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Crescita Personale: esempi pratici

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Silvia ha deciso di voltare pagina: tu cosa aspetti?

A volte rimaniamo bloccati in una vita che non ci appartiene. A volte è necessario voltare pagina.

voltare pagina

“Volta pagina: nel libro della vita c’è molto più di ciò che stai continuando a leggere.”

Zayn Malik.

Nell’ultimo articolo ti ho proposto una tecnica pratica (anzi 3) per combattere lo stress. Tuttavia, molti lettori del blog stanno affrontando un problema diametralmente opposto: più che lo stress, devono combattere contro la pigrizia, la noia e la frustrazione di non sapere cosa fare della propria vita. Insomma: hanno bisogno di voltare pagina. Se ti ritrovi in questa fotografia, il post di oggi è dedicato a te. Niente tecniche, strategie o trucchetti psicologici però: oggi lascerò la parola a Silvia.

Silvia è una lettrice di EfficaceMente, è originaria della provincia di Vicenza ed è una studentessa-lavoratrice. Silvia ama anche scrivere, e da quando ha deciso di dar voce alle proprie passioni, ha iniziato a collaborare con il magazine on line Roba da Donne, dove segue la sezione attualità, con un occhio di riguardo alle problematiche del mondo femminile.

Oggi Silvia ci racconterà come sta riuscendo a voltare pagina. Nessuna “rivoluzione rumorosa”, rinascita hollywoodiana o altre minchiatine spesso lontane anni luce dalla realtà. La storia di Silvia è una piccola-grande rivoluzione personale, una rivoluzione personale costruita sul desiderio di cambiare, di mettere i propri sogni al primo posto e poter dire a sé stessa di avercela fatta. Mi auguro che questa storia possa ispirarti almeno quanto ha ispirato me. Buona lettura.

La storia di Silvia

Un anno e mezzo fa ho deciso di voltare pagina. Scandagliavo nervosamente il web, alla ricerca di qualcosa che potesse aiutarmi. La mia vita era statica, sempre uguale, intrappolata in una pericolosa, seppur invitante, routine: il dolce far niente. Pigrizia, Internet, TV. Ogni giorno la stessa “solfa”. Così confortante, così “coccolosa”, ma allo stesso tempo… così frustrante.

Se stai ancora leggendo, scommetto che questa situazione ti suona familiare. Pare quasi una beffa della vita: far niente, o comunque lasciarsi andare all’accidia, è deleterio, mentre per essere veramente soddisfatti bisogna darsi da fare. Ma non esiste una cosa che sia facile in questa vita? Ahimè no. L’ho capito dopo che ho iniziato a non sentire più quel costante senso di insoddisfazione, che porta a fine giornata a quella sgradevole sensazione di aver buttato via il proprio tempo.

La mia storia inizia così, e seppur sia un percorso ancora in salita e con qualche “deviazione”, posso dire di aver cambiato in meglio molte cose, insomma, di essere riuscita a voltare pagina. Gli articoli di Andrea si sono rivelati un aiuto prezioso, grazie ai suoi consigli semplici, che ti fanno comprendere che non esiste alcun risultato ambizioso che possa essere raggiunto senza sforzo.

La molla per voltare pagina

Ma procediamo con ordine: qual è stato quell’input che mi ha dato lo slancio per cambiare e voltare pagina? Spesso ci manca proprio quell’ingrediente “x” e posso dirti che si arriva a un certo punto in cui si decide semplicemente di iniziare, è come concedersi un permesso. Dentro di noi scatta una piccola molla e … via. Per me la molla sono stati 3 articoli di questo blog:

Dopo averli letti, ho iniziato a fare delle liste, ad imparare a gestire meglio il mio tempo, ad alzarmi prima… ovviamente non tutto subito; a piccoli passi, fallendo anche (succede tuttora). Ho già sistemato delle cose e ne ho altre in cantiere, ma sapere che posso farlo, che lo sto facendo, mi spinge a continuare.

Prima di tutto, ho iniziato a sistemare la mia vita professionale. Segretaria precaria da 7 anni, ho trascorso i primi anni della mia vita lavorativa ad imparare. Una volta imparato però, non sono più cresciuta. Sempre a rispondere al telefono, a preparare lettere, e-mail, a vedere colleghi crescere e darsi da fare. Sentivo di avere delle capacità inutilizzate.

La staticità della mia professione mi ha impedito di avanzare, oltre al fatto che spesso, una routine consolidata è comunque comoda: so quello che devo fare, lo so fare bene, perché uscire dal campicello? (la famosa “zona di comfort”). Ma alla fine, ho compreso che non era quello che desideravo.

Mi sono chiesta: quali sono i miei talenti? Ho notato una certa capacità informatica e bravura nelle lingue straniere. Ho provato a fare un corso di web designer ma alla fine non era la mia strada; ho frequentato dei corsi di lingue, ma non mi qualificavano a sufficienza. Ho aperto il vaso di Pandora: dentro c’era la parola che mi impauriva di più al mondo: LAUREA.

La forza di seguire i propri sogni

Io mi volevo laureare. Però mi ero fatta imbrigliare dalle solite convinzioni “Ma di questi tempi un lavoro è d’oro”, “Accontentati”, “Cosa vuoi laurearti che poi ti ritrovi disoccupata?”. La paura di buttarsi, della reazione di parenti/amici. Poi studiare: una faticaccia! Mi sono fatta quattro conti: sì, non mi posso permettere di perdere il lavoro, ma perché devo rinunciare a studiare? E’ dura, sarà dura, ma è il mio sogno.

“è dura, sarà dura, ma è il mio sogno.”

Un anno e mezzo fa mi sono iscritta alla facoltà di Interprete e Traduttore: conservo ancora nel telefonino la fotografia del risultato del test di ammissione. Sono al secondo anno, ho preso la borsa di studio per merito. Sì, è una faticaccia, ma almeno sto facendo qualcosa per il mio futuro, per crescere, e sento che non avrei potuto prendere una decisione migliore. Non è una passeggiata: faccio ancora fatica ad organizzarmi bene con lo studio, quando arrivo a casa dal lavoro spesso il pensiero è rivolto al mio amato piumone, ma ripeto: lo sto facendo per me stessa.

Poi, non contenta, ho capito che avevo un’altra grande passione: scrivere. Ho messo in cantiere il progetto di un piccolo libro, con il quale ovviamente sto andando molto a rilento, ma me lo perdono: so che sto facendo già molto. Nel frattempo, la collaborazione con Roba da Donne mi permette di tenermi allenata e di vedere qualcosa di mio pubblicato: son soddisfazioni! Scrivere mi piace così tanto che mi chiedo come abbia fatto a non accorgermene prima.

Da qui segue il fatto che dovevo imparare a gestire il tempo, a districarmi tra mille impegni e a slacciarmi dalla presa infernale del letto e del sonno. Sono sempre e comunque una pigrona: è una lotta continua tra me ed il letto. Questa è la sfida più difficile che sto affrontando ora. Avanzo un minuto alla volta, strappando ogni istante di vita con fatica, giorno dopo giorno. E’ una sfida tra titani ma di questo, magari, ti parlerò un’altra volta. Silvia.

Nota dell’autore: credo che a volte, la storia di chi ce la sta mettendo tutta per voltare pagina possa ispirare più di 100 tecniche o stratagemmi. Mi auguro che la storia di Silvia ti sia piaciuta. Se ti va, mi piacerebbe sapere cosa ne pensi nei commenti. Andrea.

Foto di jon smith.

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  • Simone

    Cara Silvia, anche io come te continuavo ad essere insoddisfatto della mia vita, come se ci fosse sempre qualcosa di irrisolto. Sempre ad avere la voglia di voler fare, ma non riuscirci mai.
    Grazie ad Andrea sono riuscito anche io a trovare una strada da seguire, anche se non la seguo molto spesso, è sempre difficile fare la cosa giusta, perchè fare la cosa giusta vuol dire fare sacrifici.
    Tuttavia, avere una corretta via da seguire è il primo passo per non smarrirsi. E ti assicuro che con la tua testimonianza hai aiutato molto il mio percorso di maturazione.
    Grazie Andrea, ormai ho letto quasi tutti i tuoi articoli, e nel mio piccolo, cerco di aiutare anche i miei amici a migliorare loro stessi, indirizzandoli sul tuo blog.
    Io non spero di trovare la forza per poter studiare giorno dopo giorno e dare quei maledetti esami, non spero di poter finire quel maledetto progetto chiuso nel cassetto, non spero di realizzare i miei sogni. Io non spero, perchè mi hai insegnato a dire IO CI RIUSCIRÒ.

    Io mi sento una persona migliore, solo perchè ho capito che lo si può diventare.

  • Gloria

    Bello! Mi ci riconosco, anche se ancora faccio parte di quelli che non hanno fatto il gesto di voltar pagina ma ci sto lavorando! Ottimo modo per iniziare una giornata di lavoro nel mio orticello coltivando anche nuove piantine! :)

  • jones

    Mi sono rivista molto nella storia di Silvia, perciò grazie per averla pubblicata.
    Ho scoperto questo blog poco meno di un anno fa, stavo affrontando la rottura con il mio ex e volevo voltare pagina.
    Ho letto quasi tutti gli articoli e ognuno mi ha dato uno spunto per migliorare qualche aspetto degli mia vita.
    Credo di aver cominciato senza quasi rendermene conto, giusto per ‘provare’ se i consigli che tu, Andrea, davi funzionavano anche per me… Ed è vero!
    Alcune cose trovo siano più semplici da mettere in pratica, mi riferisco solo a me, per altre ci vuole un po’ più di pazienza e metodicità.
    Ad ogni modo, complimenti ad entrambi!

  • GVB1978

    ciao Andrea, hai ragione, la storia di silvia insegna molto prima di tutto nel constatare come chi vuole cambiare vita si trova sempre a sfide analoghe seppure ovviamente diversamente riferite alla propria storia e la propria situazione. Però è confortante constatare che come me Silvia sta affrontando ogni giorno le proprie sfide e beh a volte cade e si rialza.. esattamente come tutti, senza conseguenze melodrammatiche relative ad aspettative perfezioniste. Il terrore e la paura degli errori. E non è quel falso sentimento del mal comune mezzo gaudio (non ho mai provato gaudio sapendo che altre persone stanno vivendo una situazione simile alla mia come può essere quella di cercare un lavoro), è la coscienza di sapersi perdonare quelle piccole cadute, saper capire perchè si è caduti e rialzarsi e riprendere il cammino.

    Ebbene nelle ultime settimane ho sviluppato un sentimento molto simile a quello che racconta simone: io ci riuscirò e nella mia mente mi vedo già al mio nuovo lavoro che mi darà la solidità necessaria per poter affrontare il mio progetto d’impresa che per ora ho messo da parte. Non appena troverò un lavoro mi rimetterò sotto perchè so che avere le spalle relativamente coperte mi renderà maggiormente capace di affrontare serenamente la sfida che voglio vincere.

    Una cosa alla volta. :-)

    desidero ringraziarti pure io per il blog che posso dire mi ha supportato molto in questi mesi, per le tue parole gentili… e soprattutto per la tua umanità, è questo che rende questo blog così speciale.

    grazie

  • Sara

    Cara Silvia, leggo da tanto tempo questo blog e leggere la tua storia mi ha incoraggiato a scrivere il mio primo commento.

    Anche io sto attraversando un periodo particolare della mia vita. Ho iniziato a sentire che ciò che stavo vivendo non mi apparteneva per nulla e mi affossava sempre più, non ero io quella che stava vivendo. Molto spesso, per pigrizia ma soprattutto per PAURA, mi ritrovavo a lasciar perdere, rimandando questioni che poi ho scoperto essere cruciali nella mia vita, rimanendo a crogiolarmi nei miei problemi, sperando che almeno non potessero peggiorare più di così.

    Grazie ad Andrea (grazie di cuore!), ho iniziato a capire che la procrastinazione non ha fatto altro che demolire anche quei pochi aspetti positivi residui, e che il cambiamento passa necessariamente attraverso la mia fatica e il mio impegno, che ormai credevo inutili.

    E così, pian piano, anche io ho cominciato a guardarmi attorno, a darmi da fare. Piccoli passi, uno alla volta, perché non credo nei cambiamenti “tutto e subito” (anche se…a chi non piacerebbe?). Purtroppo è normale incappare nelle “deviazioni”, perché le abitudini sono dure a morire, ma anche qui il grande Andrea ha saputo darmi una mano aiutandomi a rialzarmi. (Mi chiedo come fa ad azzeccare esattamente ogni lunedì il problema della settimana! :) ).

    Leggere la tua storia, oggi, ha contribuito a rafforzare la grinta che mi sto costruendo giorno per giorno. E di ciò non posso che ringraziarti, augurandoti una “salita sempre meno ripida”.

  • Angela

    La storia di Silvia è un pò anche la mia. Sono stata infettata dal morbo della pigrizia anche io e sono passata da ‘studentessa modello’ a ‘nullafacente professionista’, passando da un estremo all’altro. Il primo passo è stato rendermi conto dell’insoddisfazione che sentivo a fine giornata e il secondo AGIRE. E’ una lotta contro se stessi, saper dominare la propria mente è un vero e proprio lavoro che richiede impegno. Anche io come Silvia, mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato a cambiare, cominciando dalle piccole abitudini, un poco per volta e se qualche volta sbaglio, non spreco il mio tempo a darmi il tormento, ma mi siedo un attimo e mi dico ‘Angela, va bene così. Riprovaci e sono sicura andrà meglio.’
    Quando apro i libri soprattutto, la mia mente dopo un pò ha bisogno di evadere, così ogni 40 – 45 minuti di studio, me ne concedo 5 per chiudere gli occhi e rilassarmi e se il richiamo del dolce far niente è più forte, allora mi impongo e mi ripeto ‘lo stai facendo per te stessa, per la tua cultura, per la tua soddisfazione e per la tua vita’.
    E’ un percorso difficile e lungo, non si può cambiare dall’oggi al domani. Quando si decide di cambiare un’abitudine, non bisogna avere l’ARROGANZA e la PRETESA di riuscirci da un giorno all’altro, ma bisogna armarsi di pazienza e amor proprio, e concedersi qualche errore ogni tanto. C’è un verso di Bertold Brecht che ha caratterizzato la mia vita in questi ultimi anni, tanto da farne una vera e propria filosofia di vita:

    ‘HO SEMPRE TENTATO, HO SEMPRE FALLITO, NON DISCUTERE, FALLISCI SEMPRE, FALLISCI MEGLIO’

    Buona giornata a tutti e, Andrea, complimenti per il blog. Ti seguo sempre :)))

  • Beh complimenti Silvia! Grande! :)

  • Bello, bello, bello: complimenti a te Silvia per aver il coraggio di essere uscita dalla tua zona di comfort e la tenacia che stai mettendo nell’inseguire i tuoi sogni un pezzettino alla volta, un centimetro al giorno. Anche a mio avviso il successo e la felicità si raggiungono così (e non da un giorno all’altro come molti amano credere…); poi ci sono fasi in cui si fanno “salti quantici”, ma alla fin fine si tratta di lottare tutti i giorni soprattutto con noi stessi per essere la persona che vogliamo essere, perchè nessuno tiene di più ai tuoi obiettivi e alla tua felicità, di quanto ci tenga TU !

    Grazie Andrea per aver condiviso l’esperienza di Silvia, ma soprattutto grazie per i tuoi contenuti (e la costanza con cui li pubblichi) che hanno permesso che persone come Silvia stiano cambiando in meglio la propria vita.

    Continua a volare alto, Aquila ;-)

    Un abbraccio
    Alexander

  • danilo

    3 anni fa la mia vita è cambiata. E’ cambiata talmente tanto che i miei si sono preoccupati, pensavano che avessi una malattia incurabile e che stessi per morire. Indovina un po’ quale è stato il primo post che ho letto di questo blog e che mi è capitato sotto gli occhi mentre girovagavo nel web? Proprio il primo della tua lista, Silvia! Grazie a te e grazie ad Andrea che ha dato spazio a una lettrice dotata della giusta dose umiltà.

  • sabner

    La mia situazione è leggermente diversa, ho una solida fiducia in me stesso, ho e ho sempre saputo di avere delle ottime CAPACITA’

    Il mio problema è che le spreco, resto aletto la mattina, sprecavo il mio tempo a guardare la TV o a giocare al PC, mi impeganvo in attività che in realtà per me non erano importanti, era solo un modo per DISTRARSI. Quando non ero PIGRO e quando non mi distraevo agivo in modo disorganizzato oppure per periodi non sufficentemente lunghi.

    Nell’ultimo anno ho imparato a sprecare molto meno tempo ma ho ancora strada. O riflettuto sui miei OBIETTIVI e ho imparato a FOCALIZZARE sempre di più le mie energie su di essi.

    Questo blog mi ha aiutato a motivarmi e a organizzarmi meglio, mi ha dato tanti spunti semplici da mettere in pratica.

  • Marina

    Data l’età potrei anche continuare a riposarmi, come sto facendo, ma mi sento insoddisfatta. Per cui la storia di Silvia mi ha ispirato, visto che vorrei seguire un mio sogno. Ho lavorato come impiegata per 25 anni, annoiandomi, poi ho gestito un negozio tutto mio, che sembrava essere quello che volevo fare ma poi ho scoperto che non mi piaceva, adesso sono diversi anni che faccio la casalinga. Vorrei uscire da questa zona di comfort per avviare un ecommerce di prodotti cuciti da me, ma mi fanno paura le spese (Inps e tutto il resto). Ho paura di fallire e di essere un peso per la mia famiglia, ma se non tento cosa penserò di me stessa? Sono una donna piena di energia e se non faccio qualcosa o non imparo qualcosa di nuovo mi annoio. Sono abbastanza brava con il computer per cui posso tranquillamente pensare di creare da me l’ecommerce, per cui mi sto dicendo: cosa aspetti ad organizzare il tutto?

  • Cri

    Complimenti Silvia, ha preso una decisione molto difficile, però hai seguito i tuoi sogni, e hai fatto bene! Anche io ho preso una decisione importante nella mia vita. Ho messo in standby lo studio per lavorare a tempo pieno. Non so cosa succederà, se riprenderò a studiare, se cambierò facoltà, se lavorerò, se andrò all’estero. Non lo so, ma per ora non mi interessa. Ho ritrovato la mia serenità e mi sento realizzata.
    Ciao e complimenti ancora

  • Rosangela

    Grazie Silvia la sua storia mi ha dato un motivo in più per scavare nella mia vita e cercare il mio vero scopo, senza giustamente trascurare o rifiutare quello che ho già conquistato, ma ridirezionarlo e arricchendolo di altre mie risorse, spero di travare l’obiettivo perchè sono nella fase di ricerca.
    Si dice che avere la coscienza che qualcosa non vada è l’inzio del processo di cambiamento.
    Silvia mi dà la conferma.
    Bacioni
    Rosangela

  • Silvia

    Sono Silvia, l’autrice dell’articolo. Voglio ringraziare tutti per quanto avete scritto e sono contenta di aver potuto dare, seppur in piccola parte, il mio contributo ad aiutare chi è nella mia stessa situazione. Leggere i vostri commenti mi ha dato ancora di più la carica perchè vedo che questa pigrizia è veramente una piaga :D
    in particolare vorrei dire a Marina che spetta solo a lei darsi il permesso di iniziare, basta trovare la giusta motivazione. in bocca al lupo per tutto a te e a tutti, ce la faremo.
    grazie ancora!

    Silvia

  • Giorgio

    Ottimo articolo! (come sempre!)
    Silvia sei veramente una persona che ammiro, sei riuscita a fare il salto che molti altri dovrebbero fare, in modo particolare in questo momento in cui l’Italia ha un sacco di difficoltà.

    Grandissima

  • Claire

    Grazie! A Silvia e ad Andrea e a chi lascia la sua testimonianza che infonde coraggio. Io oscillo continuamente, un passo avanti e due indietro, fatico (tanto tanto tanto) ad uscire dalla zona di comfort ma tengo duro. A volte riposo, stremata, poi riparto combattiva. A volte “faccio”, a volte penso. E’ arrivato però il momento di DARMI IL PERMESSO, trovare il coraggio e saltare … ci giro in giro da troppo.
    Buona giornata a tutti!
    Qui sole e vento … mi piacciono, asciugano le nebbie dei miei pensieri.
    Claire

  • rosalba

    Ciao, è la prima volta che commento, ma la storia di Silvia fa riflettere (grazie per averla postata). Mi fa riflettere perchè sono insoddisfatta, questo lo percepisco, e posso dire serenamente di non aver mai avuto grossi problemi ad uscire dalla mia zona di comfort, spesso mi sono sottoposta a prove abbastanza impegantive pur di ‘fare di più’ e ‘avere di più’, ma questo non basta mai, è come se vivessi in uno stato di continuo anelito (ciò che i romantici tedeschi chiamavano sensucht), raggiungo un obiettivo, ne sono felice per un attimo, e poi vorrei fare dei passi indietro. Allora mi dico ‘basta, cambia la tua vita, vivi la tua vita, non dormire, svegliati e prendine in mano le redini’ – ok; il punto è che non so dove voglio andare. Ho tanti interessi ma forse nessuna vera PASSIONE, nessun vero SOGNO, intendo col cuore e non con la testa. Come faccio ad uscire da questo torpore e capire se ho un sogno e quale sia?

  • Anch’io ho deciso di dare una svolta alla mia vita, per questo bisogna però lavorare sodo e investire il nostro tempo in maniera opportuna! Spesso infatti siamo sopraffatti da molti impegni e dedicarsi ai nostri progetti risulta difficile! L’importante e’ non rinunciare mai ai nostri sogni

  • Vi è piaciuto eh?! ,-)
    Non riesco a rispondervi singolarmente come di consueto, ma mi fa piacere che la storia di Silvia abbia fatto centro.
    Grazie ancora a Silvia per averla condivisa e a tutti i lettori che hanno commentato o semplicemente apprezzato l’articolo.

    Andrea.

    • Giulia

      Ciao Andrea, le storie vere servono di più di certe teorie/pratiche da provare.
      Scrivi spesso e volentieri pero’ di persone che studiano e io vorrei proporti un nuovo argomento da trattare.
      Le persone che non lavorano da anni, come mé sono poco impegnate e si adagiano nella routine, spesso sono procastinatori…anche in questi casi è difficile cambiare abitudini, crearsi degli interessi, insomma vivere o almeno cercare di vivere una vita serena.
      Pensaci.

      Giulia

  • Silvia

    Per Rosalba: nemmeno io sapevo quali erano le mie passioni e i miei sogni. Avevo tanti piccoli interessi, come te. Poi ho provato ad approfondirli tutti, a trattarli come passioni. E capivo subito cosa mi piaceva veramente. Praticamente avevo scartato tutto e ad un certo punto ero anche demoralizzata: mi chiedevo come fosse possibile che non mi piacesse niente. Poi mi sono miracolosamente accorta che mi piaceva scrivere. Era una cosa che avevo sempre avuto davanti al naso. Non ti so spiegare precisamente come ho fatto, è avvenuto un po’ per volta, continuando a cercare e sperimentare. Mi ci è voluto molto tempo… Prova, sono certa che troverai qualcosa.
    In bocca al lupo
    Silvia
    (Autrice dell’articolo)

  • rosalba

    Grazie Silvia, per tutto. Se hai consigli per il lavoro di ricerca e sperimentazione, sono ben accetti. Complimenti per ciò che stai costruendo!

  • Valentina

    Ciao a tutti,

    anche a me è piaciuta la storia di Silvia, e immagino quanta fatica le costi lavorare per seguire il suo obiettivo. Ma penso che già solo il fatto di avere dei talenti (o perlomeno delle predisposizioni) apra la strada alla loro realizzazione.
    Dico questo perché da piccola sognavo proprio di lavorare con le lingue, mi immaginavo accompagnatrice turistica, interprete o in un’agenzia di viaggi, ma purtroppo ho scoperto di non avere alcuna predisposizione per le lingue, anche se non mi ritengo totalmente negata.
    Forse se le avessi studiate con una dedizione che non ho (avuto) ora riuscirei a parlarne discretamente almeno una, ma constatare di non esserci portata mi creava talmente tanta frustrazione che non mi ci sono mai impegnata seriamente. E non sono di aiuto avere la serenità familiare e le possibilità economiche per seguire questo desiderio.
    Penso che chi ha una qualsiasi predisposizione sia immensamente fortunato: l’impegno, le opportunità, la disciplina (che ammiro molto) vengono dopo e traggono forza dalla consapevolezza – fondata sul talento – di poter costruire un domani qualcosa di valore.

    Valentina

    • sabner

      No no no, l’idea di non avere la predisposizione per imparare una lingua straniera è tanto DIFFUSA quanto INFONDATA.

      La maggiorparte delle persone che rinunciano ad imparare una lingua lo fanno per un PREGIUDIZIO, non commettere lo stesso ERRORE. Il pregiudizio si basa sul metodo solitamente utilizzato (a scuola e nei corsi) per studiare una lingua, un metodo assolutamente INEFFICACE.

      Un bambino impara a parlare in circa un anno e mezzo, una persona che si trasferisce in un paese straniero impara nel giro di 3 mesi! Una persona che studia la lingua a scuola non la impara neanche dopo una decina d’anni! Non sembra anche a te che ci sia qualcosa che non va?

      Esiste un metodo efficace per imparare da autodidatta una lingua, ti suggerisco 3 link:

      Sito (in inglese) creato da un gruppo di polacchi spiega il METODO che hanno usato per imparare completamente l’inglese nel giro di 2 anni: http://www.antimoon.com/

      Altro sito interessante (in inglese) dedicato allo studio delle lingue (parla di tutte le lingue): how-to-learn-any-language.com

      Forum (in ITALIANO) dedicato allo stodio delle lingue (in particolare del giapponese): http://forum.languageez.com/

      • No no no, l’idea di non avere la predisposizione per imparare una lingua straniera è tanto DIFFUSA quanto INFONDATA.

        Posso far notare che questo è valido (e la miscredenza altrettanto diffusa) per QUALSIASI abilità ?

        :-D

  • Giovanni

    Complimenti Silvia e alla bella testimonianza! Sono sicuro che riuscirai a realizzare i tuoi sogni! Un saluto a tutti

  • Paolo

    Brava Silvia! Sei un esempio per tutti noi! Il prossimo sono io….poi spero di raccontarvi!

    E grazie ad Andrea per il suo splendido blog!

  • Giulia

    ciao Silvia,la mia storia è leggermente diversa, perché sono senza lavoro da tre anni, riempire le mie giornate era difficile, anzi ogni tanto è difficile tutt’oggi.
    Sto cercando di capire cosa sono, cosa so fare e cosa mi piace fare.
    Mi sembra di aver perso la bussola, ma con il bolg di Andrea e il tuo articola sto cercando mi andare avanti e fare qualcosa per me stessa.Ti ammiro immensamente per la tua forza e costanza.

  • Silvia

    Grazie ancora a tutti. sono felice di aver potuto dare una piccola spinta a ciascuno di voi.
    Non bisogna mai mollare…. è difficile lo so. anche stasera sono qui davanti a una traduzione di tedesco da fare ma sto un po’ indugiando….adesso inizio!!!
    Come ho detto, non mi considero già “al sicuro”, ho ancora strada da fare, cedo ancora alla pigrizia…. ancora troppo spesso. Ma credo di essere sulla buona strada.
    Scappo che inizio a studiare.
    Buona serata a tutti!

  • Giulia.S.

    Grazie è un articolo meraviglioso e complimenti a Silvia.
    Ci voleva un piccolo fascio di luce, c’è sempre bisogno di credere che sia possibile, specie quando le cose non vanno cosi bene…

  • Angelina

    Grazie Silvia, vedrai che ce la farai, anche se sarà faticoso, ma quando avrai raggiunto il tuo scopo ti sentirai come se avessi scalato l’Everest senza bombole dell’ossigeno…

    Grazie Andrea di averci dato l’opportunità di leggere la storia di Silvia.
    Non so se è un caso (o destino) ma proprio in questi giorni avevo scritto un post nel mio blog personale e ieri ho avuto il coraggio di pubblicarlo….ma vuoi sapere qual’è il titolo e di cosa parla??? Titolo: CAOS!!! e parla di come mi senta e di come abbia voglia di cambiare pagina…
    Pazzesco! E leggere questo post mi ha dato una carica….GRAZIE!

    Seguo questo blog da un pò e Andrea devo ammettere che sei diventato il mio “guru” personale…
    un abbraccio
    Angelina

  • Fabio

    Io ho iniziato a settembre il master in informatica e da ottobre lavoro in una ditta come developer.

    Devo dire che mi ritrovo a pieno quando viene detto “… quando arrivo a casa dal lavoro spesso il pensiero è rivolto al mio amato piumone….”.

    In effetti sono rare le sere in cui, tornando dal lavoro, ho ancora la forza per studiare e questo comporta automaticamente una mole di lavoro non indifferente da smaltire durante il fine settimana, lasciando spazio zero ad altre attivita’.

  • Complimenti Andrea per il tuo blog (che seguo ormai da diverso tempo, trovando importanti spunti per la mia crescita personale) e complimenti Silvia per il coraggio di inseguire i tuoi sogni!

    Anche io ormai da oltre un anno sto lavorando ad un mio progetto: il blog aziendale della mia ditta famigliare, che mi sta dando parecchie soddisfazioni sia in termini di clienti acquisiti che come fonte di ispirazione per l’attività di molti artigiani d’Italia.

    Credo che lavorare con passione e farlo per aiutare gli altri sia davvero il segreto della felicitá!

  • Angela

    Spero di non risultare troppo prolissa!
    Ringrazio anch’io Silvia per la testimonoanza che ha pubblicato. E Andrea per averci dato la possibilità di leggerla. Ammetto che anch’io ho fatto i miei tentativi per uscire dalla fase di comfort che mi spinge a non progredire con la mia vita. Se qualcuno vuole sapere perché ci sono finita, sappia che è a seguito di storie strappalacrime che sicuramente capitano a tutti noi. Ma ora non mi basta più la vita che ho condotto finora, passata sostanzialmente a sognare come mi piacerebbe vivere, ma senza far nulla per provare ad arrivarci, a quella vita che tanto sogno. L’unico problema è che sto solo procedendo per tentativi, ma in realtà non sono così sicura di credere che la mia vita può migliorare (ammetro che, a 25 anni, è triste credere una cosa simile). Ma intanto, poco alla volta… per dire, ho deciso di rispolverare la mia abilità nella scritrura iscrivendomi in un sito di fanfiction. E ora sto studiando per passare gli esami all’università il prima possibile. Più altri traguardi, come imparare a lavorare all’uncinetto e perdere un po’ di kg (per una abituata a volere tutto e subito è una bella sfida!). Insomma, sto cercando di riabituarmi all’impegno e alla pazienza. Il mio unico dilemma: ma è normale essere così spaventati quando si comincia un percorso di questo tipo?
    Ok, ora torno a studiare! Buon pomeriggio a tutti!

  • Davide

    Bellissima la tua storia Silvia.

    Il prezzo della disciplina è sempre minore del dolore del rimpianto.

    Se devo fare qualcosa per la mia vita che mi fa del bene mi ripeto questa frase per abbandonare impulsi che mi limitano e andare avanti, spero possa servire.

    Inoltre cè una bellissima poesia che leggo ogni tanto per avanzare verso i miei sogni e che mi aiuta a rafforzare la convinzione che nonostante sia difficile bisogna crederci!

    Lentamente Muore, di Martha Medeiros

    “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
    ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marcia,
    chi non rischia e chi non cambia colore dei vestiti,
    chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione,
    chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
    quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
    chi è infelice sul lavoro,
    chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno.

    Lentamente muore chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

    Lentamente muore chi non viaggia,
    chi non legge,
    chi non ascolta musica,
    chi non trova grazia in se stesso.

    Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
    chi non si lascia aiutare;
    chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
    chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
    chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

    Evitiamo la morte a piccole dosi,
    ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

    Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità“.

  • giuseppe

    grande Silvia!!!!:D

  • angela

    Bell’articolo e complimenti Silvia per il coraggio!
    Io mi sento in una sorta di terra di mezzo.. ho preso atto che voglio cambiare… ma ho taaaaanta confusione in testa!
    A volte soni tutta esaltata,altre invece mi demoralizzo… vediamo dove mi porta questa strada!
    Intanto leggo blog come il tuo Andrea, di sicuro più utili di quelli che leggevo fino a poco fa (moda e poco altro..)

  • Kamil

    Una storia molto bella. Leggere che qualcuno c’è l’ha fatta a cambiare le proprie abitudini in meglio e sta pian piano realizzando i propri sogni è sicuramente una spinta per se stessi a fare altrettanto. Anch’io ho letto numerosi articoli del blog, ho acquistato anche la guida Start e non posso che fare i miei complimenti all’autore per il lavoro svolto. Voglio raccontarvi anche la mia storia;io purtroppo non sono riuscito a trovare una soluzione al mio essere procastinatore per eccellenza. Pensate che volevo scrivere questo commento un mese fa e invece mi ritrovo a scriverlo solo ora e indovinate perchè? sto procastinado lo studio. Comico vero?
    Ho letto e riletto articoli su articoli e il mio impegno per cercare di dare una svolta nella mia vita durava al massimo una settimana. Non mi trovo in uno stato disperato per fortuna, o forse non me ne rendo conto, tuttavia frequento una facoltà molto impegnativa e nonostante questo riesco a stare in regola con gli esami. Ma la sensazione che mi accompagna ogni giorno e di buttare via il mio tempo in faccende inutili e non riuscendo purtroppo a farne a meno.

    • Ciao Kamil, se hai acquistato Start! sai che la prima cosa su cui dovresti concentrarti è la consapevolezza. Quando butti via il tempo in faccende inutili, limitati a prenderne consapevolezza. Non fare nulla, non strafare: limitati a prenderne consapevolezza.

      A presto,
      Andrea.

  • mimì

    Leggere di chi ha trovato l’input giusto per realizzare la propria vita è molto bello. Ma per chi vuol ancor indugiare ecco che si fanno avanti le scuse… nel mio caso mi dico che il mio mostro da combattere non si chiama “Pigrizia” ma Sfiducia, bassa autostima. E ti dici che è dura sconfiggerlo quando per anni hai continuato a sorridere e vedere il Sole nonostante le persone a te care,i problemi, facessero a gara per toglierti quell’ottimismo di fondo e nel continuare ad iniettarti il loro pensiero svalutativo nei tuoi confronti… e quando hanno finito loro ecco che inizi tu…e allora anche se non guarisci dal tuo ottimismo innato, ti arrendi, costruisci un’improvvisata capanna al bivio della vita e ci rimani…

  • Mirco

    Andreaaaa Help me!! Urgentissimo Sono al quinto anno di scuola media superiore, i pomeriggi dovrei studiare e invece… perdo tempo,e arrivato a sera me ne pento amaramente, a causa di ciò ho argomenti indietro. Dovrei cominciare anche a studiare per i test di ammissione all’uni, ma spreco tempo, e non inizio mai. Sbaglio pure il metodo di studio, non mi concentro abbastanza e non capisco ciò che leggo. Sono irrecuperabile?? Io non sono questo mostro, io voglio studiare :'( Aspetto una tua risposta. Ciao

    • Ciao Mirco, la risposta al tuo problema è nel tuo commento. Frasi come “help, urgentissimo” denotano la tendenza a rimandare la soluzione di un problema sempre all’ultimo secondo, in attesa che qualcuno magari lo risolva per te. Non è quello che faccio in questo blog. Tutto è recuperabile, a patto che te ne prenda la responsabilità. Sei ancora giovine, ma prima impari e meglio è. Se hai problemi di metodo di studio, in questa sezione del blog trovi tutti i migliori consigli a riguardo.

      A presto,
      Andrea.

  • Mattia

    Mi riconosco molto in questa storia, anche se con piccole differenze. Ho 21 anni (quasi 22). Mi sento inutile, brutto, sfigato senza un futuro e senza ambizioni. Ho voglia di fare qualcosa di sfondare di crearmi il futuro, ma non ci riesco. Non so perché. Ho iniziato giurisprudenza ma ho lascito al secondo anno perché non era la mia strada. Poi ho cominciato a soffrire di ansia e ipocondria, avevo paura di avere malattie al cuore perché sentivo extrasistoli. Ho fatto visite tutte negative ma la paura non è mai cessata. Ho lasciato quindi anche lo sport, anche se vorrei correre fare qualcosa, correre fino che non ho più fiato. Ma non ci riesco. Ho paura. Un mese fa mia mamma se ne è andata di tumore dopo una lunga lotta. Sono in cura da una psicologa già da tempo e mi ha detto che sto affrontando questa situazione in maniera incredibile e ho tirato fuori delle forze che non immaginavo di avere. Da quando è morta non ho versato una lacrima mi sono detto di andare avanti che lei c’è è di sarà sempre. Ma non riesco a trovare una via per la mia strada. Non riesco a fare nulla se non passare dal divano al letto. Eppure basterebbe poco. Basterebbe alzarmi infilarmi le scarpe da ginnastica e correre lungo il fiume. Ma non ci riesco. Non so perché. Non trova la forza di farlo a che se la voglia è molta. Questa storia mi è di ispirazione, come lo sono i tuoi articoli Andrea. Grazie e spero solo di uscire da questo circolo vizioso e cominciare a costruirmi un futuro.

    • Ciao Mattia,
      che ne dici se tu semplicemente uscissi per andare a vedere che tempo che fa lungo il fiume ?
      Così. Vestito normalmente (non c’è bisogno che tu ti metta le scarpe da ginnastica), tanto per continuare a cazzeggiare e, una volta arrivato al fiume, decidessi di correre SOLTANTO PER 1 MINUTO ?

      Un unico minuto: uno solo.

      Bene.

      Domani torni fuori e vai a farti un’altra passeggiata e corri soltanto per un altro unico minuto.

      Dopo che l’hai fatto per 2 giorni, torni qua per dircelo.

      Ci stai ?

  • Silvia

    Ciao mattia, sono l’autrice dell’articolo e il tuo commento mi ha colpito molto. la nostra situazione è molto più simile di quello che pensi, ti invito a seguire la seconda parte della mia storia che uscirà a breve. ti capisco benissimo e credimi, prenditi il tempo che ti serve. se una cosa non hai voglia di farla, semplicemente…. inizia. Non occorre che vai a correre, inizia a camminare.
    un abbraccio forte.
    Silvia

  • Mattia

    Cara Silvia, la tua storia mi ha colpito molto e aspetto la tua seconda parte :). Nel frattempo inizio a camminare un po’. Grazie :)

    Ci sto ! :)) Grazie per la risposta Alexander. Seguirò sicuramente il tuo consiglio e vado a camminare per un po’, magari anche a passo veloce. :)
    A presto e Grazie ancora

    • Ci sto ! :))

      Bravo Mattia !

      Seguirò sicuramente il tuo consiglio e vado a camminare per un po’, magari anche a passo veloce. :)

      Ottimo: il trucco è INIZIARE. Renditi l’inizio praticamente impossibile da fallire (correre solo UN minuto).

      Poi trasforma l’attività “impossibile da fallire” un’abitudine (corro 1 minuto TUTTI i giorni)

      Infine piaaaaaaaaaaaaaaaaaaano piaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaano :-) aumenti quel minutino al giorno a quello che vuoi tu (chennesò: 15 minuti al giorno)

      BINGO

      The sky is the limit.

      Ti va Mattia di farci sapere come procede la tua esperienza ?
      (perchè noi facciamo il tifo per te ;-) )

      ciao
      Alexander

  • Luca

    Ciao Andre, sono un tuo appassionato lettore, qualche mese fa ho acquistato la tua guida Studia meno Studia meglio e l’ho trovata a dir poco fantastica! A dire il vero avrei dovuto prima leggere la tua guida Start! perchè sono ancora qui a rimandare le sessioni di studio. In ogni caso anch’io come Silvia ho deciso di VOLTARE PAGINA, e siccome non voglio più rimandare ho deciso di cominciare da oggi!
    Ho anche deciso di smettere di fumare e sono sicuro che questo non sarà uno degli ennesimi tentativi che andranno in fumo, ho letto il libro di Allen Carr “È facile smettere di fumare se sai come farlo” e mi sento già libero dalla dipendenza, l’unico motivo per cui ho continuato a fumare era per rimandare la realizzazione dei miei sogni e darmi qualcosa contro cui combattere ogni giorno, un po’ pietoso lo ammetto, ma adesso basta! voglio unirmi anch’io alla schiera di persone come te e come silvia che hanno deciso di smettere di procrastinare e cominciare a creare.
    Ti terrò aggiornato sulle evoluzioni!
    Ti ringrazio ancora per la tua guida sullo studio, ha totalmente stravolto il mio modo di considerare l’università e mi ha dato quella che penso sia la più importante consapevolezza per uno studente: sapere che ce la posso fare!
    Grazie di cuore!

    • Ciao Luca,
      sono molto contento che tu abbia deciso di svoltare e sapere di aver dato un piccolo contributo mi rende orgoglioso.
      Ho sentito parlare molto bene del libro di Carr.

      In bocca al lupo per il tuo studio ed in generale la tua vita.
      Andrea.

  • Matteo

    “credo che a volte, la storia di chi ce la sta mettendo tutta per voltare pagina possa ispirare più di 100 tecniche o stratagemmi. Mi auguro che la storia di Silvia ti sia piaciuta”
    Da morire.
    Grande Silvia. e grazie a te Andrea che hai creato questa opportunità.

    Un abbraccio a tutti e due.
    Matteo

  • paolo

    Bella questa storia di vita pratica. Fa senso vedere pubblicitå di sara tommasi in blog di crescita personale vome questo

    • Ciao Paolo,
      le pubblicità che vengono mostrate sono legate alle tue ricerche e ai siti che hai visitato in precedenza. Google mostra annunci diversi in base al profilo dei diversi lettori. Non sono io a decidere quali pubblicità vengono visualizzate.

      Comunque sei la seconda persona che me lo segnala in 2 giorni. Ho già preso dei provvedimenti a riguardo, impostando gli adeguati filtri, ma evidentemente non stanno funzionando. Cercherò di passare a misure più drastiche.

      A presto,
      Andrea.

  • stefania

    Ciao ragazzi!girovagando in Internet ho visto questa pagina e mi ci sono soffermata!sono ormai 5 anni che vivo nell’incertezza,facendo molto probabilmente scelte sbagliate!ho abbandonato 4 università!studiavo infermieristica e ho abbandonato perché è un lavoro troppo frenetico e questa cosa mi ha trasmesso paur
    a,paura di non essere più un grado di fare niente,paura di intraprendere una nuova strada che sarebbe fisioterapia per paura di fallire,di non essere all’altezza,di apparire stupida,di non essere in grado dal momento che ho fatto la stessa cosa in infermieristica!la paura mi sta rendendo la vita impossibile e mi sta facendo perdere tanti anni facendomi sentire inutile,una fallita,una senza carattere!nonostante io sia consapevole delle mie capacita,non riesco a sconfiggere la paura!è troppo forte!se qualcuno di voi ha vissuto le stesse cose che sto vivendo io….potrebbe aiutarmi a capire….ve ne sarei immensamente grata!Stefania!

  • Francesca

    Una storia per certi versi molto simile alla mia. E’ difficile riprendersi la propria vita in mano e decidere di interrompere quella routine che ti accompagna da anni…ma che ti rende molto insoddisfatta. Io sto provando a fare il salto di qualità. Grazie Andrea, che mondo sarebbe senza “Efficacemente”?
    Francesca

    • Sarebbe veramente triste, meglio che non ci pensi altrimenti mi deprimo XD
      Grazie del commento Francesca.

      Alla prossima,
      Andrea.

  • Nunzia Maryluise Boscia

    Nonostante la lettera di Silvia sia “vecchia” (postata anni fa) è così attuale che Silvia sono io, cambia il nome e qualche fase della storia ma il succo è lo stesso, forse siamo anche coetanee. Ho 28 anni (da pochissimo!!), da un anno abbondante ho deciso di cambiare rotta e non ascoltare i killer sociali dei media e ho APERTO UN’ATTIVITA’ TUTTA MIA, (con l’aiuto e il supporto del mio ragazzo) investendo tempo, soldi e sacrifici. Ammetto che la strada è ogni giorno in salita ma con le tue guide non mi sento più sola, so che come me e Silvia ce ne sono tanti. Ho capito che in una realtà come quella di oggi, il vero rivoluzionario è colui che osa, che si spinge verso orizzonti estremi e non chi resta e aspetta. Niente mi è stato regalato ma è tutto così bello, e cito “è dura, sarà dura ma è il mio sogno”.
    Nunzia

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