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La felicità e la tazzina di caffè

Spesso ricerchiamo la felicità nel posto sbagliato. Questa semplice storia può aiutarti ad avere una nuova prospettiva sulla vita e la ricerca della felicità.

Felicità

“Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente si limita ad esistere.”

Oscar Wilde.

Visto che questa settimana probabilmente hai ricominciato a studiare o a lavorare, avevo intenzione di riprendere il filo dell’ultimo post anti-rimandite e proporti un nuovo articolo sulla produttività personale. Viaggiando in treno alla volta di Milano, mi è capitato però di leggere una storiella interessante sulla felicità; ho così deciso di cambiare piani…

Sai bene quanto mi piaccia condividere con te strategie pratiche di crescita personale, eppure ogni tanto credo che sia importante guardare le cose in prospettiva. In fondo a cosa serve essere più produttivi ed efficaci se gli obiettivi che raggiungiamo non ci rendono felici? Ecco, allora questa settimana mi piacerebbe che la iniziassi leggendo questa breve storia.

La storia del professore e della tazzina di caffè

Un gruppo di ex studenti universitari andarono a trovare il loro vecchio Professore di Economia. Molti di loro avevano trovato delle ottime posizioni in Banche d’Affari, Società di Consulenza ed importanti Multinazionali. Ben presto il Professore ed i suoi ex studenti si ritrovarono a parlare della vita, della felicità, del lavoro e dello stress.

Nel pieno della discussione, il vecchio Professore, sempre attento alle buone maniere, volle offrire loro del caffè e andò in cucina. Nel giro di pochi minuti un’inconfondibile fragranza di caffè si diffuse per l’intero appartamento ed il Docente tornò con un vassoio pieno di tazze, ognuna diversa dalle altre: alcune di porcellana, altre di vetro, altre di cristallo, alcune di aspetto molto semplice, altre all’apparenza molto costose.

Il Professore aspettò con pazienza che ognuno dei suoi ex studenti scegliesse la sua tazza preferita. Quando ciascuno ebbe la sua tazza di caffè in mano, il Professore disse:

Come avrete notato, tutte le tazze che sembravano belle e costose sono state prese per prime, lasciando per ultime le tazze semplici. E’ normale che ciascuno di voi cerchi di ottenere le cose migliori. Ma questa è anche la fonte del vostro stress. Ricordate? Quello che volevate davvero era il caffè, non le tazze: ma ognuno di voi si è affrettato a prendere le tazze migliori guardando di sottecchi cosa avesse scelto il compagno al suo fianco.

Certo di aver ottenuto l’attenzione dei suoi ex studenti, il vecchio Professore concluse il suo discorso: “Cari ragazzi, la vita è il caffè e la felicità è il suo aroma; il lavoro, lo status sociale, ed i vari gingilli di cui ci piace circondarci, non sono altro che tazze. Sono solo oggetti che contengono il caffè ed il suo aroma. Nulla di più. Non permettete mai alle vostre “tazze” di decidere per voi: imparate a godervi il caffè!”

Impara a goderti il caffè.

Riflessioni sulla vita e la felicità

Ti è piaciuta questa storiella? Intendiamoci bene, nulla di filosofico o profondo: solo una delle tante storielle che capita di leggere sui social network. Eppure, che sia un passaggio letterario più serio o una storiella facebookiana, se qualcosa mi fa riflettere, per me ha un valore, e questa storiella mi ha fatto pensare che…

  • Spesso odiamo il nostro lavoro/studio. In questi giorni i social network sono letteralmente infestati di status di persone che più che tornare in ufficio o in azienda, sembra che debbano tornare a scavare in una miniera di carbone: “oddio, domani si ricomincia”, “voglio tornare in vacanza!”, “mi manca già l’abbronzatura”. Punto primo, se torni a lavorare in miniera, sta sicuro che “l’abbronzatura” non ti mancherà. Secondo, viviamo davvero in una società che non ci lascia opzioni se non quella di odiare la vita che facciamo? Possibile che non ci siano alternative?! Non dico che sia semplice, tanto meno in un periodo come questo, ma cavolo, io ho in mente (e non solo in mente) almeno 5 alternative per guadagnarsi da vivere senza dover odiare il proprio lavoro: non sarà mica che in fondo ci piace interpretare il ruolo del frignone, piuttosto che rischiare di fare la figura del fesso tentando nuove strade?

“La vita è troppo fragile e preziosa per essere spesa facendo qualcosa che odi.”

Duncan Bannatyne.

  • Spesso siamo talmente presi dalla “tazzina” che dimentichiamo davvero il caffè. Corriamo così tanto che ci siamo dimenticati per cosa stiamo correndo. Diamo per scontato che la nostra felicità sia sempre là, in un lontano futuro. Sì, forse arriverà un giorno quando tutte le caselle saranno al loro posto: ma la verità è che le “caselle” non vanno mai al loro posto. La verità è che siamo talmente abituati a procrastinare, che procrastiniamo anche la nostra felicità. Ci dimentichiamo allora di assaporare i piccoli piaceri della vita. Ci dimentichiamo di trasformare in sane abitudini quelle cose che sappiamo renderci felici. Ci dimentichiamo di vivere.
  • Spesso rincorriamo obiettivi altrui e poi ci sorprendiamo di non avere la motivazione per raggiungerli. Punto primo, hai degli obiettivi? No? Perché se fissi il soffitto senza neanche un obiettivo che ti sproni a migliorarti e a migliorare il mondo in cui vivi, forse sei nel sito sbagliato. E se degli obiettivi li hai, questi obiettivi sono davvero tuoi o sono gli obiettivi dei tuoi genitori/fidanzato/fidanzata/moglie/marito/amici/pubblicitari/echipiùnehapiùnemetta?! Quando pensi ai tuoi obiettivi senti subito una scarica di adrenalina attraversarti il corpo dalla punta dei capelli alla punta dei piedi o ti limiti a scrollare le spalle?! Insomma: quanto caspita desideri raggiungere i tuoi obiettivi? Se hai qualche dubbio su cosa intenda per “desiderio”, io parlo di questo tipo di desiderio.

Ecco, sono state queste le cose su cui mi ha fatto riflettere questa semplice storiella. Mi auguro che possa aiutare a riflettere anche te, ma soprattutto mi auguro che possa spingerti a compiere azioni diverse questa settimana, azioni migliori, azioni che ti rendano felice.

Buon inizio. Andrea.

Foto tratta da Google Immagini.

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  • Andrea

    Ciao Andrea,
    Caschi proprio a pennello, mi stavo proprio prendendo il mio sacro caffé che mi è giunta all’occhio il tuo articolo. I progetti di cui parli a centro articolo mi hanno condotto a stare sveglio una notte intera (tutta!!) affinché riesca a prendere un ritmo diverso e dunque a sfruttare le prime ore del giorno che, da parecchio, non ho la fortuna di vivere. Sono stanchissimo ma ce la farò! Ormai da un po’ mi nutro della cultura del “diventare i miei sogni” anche se solo da poco guardo a me con realismo – ecco, molte persone sbagliano in questo, guardano sé stesse con “occhi di mamma”, modificando la realtà in buona anche se è la centesima volta che fanno gli stessi errori e nulla (com’è ovvio) è cambiato. Io l’ho imparato analizzando le mie abitudini, benché dentro di me sapevo di avere un gran potenziale erravo, ripetendo sempre gli stessi rituali, e mi ci è voluto davvero tempo per guardare lucidamente la cosa e accorgermi del macroscopico errore.

    • Ciao Andrea, mi è piaciuto davvero molto il tuo commento: lucido, chiaro, di valore. Già, gli “occhi di mamma”: essere troppo esigenti non serve, è controproducente, ma allo stesso tempo non possiamo perdonarci tutto, ripetendo sempre gli stessi errori. Analisi perfetta.

      Grazie ancora del commento,
      Andrea.

  • Crystal

    Vacanze terminate, oggi si ricomincia! Voglio assaporare il mio “caffè” in tutta la sua essenza. Ho appena concluso la mia “ora sacra”, ritorno sui libri dopo un’estate fantastica, mi aiuterò con la teoria del vuoto. Adoro settembre, è una pagina bianca tutta da scrivere, mi metto subito all’opera!

    • Ciao Crystal, sì, esattamente: Settembre è uno dei miei mesi preferiti. Io in quella pagina bianca oggi ho “scritto” qualcosa di importante. Nei prossimi mesi avrò sicuramente modo di parlarne qui nel blog ;-)

  • Il lavoro può e deve essere appagante, l’equazione lavoro=stress è limitante. Così la penso io. ;)

    • E così la penso anche io ;-)

      Ciao Ste!

  • Maxim

    C’è un problema con i link nella newsletter. Mi dà questo link qui: http://clicks.aweber.com/y/ct/?l=GMkzo&m=3mJ2JyXTKbiQgeA&b=w4e.YUsgJl3goSeiPvMzEw

    • Ciao Maxim, nella newsletter ci sono numerosi link, dove ti compare esattamente questo link? Comunque non preoccuparti, anche questo link è corretto: il sistema che utilizzo per l’invio delle email (aweber) trasforma tutti i link in link simili a quello che hai postato, in modo da tracciare quanto vengono cliccati. Insomma, è un link sicuro, non preoccuparti: solo che non dovrebbe essere mostrato in quella forma, tutto qua.

      Andrea.

  • Claire

    Buongiorno e buon inizio di settimana!

    Giustissima riflessione!
    Fa bene ogni tanto fare il punto … un bel respiro e via, si riparte!

    Buon caffè!
    :)

    • E ripartiamo! Ciao Claire,
      buona settimana.

      Andrea.

  • Lorenza

    Questo articolo è appena diventato il mio preferito.. quanta verità :)

    • Ne sono felice Lorenza ;-)
      A presto,
      Andrea.

  • Anna

    Sono felice di aver letto questo articolo come prima cosa questa mattina e penso di leggerlo più volte oggi

    • Ottimo! Mi fa piacere che questo post abbia fatto centro.

      Andrea.

  • silvia

    Bel post davvero! Mi ha spronato più questo che quelli sulla procrastinazione a dire il vero ;) sei uno tosto e starti dietro non è facile ma dà i suoi frutti..però ogni tanto un post come questo ci vuole! grazie di tutto. leggere il tuo blog mi ha aiutato spesso nell’ultimo anno e sono cresciuta parecchio :)

    • Ciao Silvia,
      mi ha fatto molto piacere leggere il tuo commento.
      Mi rendo conto che leggendo un post a settimana qualche lettore possa sentirsi quasi… “oppresso” ed impotente di fronte ai tanti cambiamenti che propongo. Il mio suggerimento non è di cambiare tutto e subito, ma piuttosto di focalizzarsi su un’unica area della propria vita e cercare di migliorarla cambiando una piccola abitudine.

      A presto,
      Andrea.

  • Buongiorno Andrea e buona ripartenza a tutti!!!
    Molto carina la storiella, tanto semplice quanto d’impatto!
    Le giornate di questa mia estate appena conclusa l’ho passata ad assaporare il caffè ed il suo aroma, giorno dopo giorno: ho vissuto il presente, il qui ed ora, con la sua felicità!
    Oggi che ricomincio le attività, mi godo anche questa tazzina :D

    • Buon “caffè” Mariangela ;-)

      Andrea.

  • Veronica

    Buongiorno,
    ho notato anch’io status di persone che si lamentano perchè oggi devono ricominciare a lavorare, quando non sanno che hanno in mano una bella tazza di caffè. Questo non vuol dire che si devono accontentare di quello che fanno, anzi se possono devono intraprendere altre strade più in linea con le loro ambizioni, però non è bello nei confronti di chi sta ancora cercando lavoro -se non si fosse capito- come me.

    • Ciao Veronica,
      mi spiace per la tua attuale situazione e comprendo benissimo il paradosso: in Italia c’è una generazione che ha avuto lavoro facile, stipendi grassi e si lamenta di dover fare il minimo indispensabile, quando c’è un’intera generazione di ragazzi che sta lottando per crearsi anche la più piccola indipendenza economica.

      Andrea.

  • sabner

    A me non piace aspettare per essere felice: c’è chi aspetta le vacanze estive o di natale, c’è chi aspetta il fine settimana; io al massimo aspetto che arrivi sera per fare quello che mi piace

    • Mi sembra un’ottima filosofia di vita Sabner ;-)

  • Elisa

    Ciao Andrea,
    ottimo articolo e soprattutto illuminante! Riesci sempre a spronarmi a fare sempre più passi in avanti nel mio percorso di crescita personale.
    Continua così

    • Ciao Elisa,
      grazie a te per questo commento: per me è molto importante sapere di essere in sintonia con chi mi segue.

      Andrea.

  • Alessio

    Bel post sul libero arbitrio; nonostante cerchino di cancellarlo ogni tanto qualcuno si ricorda e ci ricorda che esiste…. ciao

    • Per quella che è la mia esperienza libero arbitrio significa soprattutto assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

      Andrea.

  • Salvatore

    Il caffe’ fa male ! ahahahah
    ciao ciao :)

    • Ti svelo un segreto Salvatore, ma non dirlo a nessuno: io il caffè neanche lo bevo! XD

      • Salvatore

        Grande !! ahaha :D

      • Crystal

        Se non è solo una battuta, ti prego Andrea, vorrei sapere come fai a tirarti su perchè avrei bisogno anch’io di eliminare il caffè, mi crea disturbi a livello gastrico ma non posso farne a meno se inizio ad addormentarmi sui libri. Non ne faccio un grande uso, ne bevo uno a colazione e se capita un altro durante la giornata, in rarissimi casi arrivo a 3 caffè, ma se potessi eliminarlo completamente senza che il mio stato di veglia venga compromesso ne sarei davvero felice, per la mia salute in primis. Ti ringrazio in anticipo!

  • Francesco

    La storiella della tazzina di caffè mi sembra significativa perché da un po’ di tempo un virus ci sta contagiando, un virus chiamato “benaltrismo”: ovvero, l’eterna insoddisfazione per ciò che si è o per ciò che si fa, lo sguardo fisso al bicchiere mezzo vuoto.
    Credo che il benaltrismo sia dannoso, soprattutto tra i più giovani, in un’epoca in cui è molto più difficile “sfondare” rispetto al passato, si accetta molto meno facilmente di permanere in una classe sociale inferiore e le suggestioni iperconsumistiche che provengono dai mezzi di comunicazione si moltiplicano, facendoci desiderare molto altro rispetto a tutto ciò che abbiamo già.
    Davvero bisogna riprendere in considerazione la bontà del nostro caffè, per non correre il rischio di creare generazioni di bamboccioni/frustrati/sognatori utopici/depressi e habitué di psicologi, psichiatri e psicofarmaci. Hai sempre scritto, caro Andrea, che tu non ti occupi di psicologia ma di crescita personale: parlo di queste cose perché le tendenze sociali sono purtroppo queste.

    • Ciao Francesco,
      grazie per questo commento: ne condivido diversi punti.

      Andrea.

  • Ermelynda

    a me i “riinizi” sono sempre piaciuti, mi è sempre piaciuto ricominciare il liceo dopo qualche mese di ristorante riposo. Allo stesso modo (anzi, ovviamente di più) non vedo l’ora di cominciare l’università, questo sarà il mio primo anno e sono eccitatissima! (anche perchè è ciò che voglio fare). Per esperienza so che i “dolori” vengono dopo, a metà anno, quando sono stanca e stressata.

    Chissà qual’è il caffè e quale la tazzina, mica è sempre così facile godersi solo il caffè! Quando ti affanni per un esame per cosa ti affatichi davvero? non è quello il vero obbiettivo? e pure il risultato è solo stress.
    Il primo mese di qualsiasi cosa me lo godo sempre, sono piena di entusiasmo e, soprattutto, solo riposata e piena di energire, poi man mano va sempre peggio.

    Grazie della

    • Ciao Ermelynda, che la motivazione abbia una data di scadenza grossa come una casa, purtroppo è risaputo: il segreto è quello di riuscire a ritrovare la motivazione ogni giorno, ma soprattutto andare avanti anche quando la motivazione scarseggia.

  • Elena sabattini

    BeLlissima la storiella del professore! Pensa che io invece su fb ho scritto “evvai domani si ricomincia, non vedo l’ora!!” :)) ovviamente nessuno mi ha creduto…

    • Il fatto che nessuno ti abbia creduto la dice lunga… ;-)

  • fabrizio

    Bellissima storia. Il caffè in questo caso è la via della felicità. grazie mille andrea

    • Grazie a te del commento Fabrizio.

      Andrea.

  • sabner

    “io ho in mente (e non solo in mente) almeno 5 alternative per guadagnarsi da vivere senza dover odiare il proprio lavoro” hai voglia di condividerle? o almeno qualcuna, magari possono essere dei buoni esempi o spunti di riflessione per me e gli altri lettori.
    .
    Per quel che mi riguarda il lavoro non è male ma vorrei di più, voglio un lavoro da amare, che poi non sarebbe un lavoro ma sarebbe fare quello che mi piace riuscendo anche a guadagnarci.
    .
    Il problema è il tempo! quando lavori, fai sport, hai un po di vita sociale e devi gestire la casa (vivo solo) –> rimane poco tempo libero per portare avanti i propri progetti
    .
    dieta mediatica, forza di volonta, non procastinare e svegliarsi presto la mattina sono l’unica mia possibilità per farcela e se ce la farò una parte del merito va a questo blog :)

    • Le 5 alternative sono linkate e rimandano ad un mio post sulla libertà finanziaria che aggiorno costantemente, man mano che individuo opportunità interessanti.

      Andrea.

      • sabner

        mi riferivo a quello che stai facendo tu

      • Esattamente,
        io in questo momento sto cercando di far leva su quasi tutte le alternative proposte, ad eccezione forse della #3, che rimane al momento un mio sogno nel cassetto.

        Andrea.

  • Roberta

    Adoro i tuoi articoli perchè mi fanno credere che tutto sia possibile e ne sono davvero convinta. A volte vorrei arrendermi perchè sono sola nei miei proggetti, nelle mie ambizioni e nessuno della mia famiglia (“all’antica”) mi sostiene…mi basta leggere i tuoi articoli per continuare a lavorare ai miei sogni :) grazie

    • Roberta

      *progetti

      • Ciao Roberta,
        ne sono molto felice, mi fa sempre piacere sapere che ciò che scrivo è di sprone per chi mi legge :-)

  • Let

    Ciao Andrea,
    spero di non essere troppo invadente ma volevo condividere con tutti Voi questo bel video tratto da “The Big Kahuna”. Mi ha fatto riflettere molto!
    Io ho accettato questo consiglio!

    Grazie
    Let

    • Ciao Let,
      conosco molto bene il discorso finale del film “The Big Kahuna”, e mi è capitato di postarlo spesso su Facebook. Grazie per avermelo ricordato ;-)

      Andrea.

  • francesca

    A volte i discorsi motivazionali possono persino essere irritanti come un animatore di villaggio turistico…ma se qualcuno può veramente condividere un’esperienza esemplare, forse ha il dovere di farlo.
    Io amo settembre,è anche il mio mese di nascita. Due anni fa però, proprio intorno al mio compleanno, ho ricevuto un’immensa, surreale ingiustuzia sul lavoro a causa dell’invidia e la cattiveria di una persona. Mi sono stati proposti dei soldi per lasciare l’azienda. Ho detto di no, ho resistito al mobbing, sono entrata in ufficio tutti i giorni con il sorriso della coscienza pulita. Due anni dopo il vecchio management non c’è più e io sto realizzando un sogno professionale al quale lavoravo da tempo “sottobanco”. L’annuncio è stato dato il giorno del mio compleanno.
    Chi mi ha dato la forza? Il mio caffè ovviamente: i miei figli, la mia famiglia. Ho passato ottime vacanze ma sono felice di rientrare con questa nuova sfida. Fiera della resilienza dimostrata, fiera di essere stata come la goccia che scava la pietra. Mi dicevano ” il lieto fine in queste storie purtroppo esiste solo nei film, cercati altro, molla, tanto il coltello dalla parte del manico ce l’hanno loro”. Diffidate della gente che vi dice di mollare, il fatto che abbiano le palle di un ramarro non vuol dire che debba essere lo stesso per voi! Buon caffè a tutti!

    • Alessio

      ….. Allora buon compleanno. Complimenti

      • francesca

        grazie mille!

    • Ciao Francesca, io ho un rapporto di odio e amore nei confronti della crescita personale: alcuni discorsi, come hai giustamente sottolineato, sono talmente stucchevoli che possono irritare. Guardandomi indietro però, in questi 13 anni di passione per la crescita personale, ho compreso che forse non sono proprio tutte “minchiate”, che interpretate nel modo corretto e soprattutto applicate, certe “pillole” possono essere davvero efficaci.

      Ecco, leggere la tua storia di resilienza e determinazione mi ha davvero fatto piacere: complimenti. Avanti così.

      Andrea.

      • francesca

        Grazie Andrea,
        ho scoperto questo blog proprio nel mio momento di crisi…quindi mi hai aiutato anche tu!

  • Alessandro

    Carina la storia del caffè.

    Gli obbiettivi nella vita sono tutto. Senza obbiettivi, non c’è vita ma esistenza. Qualsiasi sia la tua condizione sociale, personale e finanziaria tu devi costruire dei tuoi obbiettivi. Avere uno scopo.

    Andrea grazie per tutto. Ti do un consiglio: visto che tu credo legga molto, perchè in fondo agli articoli non indichi dei titoli per approfondire ciò che è stato detto nell’articolo che ritieni importante sia approfondito dai lettori? Io penso che i tuoi articoli siano importanti, ma se non si leggono i libri che approfondiscono questi temi rimane aria fritta! Secondo me tu devi indicare ai lettori questo tipo di approccio e consigliarlo.

  • leo

    Ciao Andrea, grazie a reddito passivo e scelte oculate sono libero di fare cio che voglio ogni giorno…ma come spesso capita nelle cene con amici, ti sottopongo la stessa provocazione che sottopongo a loro…:” se da domani non doveste piu andare al lavoro o a scuola, sareste felici?”…credo che in realta’ per una o due settimane forse si ma poi quasi tutti andrebbero in crisi nel dover passare dalla fase “cosa faccio” alla fase “chi sono”…Grazie del tuo supporto quotidiano!!

    • sabner

      io si che sarei felice, ho tanti progetti da portare avanti, più tempo a disposizione significa 1) avere più risorse per quei progetti a cui sto lavorando già adesso 2) partire con quei progetti che ora ho accantonato per mancanza di tempo

    • Ciao Leo,
      credo fermamente che ognuno di noi abbia bisogno di uno scopo per vivere: ecco, se poi il tuo scopo riesci a portarlo avanti senza essere schiavo di nessuno e essendo padrone del tuo tempo… beh, credo che non sia male. Io ci sto lavorando. Complimenti a te per i tuoi risultati.

      Andrea.

  • Toto

    Sempre pieno di spunti e riflessioni questo sito..il problema è che sono così tanti che non saprei da dove inziare per mettere in pratica le cose! Help me!!! ahahah
    Continua così Andrea.

    • Ciao Toto, tranquilla… Andrea ha pensato anche a questo!
      Ho creato una guida che si chiama Vivere EfficaceMente e che raccoglie tutti gli articoli del blog, ordinati all’interno di un percorso ben preciso.

      Andrea.

  • Ciao,un bellissimo articolo, la storiella del professore è tutt’altro che banale…..ci deve far riflettere sul valore proprio e della nostra vita….e poi un buon caffè tira su il morale….eccedere invece credo non faccia bene?!

  • Mi sono sempre piaciute le storie i cui contenuti danno un forte scossone alle nostre vite. Quelle storie che quando arrivi in fondo ti fanno dire “Wauuu! Quanto è vero!”
    La storia del caffè e delle tazzine mi è sempre piaciuta ed ogni volta riesce a tirarmi fuori quel “Wauuu! Quanto è vero!”
    Grazie del post.
    Marco.

  • Chiara

    Ciao Andrea, sono nuova del blog, e sto leggendo con grande interesse i tuoi articoli. Sono sempre stata sensibile a questi temi, ma tu hai un modo molto fresco e originale di parlarne, senza pretese e con molta umiltà, penso sia questa la tua forza, quindi complimenti!
    Questo post poi, ha toccato uno dei temi a me più cari, e mi ha molto colpito la frase “fare la figura del fesso tentando nuove strade”…perché è proprio come mi sento io! Mi sono laureata in economia, ma dopo la laurea triennale mi sono cominciati a venire dei dubbi su quanto stessi facendo, ho cominciato…a farmi delle domande sulla mia vita! (e da li non ho più smesso, purtroppo o per fortuna) Mi sono resa conto che quello che studiavo non mi piaceva affatto, ho comunque concluso il percorso perché non me la sono sentita di abbandonare a metà specialistica, ma ora ho messo la laurea nel cassetto per intraprendere strade nuove, strade che ancora non conosco…strade molto incerte! Non dico che da laureata sarebbe stato semplice, ma qualche lavoretto sottopagato l’avrei trovato, con la dubbia soddisfazione che ne consegue. Quindi eccomi qui, a volte mi sento proprio così, una scema perché ho abbandonato una strada che sarebbe potuta essere più inquadrata e più rispettabile per molti. Mi rendo conto che molto di questa sensazione è legata al pensiero che gli altri potrebbero avere di me, ma non posso fare a meno di pensare a cosa sarebbe successo se avessi proseguito sulla comoda e sicura strada principale, invece di inoltrarmi in sentieri sconosciuti. Voglia di essere come tutti gli altri? Paura? Poca fiducia in se stessi? Ce le ho tutte!! Forse seghe mentali come direbbe il Giacobbe…com’è pesante questa crescita personale! Sempre ad analizzarsi… Menomale che c’è Efficacemente per sfogarsi…:-P

  • cambia

    3 cose hanno aumentato il senso di pienezza ultimamente: rieducarmi al presente e alla percezione degli stimoli sensoriali che arrivano dal corpo (gli esercizi mindfulness mi hanno aiutata),
    il diario quotidiano di efficienza scaricato da questo blog, insieme ad un corposo diario che utilizzo ogni giorno per allinearmi e focalizzarmi,
    tenere e mettere l’anima ad 1 solo obiettivo per 2/3 settimane, esercitandomi a maturare anche altri 2 obiettivi con esercizi più blandi, ma non obbligatori e da rafforzare solo una volta raggiunto il mio bersaglio primario.
    Le mie azioni quotidiane sono comunque sempre più consapevoli e non termino mai la giornata senza aver messo un pensiero di gratitudine verso quel che già godo.
    grazie dello spunto prezioso

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