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Crescita Personale: esempi pratici

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Come memorizzare grazie ad un cono

Passi intere giornate sui libri senza riuscire a memorizzare nulla? Ecco cosa stai sbagliando nel tuo metodo di studio e come puoi rimediare.

come memorizzare

“Dimmi e io dimentico. Insegnami e io ricordo. Coinvolgimi e io imparo.”

B.Franklin.

Estate: tempo di mare, coni gelato ed… esami! Ho sempre odiato la sessione estiva: non solo ti ritrovi a studiare con un caldo asfissiante e l’ansia di raddrizzare un anno di studi deludente; come se non bastasse, devi sfacchinare sui libri mentre tutti gli altri se la godono in spiaggia, con un bel cono gelato in mano.

Grazie di avermelo ricordato André: sei simpatico come le unghie su una lavagna! E poi che cavolo c’entrano sti coni gelato con i miei esami?!

Ho talmente odiato le sessioni estive durante i miei anni universitari, che ho fatto di tutto per imparare a studiare e memorizzare EfficaceMente. Già in passato ti ho parlato di alcune delle mie tecniche di memorizzazione preferite. Oggi voglio parlarti di uno schema ideato dal pedagogista americano Edgar Dale, che mi ha aiutato a capire perché stavo sprecando tempo sui libri e quali strategie avrei dovuto invece utilizzare per studiare e memorizzare rapidamente qualsiasi argomento. Vedo che ho catturato la tua attenzione: delfino curioso (cit.)! Iniziamo!

Il Cono dell’Apprendimento di Edgar Dale

Nel corso dei suoi studi, Dale constatò come la nostra memoria sia profondamente influenzata dalle esperienze: più queste sono nuove, particolari e cariche di emozioni e più le ricorderemo con facilità. Non solo, Dale studiò anche la durata dei ricordi sulla base delle esperienze fatte. Dalle sue analisi emerse il famoso “cono”, che ti ho riportato qui di seguito:

cono dell'apprendimento di Dale

Lo schema di Dale mette subito in evidenza un aspetto molto interessante. L’apprendimento ha una duplice natura, può essere:

  • Passivo. Rientrano nell’apprendimento passivo attività come la lettura, l’ascolto di registrazioni audio, ma anche le lezioni in aula, o la visione di un film! L’apprendimento passivo determina le più basse percentuali di memorizzazione. Se il tuo metodo di studio si basa esclusivamente su queste attività… sei fottuto!
  • Attivo. Il nostro apprendimento diventa attivo nel momento in cui ci mettiamo in azione: ripetendo, parlando in pubblico (o in un gruppo di studio), ma soprattutto mettendo in pratica quanto abbiamo imparato. Qualsiasi tecnica di memorizzazione davvero efficace applica in qualche modo i principi dell’apprendimento attivo. Ricordatelo la prossima volta che vogliono rifilarti un corso di memorizzazione da 1.000€ ;-)

Uhm, molto interessante: ho scoperto che dopo 2 settimane dimentico il 90% di quello che leggo sui libri ed il 50% di quello che ascolto a lezione. Estiqaatsi?! Questo lo sapevo già André! E’ esattamente il mio problema: come lo risolviamo?!

Come memorizzare grazie al Cono di Dale: esempi pratici

Puoi sfruttare a tuo vantaggio il Cono dell’Apprendimento di Dale per rivoluzionare il tuo metodo di studio. In che modo?! Eazzzzy: devi rendere quanto più attiva e coinvolgente ogni singola attività di studio (leggere, prendere appunti, ascoltare le lezioni in aula, ripetere, etc.). Ecco alcuni esempi pratici da applicare oggi stesso:

  1. Lettura. Come visto, tendiamo a dimenticare il 90% di ciò che leggiamo, a meno che… non rivoluzioniamo la nostra lettura. Come? Applicando i principi della lettura veloce. Molti credono che lo scopo ultimo della lettura rapida sia quello di aiutarci a leggere la Divina Commedia in un paio d’ore. Sbagliato! Uno dei principi base della lettura veloce consiste nel leggere in modo attivo e focalizzato. Prova. Scegli un articolo a caso dell’archivio del blog e leggilo come lo leggeresti normalmente, cronometrando il tuo tempo. Ora, elimina qualsiasi distrazione e rileggi lo stesso articolo con l’obiettivo di leggere quanto più velocemente possibile. Hai notato cosa è successo? Naturalmente hai battuto il tuo precedente tempo di lettura, ma, cosa più importante, ti sei dovuto concentrare maggiormente. Questo è il vero grande vantaggio delle tecniche di lettura veloce: impieghi meno tempo ed assorbi più informazioni. Se vuoi diventare un ninja della lettura, inizia eliminando queste 3 cattive abitudini che ti rallentano.
  2. Ascolto. Se segui dei corsi in formato audio (o se ascolti le lezioni universitarie dagli ultimi banchi, come un vero badass) esiste un trucchetto molto simpatico per memorizzare all’istante quante più informazioni possibili; insomma, molte più di quel misero 20% indicato nel Cono di Dale. Anticipa l’oratore. Sì, hai letto bene: invece di ascoltare passivamente, domandati in continuazione quale sarà il prossimo argomento trattato, dove sta andando a parare chi parla. Se può interessarti, questo stratagemma è uno dei preferiti dai mentalisti ;-)
  3. Lezioni in aula. Sono davvero rari quei professori in grado di catturare completamente l’attenzione dei propri allievi; questo però non deve essere una scusa per te. Ricorda: ogni minuto ben investito a lezione è un minuto di studio risparmiato. Come puoi riuscire a ricordare più del 50% di quello che ascolti e vedi in aula? Diventa un attore protagonista della lezione. Diciamocelo, fare la figura del secchioncello di turno che fa mille domande al prof. non piace a nessuno, ma questo non è l’unico metodo per avere lezioni più… attive. Se non te la senti di fare domande davanti a tutti, scrivile nei tuoi appunti. Anche in questo caso, anticipa ciò che dirà il tuo professore, ma soprattutto… impara a prendere appunti efficacemente.
  4. Studio a casa. Ecco… finalmente ci siamo. Come avrai capito, uno dei punti forti del Cono di Dale sono le informazioni nella parte bassa dello schema: “dopo 2 settimane riusciamo a ricordare il 70% di ciò che diciamo ed il 90% di ciò che diciamo e facciamo“. Ti si capitu fra?! Se il tuo metodo di studio si basa su lettura e ripetizione a pappagallo sei nei guai. Devi imparare a rendere “tuoi gli argomenti che studi: questo significa rielaborare le informazioni che apprendi, metterle in pratica, applicare i principi chiave nella risoluzione di problemi ed esercizi, ripetere quanto studiato utilizzando i tuoi ragionamenti (e non ripetendo quanto scritto nel libro). Solo attraverso uno studio attivo riuscirai a preparare un esame in tempi brevi, comprendendo i concetti chiave e memorizzando le informazioni più rilevanti per periodi che vanno ben oltre le 2 settimane. Sì André, ma in pratica cosa devo fare?! Di come devi leggere ciò che studi abbiamo già parlato, ma questo non basta. Devi fare: a) rielabora quanto hai studiato utilizzando la tecnica della piramide b) costruisci mappe concettuali che riportino gli elementi chiave e secondari c) smettila di ripetere a pappagallo e tira fuori… l’attore teatrale che è in te.

Beh, cosa ne pensi? Tu applichi già questi principi? Rispetto al Cono dell’Apprendimento di Dale, dove ti posizioni? Studi, studi e non ricordi un c…avalfiore lesso?! Fammelo sapere nei commenti. Se poi questi suggerimenti ti sono stati utili clicca quei bei pulsantini social ;-)

Ps. Scoprire il Cono dell’Apprendimento all’Università mi ha dato lo spunto per sviluppare un metodo di studio innovativo che integra principi di neuroscienze, strategie di apprendimento rapido, tecniche di memorizzazione e concentrazione. Ho chiamato questo metodo, il metodo Sm2 (Studia meno, Studia meglio). Se hai bisogno di dare una svolta alla tua carriera universitaria, sono certo possa aiutarti. Puoi scoprire di cosa si tratta, cliccando qui.

Buona settimana. Andrea.

Foto tratte da google immagini.

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  • Grazie Andrea, confesso che mano a mano che leggevo l’articolo e il cono, mi rendevo conto di quanto vero possa essere, confesso anche di avere delle resistenze ad applicarla per intero.

    Penso che posso cominciare (tanto per mettere al bando la procastinazione :) )con uno solo di quei punti.

    Adoro ascoltare, verifico di “anticipare” lo speaker..

    more eazzzy,Dekiu!!!

    ps
    forse con l’inglese è meglio se lo faccio con lo scritto..

    • Ciao Claudio,
      il trucchetto di anticipare lo speaker innalza notevolmente la nostra attenzione. Da provare.

      Alla prossima.

      Andrea.

  • Maria

    Ciao Andrea,
    Veramente bello questo articolo. Però vorrei scagliare una lancia a favore dei corsi di memoria. Io sono partita molto scettica e mi sono decisa a farlo quando mi sono resa conto che da sola con un libro non andavo da nessuna parte. Credo sia da vedere come un investimento a lungo termine da valutare anche perché mi sino accorta, durante le mie ricerche che in giro ci sono molti ciarlarani :-) Comunque continua così :’)

    • Grazie della tua testimonianza Maria.
      Andrea.

  • Ciao Andrea,

    Fra 5 ore ho l’esame scritto di fisica.

    Ma come sempre, ogni lunedi matttina non vedo l’ora di leggere un tuo nuovo articolo =).

    Fin’ora, durante le lezioni, ho sempre cercato di creare le similitudini durante le spiegazioni, in modo tale da ascoltare attivamente ( come suggerito nel tua guida), ma sta cosa di precedere il professore, non l’ho mai provato.

    Penso che applicherò questo metodo nalla prossima lecture :D

    A presto,

    Rubel

    P.S. Come sempre complimenti per gli articoli!

    • Ciao Rubel ;-)
      Come è andato l’esame?

      Grazie del commento.
      Andrea.

      • Penso che sia andato abbastanza bene :D
        Non vedo l’ora che arrivi il result day!

        A presto!

      • Grande Rubel,
        fammi sapere ;-)

  • Ambrosia

    Tecnica del pomodoro, cono della memoria… Tu sì che sai come invogliare alla lettura ;)
    Utile, interessante e anche divertente leggere questo articolo (delfino curioso? haha :D)… Perfettamente in linea con il “coinvolgimi e io imparo”.
    Grazie e buona settimana!
    A.

    • Ti ringrazio Ambrosia,
      credo che trovare la voglia sia alla base non solo della lettura, ma della crescita personale in generale.

      A presto.
      Andrea.

  • Claire

    Buongiorno e buona settimana! =)

    Nulla di incredibilmente nuovo, già … ma l’impatto visivo di quel cono ha il suo perchè e diciamocelo, repetita iuvant!!
    Sempre grazie!

    PS: la citazione la conoscevo in questa veste => Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò. (Confucio)
    Quale sarà mai quella “vera”?

    • Ciao Claire,
      buon… pomeriggio e buona settimana ;-)

      Esattamente: nulla di incredibilmente nuovo. Personalmente non apprezzo chi ricerca sempre la tecnica innovativa. Bisogna concentrarsi sui principi chiave e poi applicare quelle strategie che incorporano tali principi e funzionano nel nostro caso specifico.

      Andrea.

  • sabner

    certo che la fantasia per i titoli bizzarri non ti manca :)

    • Beh dai, dopo 5 anni di EfficaceMente un po’ di “mestiere” l’ho maturato ;-)

  • Crystal

    Però devi cambiare quella dannata foto, quel cono gelato mi distrae, sono a dieta e mi fa venir fame, con l’arrivo dell’estate poi, altro che studio, non mi concentro più nemmeno sull’articolo, penso solo al mare, alle spiagge e ai gelati sul bagnasciuga, cambia foto please!!!!! :D

    • Come gentilmente richiesto da Crystal, i prossimi 25 articoli avranno il tema comune del gelato, del mare e delle spiagge. Alcuni esempi tra cui scegliere: “Come spalmare la crema solare EfficaceMente”, “Sabbia tra le dita? Smetti di procrastinare e lavati!”, “L’archetipo del Bagnino”. Etc. Cosa ne pensate?

      Crystal sono certo apprezzerà! XD

      Andrea.

  • Crystal

    Ma perchè vuoi sabotare questo fantastico blog?! :D

    • Quindi niente archetipo del Bagnino?! Uffa… avevo già preparato la bozza del post :-(

      – Il bagnino è romagnolo. Punto. Anche se ha origini egiziane.
      – Il bagnino mangia piadina e lambrusco. A colazione.
      – Il bagnino ti fa la respirazione bocca a bocca. Sempre. Anche quando sei sdraiata in spiaggia.

      etc.

      • Crystal

        Ok, ora ci sono, questo è un addestramento per rafforzare la mia resistenza! Ebbravo Andrea, le studi proprio tutte!!!! :D

  • Massive

    Appena visto il cono ho pensato: “Dunque se non metti in pratica è inutile leggere…” Ok, allora per non ricordarne solo il 20% andrò a farmene uno in gelateria :P

    • Mi sembra un’ottima scelta Massive XD

  • Tony

    gli esami sono vicini e l’articolo calza a pennello
    davvero molto interessante complimenti
    Tony

    • Ciao Tony, ti ringrazio del commento ed in bocca al lupo per gli esami.
      Andrea.

  • Samuele

    Bell’articolo! A due settimane dall’inizio della sessione estiva poi è superazzeccato!! Buona settimana

    • Mi fa piacere Samuele,
      in bocca al lupo anche a te!

      Andrea.

  • Cristina

    Ciao Andrea,
    voglio ringraziarti per i tuoi articoli, perché sono realmente Efficaci! Io sono un coach, e già utilizzavo delle metodiche di studio, ma ho deciso ugualmente di comprare il tuo libro Studia meno, Studia meglio per imparare sempre di più. E’ stata una scoperta piacevolissima vedere come spieghi bene certe tecniche. Il libro è chiaro e davvero utile! Un’altra svolta nella mia vita da studentessa, è stata l’uso della “tecnica del pomodoro”, perchè io lavoro tutto il giorno, poi la sera dopo aver cucinato ecc. mi metto a studiare e questa tecnica mi permette di ottimizzare quel poco tempo che mi rimane la sera.
    Insomma che dire: Grazie!

    • Grazie a te del commento Cristina!
      Alla prossima.

      Andrea.

  • Peppe

    Ciao Andrea, questa è la prima volta che scrivo sul tuo blog ma ti seguo ormai da molto tempo. Ti faccio i complimenti per tutti i tuoi articoli che riescono sempre a stupirmi per la loro semplicità ed efficacia :-). Ne approfitto di questo articolo per farti alcune domande:

    1. Leggendo sm2 ho trovato tre tipologie di informazione importanti per l’apprendimento: fatti, istruzioni e concetti… pero ho la difficoltà a riconoscerli (in particolare fatti e concetti), inoltre ho difficoltà nel riconoscere concetti chiave, secondari, informazioni di contorno e rumore di fondo… Mi puoi dare qualche consiglio per superare queste difficoltà?

    2. Sto leggendo con interesse i tuoi articoli sugli archetipi ma ho difficoltà nel trovare fonti di ispirazione di qualità… volevo chiederti qualche fonte da cui ispirami per i 2 archetipi già trattati e caso mai il piacere nei prossimi articoli di approfondire il punto sulle fonti da cui prendere ispirazione.

    Grazie Andrea e scusami per le eccessive richieste :-) :-)

    • Ciao Peppe,
      grazie per aver scritto il tuo primo commento e perdonami se ti ho risposto così in ritardo: mi era davvero sfuggito.

      1a. Provo a farti un esempio con i mattoncini della Lego. Dunque: i fatti sono i mattoncini della Lego, ovvero i dati base che devi memorizzare (date, leggi, formule, etc.), le istruzioni sono… beh, sono le informazioni passo passo che trovi nel libretto per il montaggio, ed infine, i concetti sono il modello finito. Nella pratica, come ti dicevo, i fatti sono tutte quelle informazioni elementari come nomi, date, leggi, formule, etc. I concetti invece sono informazioni complesse e si distinguono a loro volta in concetti concreti, ovvero quelli che possiamo percepire ed interpretare attraverso i sensi e i concetti astratti, ovvero quelli che possiamo immaginare solo attraverso l’occhio della mente.
      1b. Nella guida spiego alcuni trucchetti pratici per individuare facilmente concetti chiave e secondari. Vediamo un esempio pratico utilizzando questo articolo: il concetto chiave di questo articolo è che memorizziamo tanto più siamo coinvolti emotivamente. I concetti secondari sono le modalità pratiche per aumentare la nostra memoria. Le informazioni di contorno sono le citazioni e gli esempi che faccio. Il rumore di fondo infine sono alcune delle battute che utilizzo per tenere sveglio il lettore ma di cui potrei fare tranquillamente a meno (Delfino curioso, etc.)

      2. Sto valutando con attenzione cosa riportare nell’articolo di chiusura di questa mini-serie sugli archetipi, sicuramente scriverò un post sulla “via del guerriero”.

      A presto,
      Andrea.

  • andrea

    Ciao Andrea,
    questo magari può essere utile se il prof durante le interrogazioni ti faccia domande sui tuoi ragionamenti e non tanto tenendo conto di cosa hai letto sul libro… Tra l’altro non sempre possiamo essere d’accordo sui contenuti dei libri scolastici (anche se non puoi dirglielo), vuoi perché risalgono a molto tempo fa e oggi le cose possono essere superatissime… e sinceramente mi trovo in enorme difficoltà a dire “quello che il prof vuole sentirsi dire” pur avendo convinzioni a volte diametralmente opposte.
    Prendiamo per esempio un prof di psicologia che ti riempie la testa di termini tecnici come Sindrome, Sintomo… e così via. Ora, certamente questi termini servono nella vita professionale quando ci si trova a parlare con gli “addetti ai lavori”, ma certi prof non ti insegnano mai come comportarti se devi parlare di certi argomenti a chi, di quella materia, ne sa davvero poco o chi, insomma, vuole andare al sodo e non vuole perdersi nelle argomentazioni tecniche.
    Immaginiamo una situazione in cui dobbiamo dare a una mamma la diagnosi di suo figlio… ecco un “addetto ai lavori” direbbe: “Signora, suo figlio è un autistico ad alto funzionamento!” Lei: “Autista? Ma se non ha ancora compiuto diciotto anni e non ha ancora la patente? E poi ad Alto funzionamento? Cosa vuol dire? Allora abbassategli il voltaggio!”. In realtà uno davero addetto ai lavori deve saper esprimere quello stesso concetto, come fai tu Andrea, efficaceMente, in termini terra terra.
    Già lo so, questi insegnanti possono risponderci: “Il fattore umano ti verrà automatico quando avrai più esperienza”… sarà vero? Quanti professionisti conosciamo che, pur avendo grandissime capacità ed esperienze, hanno davvero poca dimestichezza a parlare a chi non fa parte di quel campo?
    A questo proposito faccio sempre ricorso a Coelho quando parla dei diversi tipi di alchimisti: abbiamo chi è davvero alchimista, chi si finge alchimista senza esserlo… e chi non ha mai sentito parlare di alchimia… Allo stesso modo, aggiungo, abbiamo tantissimi che parlano di politica, con argomentazioni super tecniche, magari bleffando con le percentuali, senza essere necessariamente dei politici, chi è politico ma dimostrandolo coi fatti, ovvero facendo il reale interesse di tutti noi cittadini.
    Parlare da figo riesce facile a tutti, e come dico ormai da tempo, è come vendere lo sfrigolio… bisogna proprio che l’odore di carne bruciata si senta al di fuori della propria abitazione, è un po’ questo che vediamo in quasi tutte le aree della nostra vita: a scuola, in politica, ecc.
    Grazie,
    Andrea

  • Crystal

    Ciao Andrea, volevo chiederti un consiglio. Sto preparando un esame scritto di chimica, il materiale di studio consiste in nozioni di teoria ma soprattutto tanti tanti esercizi di matematica applicata alla chimica.

    Ho acquistato in passato la guida sm2, quale tecnica mi consiglieresti tra quelle proposte?

    Tra l’altro ho appreso solo oggi di non aver superato lo scorso appello e questo mi ha buttato un po’ giù di morale… credevo di avercela fatta e invece niente. Ho tempo un mese per prepararmi al prossimo. Probabilmente avrò sbagliato qualcosa nel precedente metodo di studio, anzi, senza probabilmente, non sono stata molto lineare.

    Tra i materiali a mia disposizione ho appunti delle lezioni, temi d’esame svolti, registrazioni audio delle lezioni in aula (spesso le ascolto in modalità velocizzata x2 o anche x3, risparmio tempo e riesco a comprendere ugualmente). Ti ringrazio in anticipo di vero cuore per ogni eventuale suggerimento!

    • Ciao Crystal,
      quanto mi hai descritto mi ha ricordato i molti esami simili che ho dato ad ingegneria.

      In questo caso il mio approccio era molto semplice:
      1. Studiavo la teoria quanto bastava per svolgere efficacemente gli esercizi. Non aveva importanza che sapessi ripetere per filo e per segno le diverse nozioni, contava solo che le sapessi applicare (facevo le mappe in questa fase).
      2. Facevo quanti più esercizi possibili, muovendomi in modo graduale naturalmente: dai più facili ai più difficili. In merito ai temi di esame, questi li lasciavo sempre per ultimo, risolvendoli nell’ultima settimana prima dello scritto.
      3. Passato lo scritto, mi concentravo sulla ripetizione della teoria utilizzando le tecniche spiegate in Sm2 (rappresentazione teatrale, tecnica minority report, etc.).

      Spero di esserti stato utile,
      Andrea.

      • Crystal

        Utilissimo, ti ringrazio di cuore! Ti terrò aggiornato! :D

  • gala

    Ciao Andrea, leggo sempre con molto interesse i tuoi articoli; io studio medicina e al momento sono alle prese con un esame che implica la memorizzazione quasi senza capire (anatomia…) la mole di studio è tanta e io mi dimentico progressivamente le cose anche avendolo ormai ripassato varie volte. Sono molto stanca!spero che tu mi possa dare un consiglio, grazie in ogni caso per questo blog!

    • Ciao Gala,
      il miglior metodo per la “memorizzazione bruta” è quello di collegare i concetti a delle immagini.
      Nel caso di anatomia non dovrebbe essere particolarmente complicato: utilizza delle immagini crude, o al contrario immagini buffe (puoi ispirarti al vecchio cartone “Viaggio nel corpo umano”).

      Nel momento in cui utilizziamo in modo attivo la nostra memoria (creando ad esempio immagini da ricollegare ai fatti che dobbiamo ricordare), la memorizzazione è più semplice. Evita inoltre i continui ripassi: paradossalmente se il cervello sa che in futuro ci sarà un ripasso, tende a recepire con minor attenzione quanto sta facendo in questo istante. Non dare scusanti al tuo cervello: memorizza 1 volta e fallo seriamente.

      Andrea.

      • Chiara

        Anch’io studio Medicina, anatomia l’ho passata da un pezzo mentre altri esami mi pesano ancora sul groppone.

        Il primo suggerimento è assolutamente condivisibile: anatomia va studiata sull’atlante e sui modellini (visto che i cadaveri, almeno nella mia università non ce li danno in mano).
        Però non è sufficiente. Assolutamente. In particolare, mentre splancnologia (ossia gli organi) e il muscolare si possono ben ricordare in questo modo, il cardiocircolatorio (tutte le vene e le arterie) ma soprattutto l’apparato nervoso, sono IMPOSSIBILE da ricordare solo con le immagini. Intendiamoci, sono ESSENZIALI, senza atlante di neuro non sarei andata da nessuna parte, ma non sufficienti.

        Sull’evitare i continui ripassi ho delle mie perplessità. Cioè forse non ci siamo capiti riguardo la mole di nozioni: senza ripassare è IMPOSSIBILE ricordare le cose. Magari puoi spiegarci di più nel dettaglio questo concetto? Perchè veramente a me sembra impossibile (cioè mi piacerebbe davvero che tu avessi ragione :D). Anche ammettendo di essere concentrata al 100%, come è possibile ricordarsi il decorso di tutti i nervi, arterie, vene etc studiandolo una sola volta?
        Ricordo che per l’esame di anatomia avevo studiato un sacco, l’ho dato 4 volte e solo la prima volta era un “tentativo” le altre tre sono andata avendo studiato tutto. Ma ovviamente non ricordavo quasi niente. In effetti ogni volta che lo ripreparavo era un ripasso di tutto quanto (ripasso che per la mole durava più o meno un mese/due mesi!!). Come concili l’idea del non ripassare, con il dover ripreparare un esame?
        A me hanno sempre consigliato tutti di ripassare frequentemente le cose… è un errore?

  • Lollo

    Ma funziona sta roba?

    • PraticaLaw

      E chi te lo fa fare se sei scettico?

  • Nick

    Ciao Andrea,
    quei tuoi pochi articoli che ho letto mi sono sempre piaciuti, perché trovo sempre qualcosa di nuovo, coinvolgente e divertente.
    premetto che sono ancora al liceo… Da sempre, ho una macchia nera: storia dell’arte. Sarà forse dei temi che stiamo trattando, dei templi grechi, degli affreschi, dei templi, delle sculture, delle basiliche e dei mosaici romani, ma questo certamente non una scusa. Una scusa che però mi frena, e dal quel che ho capito (leggendo i tuoi post), mi sono autofrenato.
    PS: in un articolo avevo letto che la memoria emotiva era molto efficacie. Allora avevo preso il libro in mano e cominciato a gesticolare: mi rendevo conto che tutto questo mi coinvolgeva molto di più. Oggi ne ho avuto la conferma su un’altro articolo.

    Ma tornando a questo articolo, volevo chiederti riguardo all’ascolto in classe e all’anticipo: come potrei fare in modo tale da prendere prendere appunti, ascoltare il prof, capire e prevedere le sue mosse contemporaneamente? Già faccio fatica a stare al passo e scrivere tutto (forse dovrei focalizzarmi più su certi punti). è…

    Comunque articolo molto interessante anche questo!

  • veronica

    Ciao Andrea, studio medicina e sto preparando l’esame di Farmacologia,dopo aver letto le tue 2 guide mi sento molto fiduciosa…sto utilizzando Quizlet per il metodo Flashcards e le mappe concettuali per la ripetizione dilazionata. Sembra vada molto bene, hai qualche altro suggerimento da darmi? Grazie :)

  • Antonia

    Complimenti,davvero!
    Volevo ringraziarti di cuore per la tua disponibilità e l’aiuto che ci offri :) grazie!

  • PraticaLaw

    We! Andrè…. posso fare una domanda scomoda? cosa succede se uno soffre di ipoacusia e porta con sè le protesi acustiche(sono aumentati a causa dell’ambiente e dei farmaci dannosi) che ha difficoltà di percepire i suoni e ricordare le parole dette dall’insegnante durante le lezioni, e come fa a memorizzare dopo aver seguito il corso? Non ricorda nulla, o sbaglio? E cosa succede se uno studente studia a casa senza seguire le lezioni in sede universitaria? Non so come si fa ad andare avanti questi studenti? fanno il doppio lavoro? Prova tu a mettere nei panni di un ex udente…. E che metodo usi anche se non hai sentito proprio tutto? Spero che sarai capace di aiutarli a risolverli…. Grazie per l’attenzione.

  • Ermelynda

    Da quello che ho capito, per quanto concerne lo studio a casa, il segreto è rielaborare, ma non ho capito bene come si fa a rielaborare. Fare mappe concettuali dopo aver letto e compreso il libro è un buon metodo di rielaborazione?

    Grazie sempre per i tuoi articoli :)

  • Mi fa piacere ritrovare il “metodo del cono” anche su altri siti, la prima volta che l’ho visto era nel libro … ora mi sfuge (lo ritroverò) mi sembra di A.Robbins, ricordo che è tratto da uno studio Audio-Visual Methods in Teaching, terza edizione Dale 1969 (Thomson Learning), (perché ne ho una fotocopia) che uso da uhmmm penso da 15 anni e consiglio sempre e mi fa piacere trovarlo su altri siti :-)

  • Elena

    Ho notato che focalizzarsi su ciò che si sta studiando (eliminando le “paorle di contorno” e andando al nocciolo dei concetti) permette di vedere l’argomento di studio per quello che realmente è, per quello che può offire alla tua vita futura. QUINDI permette di capire se ciò che si sta imparando sia effettivamente di nostro interesse o se, ora che hai capito come sfruttare il tempo a tuo vantaggio, non sia il caso di dedicarsi ad altro! :)

  • Elena

    *parole

  • Nora

    Grande Andrea! :-D vedrò di ripetere le molecole di chimica farmaceutica 2 come Shakespeare.. Penicillina o no penicillina.. Questo è problema.. B-)

  • Andrea

    Non sapendolo ho sempre usato questa tecnica di apprendimento, un altra cosa che mi ha sempre aiutato è fare delle similitudini con cose che magari centrano poco con l’argomento ma che serve alla mia mente per ricordarle in un secondo momento. Il problema di questo metodo è che a volte si studiano argomenti non universitari e che per questo motivo non vengono “ripetuti” ad una terza persona e si perdono nelle famose 2 settimane. Ci vorrebbe un amico a cui spiegare quello che si è appreso.

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