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7 cose che ho scelto di lasciare andare nel nuovo anno

Per essere felici, motivati ed efficaci non sempre abbiamo bisogno di… aggiungere. A volte, dovremmo semplicemente lasciare andare.

lasciare andare

“La rinuncia non toglie. La rinuncia dona. Dona la forza inesauribile dell’infinito.”

M. Heidegger.

Spesso arriviamo alla fine dell’anno che siamo carichi: carichi di impegni, carichi di stress, carichi di delusioni. Ma evidentemente non lo siamo abbastanza.

Infatti arrivano le feste, e cosa facciamo?!

Ci carichiamo ancor di più! Lo stomaco di fritture, pandori e panettoni e la mente di buoni propositi, progetti e nuove attività.

Non c’è poi da sorprendersi se mente e corpo a volte decidano di ribellarsi, soffocati sotto strati di “spazzatura”, fisica e mentale, che si sono accumulati nel corso degli anni.

E se quest’anno fosse diverso? E se decidessimo finalmente di lasciare andare qualcosa ed iniziare il nuovo anno più leggeri e, in definitiva, più felici?

Nelle ultime settimane ho riflettuto a lungo su questo aspetto e per il nuovo anno ho deciso di lasciare andare tutto ciò che è superfluo, così da avere energie e tempo per focalizzarmi solo su ciò che è essenziale.

Ecco a cosa ho scelto di rinunciare. Sono le mie scelte, legate alla mia vita, ma ho come il sospetto che durante la lettura penserai in più di un’occasione… “questo sono io!” ;-)

1. Ho scelto di lasciare andare la troppa informazione

“Così tanti libri, così poco tempo.”

Frank Zappa.

Amo leggere. Leggo mediamente 52 libri all’anno e centinaia di articoli e studi: considero da sempre la lettura una delle chiavi per il proprio successo personale.

Non c’è giorno però che non aggiunga un nuovo libro nella lista di desideri di Amazon, e decine di articoli nell’elenco di Pocket: anche se dedicassi ogni giorno 8 ore alla lettura, avrei comunque bisogno di 20-30 anni per smaltire gli arretrati.

Non ha senso.

Continuerò ad essere un lettore vorace, ma nel frattempo libererò le mie wishlist di tutti quegli articoli e quei testi che non avrò mai tempo di leggere e sceglierò con molta cura ciò che lascerò entrare in futuro. Il nostro tempo è troppo prezioso e merita di essere investito esclusivamente nell’eccellenza. Che ne pensi?

2. Ho scelto di lasciare andare le manie di perfezionismo

lasciare andare perfezione

11 revisioni. Questo è il numero di volte che ho rivisto e corretto questo articolo prima di pubblicarlo. Un tantino paradossale per chi ha scritto un post intitolato “Come liberarti dal perfezionismo e goderti la vita“, non trovi? ;-)

Quando lavoravo come Consulente di Direzione, il mio primo Manager mi ha insegnato l’attenzione per i dettagli e di questo gliene sarò sempre riconoscente, ma essere efficaci significa anche comprendere quel limite oltre il quale la ricerca dell’eccellenza diventa futile.

Per il nuovo anno ho deciso di eliminare alla radice le attività inutili del mio lavoro e continuare il processo di delega iniziato quest’anno.

Il paradosso del perfezionismo infatti è che ci porta a perdere tonnellate di tempo in attività che non dovremmo affatto fare o che qualcun altro potrebbe fare decisamente meglio di noi.

E arriviamo così al terzo punto…

3. Ho scelto di lasciare andare l’ossessione per il controllo

In inglese li definiscono “control freak“: maniaci del controllo. Beh…

“Mi chiamo Andrea, ho 32 anni e sono un maniaco del controllo.”

Seduta di CFA (Control Freak Anonimi).

Da quando ne ho memoria ho sempre desiderato avere il controllo della mia vita, insomma, ho sempre voluto essere l’artefice del mio destino. Messa così non suona neanche tanto male e questo mio tratto caratteriale probabilmente mi ha spinto ad inventarmi il mio lavoro.

Sono però consapevole che quello che mi ha portato a questo livello è anche ciò che mi sta frenando dal raggiungere il livello successivo.

Chissà, magari è lo stesso anche per te…

Ho deciso allora di lasciare andare (un po’) del mio bisogno di avere il controllo su ogni minimo dettaglio. Darò finalmente ascolto al consiglio del mio tassista preferito: seguirò l’onda.

4. Ho scelto di lasciare andare alcune mie paure

L’ultima volta che sono stato in Italia, mi è capitato di guardare in TV la pubblicità di un noto brand di Whiskey, il cui motto, dal 1780 è:

“Sine metu / Senza paura.”

Dunque… l’idea per il nuovo anno non è quella di farmi fuori mezza bottiglia di Whiskey e poi lanciarmi dal grattacielo più alto di Londra con un lenzuolo come paracadute, ma di certo ci sono altre forme di paure che posso e devo affrontare.

Ognuno di noi ha i propri mostri da sconfiggere e sono certo che questo valga anche per te.

Io ho deciso di lasciarne andare almeno un paio e auguro anche a te un nuovo anno… sine metu.

5. Ho scelto di lasciare andare il bisogno di approvazione

lasciare andare approvazione

“Sii te stesso e di’ quel che pensi: chi se la prende non conta e chi conta non se la prende.”

T. Seuss.

Qualche anno fa, quando gli iscritti alla newsletter di EfficaceMente erano appena 1.000, ricordo di aver ricevuto un commento particolarmente critico: ci rimasi malissimo, ma cosa ancor peggiore persi delle ore per rispondere alla polemica che ne scaturì.

Il paradosso è che nello stesso periodo lavoravo ancora per la mia ex-azienda, e considerati gli standard di eccellenza richiesti, capitava non di rado che il proprio lavoro fosse fatto a pezzettini e poi centrifugato da un superiore. Non che me la sia mai presa più di tanto.

Ma si sa, quando un progetto lo sentiamo davvero nostro, il bisogno di approvazione è molto più forte.

Negli anni, con la crescita di EfficaceMente, ho imparato a liberarmi della paura del giudizio degli altri e a farmi scivolare di dosso critiche, troll e haters… ma non abbastanza.

Se voglio portare a termine i progetti che mi aspettano nel nuovo anno non posso più permettermi di sprecare neanche un minuto ad alimentare le paturnie mentali di altre persone… e lo stesso vale per te.

Chi decide di intraprendere un percorso al di fuori del sentiero battuto si espone inevitabilmente alle critiche altrui: lasciale arrivare, metti a frutto quelle utili, ignora quelle pretestuose, ma in ogni caso non lasciare che il tuo ego si leghi a nessuna di esse.

6. Ho scelto di lasciare andare gli oggetti inutili

“La semplicità è l’ultima sofisticazione.”

Leonardo da Vinci.

Non sono mai stato un “ammucchia-ciaffi“, ma il mio ultimo trasloco mi ha dato comunque l’opportunità di lasciare andare molti oggetti che si erano accumulati nel corso degli anni milanesi.

Liberarmi di questi oggetti mi ha fatto provare una piacevole sensazione di leggerezza.

A volte neanche ci rendiamo conto di come la moltitudine di oggetti superflui che “incrostano” i luoghi in cui viviamo e lavoriamo influenzino negativamente la nostra vita. Ne prendiamo consapevolezza solo quando decidiamo finalmente di liberarcene.

Per il nuovo anno ho scelto di continuare questo approccio minimalista e far entrare nella mia casa e nella mia vita solo ciò che considero essenziale.

Ti consiglio di provare.

Se poi non te la senti di liberarti definitivamente di alcuni oggetti, testa questo semplice esperimento: metti tutte le cose sulle quali sei indeciso in una scatola ed etichettala con la data di oggi. Tra un anno liberati di tutti quegli oggetti che sono rimasti nella scatola per 365 giorni.

7. Ho scelto di lasciare andare le maledette scuse

lasciare andare scuse

Nonostante abbia intrapreso il mio percorso di crescita personale ormai 15 anni fa, sono tutto fuorché perfetto. Questo significa che ci sono periodi in cui le scuse prendono il sopravvento sulla mia volontà. È naturale: non sono un automa. Magari è capitato anche a te…

Beh, sai qual è l’errore che commettiamo in questi casi? Non è certo quello di fermarci e prendere fiato. No. L’errore è credere nelle nostre scuse, dare spazio a quella vocina che ci sussurra che dovremmo mollare, trasformare una sosta temporanea in una sconfitta definitiva.

Ecco, nel nuovo anno ho deciso di lasciare andare queste maledette scuse, chiamare le cose con il loro nome, accettare anche di perdere qualche battaglia, ma non arrendermi. Mai.

Queste sono le 7 cose che ho scelto di lasciare andare nel nuovo anno: se vogliamo raggiungere traguardi ambiziosi, dobbiamo viaggiare leggeri, mettendo nel nostro bagaglio solo l’indispensabile.

E tu? Cosa scegli di lasciare andare?

Andrea.

Foto di Soloviova Liudmyla

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  • Yvonne Pizzigati

    Grazie Andrea io quest’anno lascerò andare la mia paura di non essere all’altezza, di non meritare quello che ottengo e che potrei ottenere!.
    Pronta!Via…

  • WOW Andrea, grandioso!
    Per quanto riguarda me, ho deciso di continuare a lasciare andare la paura del giudizio e la volontà di compiacere le persone.
    La mia nuova “bussola” è fare ciò che contemporaneamente mi eccita e mi fa paura.
    Un abbraccio
    Alexander

    • Grazie Alex, almeno di un punto ne avevamo già parlato… ricordi? ;-)

  • Alessandro De Agostini

    Riflessioni interessanti…ne avrei tanta di “burrumballa” (qui da noi si dice così per indicare oggetti o “persone” veramente inutili ;D ..) da buttare..
    Per non parlare delle manie di perfezionismo e il bisogno di controllo a livelli eccessivi, si….. Penso che mi sforzerò quasi negli stessi tuoi obiettivi caro Andrea..

    Buone feste anche a te e tutta la Giuliodori Family :)

    • Aahahah, non avevo mai sentito l’espressione “burrumballa”!

      Ricambio gli auguri Alessandro.

  • Assunta Incarnato

    Bellissimo articolo, Andrea, complimenti, e grazie per le dritte che ci dai… mi ci vedo molto nella tua lista, e trovare le mie zavorre scritte nero su bianco, beh, ha fatto un certo effetto…. per quanto riguarda il punto sei consiglio a chi è accumulatore compulsivo come me :-) “il magico potere del riordino” di M.Kondo (all’inizio parte lento, ma abbiate fede….).. per il resto… work in progress!!!:-)

    • Grazie Assunta, grazie davvero, è sempre un piacere leggere questi commenti :-)

    • san

      è il libro che avevo intenzione di comperare oggi.
      Questa è la legge dell’attrazione.

  • cambia

    Come te, anche io mi obero di letture e libri, é la mia passione di sempre, però mi accorgo che delle volte è limitante, fin’ora redigevo vere e proprie tabelle di marcia di lettura, con il rischio di accavallare riflessioni e rendere inutilizzabile il flusso continuo di cose apprese. Dunque anche io oggi farò la mia lista di cose da lasciar andare, e il tuo spunto mi è utilissimo, concordo su meno libri e più sperimentazione di quel che leggo, meno ascolto dell’ opinione di altri, sopratutto quando è tendenzialmente o potenzialmente una polemica, zittire le vocine interne mie, quelle che cercano conferme in ogni cosa per frenare. L’autocontrollo credo sia uno di quegli aspetti che riguarda i più e di cui si é meno consapevoli, sempre dettato da paure. Grazie per gli stimoli positivi costanti:))

    • Ciao Cambia,
      no, non credo che rinuncerò al mio ritmo di lettura, quello che lascerò andare è questo bisogno di aggiungerne sempre nuovo materiale, nel timore di perdermi qualcosa di importante.

      Sarò decisamente più selettivo, ma leggere circa un libro a settimana a me aiuta ad avere nuovi stimoli. In merito poi all’applicazione, ho scoperto un trucchetto: leggere in un mese 4-5 testi sullo stesso argomento e poi distillare principi e tecniche che si adattano particolarmente bene alla mia situazione :-)

      Andrea.

  • Michele

    apprezzo il blog e ho comperato senza esito la guida anti procrastinazione, che per un po’ ha anche funzionato con me…ora però mi appare sempre più palese che alcuni articoli, tra cui questo, sono costruiti per vendere l’infoprodotto collegato…mia opinione.
    Comunque questa volta il consiglio 7 cercherò di applicarlo, niente scuse!

    • Buongiorno Principessa! :-D

      Ma certo Michele è il mio lavoro: da 7 anni condivido contenuti gratuiti fornendo soluzioni pratiche e spunti di riflessioni a chi mi segue. Se il lettore ne trae beneficio concreto e desidera poi approfondire attraverso una guida o un percorso strutturato, propongo i miei contenuti a pagamento. E non mi vergogno certo di farlo, perché ormai sono decine di migliaia le persone che hanno ottenuto risultati grazie ai miei corsi.

      Lo trovo un approccio chiaro e trasparente: creo valore e lo metto a disposizione di tutti, sia a chi può permettersi di acquistare un mio infoprodotto, sia a chi non può; e guadagno solo se dimostro in anticipo che le mie strategie funzionano.

      Ti ringrazio comunque del commento, mi ha fatto sorridere :-)

      E’ come se il tuo datore di lavoro una mattina ti fermasse e ti dicesse: “Michele, mi appare sempre più palese che alcuni giorni, tra cui oggi, tu venga in ufficio per guadagnarti lo stipendio…mia opinione”. :-D

  • Chiara

    Ciao Andrea! Questo articolo è stupendo. Per quanto mi riguarda i punti sui quali mi concentrerò di più sono: il 2, il 3, il 5 e il 6. Per quanto riguarda il numero 5 devo ammettere di aver fatto dei passi avanti: in passato ero sensibilissima, ogni critica o affronto che mi venivano fatti erano per me delle ferite indelebili. Ora, tramite il percorso di crescita personale che ho intrapreso GRAZIE A TE, me la prendo molto meno, ho capito che non sempre se qualcuno mi risponde male ce l’ha con me o lo fa apposta per ferirmi (magari semplicemente ha avuto una brutta giornata) e ho imparato a distinguere le critiche utili (che apprezzo e di cui faccio tesoro) da quelle inutili (non ci do molto peso). Quello su voglio lavorare è, come dici tu, fare in modo che il mio ego non si leghi a nessuna di esse. Comunque ne ho ancora molta di strada da fare prima di riuscire a lasciare definitivamente andare il bisogno di approvazione altrui.
    Il punto 6 è quello che mi ha fatto riflettere di più. Ho ripensato alle cose che ho e mi sono accorta che potrei vivere bene e felicemente anche se ne avessi di meno. Quindi, le prossime volte, quando vedrò delle cose che mi interessano, prima di comprarle mi porrò le seguenti domande: ” hai già una cosa che assolve la stessa funzione di quella che vuoi comprare? ” e “potresti farne a meno?”.

    • Mi spiace Chiara, ma non sono d’accordo con il tuo commento…

      AHAHAH, scherzo! :-D Grazie davvero per averlo scritto e… sì, concordo, il punto 6 è uno dei più importanti: ti dà veramente un senso di leggerezza incredibile ;-)

  • Anna

    Lasciare il superfluo, il non usato, il vecchio ormai inutile. Come Assunta consiglio a tutti di leggere ‘il magico potere del riordino’: scritto da una giapponese insegna, prima di tutto, ad allontanare dalla nostra vita queste cose. E il risultato del suo metodo è sì leggerezza, ma anche maggiore fiducia in noi stessi perché buttare vuol dire decidere.
    Per il resto, controllo + paure + perfezionismo sono per me aspetti di una stessa sindrome: vanno attaccati insieme.

  • Gabriele

    Non dovrò faticare molto Andrea… mi basterà “copiare” punto per punto i tuoi 7 ed avrò la lista delle cose di cui mi voglio liberare… Effettivamente ho avuto l’impressione che stessi parlando di me! :)
    Anche se ho molti anni sulle spalle, ho voglia di respirare aria nuova… di liberarmi delle cose superflue e, soprattutto, dei pesi di tante e tante “fritture” mai digerite…
    Ci risentiremo con “365”, e nel frattempo auguro a te ed ai tuoi cari un meraviglioso Natale.

  • Lino Totaro

    Vorrei leggere il commento particolarmente critico di qualche anno fà.

    • Cercatevi nei vecchi post i commenti di un certo “Pier Paolo”: era il mio stalker preferito.

  • Giulio

    Ciao Andrea,

    Può esserci un ottavo punto? Lasciar andare le persone?
    In particolare una persona a cui si vuole molto bene ma che ti trattiene nel passato e alle emozioni passate che seppur belle oggi sono dolorose?

    Grazie per l’articolo :)

    • Certo Giulio,
      come detto queste 7 scelte riguardano la mia vita in questo momento: non pretendo che siano assolute o che valgano per tutte. Senza dubbio per alcuni è arrivato il momento di lasciare andare una persona, un amore o altro.

  • san

    estrazioni del lotto 7,4,2, 6.
    Penso che i punti 7,2 siano i più importanti e lavorerò su questi.
    Sul punto 1 credo che bisogna si andare all’essenziale,ma anche buttarsi su informazioni che non abbiamo mai preso in considerazione.

  • Valentina

    leggere la citazione di Heidegger con la bocca piena di fondente nero extra mi fa un po’ dubitare di quello che scrivi :-D

  • Glò

    Ti direi che lascio nel 2015 le paure… ma non si può!!! Certe volte non si può non avere paura, ma si può avere paura di fare una cosa e farla ostesso!!! Lì dove c’è una paura a fare ombra è proprio dove devo andare a vederci più chiaro! IL CORAGGIO VIENE OSANDO. Questo è il mio 2016.
    Delle cose superflue mi sono già liberata nel corso degli anni. Quello che serve davvero non è un oggetto in più, e neanche i bei ricordi hanno bisogno di “cose” a cui essere legati.
    Manie di perfezionismo non ne ho mai avute, sono cazzocanina, ne vado fiera e mi ci diverto!
    Idem per il controllo, in questi ultimi anni lavorativi ho imparato il peso della responsabilità e le meraviglie della fiducia e della delega, che leggerezza!!
    Lascerò nel 2015 le seghe mentali. E’ una perdita inutile di tempo, energia e benessere.
    Lascerò nel 2015 tutto quello che spreca inutilmente il tempo della mia vita.
    Lascerò nel 2015 la fretta che rovina il gusto del viaggio.
    Ciao vado al maneggio!!!

  • Debora

    Ciao Andrea,
    Seguo il tuo blog e leggo “le mail del lunedì” da più di un anno, e devo dire che è una delle poche cose che mi fanno apprezzare questo giorno della settimana. Ho apprezzato particolarmente l’articolo di oggi, però arrivata al punto “lasciar andare le proprie paure” mi sono bloccata. Come si fa può combattere in modo efficace le proprie paure? Tu in che modo combatti le tue?

  • Maria

    Io vorrei rinunciare alle tante ore di lavoro che mi stanno togliendo tempo ed energia a me e alla mia famiglia. Vorrei chiedere un part time, non mi resta che decidere se orizzontale o verticale..si accettano suggerimenti…mi rendo conto che il tempo è una delle risorse più preziose che abbiamo e non vorrei ritrovarmi tra qualche anno con tanti rimpianti.. preferisco avere meno soldi ma più serenità e anche salute mentale e fisica..cosa ne pensi Andrea? Leggi da tanti anni i tuoi articoli..complimenti vivissimi..sai cogliere al mwglio tante situazioni e problemi del mondo odierno. Tanti auguri.

    • Maria

      :-(

  • Maria

    vorrei rinunciare alle tante ore di lavoro che mi stanno togliendo tempo ed energia a me e alla mia famiglia. Vorrei chiedere un part time, non mi resta che decidere se orizzontale o verticale..si accettano suggerimenti…mi rendo conto che il tempo è una delle risorse più preziose che abbiamo e non vorrei ritrovarmi tra qualche anno con tanti rimpianti.. preferisco avere meno soldi ma più serenità e anche salute mentale e fisica..cosa ne pensi Andrea? Leggi da tanti anni i tuoi articoli..complimenti vivissimi..sai cogliere al mwglio tante situazioni e problemi del mondo odierno. Tanti auguri.

  • paolo

    Ciao Andrea, anch’io come te ho deciso di ‘gettare’ qualche zavorra.
    Onestamente sapevo di avere più di una palla al piede ma non riuscivo a identificarle correttamente.
    Con il tuo post le ho identificate nei punti 2,4,5 e 7 ma non escludo anche altre zavorre.
    Auguri

  • Daniele

    Grazie Andrea per avermi accompagnato in questo 2015, mi trovo decisamente in linea con questi propositi, in particolare per il nuovo anno ho intenzione di focalizzarmi sul 5 e sul 7. Auguri di buone feste!!

  • Leonardo

    CIAO ANDREA!!!
    Che bell’articolo!!! Non c’è niente da dire… in questi giorni esce fuori il lato umano di ognuno di noi… Come disse il parroco a Natale, bisogna sempre ricordarsi il valore autentico di questi giorni! Val la pena festeggiare ma come si deve, ritrovando noi stessi e il rapporto con le cose vere…
    In questo articolo sei profondamente umano, l’ho letto e tanto che mi sento io che ne ho deciso di fare una sorta di “piano” per il futuro prossimo. Mi impegnerò ad applicare 1 ed 1 solo di questi passaggi ogni mese, dal 1 al 31, di modo che non sia confuso ad applicarli tutti, poi quel che resterà resterà ma sono sicuro che al 1 agosto, nel quale spero di essere riuscito a mantenere questa promessa con me stesso, avrò la mente un po’ più sgombra da pensieri inutili e azioni inutili e quindi più pronta a cogliere l’essenza della vita e le cose belle che questa ci regala.
    Buon anno!

  • Manola Trombin

    Bravo Andrea!
    Qualche anno fa ho deciso di provare tutte le tecniche esistenti per sconfiggere le mie paure e posso dire che nessunaltra decisone che ho preso nella mia vita mi ha dato risultati immediati e tangibili come questa!
    Provare per credere?

  • Fantastico, hai fatto la lista che posso copiare e rileggermi per non dare spazio alle scuse. Grazie Andrea e buon 2016: felice di trascorrerlo insieme!

  • Roberta Zevilonghi

    Ciao Andrea! Faccio parte della schiera dei lettori “timidi” che non commentano mai i tuoi articoli ma in realtà ti seguo da più di due anni. Leggendo questo articolo mi sono messa a ridere da sola ricordando la me di un anno fa che due settimane prima di fine anno aveva già preparato una lista di centottantamillantamila obbiettivi precisissimi e mai soddisfatta li aveva scritti e riscritti aggiustandoli fino alla nausea, insomma perdere un po’ di mania di perfezionismo non mi farebbe male. Per quest’anno ho deciso che non scriverò liste (tanto quella dell’anno scorso l’ho persa e non mi ricordo neanche cosa c’era scritto). Ho scelto di lasciar andare l’ansia del futuro e restare sintonizzata sulla me di adesso e sui suoi bisogni. Ho deciso anche di lasciar andare l’ansia di “non essere abbastanza” per gli altri, chi ci ama lo fa per chi siamo non per i successi che collezioniamo. Ti faccio gli auguri e ti ringrazio, il tuo blog è sempre un porto sicuro in cui approdare.

  • Grazie Andrea come sempre per i tuoi articoli straordinari.
    Io ho scelto di fare una “dieta” dei rapporti umani: essendo io molto sensibile, tendo a rimanerci particolarmente male quando la gente mi usa come parafulmine o pretende cose da me senza mai dare nulla. Io credo che ogni rapporto basi sulla reciprocità: va benissimo dare in misura diversa, secondo le proprie possibilità e voglie. Ma è totalmente sbagliato chiedere sempre senza dare mai animati da un profondo egoismo… così come sfogare sugli altri le proprie paturnie ed insicurezze. Voglio volermi più bene… senza diventare inefficace in ciò che amo a causa di una sensibilità che mi porta a fare mie le paturnie degli altri.

  • A proposito degli oggetti inutili… io ho traslocato 5 volte negli ultimi 10 anni (nella casa di ora ho in programma di rimanerci almeno 4 anni… vediamo ;-) ) ad ogni trasloco lascio le cose che ho comprato mentre ero lì tranne quello che mi serve per lavorare, le cose per la cucina/casa essenziali e i vestiti che uso più spesso… e sto benissimo! Non sono legata a niente a parte la borsa che mi accompagna nella vita e tutto il suo contenuto: ipad, portafoglio, cellulare, moleskine, portabiglietti da visita, cavatappi, occhiali da sole, ombrello, minibeauty, caricabatterie e cellulare con cuffie per la musica. E, tranne il mio MacBook che mi serve per fare sviluppo web (il mio lavoro) e curare il mio wine blog (che spero che un giorno diventi per me quello che è diventato per te)… tutto il resto non mi serve! Questa leggerezza mi fa sentire davvero bene, sul serio! Per questo il tuo consiglio è azzeccato, soprattutto per un maniaco del controllo: la borsa è un qualcosa che posso facilmente controllare, di tutto il resto non mi preoccupo!

  • Kate

    molto carina l’idea della scatola da metter via per 365 giorni :)))…lo faro’! Ciaoo e complimenti per il blog!

  • Kate

    ciao Andrea ancora io (mi e’ piaciuta l’idea della scatola per gli oggetti da eliminare dopo 365 gg)…ora ridi…ma non trovando nessun tipo di scatola a casa mia, non potendo uscire da casa perche’ la bimba ha febbre e volendo cominciare subito….ho un po’ modificato la tua idea….funziona alla grande!! :)) ogni giorno elimino 5 oggetti di qualsiasi genere che non utilizzo piu’…un vestito non messo da piu’ di 1 anno, un giocatolo rotto, medicinali scaduti, tazzina caffe’ carina ma senza piattino (ne abbiamo tantissime), i sopramobili ricevuti anni fa che prendono solo polvere, scarpe che mi fanno male, riviste lette stralette…e altre mille cose…e’ semplice, veloce….tra qualche settimana spero di liberare la ns casa dal superfluo e….ti ringrazio molto per l’articolo! :)

  • Un articolo un po’ datato ma che ogni tanto me lo vado a rileggere molto volentieri… Non fa mai male :)
    Essendo in un periodo in cui sto imboccando una nuova strada, sento sempre in agguato il bisogno di approvazione degli altri, soprattutto ora che devono ancora arrivare i primi risultati. È qualcosa su cui devo lavorare, ma penso che sia anche importante perché mi fa capire, personalmente, quanto ci tenga alla strada che ho intrapreso. Credo sia sempre una questione di consapevolezza: essere consapevole che c’è il bisogno, ma non farsi mai sopraffare da esso.
    Grazie Andrea dei tuoi consigli, sempre da apprezzare!

  • Oliver Oppitz

    Grazie, Andrea, ho appena riletto l’articolo dopo molto tempo. Tocchi anche i punti chiavi miei. Ti piacciono le cose veloci, prattici e efficaci? Dovresti leggere il libro “Guarisci il tuo passato, cambia il tuo futuro” di Maria Grazia Parisi. La tecnica esposta li mi è stata utilissima per sconfiggere blocchi, rilasciare paure e così via. Però attenzione: con ogni paura superata ci si cerca sfide nuove! ;-)

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