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Crescita Personale: esempi pratici

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Il c/c della fiducia (ovvero perché gli altri non si fidano di te)

Conquistare la fiducia degli altri è essenziale per il tuo percorso di crescita personale. Esiste solo un modo per farlo: accrescere continuamente il tuo conto corrente della fiducia.

fiducia

“La fiducia è come una gomma per cancellare: si consuma ad ogni errore.”

Anonimo.

Parlo troppo poco di relazioni qui su EfficaceMente: l’ultimo post di rilievo sull’argomento risale addirittura al novembre del 2008. La verità è che un percorso di crescita personale che si rispetti, più che ad uno sprint solitario, assomiglia ad una staffetta. Certo, dobbiamo allenarci costantemente come individui: da qui l’importanza di studiare ed applicare quelle strategie efficaci in grado di migliorare le nostre prestazioni personali. Ma non riusciremo mai a vincere una staffetta da soli.

Per raggiungere i nostri traguardi più ambiziosi avremo sempre bisogno di compagni di squadra di cui fidarci e che si fidino di noi. Il successo è dunque il frutto di uno sforzo corale e la fiducia è il collante che tiene unite le grandi squadre.

‘miii André, vedo che sei partito sparando supercazzole come se non ci fosse un domani! Senti, non è che mi ti stai ingurendo un pochino?! Scendi un paio di gradini e fammi capire concretamente che me ne faccio di un articolo sulla “fiducia”.

La fiducia è l’ingrediente essenziale di qualsiasi relazione umana: in amore, in amicizia, nel lavoro, nel business; se non possiamo fidarci degli altri (e se gli altri non possono fidarsi di noi) l’intero castello di carte crolla. Lo so, a sentir i telegiornali il secondo nome dell’Italia potrebbe essere “Inculolandia”, ma la verità è che anche in un paese di furbi come il nostro la fiducia è essenziale, anzi, proprio perché viviamo in un paese così, essere delle persone di cui potersi fidare è l’unico modo per distinguersi.

Ma come si costruiscono delle relazioni di fiducia? Come si fa a non tradire la fiducia degli altri? L’unica via è investire quotidianamente sul proprio conto corrente della fiducia.

Il conto corrente della fiducia

Ho scoperto per la prima volta il concetto di conto corrente della fiducia, o meglio di “emotional bank account“, una decina di anni fa leggendo il best-seller di Stephen R. Covey “The 7 habits of highly effective people“.

Cosa sia un c/c, ovvero un conto corrente, credo tu lo sappia: vai in banca, apri il tuo bel conto ed inizi a fare depositi, magari accreditando lo stipendio o altre tue entrate; quando poi hai bisogno di fare acquisti, prelevi una parte di quanto hai depositato, possibilmente evitando di ritrovarti al verde, o ancora peggio di andare in rosso!

Il conto corrente della fiducia non è poi tanto diverso dal tuo conto bancario: il saldo aumenta ogni volta che ti comporti in maniera gentile, rispettosa, amichevole, onesta e corretta con una persona e diminuisce ogni volta in cui fai dei “prelievi”, magari non rispettando una promessa fatta, arrivando in ritardo ad un appuntamento o continuando a chiedere senza mai dare. Se il tuo c/c della fiducia ha parecchi zeri, potrai permetterti un errore di tanto in tanto, ma se sei sempre al verde, o addirittura in rosso con quella data persona, ogni prelievo creerà una voragine sempre più profonda nel vostro rapporto.

Per conquistare la fiducia degli altri dobbiamo dunque fare continui depositi (anche piccoli) sul nostro c/c della fiducia. Per chi poi se lo stesse chiedendo, i cassieri della Banca della Fiducia sono molto scrupolosi e controllano ogni singola “banconota” che depositiamo: se ne trovano anche solo una falsa, chiudono il conto.

Ok André, ‘sta metafora del c/c della fiducia è caruccia, ma concretamente, ‘sti depositi, che cavolo sono?! No perché qui le tasche sono vuote, non mi venire a chiedere soldi!

3 azioni concrete per creare relazioni di fiducia

“La fiducia non si acquista con la forza, né la si ottiene con le sole parole. La fiducia bisogna meritarla con gesti e fatti concreti.”

Papa Giovanni Paolo II.

Tra le frasi sulla fiducia, quella di Papa Giovanni Paolo II è senza dubbio una delle mie preferite. Personalmente credo in una crescita personale fatta di strategie pratiche ed azioni concrete. Questo principio lo si applica a maggior ragione quando parliamo di fiducia: se vuoi che gli altri si fidino di te, non conta quello che pensi nei meandri della tua mente, quello che dici o quello che vorresti fare, conta soltanto quello che fai concretamente e come questo viene percepito dagli altri.

Ripeto, questo vale in amore, in amicizia, nel lavoro e nel business. Ecco allora 3 azioni pratiche per accrescere il c/c della fiducia con il partner, gli amici, i colleghi o i clienti:

  1. Parla chiaro. In termini comunicativi, sono molto diffusi due comportamenti estremi: da una parte c’è il nostro amico Luigino che ha paura di tutto e di tutti e non dice mai quel che pensa; dall’altra parte invece c’è Genny ‘a carogna, che se ne fotte e tratta a pesci in faccia qualsiasi interlocutore. Nessuno dei due atteggiamenti contribuisce ad instaurare un rapporto di fiducia. Luigino non è stimato, men che meno ascoltato. Genny, che ama usare la frase “io sono fatto così, dico quel che penso“, non ha ancora capito che c’è una bella differenza tra l’essere trasparenti e l’essere str**zi. Parlare chiaro ed in modo trasparente significa affermare il proprio punto di vista con disinvoltura, senza ansia e nel rispetto degli altri. Questa è quella che si definisce comunicazione assertiva ed è il primo pilastro su cui si fonda la fiducia tra interlocutori.
  2. Mantieni le promesse. Se di questo articolo dovessi ricordare una sola cosa, stampati a fuoco nella mente questa seconda azione: mantieni sempre le promesse che fai. Che si tratti di arrivare in orario ad un appuntamento, rispettare una scadenza o onorare un contratto, non c’è nulla che distrugga la fiducia più di una promessa non mantenuta. Fai dunque promesse solo se hai la certezza di poterle mantenere, fai promesse specifiche e rispettale nel 100% dei casi. Comportamenti paraculosi del tipo “ah, ma in realtà alla postilla 27 comma A c’è scritto che… bla bla bla“, magari ti servono in tribunale, ma distruggono la fiducia che gli altri ripongono in te. Quando fai una promessa, deve essere chiaro a tutti se l’hai mantenuta, oppure no: niente postille.

“Puoi ingannare tutti una volta, qualcuno tutte le volte, ma non ingannerai tutti, tutte le volte.”

A. Lincoln.

  1. Aggiusta le cose. Nonostante la tua buona volontà, commetterai sempre degli errori, stanne certo. Ammettere di aver sbagliato, senza tanti giri di parole o attacchi di “scusite”, è un primo passo, ma non basta. Chiedere scusa è facile, sono capaci tutti (o quasi), rimediare agli errori commessi è molto più difficile, richiede impegno ed azioni tangibili, ma è l’unico modo per riconquistare la fiducia tradita. Per riportare il saldo del c/c della fiducia ad un livello accettabile devi cercare di mettere le cose a posto (e farlo rapidamente). Questo significa niente tentativi di insabbiare le cavolate fatte e niente arrampicate sugli specchi. Quando qualcosa va storto, stare a misurare la percentuale di responsabilità come fosse una constatazione amichevole non ti servirà a nulla: se necessario, assumiti il 100% della responsabilità, metti da parte i dissapori e cerca di capire cosa puoi fare TU concretamente per ricostruire un rapporto di fiducia.

Parla chiaro, mantieni le promesse e cerca sempre di aggiustare le cose. Vivi ogni giorno rispettando questi 3 comandamenti e avrai un c/c della fiducia che farà invidia anche a Paperon de’ Paperoni. Non solo. Questo tipo di comportamenti sono utili a riconquistare anche un’altra forma di fiducia…

…la fiducia in sé stessi

Indovina un po’ qual è l’azione #1 che suggerisco in questo elenco dei 16 modi per aumentare la fiducia in sé stessi? Sounds familiar?! Ciò che serve per conquistare e mantenere la fiducia degli altri è esattamente ciò che devi fare per avere maggiore fiducia in te stesso.

Immagina di essere una specie di Jason Bourne con il suo bel conto cifrato in svizzera: il c/c segreto della fiducia in sé stessi. A questo conto hai accesso solo tu e i depositi ed i prelievi che fai incidono esclusivamente nel rapporto che hai con te stesso, la tua autostima. Se vuoi aumentare il saldo del tuo conto personale della fiducia devi:

  1. Imparare a parlarti in modo chiaro, facendo attenzione alle trappole del tuo dialogo interiore. A riguardo, ti consiglio di leggerti l’estratto gratuito di Autostima Passo Passo (APP) in cui spiego quali sono le 5 tipologie di dialogo interiore che stanno minando la tua autostima. Se sei iscritto alla newsletter, puoi scaricarlo utilizzando il link che trovi nell’email relativa a questo post, altrimenti lo puoi fare iscrivendoti a gratise attraverso il form della pagina di presentazione di APP: clicca qui.
  2. Mantenere sempre le promesse che fai a te stesso, e questo vale soprattutto per gli obiettivi, i buoni propositi o le #sfide90901 (Ps. come va? Se hai iniziato insieme a me, dovresti essere al 77° giorno, giusto?).
  3. Aggiustare le cose: scordati che vada sempre tutto come ti aspetti, che sarai super-disciplinato o che i tuoi parametri da perfettino siano rispettati ogni volta. Ci saranno giornate che andranno di cacca: si chiama vita, fattene una ragione. Quando accadrà, invece di concentrarti sul perché o sul percome, tipico del bambino frignone, trova un modo di ripartire, di mettere le cose a posto.

Leggendo questo post mi auguro tu abbia compreso quanto sia importante il ruolo della fiducia nel rapporto con gli altri e con te stesso. Le azioni per rafforzarla ogni giorno sono semplici, non facili, ma semplici. Questa settimana, prova a concentrarti sulla seconda azione che ti ho suggerito, la più importante a mio parere: mantieni tutte le promesse che farai agli altri e a te stesso. Fammi sapere come sarà andata e quali cambiamenti avrai innescato.

Sssspakka! :-D buona settimana. Andrea.

Foto di Morganka

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  • Noemi

    Ciao Andrea,
    sono una persona che non è mai stata costante nel mantenere le promesse (soprattutto per quello che riguarda gli appuntamenti!) e questo probabilmente ha fatto sì che il mio c/c sia un po’ al verde ultimamente!
    Sono ansiosa di tentare con queste tre azioni e vedere il cambiamento!

    E stavolta… mantengo la promessa! :-)

    • Bene Noemi,
      fammi sapere come sarà andata.

      Andrea.

  • alessandro

    Iniziare la settimana dopo questo articolo ….. semplicemente uno stimolo GRANDIOSO nella sua “semplicità” apparente !!Sopratutto in questo periodo particolarmente duro nel nostro paese, dove dovremmo avere molta fiducia, ma aimè le persone di potere ne anno abusato annulandone quasi il vero significato. Come sempre Andrea sei UN GRANDE, hai la capacità di trasmettere in parole semplici concetti molto importanti e stimolanti grazie!!

    • Ti ringrazio Alessandro. Buona settimana ;-)

  • franca

    ciao andrea buon giorno anche a te.è la prima volta che ti scrivo volevo ringraziarti per quello che fai.dopo un brutto periodo di malattia e lutto familiare mi stai aiutando a riprendermi la mia vita.ora vado a nuoto ciao….

    • Ciao Franca, mi fa piacere che quanto scrivo ti è in qualche modo di aiuto.
      Alla prossima.

  • Emma

    Ciao Andrea!
    Ottimi consigli come sempre :)
    A proposito di fiducia, io ho rotto la promessa della sfida #90901.
    Ma appena ho sentito la bimba frignona cominciare a dissertare piagnucolando sui motivi della sconfitta, le ho dato un bel gelato e ho deciso di ripartire.
    Anche perché il mio obiettivo in realtà non l’ho affatto abbandonato, ma lo coltivo non solo per la prima ora e mezza della giornata. Ne sto facendo un mestiere, perciò altro che ora e mezza al giorno!! Leggo e scrivo tutto il dì :D

    Troverò un nuovo obiettivo o imposterò la cosa in maniera differente per ricominciare la sfida e vincerla.

    Grazie ancora!

    Emma

    • Ciao Emma,
      vedi, neanche io ho rispettato la #sfida90901, almeno non nella sua formulazione originale: semplicemente non era funzionale. Non può essere tutto bianco e nero: gli strumenti che fornisco sono dei “guard rail”, servono a darci il giusto focus e a mantenerci sulla giusta strada, e dobbiamo essere bravi a non trasformarli in delle catene che rischierebbero di rallentarci.

      A presto,
      Andrea.

      • Emma

        Grazie Andrea!
        Infatti non sento di aver tradito il mio obiettivo primario, anzi, il tuo aiuto è stato ed è senza dubbio fondamentale proprio per l’intelligenza pratica e la flessibilità che denota. Non lasci spazio a vittimismo e autocommiserazione.
        Mi viene in mente il funambolo che prima di camminare con eleganza e disinvoltura sull’abisso ha dovuto provare l’ebbrezza e il terrore della caduta.
        Al contempo, la determinazione che in una controllata operazione maieutica estrapoli dai tuoi lettori, mi porta alla mente l’immagine di un rullo compressore :D

        Grazie delle spinte delicate che offri con tanta generosità :)

        Emma

  • Luca

    Ciao Andrea,

    complimenti ancora una volta per il bel articolo. Il tuo blog è sempre molto apprezzato e fornisce sempre spunti di riflessione interessanti!

    • Ti ringrazio Luca: questi feedback che ricevo settimanalmente sono molto importanti per aiutarmi a capire se sto andando nella giusta direzione.

      A presto,
      Andrea.

  • paolo

    A me piace molto l’azione “aggiustare le cose” anche se spesso non mantengo alcune promesse fatte soprattutto a me stesso

    • Da qualche mese a questa parte (dopo il post sul perfezionsimo) sto cercando di sottolineare spesso come gli errori siano parte integrante della nostra vita. E’ nostra responsabilità evitarli, ma comunque ne commetteremo: il punto è cercare sempre di ripartire e rimediare.

      Buona settimana,
      Andrea.

  • Luca

    Erano le parole che mi servivano in una fase in cui devo fare delle scelte! Grazie!

  • Raffaella

    Grazie Andrea,
    perché in tutti i casini che faccio poi arrivano i tuoi consigli e mi ricordano che posso farcela

  • Roberta

    Leggo sempre con piacere e interesse questo blog ed al ruolo dei “compagni di viaggio” stavo pensando giusto ieri … grazie!

    • Di nulla Roberta. A presto.

  • Maura

    Eccomi, mi sono ritrovata in Luigino… che tristezza!!! Mi sa che devo lavorare molto più sul primo punto che sul secondo.
    Grazie Andrea per gli innumerevoli spunti di riflessione che offri.
    Buona giornata.

    • Approfondisci pure il post sull’assertività Maura ;-)

      Andrea.

  • Arch. Giuseppe Barra

    Ottimo articolo e concordo su tutto. La Fiducia è un bene prezioso. Quando ti fai una certa reputazione, qualsiasi essa sia, te la porti appresso per parecchio. Se le persone hanno fiducia di te, si fideranno perfino se gli dirai una cazzata perché già in passato hai dimostrato credibilità. Al contrario, se in passato hai fatto stronzate, non si fideranno manco se direi l’estrema verità. Un po come la storiella dove c’era quel pastore che faceva gli scherzi urlando ” al lupo al lupo”. Quella volta in cui i lupi vennero per davvero, credendo che li stesse prendendo ancora in giro, le bestie divorarono tutto il gregge di pecore.
    La Fiducia è un bene prezioso, la parola dovrebbe essere considerata come un contratto scritto. Una volta che l’hai persa è difficile recuperarla.
    Bravo Andrea, bell’articolo

    • Concordo Giuseppe, soprattuto quando dici che un “c/c della fiducia” con parecchi zeri ti permette di fare una cazzata ogni tanto. Anche in questi casi però non bisogna abusare e cercare di aggiustare subito le cose può addirittura trasformare un prelievo (la “cazzata”) in un deposito.

      A presto,
      Andrea.

  • Stefano

    . . . Vado a fare una rapina e torno :)
    Grandissimo articolo, credo che “Seven Habits Of Highly Effective People” sarà presto nella mia libreria (sono impantanato in Carnegie!!). Ottimi spunti come sempre, tenere conto delle entrate / uscite è in effetti importante per mantenere un buon rapporto.
    sta APP prima o poi me la dovrò comprare ……..aspetto i saldi …ahahah :)
    Grazie per l’articolo e buona settimana!

    • Ciao Stefano: molto bello il libro di Covey, uno dei miei primissimi testi di sviluppo personale.

      Per quanto riguarda i saldi invece, mi spiace, ma non ne faccio ;-)

      A presto,
      Andrea.

  • sabner

    La cosa più importante che mi ha insegnato la mia ex ragazza (lei è la personificazione dell’affidabilità) è stata quella di mantenere le mie promesse, dire una cosa a lei era come scolpirlo sulla pietra ed impegnarmi di fronte al mondo intero che avrei mantenuto la mia parola

  • Fizzy

    Buongiorno Andrea,
    un altro bell’articolo.
    Prendo spunto dalla tua osservazione per muoverti l’unica critica che mi stavo tenendo dentro: parli poco delle relazioni; nel mio percorso di cambiamento trovo ottimi spunti in ciò che scrivi, ma… ma ci sono strade fortemente intrecciate nelle quali alcuni tuoi ragionamenti, per quanto sempre saggi e concreti, non sono totalmente efficaci.
    Che volemo fa? Sicuramente da parte mia voglio continuare a leggerti. Magari per risolvere relazioni difficili mi affiderò alla posta del cuore ;-) e alla fata rispondina chiederò cosa fare quando il problema non è conquistare e mantenere l’altrui fiducia, ma ritrovare la fiducia in alcune figure importanti. Perché spesso i conti correnti sono cointestati.
    Grazie ancora

    • Concordo Fizzy, però un motivo c’è: spesso prendiamo il comportamento degli altri come una scusa per non intervenire sul nostro di comportamento. Ecco, io rimango fermamente convinto che ancor prima di pretendere che le nostre relazioni migliorino, dovremmo imparare a migliorare la relazione con noi stessi.

      Andrea.

      • Fizzy

        Pienamente d’accordo. La mia critica era riferita solo alla fase successiva, ma tranquillo, non pretendo che tu abbia la soluzione a tutti i problemi dell’umanità! Purtroppo sono anch’io un fottuto ingegnere, e puoi comprendere la mia esigenza di controllo e perfezionismo. Ti confermo la mia stima, che non regalo a nessuno. Francesca

  • Pina

    Ciao Andrea, ho trovato l’articolo interessante e del tutto condivisibile. Ho preso appunti sull’assertività e mi piacerebbe che parlassi di più delle relazioni. Comunque grazie.

  • Elisa

    “non è che ti stai ingurendo” ci ho messo due secondi di troppo a capire la parola ingurendo e poi è scattata la risata. Grazie sia per la risata, sia per il post interessante come sempre

  • Ciao Andrea,
    bellissimo questo post e molto interessante anche “l’esercizio” che proponi. Mi impegnerò a mantenere le promesse, soprattutto a me stessa, perchè quando si tratta degli altri sono più “brava” ma nei confronti di me stessa sgarro un pò
    P.s. a proposito delle App che ci hai consigliato la settimana scorsa GRAZIE! perchè TODOIST mi sta cambiando la vita e anche Chechy.
    A presto

  • Mary

    Ciao Andrea, bellissimo articolo !!! Purtroppo al giorno d’oggi è difficile dare e avere fiducia ,ma è un componente fondamentale per istaurare dei rapporti solidi. Grazie delle tue belle parole…

  • Maria

    Ciao Andrea!
    Ho letto l’articolo e devo dire che mi è piaciuto molto! E terrò a mente il consiglio di mantenere le promesse! In passato, sono stata una persona scostante con gli amici a causa di problemi personali, e sto cercando di rimediare!

    Ho ascoltato la conferenza di Rachel Botsman sul consumo collaborativo. Pensavo non fosse un campo di mio interesse e non avevo molte speranze in merito, ma sono stata “rapita” dall’energia e dalla semplicità con cui la Botsman esponeva le sue idee (e anche perché scandisce bene le parole, lo ammetto). Risultato? Penso che il consumo collaborativo sia interessante, e non vedo l’ora di provare anche io! Ho già in mente alcuni siti da cui iniziare.
    Ti ringrazio nuovamente per aver linkato la conferenza e per quest’articolo. Alla prossima!

  • diego

    Ciao a tutti,
    bell’articolo e belle parole…..e siamo tutti super-onesti……ma……. purtroppo non è la realtà!
    Credo in ogni singolo concetto e, forse, cerco anche di metterlo in pratica, ma nel mondo attuale /reale (che Andrea chiama “secondo nome dell’Italia”) rende di più, ma moooooolto di più:
    1) negare la responsabilità
    2) negare la realtà per quanto evidente
    3) essere maestri nel creare “postille” soprattutto se queste spostano l’attenzione su un soggetto terzo

    Purtroppo non parlo in modo qualunquista….ma mi riferisco a luoghi di lavoro (il mio compreso), relazioni personali (mie comprese) e talvolta familiari (mie comprese); non parliamo poi di relazioni con sconosciuti!!
    Sono deprimente? Vivo in un mondo triste? Può darsi, e non nego di avere parte attiva in questo.
    Detto questo, chiunque leggesse quest’articolo non avrebbe nulla da eccepire ma la realtà in cui viviamo non è questa: sarà mica colpa nostra?!?!Non sarà che tra il sapere (qual è la cosa giusta) e il fare…..
    Articolo ok cmq
    Ciao

  • virantonio

    Con questo accostamento gomma/fiducia stai rompando gli argini ai fiumi di tutto il Nord Italia :)) Scherzi a parte; l’articolo è stupendo e anche molto divertente. buona settimana anche a te!

  • Michele

    Il problema è sempre uno solo per le persone ritenute affidabili, per avere un alto credito ci vuole una vita, per spenderlo tutto basto un errore o una promessa non mantenuta (anche per cause di forza maggiore), la gente da per scontato che tua sia affidabile (se lo sei sempre stato) quindi più lo sei più sarà considerato grave il tuo errore, al contrario chi non lo è ha un credito pressoché infinito. E’ fatto così cosa ci vuoi fare ecccc……. troppa tolleranza in giro, è uno dei problemi del nostro povero paese… tante care cose di nuovo

  • ciao Andrea! Mi hai dato proprio una bella svegliata con questo post! Mi hai fatto capire che per quanto riguarda il punto 1 spesso saltello dall’essere un Luigino è un Genni, faticando a trovare la sana via di mezzo. Potrebbe essere un buon obiettivo per la sfida #90/91 secondo te?

  • Gabriella

    Grazie Andrea per avere pubblicato questo articolo.
    Questa riflessione è uno dei motivi per cui la lettura delle “7 regole regole per avere successo” che hai menzionato ha completamente stravolto il punto di vista, ma in positivo.
    Sto cercando di fare continui depositi sui conti correnti delle persone con cui voglio interagire in maniera proficua e… indovina un po’? Se lo fai con costanza funziona davvero, e permette di costruire (o ri-costruire) dei rapporti davvero solidi. Non è sempre facile, però!

  • caterina

    Ciao Andrea il post di oggi molto interessante mi piace molto grazie! Tengo a mente e prendo spunto per rivedere con attenzione anche se la fiducia è difficile da dare e avere quando rimani scottato parecchie volte. Un grazie ancora. Ciao

  • anna

    Ciao Andrea,dirti che i tuoi articoli sono belli è retorico….è proprio il caso di dire che sono”efficacemente” stupendi,”efficacemente” utili ed “efficacemente”da seguire….vita reale..
    Grazie…..ci volevi proprio!

  • A. Ambra

    Ciao Andrea!
    Inizio subito dal video, per fissare le impressioni a caldo senza doverlo riguardare: mi piace che si parli in questi termini della ‘reputazione’! Certo, la reputazione di cui parla la Botsman è circoscritta alla professione, al lavoro, ma diciamo che per me è importante TUTTA la reputazione di una persona. Così importante che da sempre ho discussioni con chi mi risponde frasi fatte del tipo “non mi importa cosa pensano gli altri di me, l’importante è quello che io so di essere” e compagnia brutta. Innanzitutto questa ostentazione di superiorità circa la propria reputazione nella maggior parte dei casi è falsa (perché se poi vengono a sapere di non avere la stima/fiducia altrui si piccano, eccome); se in buona fede se ne fregano davvero della reputazione, io continuo a sostenere che fanno malissimo, la reputazione -l’integrità, la fiducia che altri hanno nella tua persona- a volte è una delle ultime cose che restano anche quando altre sono andate perdute. E aiuta a ricominciare daccapo in caso di necessità. Perciò la reputazione va preservata ad ogni costo, coi fatti.
    Trovo quindi assai centrato il tuo post, con i vari consigli e paragoni, come quello del conto in banca.
    Ancora sul video, sono d’accordo col principio di tornare all’umanità, poiché di umanità si tratta quando c’è di mezzo un rapporto di fiducia: apertura mentale, recupero della gentilezza e delle buone maniere, del dialogo, della simpatia, della sincerità.. e molto altro.
    Sono abbastanza stupita di leggere che molti pensano che occorra ‘una vita’ per ottenere la fiducia altrui: io non sono d’accordo. La fiducia è sì frutto dei comportamenti che tu descrivi (mantenere la parola, non essere faciloni nel fare promesse, non approfittarsi, etc..), ma tali comportamenti non è detto che debbano essere acquisiti per forza sudando sangue, né che si possano acquisire solo in età adulta: è così difficile essere trasparenti, non promettere se non si può mantenere, dire quel che si pensa con fermezza ma con garbo e disponibilità? Come mai la società è così piena di Luigini di tutte le età?
    Può anche essere questione di carattere. Personalmente, faccio fatica, da sempre, a NON dire quello che penso, o meglio, ho imparato, per buon senso, a disciplinare in maniera gentile e circoscritta al necessario (una volta, fino all’adolescenza, ero ancora molto ‘brutale’ nell’uso della sincerità) la mia tendenza ad essere MOLTO chiara e sincera (patti chiari, amicizia lunga: non voglio rogne dopo, quindi con le persone preferisco mettere in chiaro subito -di qualsiasi rapporto si tratti). L’incontinenza offensiva stile Genny-la-carogna è stupida e inutile, e non è giustificazione dire “io sono così”: se sei così allora devi migliorare, è una cosa che si impara presto!
    Delicatissimo il discorso dell’aggiustare le cose! Per questo preferisco essere chiara prima e non fare sbagli: aggiustare è veramente difficile, e a volte impossibile; chiedere scusa non basta assolutamente, come dici (“Le scuse stanno a zero!” ha detto John Wayne in almeno un paio di film, giustamente!), e trovare il modo giusto di ‘rimediare’ ad ogni singola, specifica situazione spiacevole creata con quella specifica persona è un’impresa, consiglio caldamente di prevenire piuttosto che dover curare… E qui il paragone col conto che cala in un batter di ciglio è calzante davvero.
    Passando alla fiducia in se stessi, io ho semmai la caratteristica che l’unica persona di cui mi fidi ciecamente sono io :D E’ vero che crescendo ho imparato a capire e discernere come dare la mia fiducia agli altri, ma di fondo continuo a essere la mia persona di fiducia prediletta :)
    Questo post mi ha fatto anche pensare ad un’altra costante della mia vita, specie per il titolo: mi è capitato sempre di ispirare fiducia negli altri, sia in quelli che mi conoscevano che negli estranei. Forse ho la faccia affidabile o dipende dai modi e dai comportamenti che ho per carattere (fondamentalmente chi mi conosce sa che sono molto sincera e che mi vergognerei tantissimo a non essere onesta, dire bugie, non mantenere la parola o passare fregature..). A tal punto che sul rapporto di fiducia oggi si basa il mio lavoro! Per quanto riguarda gli estranei, direi che vale sempre lo stesso discorso di cui sopra: siate affabili ed educati -anche mentre dite sinceramente quel che pensate, socievoli ma non invadenti, pazienti ma MAI “fantozziani”, bando alla timidezza (è solo una scusa!); se avete bisogno di aiuto anche in strada non esitate a chiederlo, la gente non vi mangia. Se attaccate discorso sul treno o mentre lo aspettate, la gente non vi mangia, anzi. E così via. Se vi parlano rispondete cortesemente e con un bel SORRISO SPONTANEO. Apritevi.
    La chiusura e la maleducazione non portano da nessuna parte e tanto meno attirano la fiducia altrui.
    Non dico così perché sono ottimista, non vivo nel mondo dei sogni, ho detto sopra che mi fido di me più di chiunque, ma ho capito il valore dell’interazione positiva molto molto presto nella vita.
    Concludo tornando al video, con una riflessione: ho detto sopra che molte cose per principio le condivido; da un punto di vista di marketing stretto però il discorso della Botsman vale molto per il mondo americano, forse per alcuni altri paesi.. Meno per l’Italia, non tanto per demerito dell’Italia, quanto per manifesta diversità culturale. Non sono io la prima a dire che non si può prendere in blocco dagli USA nel marketing, ma gli stessi esperti di marketing: il discorso è ok, ma andrebbe adattato ad esigenze più nostrane, come tutto quello che viene dagli USA, non si può trasportare in blocco ma va filtrato (ho letto un tuo post del 12 maggio 2014, dove nei commenti dicevi “gli studi della dott.ssa Meyer si basano sull’analisi di migliaia di soggetti che parlano in lingua inglese…”: in effetti le teorie e gli studi della maggior parte dei protagonisti di questi video si basano su un solo tipo di cultura, quella anglosassone, principalmente americana). Lei parla di Airbnb e TaskRabbit e altre sistemi diffusi negli Usa e magari in tante grandi metropoli o zone turistiche del mondo, ma molto meno note e usate in Italia. E, per alcune cose i suggerimenti del video sono un po’ datati: se nel 2012, momento in cui è girato il video, l’attività più richiesta era montare i mobili Ikea, e il Super-Rabbit Chris poteva guadagnare molto svolgendo l’attività di montatore, oggi credo il buon Chris abbia dovuto trovare altre soluzioni, visto che da parecchio l’Ikea offre a prezzi molto bassi non solo il montaggio dei mobili, ma pure lo smontaggio (qualora tu voglia rendere il mobile dopo montato), l’eventuale ritiro e perfino lo smaltimento di vecchi mobili Ikea, il trasporto a casa e addirittura l’allaccio idrico ed elettrico!
    Insomma, pettegolezzi a parte, un buono spunto che va adattato al nostro sistema e ai tempi che corrono veloci.
    Ultimissima cosa, sempre sul video: la Botsman parla ripetutamente di Facebook quasi come sinonimo di internet, e non l’ho sentita parlare affatto di blog. Io (scusa se lo ripeto per l’ennesima volta) sono stata tanti anni blogger ma non mi sono mai interessata di Facebook, e non ho un account FB. Eppure internet lo conosco in lungo e in largo o quasi. Davvero i concetti espressi sono imprescindibili da FB o è lei che è affezionata a FB?
    Ti auguro una buona giornata e GRAZIE (e scusa per la pedanteria). :)
    A.

  • A. Ambra

    PS!
    A proposito di fiducia, vorrei ricollegarmi a quanto avevo scritto tempo fa, commentando il post del 27 ottobre 2014 (Non ascoltarlo).
    Ti avevo confidato fra altre cose, che i blog di crescita personale, che ho incontrato casualmente mentre mi interessavo fortemente di web marketing (ormai gli esperti di web marketing citano sempre la crescita personale fra gli argomenti che “tirano” nella blogosfera professionale, quindi non può non venire della curiosità!), “bazzicando il web dagli inizi dei 2000, i blog di crescita personale, italiani e stranieri, sono stata l’esperienza più preoccupante a cui ho assistito in tutti questi anni”. Non ho detto perché li ho trovati così sconvolgenti, o meglio te ne ho dato un accenno veloce ma non completo.
    Ho parlato dell’eccessivo miscuglio delle assurdità più disparate, per lo più di estrazione New Age, ma, visto che qui si parla di fiducia, è proprio la tendenza ad approfittarsi della credulità di molte persone, da parte di tanti blogger molto discutibili, che mi ha spaventata! Ci sono in particolare alcuni siti che mescolando alieni, legge d’attrazione, PNL, riprogrammazioni energetiche, riconnessioni col divino che è in te, e così via, usano col lettore delle tecniche che ho riconosciuto (per via della mia attività e degli studi che ho fatto, come le più becere tattiche usate dalle sette per convincere la persona che ci sono cospirazioni globali, che un non meglio definito potere ci sta manipolando, che “sei vampirizzato, e il vampiro può essere chiunque accanto a te!” (giuro!!!). Insomma sono tecniche per confondere una mente debole (e in questa situazione, con questo caos e tanta “ignoranza di ritorno”, di menti deboli ce n’è, di persone vulnerabili ce n’è!), per estraniare una persona dal suo normale contesto sociale, per insinuare subdolamente che non c’è nessuno di cui potersi fidare… eccetto loro ovviamente, che svelano la verità.
    Mi fermo qui, se dovessi raccontare tutto quello che m’è capitato di leggere scriverei un report monumentale ora.. Però, compèrendi come queste persone, invece di parlare di Fiducia, come in questo post, fiducia a cui io stessa ho istigato nel commento precedente, cercano di minare la fiducia (probabilmente già traballante) di chi li segue (e spesso alcuni hanno un largo seguito, tanto più sensazionali e fuori da ogni buon senso sono le cavolate che dicono) nei confronti di se stessi e degli altri.
    Non mirano a rendere più forti i lettori ma ad indebolirli per approfittarsene (“entra nel nostro energyclub, vedrai che con le nostre riprogrammazioni energetiche scioglierai tutti i blocchi che ti hanno creato nei confronti del denaro e delle situazioni sentimentali!”)
    Queste cose mi fanno arrabbiare, ero arrabbiata, avevo da poco letto l’ennesima stratosferica cavolata-scopo-fregatura da un’altra parte (per me è anche diventato a dire il vero un fenomeno di studio, interessante fino a che l’indignazione che mi suscita non supererà l’utilità dello studio..). La penso ancora così a tal proposito.. tu stesso mi hai risposto che eri al corrente, ovviamente, e che condividevi con rammarico. Quindi apprezzo senz’altro che parli di fiducia (averne e darne).
    Purtroppo ho riletto quei commenti solo poco fa, e non sapevo che dalla mia osservazione su Giacobbe (non su te o sul tuo post o blog), avesse acceso una discussione tanto animata fra te e altre persone dopo.
    Vorrei precisare, che io ho contestato a Giacobbe di non aver tenuto conto del Puer di Jung come Archetipo, e in quanto tale sia positivo che negativo, come ogni archetipo.
    Non c’era intento polemico.
    Ho visto più sotto, che dopo un riscaldarsi della discussione, hai detto che un paio di utenti cercavano di forzare il senso di quello che dicevi. Spero che io non fossi inclusa in quel paio, sono certa di non aver detto nulla da far pensare di contestare te e forzare i tuoi scritti, semmai ho contestato Giacobbe, e non credo di aver forzato il senso di quanto scritto da lui: che non considera Jung e gli archetipi mi pare lampante. Io per deformazione di studio lo tengo in considerazione invece, moltissimo.
    Mi spiace se per motivi di tempo non sono intervenuta prima di oggi a chiarire

  • Crystal

    Ciao a tutti. Mi spiace ma non condivido. Magari le relazioni fossero così semplici e lineari come la gestione di un c/c. La verità è che non c’è nulla di razionale o forse sì ma sicuramente non facilmente razionalizzabile come viene presentato in questo articolo. Un errore nelle relazioni può essere fatale e farti andare il conto in “rosso” in un nano secondo e non parlo solo di errori gravi ma anche semplici distrazioni o fraintendimenti, senza possibilità di ritorno, poi tutto dipende da chi abbiamo dall’altra parte, i “salvadanai” non sono tutti uguali, ci sono i più permalosi o i più pretenziosi ma dirò di più, non sempre “depositare” monete della gentilezza equivale a far crescere il patrimonio della fiducia. Anzi. Molte volte è l’esatto contrario. Si viene dati per scontati. L’accumulo di monete come gesti di cortesia possono addirittura far azzerare il tuo “conto”. Mi spiace ma io stessa lascio questo commento con estremo rammarico perché avrei tanto voluto che nella vita le relazioni fossero esattamente così semplici da gestire. A quest’ora sarei “milionaria” ma spesso mi ritrovo ad andare contro la mia stessa indole per risultare più ‘stronza’ e chissà perché, in molti casi è proprio così che si guadagna rispetto. Triste eh? Ma tant’è. Anche se per fortuna gli esseri umani non sono tutti così, ma guardandoci un po’ intorno per la maggior parte sì, quindi rivedrei un attimino come bisogna comportarsi. Si accettano consigli. Buona settimana!

  • san

    Wow! Questo articolo, dovresti mandarlo a tutti i politici italiani!

  • Silvia

    Ciao Andrea! È da molto tempo che seguo il tuo blog e mi sento in dovere di ringraziarti per i tuoi articoli sempre stimolanti. Questo in particolare unisce straordinariamente chiarezza ed utilità! Complimenti.
    Ogni settimana si affronta meglio con un tuo articolo :-)

  • Rocco

    “…proprio perché viviamo in un paese così, essere delle persone di cui potersi fidare è l’unico modo per distinguersi.”

    Suggerisco “essere delle persone di cui potersi fidare è l’unico modo per cambiare le cose” (o almeno un modo efficace)

  • Daniele

    Grazie Andrea, proprio il post che avrei voluto leggere :)
    Il tuo blog mi ha letteralmente cambiato la vita, ho capito molte cose di me che prima non sapevo e sono cresciuto sotto moltissimi aspetti, quando un giorno cambierò il mondo sappi che sarà grazie a te :D

    • Grande Daniele! Mi fa davvero piacere.

      A presto,
      Andrea.

  • lucia

    ciao Andrea,
    alla mia veneranda età sento ancora il bisogno estremo di leggere i tuoi consigli…
    Se ci penso è triste…Significa che non ho imparato niente dalla vita fino adesso e c’è ancora tanto da fare ..
    Mi piacerebbe che tra i giovani ci fosse più voglia di crescita personale, per non arrivare troppo tardi (come me) a capire certe cose e darsi una ” sistematina” per investire nel loro futuro in modo efficace.
    Mi piace il tuo modo di comunicare.
    Grazie
    Lucia

  • Tamy

    Credo che questo articolo debba essere letto in due interpretazioni: da un lato dobbiamo immedesimarci nella parte di quelli che aprono il conto nella banca della fiducia e da questo punto di vista dobbiamo impegnarci in tutti i modi possibile per non tradire la fiducia negli altri e sopratutto in noi stessi e quindi RISPETTARE ASSOLUTAMENTE la parola data e gli impegni presi. Dall’altra credo però dobbiamo anche fare la parte dei banchieri ed avere il coraggio di chiudere i conti in rosso con le persone che hanno ABUSATO della nostra buona fede e fiducia imparare quindi a riconoscere i famosi”bambini” dentro noi e negli altri che pretendono senza voler niente dare o niente sacrificare. Questo sarebbe un atto di protezione nei nostri confronti che aumenterebbe la fiducia in noi. Questo per rispondere a chi ha tirato fuori la questione che più sei buono piu la prendi in quel posto e che la fiducia viene sempre tradita. Credo che sia nostra responsabilità scegliere i clienti della nostra banca della fiducia. Non dobbiamo comportarci da carogne solo perchè siamo stati fregati dobbiamo tirare fuori gli attributi e smetterla di sentirci in dovere di fare debito a chi ci frega. In realtà di solito abbiamo un atteggiamento opposto: ci comportiamo da opportunisti con chi ci da fiducia perchè diamo per scontato che non ci farà del male e facciamo le pecore con chi ci frega perchè temiamo la sua reazione. In realtà dobbiamo essere noi a rovesciare questo meccanismo reagendo con disponibilità verso le persone corrette ed con fermezza verso chi cerca di fare l’abusivo. Tecnica particolarmente efficace usata dai paraculi è proprio quella di fare leva sul nostro senso di responsabilità per ottenere ciò che vogliono con una specie di ricatto morale. Dobbiamo essere noi a prendere il controllo della situazione e a non permetterglielo e questo accade in tutti i campi relazioni, amore amicizia lavoro parentado eccc. Come al solito i paletti li scegliamo noi. Nessun mondo cattivo: i conflitti d’interessi fanno parte della vita. Il modo in cui gestirli ed uscirne è nostra responsabilità.

  • cristina

    Vuoi la verità Andrea? Non si fidano di noi, perché in primis, non si fidano neanche di se stessi. A breve, ti descriverò alcuni miei incresciosi accadimenti e, se ti va, li commenteremo assieme.

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