anche un tuo commento al riguardo ;)

    • Sì, la tesi, ed in generale qualsiasi pubblicazione di una certa “dimensione”, sono progetti che vanno pianificati per tempo. C’è infatti la “variabile impazzita” del relatore, che potrebbe smontare tutto il nostro lavoro. In questi casi è opportuno non solo anticipare, ma confrontarsi spesso con il proprio relatore.

      A presto,
      Andrea.

  • Angela

    Nell’attesa di poter scrivere un giorno la tesi, spero di riuscire in qualche modo ad usare questo ottimo articolo per scrivere la mia tesina di maturità (sperando di poter colpire l’attenzione dei commissari).
    Un saluto!

    • Ciao Angela, mi auguro l’articolo ti sia utile.
      Andrea.

  • molto chiaro.

  • Enrico

    ‘giorno Andrea.
    io ‘n’giò indenzione de prenne la laura, so istruito de mio sà!! Però sto poste e proprio inderessande e applicabile in molti cambi ;o).

    Aspetto di leggerti in merito a come scrivere un buon articolo nel proprio blog.

    Ciao e Andrea e buona giornata.
    Enrico

    • Ciao Enrico, prometto di scrivere prima o poi un articolo sulla scrittura efficace. Alcuni principi riportati in questo post li continuo ad utilizzare per realizzare i miei articoli.

      Andrea.

  • giuseppe

    questo articolo lo rileggerò tra qualche anno :D

  • Veronica

    Ciao Andrea! Un oretta da ho sostenuto il mio ultimo esame, immaginerai la gioia che sto provando. Questo articolo lo avevo letto mentre stavo preparando l’ultimo esame ed adesso credo che mi tornerà proprio utile per la mia tesi.
    Mi ritrovo in quello che dici, cioè nel sentirsi spiazzati, perchè finora non ci ho pensato concretamente, vuoi per l’esame da preparare, vuoi per scaramanzia. Non so se intanto buttare giù una lista di cose su cui mi piacerebbe focalizzarmi (l’ambito è sicuramente diritto del lavoro) oppure andare prima dal docente. Tu cosa mi consiglieresti? Andare dal docente con le idee abbastanza chiare sarebbe già una prima buona impressione, no?

    • Ciao Veronica, innanzitutto complimenti!
      Per il resto, direi che hai trovato la risposta da sola: io mi farei una breve lista di argomenti da approfondire, poi andrei dal relatore e intavolerei un discorso su questi argomenti, cercando di capire su quali di questi valga la pena sviluppare la propria tesi.

      A presto,
      Andrea.

  • Veronica

    Grazie Andrea! Credo proprio che farò una bella lista di argomenti e andrò dal relatore! Ora però mi rilasso un pò, direi che me lo merito! :D

  • Elena

    Ciao Andrea devo fare la tesi anch’io. Mi laurerò in economia e gestione aziendale, ma non ho ancora proprio nessuna idea sull’argomento!! mi interessa molto la psicologia cognitiva e comportamentale applicata al management e al marketing…(ho fatto un anno a Padova corso psicologia sociale e del lavoro). Non vorrei fare la parassita ma non è che hai qualche idea interessante da propormi così su due piedi??? mi saresti veramente di grande grande aiuto..

  • Tony

    e per il percorso di maturità?

  • Giusy

    Ciao, Andrea… da un mese seguo il tuo sito e sono riuscita, in qualche occasione, ad applicare ‘quiedora’ con successo :) Trattandosi di una filosofia di vita che si concretizza in una strategia, immagino sia concettualmente alla base anche di questo articolo su come scrivere efficacemente una tesi di laurea, eppure non riesco ad applicare alcun metodo e sono in stallo.

    Ho completato gli esami un anno e mezzo fa, ma a causa di un ultimo esame poco brillante (diciamo anche pessimo e demoralizzante) non ho più aperto libro. La tesi che avevo già chiesto l’ho abbandonata, poi ne ho chiesto una nuova e ne avrò scritto due pagine (nel periodo in cui ero disoccupata, figurati se mi ci mettessi adesso che lavoro). Mi alzo motivata ma appena raggiungo l’Università o apro il foglio di word a casa finisco inevitabilmente al bagno a piangere o stesa sul letto in preda al panico.

    Poiché invece sul lavoro e nella vita sociale non ho quasi problemi e prima di scrivere la tesi non sapevo nemmeno il significato della parola ‘depressione’, secondo te in questi casi della vita conviene lasciar perdere e guardare avanti o infognarsi a scrivere mezzo rigo all’anno di una cosa che porta solo malessere?

    Di certo una laurea apre più porte, ma quanto vale un titolo di studio presentato da una persona che per ottenerlo perde la salute e diventa isterica e depressa? Si, avrò anche finito gli esami, ma gli esami erano facili: bastava studiare! La tesi invece è difficile… Cosa faresti al mio posto? Grazie di cuore, G.

    • Giusy, poche frigne: ti è rimasta solo la tesi, muovi il culo e completala. In generale poi non mi piace come molti giovani utilizzino a sproposito termini come “depressione” che indicano stati di malessere mentale molto radicati.

      Tu stai semplicemente procrastinando l’ultima attività prima della laurea. Capita a molti studenti: è la classica paura di chiudere un percorso e delle abitudini a cui si è avvezzi da anni. Ripeto, muovi il culo e chiudi questo capitolo della tua vita al meglio, senza ulteriori scuse. Se necessario rileggiti i miei articoli sulla procrastinazione che trovi nell’archivio.

      Perdona la crudezza del commento, ma a volte anche la tirata di orecchie di uno sconosciuto può essere utile.

      Con affetto,
      Andrea.

  • stefania

    ciao. sto scrivendo la tesi di laurea magistrale..ho pochissimo tempo e un sacco di problemi..ho il materiale ma ho problemi nella stesura.scrivo e scrivo, ma mi sembra di scrivere solo cavolate..e poi entro nel panico. non riesco a stare calma e tranquilla. e la prof mi da solo scadenze. ce la sto mettendo davvero tutta, ma forse ho bisogno di aiuto. cosa posso fare?

  • diletta

    Ed ecco che anchio sono arrivata alla tesi seppur triennale.:)
    Vorrei chiederti se le tecniche utilizzate nello studio come lettura veloce,mappe mentali,la piramide (metodo scoperto qua ieri) possono aiutare anche quando si fa la tesi apprendendo il materiale che poi però bisognerà rielaborare di testa propria chiaramente.Il fatto è che i libri che dovrei consultare per l’argomento scelto non sono presenti nelle biblioteche della mia provincia perciò dovrei fare un prestito interbibliotecario.Dal momento che i costi variano dai cinque agli otto euro a libro (o a spedizione dipende) non posso prendere un libro alla volta.So che molti proprio per questo prendono una decina di libri assieme per riportarli un mese dopo.Sinceramente però non so se trattandosi di una tesi venga un bel lavoro….io non riuscirei mai xd Vorrei che ne uscisse qualcosa di buono…se prendessi più libri (chessò due o tre…) pensi che potrebbero comunque tornarmi le tecniche varie?(oppure se hai altri consigli da darmi..).La tesi è fatta sempre di molte correzioni,riletture….se magari ho bisogno di ricontrollare libri su cui ho studiato dopo averli riconsegnati e non sono più disponibili?Tra l’altro il mio relatore non mi ha dato nessun aiuto ne per la bibliografia e ne per altro (non risponde alle email ad esempio) perciò devo fare da me .

  • Letizia Debertolis

    Grazie mille Andrea. Mi permetto di aggiungere che probabilmente lo stesso metodo si può applicare ad altri scritti che seguono questo schema a “5 scatoloni”, penso alle pubblicazioni scientifiche ad esempio. La differenza è che queste sono solitamente più corte di una tesi. Alla prossima occasione provo e ti faccio sapere :)

ISCRIVIMI 》
Iscriviti! ...e non perdere i nuovi articoli
In regalo per te gli estratti delle mie Guide