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10 domande per capire cosa fare nella vita

Se ancora non hai capito cosa fare nella vita, lascia stare i viaggi spirituali in India: dai una risposta a queste 10 domande ed inizia a realizzare il tuo sogno oggi stesso.

cosa fare nella vita

“Giudica un uomo dalle sue domande e non dalle sue risposte.”

Voltaire.

La settimana scorsa ti ho parlato di quanto sia importante non arrendersi mai, non mollare la presa e continuare a lottare, sempre e comunque.

Sì, belle parole, ma lottare per cosa?

Tecniche anti-procrastinazione, stratagemmi di produttività personale e trucchi per la gestione del tempo sono del tutto inutili se non abbiamo la più pallida idea di cosa fare nella vita.

Senza una stella polare che ci guidi lungo la traversata, rischiamo di andare alla deriva, o ancor peggio di ormeggiare nel primo porto lungo la via, dimenticando che la nostra esistenza può riservarci molto più di qualche caraffa di birra in una squallida osteria.

Avere uno scopo nella vita ci permette di superare qualsiasi ostacolo, ci aiuta a capire cos’è importante e cosa invece ci sta rubando solo tempo ed energie, ci consente di ritrovare la motivazione anche nei giorni più bui.

Già in passato ti ho proposto due esercizi pratici per trovare il tuo scopo.

I tanti commenti e le email dei lettori mi hanno fatto capire che serviva qualcosa di più, un articolo che potesse dissipare quella nebbia che spesso ci avvolge…

nel mezzo del casin di nostra vita” (cit.).

Ho deciso allora di condividere con te 10 domande, domande che mi sono posto nel corso degli anni e che mi hanno aiutato (e mi stanno aiutando) a dare la giusta direzione alla mia esistenza. Mi auguro che possano dimostrarsi per te altrettanto potenti.

Cosa voglio fare nella vita?

Magari è successo poco prima di scegliere l’università, forse è stato al termine di quell’importante storia di amore, oppure lo fai ogni mattina  prima di smarcare il cartellino per un lavoro che odi.

Poco importa.

Molti di noi si sono posti almeno una volta la fatidica domanda: “cosa voglio fare nella vita?“.

Il mitico Corrado Guzzanti direbbe:

“La risposta è dentro di te, epperò è sbagliata.”

Quelo.

Io sono un po’ più ottimista: se ancora non hai trovato la risposta a questa domanda è perché non hai cercato abbastanza bene.

Per guidarti in questa ricerca ho preparato per te 10 domande per capire cosa vuoi fare nella vita. 

Prendi carta e penna o, come ho fatto io a suo tempo, crea una nuova nota in Evernote.

Ricorda: non esistono risposte giuste o sbagliate, esistono solo le tue risposte.

Scrivile di getto, non permettere alla tua parte razionale di prendere il sopravvento.

Alcune delle risposte che troverai non saranno una novità per te, ma altre potrebbero davvero accendere una lampadina.

Ecco le 10 domande che ho preparato per te:

  1. Per cosa sei disposto a soffrire oggi? Ammettilo non te lo aspettavi un inizio così. I para-guru ci chiedono sempre di pensare a cosa ci renderà felici, a cosa ci farà stare bene, a cosa ci darà piacere. Queste sono domande semplici. Chiediti invece per cosa sei disposto a soffrire, a fare sacrifici, a lottare con le unghie e con i denti, perché sono queste le cose davvero importanti nella tua vita.
  2. Come ti immagini la tua vita tra 5 anni? Siamo così presi dalle nostre routines quotidiane, che non ci concediamo mai il tempo per visualizzare (e costruire) il futuro dei nostri sogni. Prenditi 5 minuti, scrivi nei minimi dettagli quella che sarà la tua vita tra 5 anni. Chi sei? Quali obiettivi hai raggiunto? Quali ostacoli hai superato? Chi c’è al tuo fianco? Dove vivi? Che emozioni provi? Com’è la tua giornata tipo? Definisci la tua nuova realtà e poi, ogni giorno, visualizza te stesso mentre la raggiungi (mi raccomando, quando fai le tue visualizzazioni, non commettere questo errore).

“Se non sai dove stai andando, non ci arriverai mai.”

Lewis Carroll.

  1. Cosa faresti se non avessi paura? La paura è un meccanismo evolutivo che ci ha salvato le chiappe più e più volte nel corso dei millenni; ma oggi, che non dobbiamo più lottare contro bestie selvagge o altri pericoli della natura, la paura si dimostra spesso un freno irrazionale che non ci consente di vivere appieno la nostra vita. Se vuoi capire cosa fare nella tua vita, togli la variabile della paura dall’equazione: un ottimo modo per farlo è utilizzare la tecnica del “come se.
  2. Cosa faresti se fossi sicuro di non poter fallire? Tra le paure che ci paralizzano, la paura del fallimento è una delle più potenti: in cosa ti lanceresti, oggi stesso, se fossi certo di non poter fare fiasco?
  3. Quali sono i tuoi 3 più grandi talenti? Guadagna grazie alle tue passioni“, “Trasforma ciò che ami nella tua fonte di reddito“, “Fai soldi con i tuoi hobbies“: internet è tappezzato di annunci di questo tipo, io stesso ho scritto un articolo in cui spiego come creare un reddito passivo grazie alle proprie passioni. In quel post però dico anche una cosina che molti dimenticano: “lo scopo della tua vita è il punto di intersezione tra le tue più grandi passioni ed i più grandi bisogni del mondo“. Non basta essere appassionato di qualcosa per farne lo scopo della propria vita, devi anche dimostrare un oggettivo talento in ciò che vuoi fare. Chiediti allora quali sono i tuoi talenti più grandi, in cosa gli altri ti riconoscono capacità inusuali, per quali tue abilità uniche una persona sarebbe disposta a tirare fuori dei soldi dal portafoglio.
  4. Se ti rimanesse un’ora di vita, come la spenderesti? Navigando su Facebook? Seriously? Ti auguro una vita lunga e piena di soddisfazioni (e dai, smettila di ravanarti!), ma la verità è che ognuno di noi se ne va in giro con un’etichetta invisibile in cui è stampata la propria data di scadenza. Forse è un’immagine sgradevole, ma per quanto tu possa esserne infastidito, non potrai mai cambiare questa semplice verità. Prenderne consapevolezza, al contrario, può aiutarti a comprendere cosa vuoi davvero fare della tua vita. Se ti serve un’altra spintina, ti consiglio di leggere la lettera di Seneca a Lucilio.
  5. Quando è stata l’ultima volta che ti sei sentito vivo? Riesci a ricordare cosa stavi facendo l’ultima volta che hai provato un’irrefrenabile sensazione di felicità? Se non hai ancora trovato la tua direzione nella vita, questi momenti di contentezza sono le “molliche di pane” che ti aiuteranno a trovare la giusta strada. Un consiglio: nel mio diario personale ho una pagina speciale in cui da anni raccolgo i momenti più felici della mia vita. Rileggerli di tanto in tanto mi ha aiutato a capire cosa davvero volessi fare negli anni a venire. Ps. se non riesci a ricordare l’ultima volta che sei stato felice, forse dovresti iniziare ad applicare un po’ più spesso la Legge del Camion della Spazzatura.
  6. Quali sono le 5 cose per te più importanti? Hai presente quei film post-apocalittici in cui la Terra è stata colpita da un virus/asteroide/attacco alieno ed i pochi sopravvissuti si ritrovano a vivere come ai tempi dei cavernicoli? Bene, se accadesse davvero, quali sarebbero le 5 cose che ti mancherebbero di più? Queste 5 cose sono molto probabilmente le costanti della tua vita: qualunque cosa deciderai di fare, tienile bene a mente Ps. no, la Nutella non è tra le risposte accettabili.
  7. Quale lavoro saresti disposto a fare anche gratis? Per 2 anni e mezzo ho dedicato gran parte del mio tempo libero ad EfficaceMente, senza guadagnarci un euro: questo perché i soldi, per quanto possa adorare farli, non sono l’unica motivazione che mi hanno spinto a creare il blog. Oh, ma che buon samaritano che sei André: mi è scesa una lacrimuccia. Te lo scordi che io lavori a gratise! Tu quale lavoro saresti disposto a fare ogni giorno, con sacrificio, se sapessi che non c’è nessuno stipendio che ti aspetta a fine mese? Stesso discorso vale se sei uno studente e non sai che università scegliere: chiediti per quali materie sei disposto a studiare 10 ore al giorno, nei weekend e quando i tuoi amici se la spassano al mare. Beh, a dirla tutta, applicando il metodo Sm2 potresti riuscire a preparare il doppio degli esami in metà del tempo, ma anche il migliore dei metodi di studio richiede impegno e pratica costante: per quale corso universitario sei disposto a mettere questo impegno?
  8. Chi è la persona che ammiri di più al mondo? Ognuno di noi ha i suoi modelli di riferimento, ovvero persone la cui vita rappresenta una continua fonte di ispirazione. Questi modelli possono dirci molto su chi siamo e su chi vogliamo diventare. Cerca di capire cosa ammiri così tanto di questa persona e capirai cosa vuoi davvero raggiungere nella tua vita.

Sei riuscito a dare una risposta a queste 10 domande? Mi auguro di sì, ma se anche non ci fossi riuscito subito, spero che le risposte che troverai ti aiutino finalmente a capire cosa desideri davvero, perché quando lo capirai diventerai inarrestabile.

Ah dimenticavo… per quello che vale, vorrei salutarti con questo spezzone del film “Lo strano caso di Benjamin Button” (se non visualizzi il video, clicca qui). Buona settimana. Andrea.

Foto tratta da Google Immagini.

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  • Mimmo

    Se non sbaglio avevo già letto un tuo articolo simile andrè, però questo mi ha fatto ricaricare le pile dell entusiasmo !
    Grazie ancora :)

    • Ciao Mimmo, hai ragione, non è la prima volta che parlo del potere delle domande. Questa volta ho cercato però di focalizzare il post solo su alcune domande, quelle che chiamo domande anti-nebbia.

      Grazie del commento.
      Andrea.

      • David

        Ciao Andrea, sono in un momento un po’ difficile della mia vita e sono certo che la responsabilità sia tutta mia… Ma provando a rispondere ad ogni una delle tue domande non ho avuto molte risposte.
        La mia condizione attuale mi ha messo davanti al fatto di dover mettere in discussione anche i miei valori. Non ricordo quando sia stata l’ultima volta che mi sono sentito felice o vivo senza che questo dipendesi di una persona, non so quale siano i miei punti di forza. Sono triste. E non ho tanti amici

  • Giancarlo

    Grazie infinitamente perché in questo tuo periodo di difficoltà e decisioni drastiche stai aiutando persone come te (cioè me) che stanno anch’esse attraversando un periodo di difficoltà e decisioni drastiche. Nel commento al tuo scorso post mi hai risposto che non credi molto nelle coincidenze se non sbaglio: beh, io direi che iniziano ad essere troppe, soprattutto dato che in questo articolo mi hai dato due domande chiave che mi hanno creato una chiarezza che non avevo prima. Grazie ancora Andrea, sei un grande!

    • Ciao Giancarlo: non ci credo, ma non ho detto che non funzionano, un po’ quanto ho scritto qualche anno fa sulla Legge di Attrazione ;-)

      Grazie del commento.
      Alla prossima,
      Andrea.

  • Domande toste è! Quasi quasi torno su effe bi!

    Le risposte, oltre a non essere facili (ancora non ho trovato la risposta a diverse di queste domande), credo siano molto legate a quello che ti capita nella vita, alle nuove esperienza che fai, alle nuove opportunità che si presentano e of course, alle persone che incontri lungo la vita.

    Quindi si, troviamo le risposte, ma siamo consapevoli che nel tempo cambieranno for sure.

    Leo

    • Ciao Leo,
      mi piace molto quello che hai detto: in fondo, se dai sempre le stesse risposte a queste domande significa che non stai crescendo.

      Andrea.

      • Pier Paolo

        Certamente….ma comunque esistono delle costanti che ci guidano e che spesso non siamo in grado di individuare o che magari “vediamo” quando consideriamo che sia troppo tardi (io ad esempio ci ho messo 50 anni prima di accorgermene!!)…..crescere, evolvere è sicuramente un processo continuo e mutevole che ha PERO’ in ogni caso delle fondamenta di base (chiamiamole aspirazioni, talenti, scopi, etc) che spesso noi rinneghiamo delegando i nostre REALI potenziali a ciò che l’ambiente, l’educazione, la società, la rincorsa a falsi miti, ci fa SEMBRARE essere il nostro “naturale” destino!
        La consapevolezza di ciò che si è e di ciò che si desidera realmente è una CONQUISTA fondamentale se si vuole arrivare a sentirsi gratificati del proprio cammino esistenziale….ed in qualsiasi modo e/o in qualsiasi tempo lo si raggiunga val la pena di provarci per non vivere con il perenne rimpianto di non essere stati ciò che si era stati designati ad essere.

  • Valeria

    Grazie Andrea, i tuoi post sono sempre illuminanti e come molti dicono arrivano sempre al momento giusto, tu per me sei fonte di grande ispirazione.. grazie ancora!

    • Mi fa davvero piacere Valeria.
      Grazie a te per avermi lasciato un commento :-)

      Andrea.

  • Davide

    Non ho ancora risposto alle domande, ma già sento dentro una carica davvero forte. Ho l’impressione che appena risponderò riuscirò a vedere il traguardo, l’obiettivo della mia vita, probabilmente sarò solamente salito su una collina, poco importa, sapere che c’è una meta non può che essere un vantaggio. Grazie Andrea, buona settimana!;)
    Davide

    • Ciao Davide,
      questo articolo non ha la presunzione di svelarti nulla, ma quello che posso dirti è che queste domande mi hanno aiutato molto. A volte le risposte non arrivano subito, ma il bello del nostro cervello è che quando gli viene posta una domanda, non smette di cercare una risposta finché non la trova… e così ti ritrovi sotto la doccia a dire “c?#@o non ci avevo pensato, ecco cosa…” ;-)

      Andrea.

  • Fabio

    Questo articolo è arrivato con un tempismo che davvero mi sorprende! Proprio questa mattina mi sono di nuovo interrogato sulla scelta fatta con l’università, poi vado su efficacemente e t’ho! un articolo per aiutare a capire la strada giusta per noi. Non ho ancora risposto alle domande ma lo farò al più presto. Ti ringrazio :)

    Fabio.

    • Ciao Fabio,
      mi fa piacere aver fatto centro ;-)

      Alla prossima,
      Andrea.

  • Adoro le domande. Sono le proteine della mente! Quella su cui torno spesso, che mi ha fatto crescere di più e mi permesso di realizzare finora il mio sogno più bello è la nove.

    • Ciao Roberto,
      “le proteine della mente”: che bella definizione, mi piace molto ;-)

      A presto,
      Andrea

  • paturnina

    Mi sei stato di aiuto quando studiavo per laurearmi, soprattutto con quella storia della piramide, che SEMBRA una cosa ovvia ma non lo é quando studi materie grosse. Adesso che sono dottoressa mi sei di aiuto forse più di prima, soprattutto con questo post, che capire cosa si vuole fare ed essere nella vita SEMBRA FACILE ma quando hai troppe strade che ti si affacciano davanti, come troppe marche di un prodotto al supermercato tra cui scegliere, ecco SCEGLIERE non è facile, perché le troppe opzioni spesso hanno il solo effetto di confondere le idee.
    Insomma grazie.

    • Ciao Paturnina,
      il tema delle troppe opzioni, se non sbaglio è stato affrontato proprio in un recente video TED che ho postato su Facebook. Anche se a volte potrebbe sembrare diversamente, nella società in cui viviamo c’è sovrabbondanza di tutto: informazioni, possibilità, etc. Scegliere diventa quindi una questione di sopravvivenza.

      Andrea.

  • Dario Bogliardi

    Bravo Andrea. Leggerti è sempre bello e molto STIMOLANTE !
    Sei diventato, per me, la mia buona e cattiva coscienza.
    Mi obblighi a pensare anche se, ciò, mi costa e mi affatica. Però….mi AIUTI. Tanto !
    Una domanda: quanto hai scritto vale anche per i SETTANTASETTENNI in.. lista d’attesa ??
    Fatti abbracciare. dar-io

    • Ciao Dario,
      ho 31 anni quindi mi fa sorridere “dar consigli” a chi ha una vita di esperienze alle spalle, ma forse essere in “lista di attesa” dovrebbe spingerci a dar ancor più un significato ai nostri anni spesi di passaggio sul pianeta terra.

      Andrea.

  • sabner

    Un paio di citazioni che mi piacciono molto e che riguardano lo scopo della vita :)
    .
    Se si ha un perché si può sopportare qualsiasi come
    Nietzsche
    .
    Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa in che porto andare
    Seneca

    • Bellissime citazioni: le ho già usate in passato, ma le riutilizzerò sicuramente in futuro.

      Andrea.

  • caterina

    Caro Andrea,
    queste domande sono pesantissime per me in quanto mi obbligano a soffrire per non avere avuto le ….. per mettermi in gioco e soprattutto andare oltre un contesto familiare e sociale che mi voleva inquadrata in una professione molto lontana dal mio carattere creativo. Avrei voluto fare la stilista o l’architetto, mi ritorov a lavorare in uno studio legale. Ho paura i assecondare la mia passione per la moda e soprattutto il design perchè sono sicura che ciò mi porterebbe a lasciare la professione. E se fallissi? mi dovrei sentire le lamentele dei miei tutta la vita. Se avrò un figlio lo asseconderò nei suoi sogni, posto che non ho potuto realizzare i miei….riso amaro

    • sabner

      Coraggio
      Da una svolta alla tua vita, non abbandonare il tuo sogno
      Il peso del rimpianto sarà 100 volte maggiore del peso dei sacrifici che dovrai fare ora per cambiare vita
      .
      Poi, almeno per un primo periodo, puoi lavorare sul tuo progetto senza necessariamente abbandonare il tuo lavoro

      • caterina

        INFINITE GRAZIE SABNER.

    • Ciao Caterina, concordo con Sabner.
      Io non ti consiglierei mai di abbandonare tutto ed inseguire il tuo sogno come fanno certi coach: quando hai la preoccupazione di pagare le bollette, non c’è sogno che tenga. Coltivare un lavoro a tempo pieno ed una passione contemporaneamente può essere pesante (ne so qualcosa), ma se tieni davvero a questa tua passione, sacrificare 3-4-5 anni della tua vita per crearti un’alternativa ti assicuro che è la migliore scelta che tu possa fare.

      Andrea.

  • Gio’

    Ciao Andrea!
    Non pensavo potessi, ma ti sei superato di nuovo! Questo post è fantastico, forse diventerà il mio preferito!
    Però mi sono inceppata con la seconda domanda e spero tu mi possa aiutare. Cosa faccio se immaginando di raggiungere certi obiettivi tra 5 anni, vengo sommersa da sensazioni negative per le cose che mi mancano? Vuol dire che voglio cose diverse da quelle che credo o è normale che creando un’immagine realistica immagini anche le cose brutte del possibile futuro?

    • Perché crei un’immagine realistica? Cavoli, sono le tue visualizzazioni Gio’: sogna l’impossibile e lavora ogni giorno per renderlo possibile ;-)

  • Daniele

    Ciao Andrea,
    mi sto soffermando sulla 8 ma faccio fatica a trovare qualcosa che sia veramente importante… nel senso che più ci penso e penso che le cose importanti ce le coltiviamo dentro di noi. A volte visualizzare qualcosa mi pone il dubbio di come spesso ci si incentri su qualcosa che ha a che fare con l’avere, ma da quello in passato ho ottenuto solo insoddisfazione. Poi da 2 anni mi sono messo a meditare tutti i giorni e trovo molto più appagante l’essere… cioè portare i propri valori fuori… e quindi mi viene più facile dirti che sono 5 valori che porterei in questo mondo post-apocalittico :)

    Grazie per il bel spunto di riflessione ci voleva proprio… corroborante :)

    Daniele

    • Ciao Daniele,
      mi piace il tuo commento: sì assolutamente, in quel mondo post-apocalittico potremmo portare anche delle abitudini, delle amicizie/affetti, etc.

      Andrea.

  • sabner

    Una nota sulla nuova grafica
    Nella sessione dove vengono visualizzati i commenti recenti, una volta venivano visualizzati gli ultimi 5 ora invece solo gli ultimi 3 :(
    Why?

    • Lorenzo

      E’ vero. Anche a me piaceva molto leggere i tuoi commenti recenti, a volte sono tanto preziosi quanto l’articolo stesso.

    • Ciao Sabner,
      naturalmente la nuova grafica ha comportato dei compromessi. Per migliorare la leggibilità e la visualizzazione da dispositivi mobili (oggi rappresentano quasi il 40% dell’intero traffico del blog) ho dovuto ingrandire il carattere. Nel caso della sezione commenti recenti questo si è tradotto in una riduzione del numero dei commenti visualizzati.

      Andrea.

  • Simone

    Grazie e complimenti :-)

  • Francesco

    Ciao Andrea, complimenti per l’articolo! Essendo vicino alla scelta della specialistica, questo articolo cade a fagiolo! Toglimi una curiosità: qual é la persona che ammiri di più? Seguendoti da due anni azzardo una previsione: Steve Pavlina!
    Continua così Andrea!
    PS: l’altra settimana non mi convinceva la nuova grafica ma mi sta iniziando a piacere!!!

    • Ciao Francesco,
      beh, Pavlina indubbiamente è stato uno dei miei “mentori digitali”, ma ultimamente ha preso direzioni che non sposo appieno. Ci sono molte persone che mi hanno guidato per un tratto più breve lungo della mia vita: i miei genitori, autori come Robin Sharma, il mio ex-capo nella società di consulenza in cui ho lavorato, etc.

      Mi fa piacere che la nuova grafica inizi a piacerti: da quando abbiamo pubblicato il nuovo tema, stiamo continuando a fare decine di piccole modifiche dietro le quinte ;-)

  • Massive

    “Tecniche anti-procrastinazione, stratagemmi di produttività personale e trucchi per la gestione del tempo sono del tutto inutili se non abbiamo la più pallida idea di cosa fare nella vita.”
    BINGO! Hai centrato il punto.

  • Nicola

    Ciao Andrea,
    articolo interessante, stò rispondendo alle domande “con calma”, nel senso che ho iniziato un foglio nuovo solo per queste e lo lascio li sulla scrivania, quando mi viene in mente una risposta la scrivo, così facendo ho più tempo per pensarci e le risposte sono più “di qualità”, secondo me almeno, cioè non sono dettate dai vari stati d’animo giornalieri ma risultano vere sempre.
    In ogni caso mi stavo chiedendo se non fosse opportuno inserire anche una domanda sui “punti deboli”, nel senso, così come c’è la domanda “quali sono i tuoi talenti”, magari inserire anche la domanda “dove manchi di abilità, quali sono i tuoi punti deboli”, non tanto per lagnarsene come un “frignone” come dici sempre tu, ma per lavorarci su nel caso fosse determinante per l’obiettivo che ne sfocia dall’analisi finale di queste domande, oppure anche per delineare bene quali obiettivi non vanno bene, per dire, io sono una persona che ha bisogno sempre di novità e mi piace sapere un po di tutto, non mi piace specializzarmi perchè lo trovo noioso (o meglio, quando mi serve una nozione che non ho la cerco o cerco chi può aiutarmi), quindi un mio punto debole è che trovo noisa la routine e non mi piace (alcuni invece la bramano, ne vanno pazzi), quindi un lavoro ripetitivo o poco dinamico per me sarebbe impensabile (ed avendolo provato lo so bene).

    Ciao, Nicola.

    • Ciao Nicola,
      trovo il tuo approccio davvero efficace ;-)

      Ti svelo un piccolo segreto: inizialmente il post prevedeva 20 domande, ma mi sono accorto che sarebbe diventato davvero troppo lungo. Mi piace molto la domanda sui punti deboli, credo che sia un’ottima aggiunta a questa lista ;-)

      • Pier Paolo

        A volte capire quali sono i propri punti “deboli” è altrettanto importante quanto lo scoprire quali sono invece quelli “forti”…….io mi sono inventato questo aforisma “Per avere successo nella vita bisogna capire fin dove arrivano i propri limiti fortificando al massimo quello che sta nel mezzo!”

  • Io mi permetto di aggiungere una domanda:

    Perché lo fai?

    Non me lo chiedo per insinuare il dubbio nelle mie azioni, ma per acquistare consapevolezza.
    Tante volte mi ritrovo a lavorare e agire col pilota automatico.
    Normale? Sì.
    Positivo? Non sempre, per cui meglio verificare.
    Assecondare pessime abitudini è il modo sicuro per perdere di vista i nostri obiettivi e le nostre reali capacità.

    Ps questo è uno dei tuoi migliori post sulle abitudini:
    http://sommelier-news.com/2009/04/10-abitudini-per-cambiare-vita-parte-1/

  • Claire

    … e la Nutella no, e l’India no … oh, ma non starai esagerando? :P

    Grazie per questa pausa di riflessione, oggi mi serviva. Ci sono risposte a cui devo “lavorare” ancora molto, non si finisce davvero mai …

    Buon we :)

  • Elia

    EUREKA!

    Ho risposto alle 10 domande e ho Trovato lo Scopo della mia Vita!

    Il mio Destino é essere IRON MAN!
    Oppure essere adottato da Gordon Gekko!

  • Cindy

    Ciao! I tuoi consigli sono una droga per me! Ho iniziato a leggerli perchè mi serviva un modo per ritrovare la voglia di studiare … ma mi piacerebbe di piu leggere i tuoi aricoli che studiare ahah

  • rosalba

    Grazie mi hai dato una ” doccia fredda”

  • Mattia

    Forse uno stupido sarebbe in grado di rispondere subito a tutte queste domande, pur trascorrendo una vita assai annebbiata. Ecco, in tal caso sono io quello stupido.
    So di avere delle qualità, so cosa devo migliorare, so quali sono le strade “belle” che potrei prendere, ma per qualche motivo finisco per imboccare quelle “brutte”.
    Sto cercando di capire l’origine di quel “per qualche motivo” e penso sia un miscuglio di paure e incapacità di motivarmi nel tempo.
    Qualche consiglio per avere continuità e non perdere motivazione, specialmente per obiettivi medio/lontani?
    Grazie Andrea!

  • Ross

    Ciao, è da qualche tempo che leggo il tuo blog, e devo ammettere che la mia perplessità verso gli articoli in cui parli del raggiungimento dei propri obiettivi è proprio dovuta al fatto che personalmente non saprei a cosa applicare i tuoi consigli. Questo per me è stato il tuo articolo più utile!

  • massimo

    In un Blog frequentato soprattutto da giovani, il mio intervento è un pò fuori luogo, ma … permettetemi lo stesso un mio parere.
    Superata una certa età, farsi questa bellissima domanda potrebbe essere molto pericoloso !
    Si corre il rischio di scoprire che abbiamo sbagliato un gran numero di scelte fatte negli anni passati, quando ormai la nostra vita ha preso una certa direzione e non c’è più abbastanza tempo per cambiarla.
    Ne potrebbe derivare un profondo senso di frustrazione.

    • Paolo

      Cito un verso di una fantastica canzone dei Tesla:
      “You best be careful of what you dream”, ovvero “devi stare attento a quello che sogni”
      Secondo me è uno paradosso infame ma è dannatamente realistico perchè i sogni sono fantastici ed è fantastico realizzarli, ma poichè quantificare i propri limiti è praticamente impossibile a volte forse alcuni sogni sono davvero “off-limits” e rischiamo di andare a percorrere strade che potrebbero rovinarci, il tutto per inseguire un sogno piuttosto che “accontentarsi” di quello che si ha e di viverlo appieno. Solo che a volte mi chiedo perchè alcune persone abbiano avuto successo nel campo da loro desiderato e io sono invece costretto a percorrere una strada che non mi appaga come vorrei. Allo stesso tempo mi rendo conto però che per essere quello che vorrei, in quest’epoca, il rischio è troppo grande.

  • Giulia

    Andre questo post è difficilissimo. ad alcune domande non so rispondere. :(

    • A volte porsi la domanda è più importante della risposta che troviamo (o non troviamo).
      Ogni qualvolta ci poniamo domande intelligenti la nostra mente, conscia ed inconscia, inizia un processo di scoperta che inevitabilmente indirizza le nostre scelte e, di conseguenza, la nostra vita.

      (‘Madooo che pippone che ho scritto: devo assolutamente guardarmi 10 minuti del Grande Fratello per compensare).

  • Veronica

    Ciao Andrea,
    sono rimasta affascinata da questo articolo e da queste domande, tuttavia mi sono resa conto che non mi conosco, non so quali sono i miei più grandi talenti, ne le 5 costanti della mia vita. Non è la prima volta che leggendo i tuoi articoli mi pongo queste domande. Tuttavia continuo a non essere capace di darmi risposte. Non riesco a guardarmi dentro. Hai per caso degli articoli che insegnano un percorso per guardarsi dentro e superare i muri interiori? Accetto qualsiasi consiglio da te.
    Ti ringrazio per il tuo lavoro,
    ormai i tuoi articoli sono diventati una costante quotidiana ;)

  • Andrea

    Caro Andrea,
    Il problema di cosa si vuole fare nella vita bisogna affrontarlo i famiglia e prima ancora a scuola tramite un orientamento nelle strutture formative. Attenzione, quello che fai è sicuramente utile ma altrettanto drammatico perché in Italia siamo totalmente abbandonati. Io ne sono l’esempio vivente. Ho scelto ragioneria ma volevo fare informatica o altre materie scientifiche.

  • hibiscus

    ciao,
    è molto bello e molto diretto quello che scrivi.
    io ho la capacità di analizzare tutto alla perfezione, poi parto con grande slancio, però la benzina finisce presto e resto a secco. e per ripartire ogni volta è una tragedia.
    la mia vita è un continuo singhiozzo.
    sono stanca di fermarmi, vorrei andare sempre avanti, invece in questo modo non costuisco nulla perchè disfo tutto nn appena mi mancano le motivazioni.
    io tendo a voler capire troppo, quindi non so se devo capire perchè mi faccio lo sgambetto, o piuttosto, come dice Mr.Nike (ehi era anche il mio motto, ce l’avevo scritto sulla cartella 15 anni fa!! :P) JUST DO IT!!
    cmq leggere questo forum mi fa sentire meno sfigata e più umana, e mi fa sbattere il muso su ovvietà di concetti che conosco già e condivido ma non pratico, che spero mi senta talmente assurdamente illogico conoscerli e non applicarli che… riaccenda il motore!

    Anna

  • Jessica

    Ciao Andrea,
    ho 19 anni e non so cosa voglio fare nella vita. Leggendo le tue domande ho capito che in realtà non mi conosco bene come credevo. L’anno scorso ero la studentessa modello, diplomata con il massimo dei voti e fermamente convinta di voler fare Medicina, poi, come tanti, non ho passato il test e lasciandomi condizionare dagli amici e dai parenti mi sono iscritta a Professioni Sanitarie, come ripiego. Inutile dire che non ha funzionato e dopo due mesi ho smesso. Ero amareggiata e delusa, ho rimesso tutto in discussione e il risultato è stato che mi sono persa. Sono paralizzata dalla paura di sbagliare di nuovo (ma ammetterlo è il primo passo verso la guarigione, no?), ma non ho perso la speranza. Ho deciso di scrivermi le domande come prememoria, per non smettere mai di cercare le risposte. Grazie.

    • Myriam

      Ho avuto la tua stessa carriera liceale. Ambizioni elevate, col solo scopo di non permetterti di analizzare mai sul serio cosa fare del tuo futuro. Al contrario tuo, ho scelto una facoltà umanistica. Fra un anno circa, di anni ne ho 21, dovrei trovarmi a scegliere una qualche specializzazione… Le mie aspirazioni sono più vaghe che mai. Spero tu non ti sia lasciata frenare dalle tue paure. Anzi, se posso, com’è andata? Sei riuscita ad ottenere una qualche risposta dal questionario? Io m’impegnerò a rispondervi intanto.
      Speriamo bene, per entrambe.

  • In questo periodo della vita all’ultima domanda rispondo te, Andrea! 
    Ti ammiro per diversi aspetti, manager che lascia il lavoro, indipendenza e ironia. Non vedo l’ora di vedere quello che hai in mente di fare :)
    Ti ringrazio per l’articolo anche perché avevo preso in seria considerazione l’idea di un viaggio in India per trovare risposte e leggendo la tua prima frase ho detto: ok allora posso anche evitare :)

    Nonostante sei il mio nuovo idolo c’è un domanda che non è molto chiara… Nel punto 5 secondo me fai confusione tra talenti, passioni e abilità per le quali una persona è disposta a tirare fuori i soldi dal portafoglio. 

    Infatti dici, Quali sono i tuoi 3 più grandi talenti? “Guadagna grazie alle tue passioni“, “Trasforma ciò che ami nella tua fonte di reddito“, “Fai soldi con i tuoi hobbies“

    Elenchi 3 articoli sul fare soldi con i propri talenti, non su come capirli e svilupparli a prescindere dal guadagno.

    Si può evincere che le tue passioni “inconsce” siano quelle di fare soldi e arrivare ad una posizione di dominanza nel mondo. A dimostrazione i tuoi due ultimi articoli, “Come diventare ricchi: le 10 abitudini vincenti dei milionari” e “Consigli pratici per conquistare il mondo”. 
    Capisco che queste sono passioni di molte persone e possono anche essere ottimi propositi! Però, prima di lanciarsi alla conquista, consiglierei di studiare il mondo della finanza e di informarsi su un fenomeno attuale, quello del bitcoin. 

    Ecco le conclusioni a cui sono giunto per ora: tutti noi lavoriamo sostanzialmente per pagare gli interessi alle banche.
    Gli interessi sono un meccanismo subdolo di schiavitù. 
    L’energia scambiata nel mondo è in costante aumento perché ne serve sempre di più per produrre ricchezza per ripagare gli interessi. La banca è come un casinò, il banco vince sempre. 

    Per cui o aumentiamo l’energia in circolo nel pianeta o aumentiamo l’efficienza con la quale la utilizziamo. Ecco perché le innovazioni portano alla ricchezza. Perché ogni idea vincente non è altro che un modo per essere più efficaci o efficienti nel fare qualcosa. E l’essere efficaci con una buona idea porta alla ricchezza. Dobbiamo solo ricordarci che l’energia non è infinita sulla terra…

    Con questo ho dimostrato anche il motivo del successo del tuo blog, che rappresenta l’efficacia e l’efficienza nell’usare la mente :)

    In bocca al lupo e spero di non averti scombussolato troppo con questo commento! Forse lo scopo della mia vita è quello di scombussolare la vita degli altri… o forse quello di fare commenti assurdi :)

  • Nahuel

    Caro Andrea.

    Come tanti altri tuoi seguitori ti avranno già detto, i tuoi articoli sono illuminanti, interessanti e soprattutto “UTILI”, e colgo l’occasione per fare i miei più sentiti ringraziamenti per l’esistenza di questo sito web!
    Mi domando dunque perché ti limiti solo ad un pubblico cosí ristretto come l’Italia. Perché non divulghi tutti questi magnifici articoli in lingua inglese e spagnola? Non moltiplicherebbe il tuo pubblico, e quindi i tuoi guadagni? Potresti raggiungere entrambe le americhe. Senza contare l’europa e gli altri continenti.

    Se solo mi risponderai saró felicissimo!

    A presto, Nahuel :)

    • Ciao Nahuel,
      grazie per il tuo commento :-)

      Piacerebbe anche a me non limitarmi al pubblico italiano, ma ho seri dubbi nel proporre il blog in altre lingue, soprattutto l’inglese:
      – il mercato americano di “personal development” è decisamente saturo. Nel 2008 ho fatto una chiara scelta di campo creando il blog in italiano, proprio perché nel nostro paese non erano ancora presenti molti blog di valore su queste tematiche.
      – inglese a parte, su cui potrei cavarmela, non conosco lo spagnolo, il portoghese o il cinese per gestire in prima persona le traduzioni. Temo che con una traduzione impersonale, molti dei miei scritti perderebbero di incisività.

      Però non sei il primo lettore che mi fa una proposta del genere e valuterò con sempre maggiore attenzione questa possibilità. Grazie per aver commentato. Andrea.

  • Pamela

    Questo post giusto giusto adesso che mi trovo a dover prendere una decisione importante e…non so cosa fare!

    P.S. Bellissimo lo spezzone del film che hai condiviso, ogni volta un pugno allo stomaco (in senso buono ;) )

    Grazie! :)

  • alessandro

    Ciao mi piacerebbe seguire le tue regole ma ci vuole coraggio

  • Ivano Mercuri

    Corrado Guzzanti aveva ragione a metà, perché effettivamente “La risposta è dentro di te” e non è una frase tirata lì per lì per avere ottimismo, ma perché è proprio così ( chi segue Raffaele Morelli sa di cosa parlo ).

    Inoltre non bisogna dare ascolto allo scoraggiamento, perché purtroppo la cultura attuale ci ha abituati ( male ) alla filosofia “tutto e subito” come se conoscere se stessi fosse questione di minuti.

    E’ un bel blog, ringrazio chi lo gestisce per i suoi articoli.

  • Barbara

    Ciao Andrea!
    Oggi ho speso il mio primo giorno sul progetto 90-90-1 a rispondere alle 10 domande.
    Già perchè mi devo dare una svegliata e reagire dopo aver perso il lavoro, fin qui mi sono mossa forse anche poco, ma sicuramente male. Perchè ero “sotto botta”, per un senso di delusione e di sfiducia nel mondo del lavoro… per mancanza di chiarezza sul cosa fare.
    90′ faticosissimi oggi…. ma sono partita :-)

  • Enza

    Ti seguo da qualche mese, questo articolo lo avevo già letto, ma ho voluto rileggerlo con piacere, appuntandomi sulla mia moleskine tutte le domande. Spero di riuscire a trovare delle risposte sarebbe un gran bel passo in avanti

  • Lara

    Ammiro la tua costanza e la tua dedizione nell’aver creato Efficemente. Nell’ultima domanda infatti ho risposto di ammirare un mio amico che anch’esso è coerente con le sue scelte. Ho risposto alle domande e adesso ho ritrovato un punto di riferimento in cui partire oggi, anche se questo significa rinunciare e avvicinarmi a mondi diversi dal mio. Per adesso, ti ringrazio molto.

  • Chiara

    Ciao Andrea I tuoi articoli sono molto interessanti e divertenti…a volte,spesso molto utili,l’unica cosa che credo non sia facile per chi li legge e prova a comprenderli e cacciare le P…e urlare al mondo intero che preferirebbe morire di fame e vivere di stenti pur di riuscire ad inseguire un sogno che puntualmente non riesce neanche a visualizzare al meglio in quanto è incastrato nella logica del “devi fare quello che è giusto,la laurea ti porterà lontana”(e tu ascolti pure il consiglio…e ti fregano). Quando magari per gli altri è importante il famoso pezzo di carta ma per te no. Comunque della serie se non sono matti non li vogliamo..ho risposto a tutte e 10 le domane è dalla 1′ alle 10 è cambiato tutto o forse nulla o forse trovare la propria strada, per una che è in costante ricerca, diventa impossibile…ok ho finito il mio monologo assurdo e disordinato…comunque ti ringrazio perché con i tuoi consigli riesci a motivarmi…il che è un miracolo…ti faranno santo….ahhahahahahaha buona settimana e buon lavoro

    • paolo

      amen :D

  • Nina

    Ciao Andrea,
    scrivo qui giusto per dire che a tutte le domande sopra elencate risponderei con un “NON SO”.

    A questo punto pensi che appendermi a una corda sia una buona soluzione?

  • Nina

    Ovviamente la battuta, anche se da disperati, è da prendersi in chiave autoironica

  • paolo

    Ho risposto con piacere alle domande. Perchè però quando penso all’ultimo momento in cui mi sono sentito vivo sempre sono serate in cui ho conosciuto un mare di gente, ero attivo, allegro, però sotto effetto di alccol e magari anche qualche droga. Vorrei raggiungere quello stato cancellando quella cattiva abitudine

  • Elisabetta

    Questo articola mi ha aiutata più di qualsiasi orientamento universitario. Capisco che il mio problema principale è la mancanza di un obiettivo e ho paura di constatare che non sia causato dalla mia paura di ammethere di volere qualcosa quanto a non aver trovato niente che mi piaccia sul serio, tanto da immaginarmi di lavorarci, e questa è forse la cosa che mi scoraggia di più. Non posso dire a me stessa di essere coraggiosa per poter realizzare i miei sogni se non ne ho….. è questo è veramente triste. Cerco di essere positiva ma non ho niente su cui possa veramente costruire un progetto che possa rendermi felice. Quello che so è chè voglio impegnarmi e fare qualcosa che, nonostante tutto, possa farmi sentire felice e soddisfatta della mia scelta……

    • jessica

      Elisabetta, quanto ti capisco…sono messa anche io come te

  • valerio

    io vorrei fare l’istruttore di tennis, ma ho 52 anni e un figlio da mantenere…..

  • Sara

    Sei una fonte di ispirazione. Io ho “lavorato gratise” per 3 anni come praticante avvocato. Mi sono sentita viva solo quando ho smesso di farlo e mi sono messa in proprio a fare tutt’altro. I tuoi articoli mi aiutano a ricordare ogni giorno le scelte che ho fatto e a portarle avanti! Grande!

    • Che bello leggere questi commenti Sara. Complimenti ;-)

  • Marta

    Ciao Andrea,
    I tuoi blog sono davvero molto interessanti e come dire… Uno tira l’altro.
    Ho provato a leggere questo articolo, ma non è stato molto utile. Io sono una studentessa delle superiori e devo scegliare una facoltà per l’università… E diciamo che l’unica cosa che mi interessa davvero è la musica anche se io la definisco la materia “sbagliata”. Vorrei trovare qualcos’altro che mi piaccia e non so come fare… Ho paura di fare una scelta sbagliata,(proprio com’ è successo per le superiori).
    Potresti darmi qualche dritta?
    Se hai veramente un po di pietà rispindimi grazie!!

    • Giovanni Tonini

      Ciao Marta,

      lo so che non sono Andrea!! Ma forse ti potrei aiutare per quanto riguarda il capire cosa fare da grande…

      Ho creato una guida per capire cosa fare da grande…

      Copia questo link sulla barra in alto di Google: file:///C:/Users/Giovanni/Downloads/Il-grande-dilema-cosa-fare-da-grande%20(1).pdf

      Ciao Giovanni

      • Marta

        Grazie mille, ma non riesco ad aprire la pagina. Come posso fare?
        Il 12/Ago/2015 13:10, “Disqus” ha scritto:

      • Giovanni Tonini

        Ciao Marta,
        ti svelo una cosa: questa guida non l’ho testata a nessuno ancora e quindi no so se funzioni…
        Ps: Se funziona mi potresti fare il favore di dirmelo. Grazie mille!!
        Ciao Giovanni

  • roberto

    Ciao Andrea, hai trovato di meglio rispetto ad evernote in questi ultimi mesi? Se si in cosa è migliore? Grazie..

  • francesco

    Ciao andrea complimenti ancora per i tuoi articoli. Da parecchio tempo purtroppo sono impantanato su due scelte per il mio futuro-lavoro completamente diverse e non riesco ad andare avanti nella mia vita senza pensarci. A volte resto delle ore attaccato alla scrivania cercando di decidermi , cosiderando i pro e i contro, vedendo in cosa sono più portato ma ogni volta che prendo una decisione rimpiango quell’altra e sorgono i dubbi e il fatto di essere impantanato in questa scelta mi blocca a volte anche nel prendere decisioni nella vita di tutti i giorni ma sono sicuro che SpecializzarSI e capire cosa piace fare nella vita sia essenziale.
    Inoltre volevo chiederti se hai letto il libro di Francesco Morace : crescita felice . Percorsi di futuro felice?

  • francesco

    Ciao andrea complimenti ancora per i tuoi articoli. Da parecchio tempo purtroppo sono impantanato su due scelte per il mio futuro-lavoro completamente diverse e non riesco ad andare avanti nella mia vita senza pensarci. A volte resto delle ore attaccato alla scrivania cercando di decidermi , cosiderando i pro e i contro, vedendo in cosa sono più portato ma ogni volta che prendo una decisione rimpiango quell’altra e sorgono i dubbi e il fatto di essere impantanato in questa scelta mi blocca a volte anche nel prendere decisioni nella vita di tutti i giorni ma sono sicuro che SpecializzarSI e capire cosa piace fare nella vita sia essenziale.
    Inoltre volevo chiederti se hai letto il libro di Francesco Morace : crescita felice . Percorsi di futuro felice?

  • Enrico Re

    Ciao Andrea, ho speso le ultime due ore a leggermi sia questo post che quelli ad esso correlati. Devo dirti che ne ho avuto un’ottima impressione e Ti ringrazio per le risorse che condividi con noi. Attendo i tuoi feed e alla prima occasione andrò a vedere la tua pagina FB, anche se non amo particolarmente i social, FB e Google in particolare (Snowden docet :-). Grazie e buon lavoro

  • Giovanni Tonini

    Ciao Andrea,
    Le volevo fare una domanda:
    da che cosa hai tratto quelle domande?
    Mi faresti un grande favore se mi rispondessi…
    Ciao

  • Mi hai spronato a dare il meglio. Molti di noi non hanno la risposta pronta, altri la sanno già in fondo al cuore. Ma grazie a questo articolo ho ritrovato la voglia di fare il mio meglio!
    Grazie mille Andrea!

  • Mattia

    Ciao ho letto questo articolo. Ho risposto a tutte le domande e portano tutte ad una soluzione che nn posso prendere. Non sono riuscito ancora a capire cosa voglio.. È possibile chiederti un aiuto?

  • Marco

    Grazie mille Andrea, anche oggi mi hai aiutato tantissimo, questa era una domanda (quasi un’ossessione) alla quale non riuscivo a dare risposta, ora so cosa cerco e quali sono i miei obbiettivi, grazie ancora

  • Dree

    Ciao Andrea.

    Seguo da un po’ il tuo blog e devo ammettere che trovo molto interessanti i tuoi articoli (e il tuo stile ;P ). Scrivo qui, perché forse tu (o qualcuna delle persone che leggono questo blog) potresti darmi un consiglio.

    Prima però, ho bisogno di raccontarti la mia storia (spero di non annoiarti troppo).

    Partiamo dalla mia personalità: i tuoi articoli sulla procrastinazione sono (quasi) inutili per me. Mi spiego meglio: sono sempre stata dell’idea che se devo fare qualcosa che non ho voglia di fare, prima comincio, prima finisco. Non ho mai avuto problemi nemmeno ad affrontare situazioni spinose, compiti gravosi o cose boriose. Ma non lo dico certo per vantarmi, ma perché a volte una mentalità simile può creare problemi. Perché poi ci si abitua a prendere qualsiasi cosa di petto e si passa poco tempo a rimuginare e soppesare le vere complicazioni che un atteggiamento simile potrebbe creare.

    Questo a parte, altra cosa da sapere, è che non sono una persona che non perde tempo a piangersi addosso, ma preferisce passare al “piano b” o pensare una nuova strategia. Aggiungi pure che, avendo l’abitudine ad affrontare tutto ciò che mi si para davanti, quasi con foga, tendo a dimenticare che quello che “potrebbe andare male” e ad intestardirmi su quello che potrebbe andare bene.

    Insomma, ho una visione tutta mia della vita.

    Perfetto, sembro davvero una persona in gamba, ma credimi, non è così.

    Ho 24 anni e, un po’, mi sento vecchia.

    Quando ho finito le superiori non avevo la più pallida idea di cosa fare nella vita e, dopo un anno di università ho piantato lì e ho lavorato qui e là per due annetti.

    Tempo di svolte e mi sono arruolata. I primi mesi sono stati davvero i più belli della mia vita, non riuscivo a capacitarmi del fatto che mi pagassero per quello che facevo! Ho davvero pensato potesse essere la mia vita. Mai poi il tempo dell’addestramento è finito, la vita si è fatta più lenta, il clima pesante. (Non voglio entrare nel merito pubblicamente, non ho intenzione di gettare discredito su nessuno e se le cose non sono state come avevo pensato potesse essere non è colpa di nessuno. L’Esercito mi ha comunque regalato dei mesi incredibili e felici e, di questo, ne sono immensamente grata).

    Quando la vita si è fatta troppo “lenta” (sì, mi piace l’avventura) ho semplicemente deciso che era ora di cambiare. Ho fatto due conti, c’era un’idea che mi tormentava da un po’ e volevo darle corda. Fin dai tempi del liceo sono stata un’invasata per il mondo dei cavalli. Perciò, ho deciso di constatare se quella poteva essere la mia strada. Ho fatto lo zaino e sono partita per l’Australia, con l’idea di lavorare in quell’ambiente.

    Il primo mese è stato una meraviglia, la vita in una allevamento, l’esperienza del lavoro con il bestiame, gente nuova, una nuova lingua.

    Eppure c’era qualcosa che mi mancava.

    Non avevo un obiettivo. Non sapevo cosa avrei fatto una volta tornata in Italia. No, avevo intenzione di spendere ancora 8-10 mesi in Australia, ma cominciavo già a tormentarmi su cosa avrei fatto, su quale sarebbe stato il prossimo step.

    Ecco, prendi la persona che – a grandi linee – ti ho descritto prima: impulsiva, testarda, cocciuta. Alcuni dicono “coraggiosa”, ma non è esattamente così. Probabilmente è solo il fatto che non sono capace di accontentarmi.

    Ed eccomi al nocciolo della questione: sì, dopo tre mesi, sono ancora in Australia e, nonostante tutto, non so ancora cosa farò esattamente quando tornerò a casa.

    E, mi dispiace dirlo, ma il tuo articolo è, purtroppo e per la prima volta, assolutamente inutile.

    E no, non è un problema relativo all’articolo in sé, il problema è mio: ci sono troppe cose che mi piacciono e mi entusiasmano nella vita e non riesco a trovare la mia strada per il semplice fatto che non riesco a decidere quale fra tutte queste sia la più importante.

    Le domande che poni, a grandi linee, sono quelle che mi sono posta io durante quest’anno.

    Dannazione, sono partita perché per un po’ ho pensato che la risposta a queste domande fosse racchiusa nella sfera del mondo equestre e qui, ora, stanno cadendo i miei pilastri. Non perché abbia perso interesse per questa sfera, ma perché ho la strana sensazione di avere bisogno di tante piccole cose e che, tutte queste insieme, mi rendano felice e soddisfatta.

    Forse sto rivalutando le mie priorità, e non riesco a dare loro un ordine di importanza.

    8. Quali sono le cinque cose per te più importanti?

    Beh, forse cinque cose importanti riesco a sceglierle, ma sono sempre cinque strade diverse. E lo scenario apocalittico? Be, non che stia vivendo uno scenario apocalittico, ma di sicuro non sono tra le quattro mura confortevoli e sicure di casa. Qui nulla è scontato, la mano che mi aiuta la trovo alla fine del mio braccio, se sono in difficoltà posso contare solo su di me e sì, spesso la solitudine fa parte della mia vita. Ma non è un problema, né nulla di difficile o faticoso, (anzi è un’esperienza davvero unica, che consiglio a tutti!) è solo che una situazione così è in grado di porti nelle condizioni giuste per capire cosa ti manchi veramente e cosa no.

    Perciò sono assolutamente sicura che quelle cinque cose, per quanto magari insignificanti per gli altri, siano importanti per me.

    Resta il fatto che sono cinque. Sono cinque cose troppo distanti tra loro per essere unite.

    Insomma, il mio problema non è tanto trovare un obiettivo nella vita, quanto piuttosto, trovarne solo uno.

    Si accettano consigli.

    • Dario Villirilli

      Ciao Dree,
      vorrei provare ad aiutarti con i tuoi dubbi. Dal mio punto di vista, il tuo unico “problema” è che cerchi all’esterno (e quindi in ciò che fai o che andrai a fare) una possibile realizzazione, un senso di completezza, quel pezzo che ti manca.. come scrivi tu stessa.

      Ma per quanto tu possa anche trovare la tua vera passione in cui sentirti a tuo agio mentre la eserciti, l’unico vero senso di completezza può arrivare da una profonda consapevolezza spirituale e da un incrollabile amore per te stessa già nel presente.

      Infatti, credere che ci manchi qualcosa per essere completi è una condizione naturale della mente egoica. E’ un gioco disegnato per non finire mai. Raggiungi questo e poi ti manca qualcos’altro. E’ un gatto che si morde la coda (e mi sembra che la tua esperienza equestre possa esserne un buon esempio!)

      Quando invece riesci ad andare oltre la mente, aumentando il tuo livello di consapevolezza, cominci a vederti come perfetto e integro già nel presente. Da questo punto di partenza poi, puoi solo crescere. E con una buona dose di fede troverai la tua strada. Non cerchi più il pezzo mancante, ma cerchi la strada migliore per crescere in tutto il tuo splendore.

      Purtroppo (ma non è una scusa) non è così facile fare questo percorso spirituale. Io onestamente sto cercando di tracciare il percorso che ho fatto finora e di proseguire su questa strada.

      Spero che il mio punto di vista possa esserti di aiuto, anche in minima parte.

      Un saluto e in bocca al lupo!

  • cambia

    Ho capito che per utilizzare efficacemente le tue riflessioni é fondamentale fermarsi, prendere carta e penna e mettersi a lavoro a modi esercizio, ne traggo sempre beneficio e la mia sana routine é ormai leggere almeno 3 articoli al gg di questo fantastico blog.
    E dunque, ho descritto la mia vita tra 5 anni…ci ho messo quasi 1 ora e in fondo non sapevo neppure che piega avrebbe preso la cosa… è stato un bagno di entusiasmo avere una chiara visione di me..per ogni punto ho dedicato diverso tempo a pensare e non sempre ho trovato la risposta, ma so che le risposte più significative arrivano proprio mentre si é impegnati a vivere, e non necessariamente subito dopo una domanda. ..grazie quindi perché ci offri domande stuzzicando la nostra coscienza e immaginazione;)

  • Davide Baldon

    Ciao Andrea, ho voluto fare tutte le domande perché mi rendo conto di quanto facilmente perdo il focus sui miei obiettivi e ti ringrazio per darci questi strumenti !

    Un dubbio sulla domanda 8. L’esempio che hai fatto mi porta a pensare solo oggetti materiali. É cosí o tra le 5 cose possono esserci anche concetti astratti?

  • Un Tizio

    solo ad un paio di domande posso dare una risposta, dopo tutto l’inerzia che ho contro tutto è altissima e non so nemmeno cosa mi ha mosso a rispondere qua. infatti controllero le risposte solo domani e dopodomani, cioe fino a quando me ne ricordero.
    1 domanda) non so che dire, considerando che ho una politica di rassegnazione non so che fare (tranne un altra partita al computer)
    2) niente d’interessante visto che non ho visione a lunga gittata per la mia vita: magari SE passo gli esami di quinto liceo saro a sbattere la testa contro quelli di ammissione nell’università, e SE passo anche quelli (visto che vado in quarto e nel raggio di cinque anni sarei in 4 anno di farmacia) continuano i SE, visto che per ogni anno ci sono esami dietro ogni angolo (immaginando l’università come un icosaedro solido ce ne sono di angoli)
    3)non ho paura di niente (semmai delle altezze, o di mio padre)
    4)studiare veramente e passare gli esami, visto che l’inerzia che si è
    formata dopo una decina di anni ad arrancare per proseguire stentando e
    pregando il dio 6 mi ha fatto diventare indolente (visto che ho subito
    tante di quelle serenate di “devi andare a studiare” e discorsi sul mio
    futuro che ormai anche gli insulti personali mi scivolano addosso
    5)fare arrabbiare la gente con la mia indolenza (sono campione regionale di RRRRROSIK), sognare e inventare de infiniti universi et mundi, autocommiserarsi e fare le grandi seghe mentali (se sono queste le seghe mentali) sul mio futuro, la mia inventiva, il rancore sedimentario e la mia incapacita di prendere posizione (se mi fossi imposto prima, adesso non sarei un fallito ed avrei una carriera da programmatore ed inventore di videogiochi)
    6)in macchina a perdere tempo nelle praterie multicolore della mia immaginazione (ho solo un ora, tanto vale che la viva bene separato da questo mondo e dalle sue seccaturedelusioni)
    7)non che mi sentissi “vivo” ma era una felicità forte: stavo giocando a bf3, e mi stavo divertendo cosi tanto che non mi interessava se mi uccidevano in maniere inimmaginabili ma continuavo a ridere fino a quando sono andato a dormire.
    8) compagnia, internet & computer, una sedia, un tetto sulla testa e poi boh
    9)non sono abituato a fare sacrifici, ma se avessi un opinione di rilievo per fare ad esempio in gioco io mi ci fiondo, perche poi posso dire “ci ho messo del mio di la, ed è andata bene”
    10)mio fratello che va all’università, anche se lo ammiro e gli voglio bene, la forza che fa su di me non vince l’attrito.
    E questo è quanto, ti reputo una persona aperta di mente andrea, non deludermi con le frasi fatte. rimarro qua per due tre giorni, quindi non ha senso rispondermi una settimana dopo, perche poi mi dimentico dell’esistenza di questo blog.
    CYA

  • Intanto complimenti per il blog, a mio parere è uno dei pochi che si trovano sul web che non si limiti alle 4 frasi fatte. In bocca al lupo per tutto e spero che il sito ti dia l’adeguato ritorno economico che meriti in modo che tu possa continuare, sia per te stesso, sia per noi. (non è certo necessario diventare ricchi, ma mangiare sì…)

  • frut joy

    ciao ho una domanda da farti: alla prima domanda non ho saputo rispondere perchè io ho già lottato con le unghie e con i denti e adesso sono diventata piuttosto cinica. hai una domanda alternativa?

  • Laurina

    Oddio ma la domanda 5 è paro-paro quella odiosissima domanda che ti fanno in molti colloqui di lavoro e io con fare molto figo (credendoci manco un po’) ho sempre detto: “Preferisco vivere il presente e non pensare a come sarò tra 5 anni”.
    Scusami ma se non so cosa voglio fare nella mia vita, a maggior ragione non so proprio come immaginarmi tra 5 anni. Non so, ma vedo un conflitto interno in questa domanda.
    Cosa ne pensi, Andrea?

  • disqus_BNrN6Uroxt

    e se qualcuno rispondesse che non è disposto proprio a soffrire…suppongo sarebbe un caso grave giusto?

    • No, non è un caso grave: spesso ci piace essere etichettati come “casi gravi”, perché ci fa sentire speciali. Quindi ripeto: nessun caso grave, semplicemente nella vita otterrai quello per cui sei disposta a sacrificarti, se non sei disposta a sacrificarti per nulla, non otterrai nulla.

    • federica

      Credo che la sofferenza o il dolore sia davvero sovrastimato o sottostimato, dipende dai punti di vista, nella nostra cultura. Il dolore è sempre visto come qualcosa da evitare, come una bestiaccia da scacciare appena possibile. I genitori, sopratutto quelli di adesso, hanno una fortissima tendenza a tenere i loro bimbi (piccoli o grandi che siano) sotto una bella campana di vetro, per proteggerli dalle sofferenze in cui potrebbero incappare. Ma è qualcosa a cui non ci si può sottrarre a meno di non voler vivere. A volte è terribile ti senti morire dentro e pensi che non ce la farai a sopportare anche questa volta, ti vorresti arrendere e abbandonare, perchè non hai più le energie. Invece si può provare ad accettarlo come parte della vita, si può provare ad osservarlo, dove lo sento nel corpo? Cosa di questa situazione mi ferisce così tanto? Ci sono delle strade che posso percorrere per cambiare la mia situazione….si può imparare molto anche da questa condizione, si può provare ad osservare che le volte precedenti ci sembrava di non farcela, ma poi invece siamo qui…

  • Gioele Asioli

    Come si fa a superare la paura di rimanere senza soldi?

  • Un fattore che mi ha sempre convinto che quello che sto facendo è quello che realmente voglio è il mio stato d’animo la sera, prima di andare a dormire, e al mattino, subito dopo la sveglia. Se la sera non vedo l’ora che sia il giorno dopo, e al mattino non vedo l’ora di mettermi a lavorare sul mio progetto… allora ecco il mio indicatore perfetto per capire che sono sulla strada giusta.

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