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Crescita Personale: esempi pratici

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Come migliorare l’autostima con una poesia

Per migliorare l’autostima devi lavorare su alcuni aspetti chiave del tuo carattere. Per scoprirli può bastare anche una semplice poesia.

come migliorare l'autostima

“Passi 24h al giorno con te stesso: cerca di goderti la compagnia.”

D. Von Furstenberg.

Sbaglio o gli ultimi articoli di EfficaceMente sono stati piuttosto… “pregni“: tra le impegnative sfide 90-90-1, i modelli a diamante per inventarsi un lavoro da zero e le strategie anti seghe mentali, come minimo dovresti prenderti almeno 3-4 mesi di ferie per mettere il tutto in pratica ;-)

Per questo motivo, oggi ho deciso di pubblicare un post più leggero, ma che mi auguro ti aiuti a riflettere. Niente sfide da affrontare, obiettivi da inseguire o risultati da ottenere. Questa settimana vorrei che ti ritagliassi 5 minuti per la lettura di una semplice poesia: una poesia che parla di autenticità, rispetto per sé stessi e maturità, ma soprattutto una poesia che può aiutarti a comprendere quale sia la giusta direzione da intraprendere per migliorare l’autostima e la fiducia in te stesso. Leggila con calma, soffermati sui punti che ti colpiscono maggiormente e, se lo desidererai, condividi i tuoi pensieri nei commenti di questo articolo.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero

La poesia che ho deciso di condividere con te oggi è stata spesso attribuita (erroneamente) a Charlie Chaplin, uno dei più grandi attori della storia cinematografica. Il testo in realtà è stato scritto da Kim McMillan e per anni è stato diffuso grazie al passaparola, per essere poi incluso in un libricino intitolato “When I Loved Myself Enough“. Intendiamoci bene, la poesia, dal punto di vista letterario, è piuttosto infantile, eppure ha il pregio di mettere in evidenza quasi tutti gli ingredienti necessari per rafforzare e migliorare l’autostima. Ma di questo avremo modo di parlare nella parte conclusiva del post. Per il momento buona poesia.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il dolore e la sofferenza emotiva
servivano a ricordarmi che stavo vivendo in contrasto con i miei valori.
Oggi so che questa si chiama autenticità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho capito quanto fosse offensivo voler imporre a qualcun altro i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama rispetto.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di desiderare una vita diversa
e ho compreso che le sfide che stavo affrontando erano un invito a migliorarmi.
Oggi so che questa si chiama maturità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho capito che in ogni circostanza ero al posto giusto e al momento giusto
e che tutto ciò che mi accadeva aveva un preciso significato.
Da allora ho imparato ad essere sereno.
Oggi so che questa si chiama fiducia in sé stessi.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
non ho più rinunciato al mio tempo libero
e ho smesso di fantasticare troppo su grandiosi progetti futuri.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e felicità,
ciò che mi appassiona e mi rende allegro, e lo faccio a modo mio, rispettando i miei tempi.
Oggi so che questa si chiama semplicità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono liberato di tutto ciò che metteva a rischio la mia salute: cibi, persone, oggetti, situazioni
e qualsiasi cosa che mi trascinasse verso il basso allontanandomi da me stesso.
All’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma
oggi so che questo si chiama amor proprio.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi facendo ho commesso meno errori.
Oggi so che questa si chiama umiltà.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di continuare a vivere nel passato
o di preoccuparmi del futuro.
Oggi ho imparato a vivere nel momento presente, l’unico istante che davvero conta.
Oggi so che questo si chiama benessere.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho imparato a farlo dialogare con il mio cuore,
l’intelletto è diventato il mio migliore alleato.
Oggi so che questa si chiama saggezza.

Non dobbiamo temere i contrasti, i conflitti e
i problemi che abbiamo con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
Oggi so che questa si chiama vita.

Mi auguro che questa poesia ti sia piaciuta, se te la cavi bene con l’inglese ho trovato anche un video molto carino con la versione del testo in lingua originale.

link al video.

Prima di salutarti, vorrei lasciarti con 5 brevi riflessioni ispirate da questa poesia per aiutarti ad iniziare la settimana EfficaceMente.

5 parole chiave per migliorare l’autostima

Detto tra noi non concordo su tutto ciò che ha scritto McMillan, ma è indubbio che molti passaggi di questa poesia siano gli ingredienti essenziali che devono essere interiorizzati da chiunque voglia migliorare l’autostima e la sicurezza nelle proprie capacità. Non è quindi un caso che in questo scritto abbia ritrovato alcune di quelle parole chiave attorno alle quali ho costruito il mio (per)corso digitale APP – Autostima Passo Passo.

  1. Autenticità. Il Principio di Autenticità è uno dei pilastri di quella che è la mia concezione di autostima. Il termine “autentico” deriva infatti dal greco autentikòs e condivide la stessa radice della parola “autore”. Rispettare il principio di autenticità significa smetterla di interpretare il ruolo di comparse, per divenire finalmente autori della nostra vita. Questa frase ti sembra un po’ fumosa? Te la metto giù molto chiara: essere autori della propria vita significa smetterla di assumere questi 5 atteggiamenti tipici del frignone.
  2. Maturità. Il passaggio della poesia in cui si parla di maturità può essere facilmente mal interpretato. Da una parte l’autore ci suggerisce di non desiderare una vita diversa, dall’altra però ci invita a migliorarci. Un’apparente contraddizione. In realtà, ciò che è davvero contraddittorio è il nostro abituale comportamento: ci lamentiamo di continuo e desideriamo una vita diversa, ma non facciamo nulla di concreto per cambiare. Impara ad invertire questa trappola mentale: parti dall’accettare la tua attuale condizione, fallo con crudo realismo, ed individua poi la più piccola azione che puoi compiere oggi stesso per migliorarti, per intraprendere un nuovo percorso.

“Solo dopo aver accettato i nostri limiti siamo in grado di superarli.”

B. Francis.

  1. Amor proprio. Nel secondo modulo di Autostima Passo Passo c’è un passaggio in cui sottolineo che “per poter dare in modo incondizionato agli altri, dobbiamo innanzitutto investire su noi stessi“. Diffida dal falso altruismo, spesso non è altro che una spasmodica ricerca dell’approvazione altrui, un chiaro segnale di bassa autostima. Se vuoi rafforzare la fiducia in te stesso devi imparare a far a meno delle “pacche sulle spalle” e concentrarti solo su ciò che ritieni giusto per la tua vita e che non rechi danno agli altri; se poi qualcuno storce il naso per le tue scelte, vai avanti come un treno.
  2. Umiltà. Nell’immaginario comune chi ha molta autostima, il classico spaccone per intenderci, è tutto fuorché umile. Un’eventuale ammissione di colpa è vista come un’inaccettabile debolezza. Ma non è forse questa una palese dimostrazione di una scarsa stima di sé? Che autostima può avere un individuo che si vede minacciato se una sua opinione viene messa in discussione? La vera umiltà, che non dobbiamo confondere con la sottomissione, è una delle più concrete dimostrazioni di fiducia nel proprio valore intrinseco.
  3. Benessere. Ti ricordi quando qualche anno fa ti ho parlato della quiedora? Se permetti al tuo passato (i rimpianti) o al tuo futuro (le preoccupazioni) di condizionare la tua vita e di prendere decisioni al tuo posto, quale pensi che sia l’effetto sulla tua autostima? Credi davvero che ripensare agli errori del passato ti renda più sicuro di te stesso? Credi davvero che vivendo nella continua attesa di eventi catastrofici ti aiuti ad avere fiducia nelle tue capacità? Vivere nel momento presente richiede una pratica costante, ma i benefici che puoi trarne vanno ben oltre il semplice miglioramento della tua autostima.

Mi auguro che la poesia ti sia piaciuta e spero che queste riflessioni conclusive ti aiutino ad intraprendere con nuovo slancio il tuo percorso di crescita personale, un passettino alla volta :-) Buona settimana. Andrea.

Foto di Route66

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  • A. Ambra

    Caro Andrea, vero vero, la pratica richiede tempo ed energia ma è l’unica via valida!
    Grazie per la poesia, io non la conoscevo. In verità tutti i passaggi sono degni di attenzione. Semplicità è molto bello, Amor proprio anche, e Benessere: sono anni che cerco di spiegare a chi mi circonda che il Tempo a mio avviso non è come è inteso comunemente (nella direzione passato-> presente-> futuro), ma è tutto insieme qui e adesso, e noi non dobbiamo pensare al passato, ma piuttosto renderci conto che siamo un risultato di esso, e lavorare su quel che abbiamo ora, per la nostra felicità presente e quella a venire.. forse sbaglio ma per me è così, che ne pensi?

    Però forse quel che mi ha colpita di più è Saggezza: mi colpisce perché mi viene molto naturale far non solo dialogare, ma anche “Collaborar”e il pensiero e il cuore (io li chiamo invece la razionalità e l’intuito), con effetti assolutamente straordinari!
    Tornando all’Amor Proprio, certo che se non si pensa prima a se stessi, poco si può combinare per qualsiasi altra cosa/persona. Se non vado errata mi pare che anche i missionari -posso dire anche una fesseria, non sono molto ferrata, ma credo di averlo letto tanto tempo fa- devono stare perfettamente bene nel corpo e nella mente, per avere il permesso di andare in missione, altrimenti non possono: e mi sembra logico, come si aiutano gli altri se si è bisognosi a nostra volta?
    Mi piace che tu aggiunga, sempre a proposito di Amor proprio, quella frase “che non rechi danno agli altri”. Cioè liberarsi sì da cose e persone e situazioni nocive, ma non cadendo in eccessi opposti, che non ci rendono delle persone granché degne. Mi spiego meglio. Sono la prima a pensare (e mettere in pratica per mio carattere naturale) che sia necessario allontanarsi da ogni cosa/ persona mi faccia star male.
    Al contempo questo concetto, che io applico costantemente in verità, inevitabilmente mi fa sempre pensare a un episodio di vita di cui sono stata testimone, ormai anni fa (ma episodi del genere probabilmente accadono frequentemente): un vicino di casa, un bel ragazzo davvero, sposato da poco, ebbe un incidente con la moto, e si è trovato paraplegico su una sedia a rotelle, da un giorno all’altro. La moglie, fino a un attimo prima innamoratissima, lo ha lasciato poco dopo andandosene con un altro. Evidentemente lei ha lasciato una situazione per lei fastidiosa, scomoda. Ma CERTE situazioni “fastidiose” bisogna metterle in preventivo nella vita, specie quando ci si prende un grossa responsabilità, come affrontare una vita a due. E avere gli zebedei per gestirle: in quel caso quella moglie non mi è sembrata e non mi sembra tutt’ora una tipa piena di amor proprio, ma una vigliacca che è scappata, e anche una Frignona, poiché ha reagito a caldo..fuggendo! Lui al contrario, dopo un comprensibile periodo di prostrazione (e probabilmente anche di riflessione), s’è rimboccato le maniche, ha ripreso in mano la sua vita, ha preso un’altra compagna..
    Ma tornando alla poesia e alle tue 5 parole chiave, personalmente devo lavorare sulla Maturità, senz’altro; e sulla Fiducia in me stessa.
    Grazie, buona giornata e buon inizio di settimana :)

    • A. Ambra

      PS- Urca, m’era sfuggito il tuo post sulla quiedora, e sì che c’è il link nel post… chiedo venia. E’ che hai scritto tanto Andrea, io sto leggendo man mano, ancora mi mancano tanti articoli.. ^_^

      • Ciao Ambra,
        grazie davvero per il tuo contributo, ho trovato dannatamente interessate il passaggio riguardante il tempo. In passato ho scritto un post in cui ho riportato alcuni recenti studi sul tempo (sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista psicologico) e ti assicuro che la tua percezione del tempo è tutto fuorché sbagliata. Anzi, m piace proprio l’idea che il passato non sia altro che una lezione di cui dobbiamo tenere conto per migliorare il nostro futuro e che il presente è l’unico momento reale che abbiamo a disposizione.

        Andrea.

  • Claudio

    Ciao Andrea e tutt*
    solo per dire che oggi c’è una bella giornata di sole, con il tepore sulla pelle.
    Negli occhi mio figlio che entra a scuola, un saluto e il pensiero della sua autonomia che impara giorno dopo giorno.
    E mi rendo conto di come imparare sempre, anche attraverso gli occhi di un bambino.
    Oggi, nel presente.
    Buona vita
    Claudio

    • Grande Claudio,
      spesso siamo persi a fantasticare su come saremo felici in un futuro ipotetico, perdendo l’occasione di godere dei momenti che hai descritto. Niente, oggi c’è più “ciccia” nei commenti che nel post! XD

      Bravi ;-)

  • Angela L.

    Per fortuna doveva essere un post “leggero” ;-)
    Come sempre, il n.1!
    Thanks

  • Ambra

    E’ un poesia bellissima.
    E’ giusto lavorare su se stessi e inseguire i nostri obiettivi, ma forse ultimamente mi stavo prendendo un po’ troppo sul serio. Queste parole semplici mi hanno riportata alla realtà e all’importanza di vivere ogni istante.
    Grazie.

    • Brava Ambra, quello che hai scritto in questo commento è un rischio che corrono molti di quelli che si avvicinano alla crescita personale: prendersi troppo sul serio. Per questo motivo cerco sempre di alleggerire i miei post, magari anche con qualche battuta deficiente ;-)

      A presto,
      Andrea.

  • debora

    Ciao Andre, ho conosciuto questa poesia un mesetto fa grazie a mia cugina..che si è resa conto che il mio bisogno di autostima era alto..e pensavo di inviartela proprio qualche giorno fa insieme a ad altre poesie e scritti importanti..posso inviartele? Grazie per avermi ricordato queste parole che in ogni momento riescono a tirare su la mia autostima.

    • Ciao Debora,
      certo, inviamele pure.

      Grazie!

  • Ciao Andrea,
    ho letto il post questa mattina, l’ho metabolizzato e ora posso scriverti con certezza che avevo proprio bisogno di questo articolo per riprendere da dove avevo lasciato quando ho finito di leggere il tuo capolavoro APP.
    Non ti ringrazierò mai abbastanza per quello che stai facendo per aiutarmi a proseguire lungo il mio percorso.

    • Grazie Elisa,
      grazie davvero per questo commento.

      Il tema dell’autostima è un tema davvero difficile da affrontare, si porta infatti dietro molti pregiudizi e credo che qui in Italia sia una tema particolarmente “sputtanato” (passami il francesismo). Mi fa davvero piacere che il mio manuale APP ti sia piaciuto: indubbiamente mi ha richiesto un approfondimento e un lavoro notevole e sono felice che emerga.

      Andrea.

  • Pier Paolo

    Ciao Andrea,

    il punto sulla “Maturità” non lo reputo facilmente equivocabile, in quanto contradditorio, tutt’altro.

    Quando l’autore scrive “Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare una vita diversa
    e ho compreso che le sfide che stavo affrontando erano un invito a migliorarmi. Oggi so che questa si chiama maturità”, sta a significare, almeno io la vedo così, che il “desiderare una vita diversa” è in realtà un modo per sfuggire alle responsabilità dell’affrontare le sfide, intese come prove per migliorarsi, e dunque un meccanismo inconscio abbastanza frequente appunto di immaturità (ed anche di mancanza di coraggio, a dircela tutta).

    Il voler desiderare una vita diversa non è una soluzione, è semplicemente un modo per evadere dal proprio ruolo di “allievo” nei confronti delle lezioni che la vita ci impone nel flusso esistenziale che stiamo vivendo: in poche parole ci ricorda il valore della resilienza come scelta di maturità per la nostra evoluzione.

    Comunque la poesia è molto bella: complimenti per la scelta. ;-)

    • Ciao Pier Paolo il tema accettazione vs. miglioramento è un tema che mi affascina molto. Concordo con la tua lettura, aggiungo che trovo fondamentale imparare ad accettare gli eventi della vita, riuscendo al contempo ad assumersi la responsabilità delle azioni che intendiamo intraprendere a seguito di questi eventi.

      Andrea.

      • Pier Paolo

        Ti dirò di più Andrea, essendo un convinto assertore del fatto che “nulla accade per caso” – di questo spesso però ce se ne accorge in tempi diciamo più “dilatati”, ecco un vantaggio di noi “vecchietti” ;-) – sono giunto alla conclusione, non solo io a dir la verità, che gli eventi devono essere letti da un punto di vista più “elevato”, solo così la responsabilità delle azioni che intendiamo intraprendere la prendiamo con un maggior senso di fiducia e di positività, proprio perché rientrano in un quadro che contempla una nostra diretta, anche se non immediatamente percepibile, CAUSALITA’, causalità che una volta vista per quello che è ci fa capire la perfezione insita nello (e negli) scenario/i esistente/i.

        Spero di essermi spiegato con queste poche parole: il concetto è complesso nella sua comprensione ma semplice nella sostanza “operativa”, e di questa sua effettiva veridicità me ne sto rendendo conto ogni giorno di più.

      • Pier Paolo

        Provo a spiegare il tutto con un esempio reale. Mia moglie ha trovato lavoro come insegnante di russo in Turchia.

        Mia moglie è ucraina e qui in Italia negli ultimi 6/7 anni si è sempre arrabattata tra una marea di lavoretti saltuari, tipo, hostess, promoter, etc. con pagamenti ultra dilazionati, una ditta l’ha pagata dopo poco meno di un anno e non parliamo mai chiaramente di cifre consistenti, e dunque quando ha ricevuto questa offerta per andare a lavorare all’estero, che tra l’altro le è arrivata tramite sua madre che è in Ucraina, abbiamo convenuto che il sacrificio di stare per qualche tempo lontani val la pena di essere sopportato se le consente, almeno per un certo periodo, di avere un’entrata costante e sicura, cosa che ormai qui in Italia è quasi impossibile.

        Ovviamente ad entrambi la cosa pesa parecchio, ma di ‘sti tempi non possiamo star troppo a farci le pippe mentali. Io come ti ho scritto è da un paio d’anni che sto pensando al franchising come mio possibile sbocco lavorativo: a 50 anni e con poche specifiche competenze alle spalle, oltre a quelle decennali in ambito commerciale in svariati settori, qui in Italia posso solamente affidarmi a San Gennaro per trovare un lavoro come dipendente, con tra l’altro tutte le variabili sempre più impazzite del caso.

        Il franchising però, come giustamente hai osservato anche tu, qui in Italia molto spesso significa procacciarsi un impiego a posto fisso (bene che ti vada) ad un prezzo molto caro, quello che si paga per aderire alla catena in affiliazione, ed infatti è proprio per questo che il mio pensiero è orientato a considerare l’estero come una più che possibile meta per rendere questo investimento maggiormente profittevole.

        Un marchio “made in Italy” penso abbia ancora qualche attrattiva fuori dai nostri confini e questo fatto renderebbe l’investimento compiuto, se non altro da un punto di vista motivazionale, maggiormente sopportabile e forse consentirebbe di avere una maggiore resa nel breve/medio termine, senza tener conto degli ulteriori innumerevoli vantaggi legati alla quasi sicura minore burocrazia e pressione fiscale a cui andrei incontro.

        Morale della favola: decido anche quest’anno, come ti ho già scritto, di partecipare al salone del Franchising di Milano per approfondire il mio interesse, vado sul loro sito per controllare le aziende presenti, ne ho già un paio che mi frullano per la testa, e sorpresa……… scopro che quest’anno sarà PRESENTE l’associazione italo/turca, (Italian Turkish Association) associazione nata con lo scopo di promuovere l’interscambio tra gli operatori economici dei due paesi, ecco il link http://www.salonefranchisingmilano.com/schede/ITALIAN_TURKISH_ASSOCIATION

        Dal testo linkato si evince molto chiaramente che la Turchia viene considerata come uno dei paesi, anzi il paese, con il maggior incremento economico, a livello di previsione, tra quelli aderenti all’OCSE tra il 2012 ed il 2017, con ulteriori importanti vantaggi a livello fiscale e burocratico.

        Ora è decisamente troppo presto per trarre conclusioni, ma, come direbbe il tuo alter ego “A Pierpà ma tutto ‘sto pippone a che ce serve?” Ci serve per farci riflettere sul fatto che è necessario sempre guardare oltre, mai fermarsi alla prima apparenza delle cose, pensando che a volte quelle che possono apparire inizialmente come delle cose negative (ad esempio la separazione da mia moglie) possono trasformarsi in occasioni alle quali mai saremmo giunti (infatti io non avrei mai considerato la Turchia come potenziale meta estera per i miei business): ed INVECE guarda “caso” quest’anno proprio la Turchia è ospite del salone del Franchising (l’anno scorso era il turno della Cina).

        Tutto questo è una coincidenza oppure è la “misteriosa” trama della vita che ci sta disegnando addosso l’abito su misura?

        Per il momento ancora non posso saperlo, di certo non posso fare a meno di notare che questa “coincidenza” appare alquanto bizzarra, tuttavia solo il tempo mi potrà dire se quell’abito era proprio quello fatto giusto giusto per me (anche se io già adesso il sospetto ce l’ho) oppure no! ;-)

  • Emanuela

    Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
    non ho più rinunciato al mio tempo libero
    e ho smesso di fantasticare troppo su grandiosi progetti futuri.
    Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e felicità,
    ciò che mi appassiona e mi rende allegro, e lo faccio a modo mio, rispettando i miei tempi.
    Oggi so che questa si chiama semplicità.

    Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
    mi sono liberato di tutto ciò che metteva a rischio la mia salute: cibi, persone, oggetti, situazioni
    e qualsiasi cosa che mi trascinasse verso il basso allontanandomi da me stesso.
    All’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma
    oggi so che questo si chiama amor proprio

    Ciao Andrea,
    questi sono i punti che mi hanno maggiormente colpita di questa poesia che nemmeio io conoscevo. Il mio è un periodo un po’ complicato, sto cercando di lavorare proprio sulla semplicità e sull’amor proprio, spesso a discapito della serenità di chi mi circonda, ma devo riuscire a pensare a me stessa prima che agli altri, se sto bene io, anche chi mi sta intorno vedendomi felice, non potrà che trarne “vantaggio”. Non è facile per me in questo momento, ma spero di venirne fuori a testa alta, facendo primeggiare il mio amor proprio!
    Spero di riuscire a scriverti presto che ce l’ho fatta!
    Grazie, Emanuela

  • San

    wow! Questa poesia, rappresenta tutto quello che dici nel sito.

    • :-) bella sintesi eh?

  • Franci

    Bellissima poesia. In molte cose mi sono ritrovata.
    Leggendola mi sono accorta che alcune riprendevano dei punti su cui si basa la tua guida APP.
    Quelli sull’autostima sono argomenti che mi piacciono molto, soprattutto perché ne ho bisogno!! ;)
    E come sempre i tuoi articoli mi danno una bella carica.
    Grazieee
    Buona settimana!

    Franci

  • Cinzia

    Ciao Andrea,
    ottimo articolo ! :)
    un piccolo OT: sai che era molto piu bella e professionale la grafica precedente del sito? Come mai questo cambiamento?

  • Una top five di parole perfette, da recitare ogni mattina come un mantra e assimilarle: autenticità, maturità, amor proprio, umiltà e benessere. Non occorre altro. Grazie Andrea.

    PS conosco la poesia

  • victor

    a me nn piace leggere, ma i tuoi post nn mi annoiano

    • Mi fa molto piacere Victor.
      Andrea.

  • Laura

    Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
    ho smesso di desiderare una vita diversa
    e ho compreso che le sfide che stavo affrontando erano un invito a migliorarmi.
    Oggi so che questa si chiama maturità.

    Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
    ho capito che in ogni circostanza ero al posto giusto e al momento giusto
    e che tutto ciò che mi accadeva aveva un preciso significato.
    Da allora ho imparato ad essere sereno.
    Oggi so che questa si chiama fiducia in sé stessi.

    Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
    non ho più rinunciato al mio tempo libero
    e ho smesso di fantasticare troppo su grandiosi progetti futuri.
    Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e felicità,
    ciò che mi appassiona e mi rende allegro, e lo faccio a modo mio, rispettando i miei tempi.
    Oggi so che questa si chiama semplicità.

    Ecco questi tre pezzi mi hanno davvero messa in crisi tipo shock.
    Per fortuna hai ampliato e spiegato meglio l’argomento sotto…In particolare è grandiosa la tua interpretazione su “parti dall’accettare la tua attuale condizione, fallo con crudo realismo, ed individua poi la più piccola azione che puoi compiere oggi stesso per migliorarti, per intraprendere un nuovo percorso.”
    Cmq non credo proprio di riuscire a smettere di immaginare una vita diversa, ne di pensare che tutto “questo” che è la mia vita, abbia un senso o sia giusta o al momento giusto, ne penso riuscirei mai a smettere di fantasticare su grandi progetti futuri perchè penso, siano tra le poche cose che mi aiutano a tirare avanti. Ovviamente nel tentativo di affrontare responsabilità e migliorarsi. Pensi sia grave?

    bye laura

  • Chiara

    Ciao Andre’, mi viene di chiamarti così, ormai leggere i tuoi post è diventata una sana abitudine! Ti ringrazio per questa poesia, non la conoscevo. Il passo che preferisco è il primo, sull’autenticità. Mi ha fatto subito pensare all’importanza della consapevolezza nelle proprie azioni, nelle scelte e nei vari aspetti della vita. Essere consapevoli di quali siano i nostri valori (cosa che non darei troppo per scontata) ci permette di orientare le azioni per essere coerenti con noi stessi. Essere autentici.

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