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Cosa farò da grande? 3 modi non convenzionali per scoprirlo

Ti è mai balenata in testa la fatidica domanda “cosa farò da grande?“. Che tu sia appena uscito dal liceo o abbia 50 anni, non è mai troppo tardi per trovare la tua strada.

cosa-faro-da-grande

“Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco a 22 anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco, ancora non lo sanno.”

The Big Kahuna.

Quarta elementare. Arriva il maestro in classe ed inizia a scrivere sulla lavagna: “Cosa farò da grande?“. Poi si gira verso di noi e ci dice: “Bene bambini, oggi svolgerete un tema con questo titolo. Avete due ore!

Ah… che maestro, il maestro Gianni! Sempre attento alla nostra formazione: pensa che in quelle due ore, per rispettare la nostra concentrazione, lesse la Gazzetta dello Sport senza mai interromperci!

Un vero Educatore! :-D

Maestri fannulloni a parte, scommetto che anche a te è capitato di svolgere un tema simile e scommetto inoltre che avevi le idee più chiare all’epoca di quanto tu non le abbia ora che hai 20, 30 o 40 anni. Fuochino?

A 10 anni è tutto così semplice: c’è chi vuole fare il pompiere, chi il medico, chi l’attrice e naturalmente c’è sempre il bambino che vuole fare l’astronauta!

Poi cresciamo e tutto si complica: quale scuola superiore frequentare? Quale facoltà scegliere? Che lavoro fare? In che paese vivere?

Come se non bastasse, la società non fa altro che metterci pressione addosso: “devi emulare il ragazzino diventato miliardario grazie ad un’app!“, “devi avere un account Instagram con 10 zilioni di followers”, “devi trovare la tua strada!“, “devi avere successo!“.

E così, una domanda che da bambini ci faceva sognare, ora ci tiene svegli la notte: “Cosa farò da grande?! Cosa farò da grande?! Cosa farò da grande?!

Cosa farò da grande? Sveglio di notte

Nel corso degli anni ho cercato di fornirti strumenti pratici per trovare il tuo scopo, la tua strada e capire finalmente cosa fare nella tua vita.

Ma forse tu fai parte di quel gruppo speciale di persone a cui serve un approccio non convenzionale. In questo articolo te ne voglio proporre 3 (occhio all’ultimo: potrebbe essere la risposta che stavi cercando da anni).

1. Il metodo del “piatto di merda

“Le difficoltà rafforzano la mente, così come il lavoro irrobustisce il corpo.”

Seneca.

Innanzitutto perdona il “francesismo” di questo metodo, ma prometto che è a fin di bene :-)

Qual è il piatto che odi più di tutti, quella ricetta o quell’alimento che non dovrebbero mai presentarti a tavola? Insomma, pensa a qualcosa che ti fa veramente, ma veramente, schifo!

Ce l’hai? Perfetto.

Ora immagina di poter essere chiunque tu voglia: un’attrice famosa, il CEO di una delle più grandi multinazionali, una scienziata premio Nobel, un imprenditore della Silicon Valley, un neurochirurgo di fama internazionale. Chiunque.

C’è una sola condizione.

Se vuoi essere quella persona dovrai mangiare, a pranzo e a cena, il piatto che odi tanto: tutti i giorni, per il resto della tua vita.

Accetti?

Se la risposta è “Sì”, ovvero sei consapevole che ogni sogno richiede una dose quotidiana di merda da ingoiare, inutile assillarti con mille dubbi: hai trovato la tua strada, seguila fino in fondo.

Magari intraprendi il cammino definendo un obiettivo degno di questo nome.

Se invece la risposta è “No”, ovvero ti piacerebbe essere tante cose, ma per nessuna faresti sacrifici così drastici… allora dobbiamo vedere insieme l’approccio non convenzionale #2.

2. La strategia del “fanciullino

Cosa farò da grande? Fanciullino

Forse è ancora troppo presto per individuare il tuo scopo nella vita, la tua strada maestra. La strategia del “fanciullino” può però aiutarti a non fare minchiate di cui potresti pentirti amaramente tra 10-20 anni.

Pensa alla tua vita di oggi: l’Università che stai frequentando, il lavoro che stai facendo, le relazioni su cui ti stai impegnando, la città in cui stai vivendo.

Ora immagina di poter tornare ad essere un bambino spensierato di 8-10 anni.

Credi che a quel bambino piacerebbe la tua vita? C’è forse qualcosa che lo deluderebbe profondamente? Sì?! Di cosa si tratta?

A volte, per trovare la nostra strada e capire chi vogliamo diventare “da grandi”, abbiamo innanzitutto bisogno di lasciare andare ciò che nella nostra vita non sarebbe neanche dovuto entrare.

Io non so di cosa si tratta, in fondo è della tua vita che stiamo parlando, ma se queste ultime parole hanno toccato una corda profonda, beh… non far finta di niente: tempo di prendere una decisione. Non vorrai mica deludere il tuo “fanciullino”? :-)

Se al contrario nessuna delle due tecniche appena viste ti hanno ispirato particolarmente, esiste una terza possibilità…

3. “Cosa farò da grande?” la risposta multipotenziale

E se la tua strada semplicemente non esistesse?

Capire chi vogliamo essere e cosa vogliamo fare da grandi può rappresentare un punto di svolta nella nostra vita. Troppe persone infatti si arrendono alla routine quotidiana e decidono di lasciare i propri sogni ad ammuffire in qualche cassetto dimenticato.

Esiste però un’altra possibilità.

Se non hai ancora trovato il tuo scopo è perché semplicemente sei un… multipotenziale.

Cosa farò da grande? Multipotenziale

Leonardo da Vinci, Isaac Newton, Benjamin Franklin, Archimede: sono tutti esempi di personalità multipotenziali, ovvero personaggi dotati di una curiosità intellettuale al di fuori della norma e che sono stati in grado di eccellere in più campi, senza necessariamente specializzarsi in uno soltanto.

Ecco, sì Andre’! Io sono un multipotenziale! l’ho sempre pensato! So fico, vero?!

Mentre stavo preparando questo articolo, ho postato sulla pagina Facebook di EfficaceMente un TED Talk di Emilie Wapnick che parla proprio della multipotenzialità (lo trovi al termine del post).

Il video è stato visualizzato da più di 100.000 persone e ha generato decine di commenti tra i lettori di EfficaceMente. Ne ho letti diversi e alcuni mi hanno fatto sorridere :-)

Se ti gratti la uallera tutto il giorno e non porti mai niente a termine, iniziando sempre nuove attività e abbandonandole appena incontri i primi ostacoli, non sei un multipotenziale: sei un cazzaro.

Un vero multipotenziale non ha un unico scopo nella propria vita, ma quando si dedica ad un’attività, che sia un nuovo lavoro o una nuova passione personale, lo fa con tutto sé stesso, affrontando innumerevoli sacrifici.

Solo una volta raggiunta l’eccellenza passa al progetto successivo, portandosi tra l’altro dietro tutta l’esperienza maturata negli altri settori e creando una sintesi di conoscenze che lo rendono unico.

Se ti rispecchi in questa personalità, ti consiglio di guardare il video della Wapnick. Sono disponibili i sottotitoli in italiano, ma visto che sei un multipotenziale… cazzo, potresti pure impararlo l’inglese, eh?! :-D

Se il metodo del “piatto di merda” e la strategia del “fanciullino” ti aiuteranno in qualche modo a rispondere alla fatidica domanda “Cosa farò da grande?“, ne sarò davvero felice.

Se invece hai finalmente realizzato di essere un multipotenziale, beh, non sprecare tutte queste potenzialità! Persegui l’eccellenza in ogni impresa in cui decidi di imbarcarti e non lasciare mai che un ostacolo decida cosa tu possa essere o non essere nella tua vita.

Buona settimana. Andrea.

Foto di Andrey Armyagov

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  • Stefano De Vivo

    Articolo bellissimo Andrea, tanta tanta stima per il video suI Multipotentialite! :D E anche per il “fanciullino” tanto di cappello ;)

  • Pippi

    Ma…il metodo del fanciullino vale anche se uno non ha mai abbandonato l’età mentale di 8-10 anni? ;-p
    ok…vabbene…smetto di fare commenti cretini e vado a lavorare. Amo il mio lavoro

  • dgero83

    Il video è stato illuminante. Sul finale piangevo. Possibile che in 31 anni non ci sia arrivato? Anni e anni di giudizi tremendi su me stesso per non essere mai riuscito a scegliere bene, con tutto il corollario di mancanza di autostima che ne è derivato. Lei nel video prende solo gli esempi più brillanti, ma è chiaro che ci sono sicuramente tutte le sfumature intermedie. Questo inizio anno si sta rivelando molto fruttuoso per la mia crescita, e un’accelerazione immensa me la sta dando questo blog. Grazie infinite Andrea!

    • Silvietta

      è stato cosi anche per me …. devo lavorare molto sulla mia autostima, ma quest’anno sto imparando a vedere ogni cosa da un’altra prospettiva ….questo talk è stato davvero emozionante e così l’articolo di questa settimana.

    • Bene, mi fa molto piacere che il post e il talk della Wapnick abbia fatto centro :)

  • Ilya Spez

    Grazie Andrea!
    Nonostante il tuo nuovo linguaggio da “Londinese imbruttito” i tuoi scritti sono sempre illuminanti!
    -“Persegui l’eccellenza in ogni impresa in cui decidi di imbarcarti e non lasciare mai che un ostacolo decida cosa tu possa essere o non essere nella tua vita.”-
    Con quest ultima frase (che aggiungerò al mio mantra) mi hai proprio raddrizzato la giornata!

    Grazie!

    • Ciao Ilya, grazie! Sì, diciamo che ogni tanto amo il linguaggio colorito :)

  • Cale

    Tutti questi anni di angoscia, sono molto difficili sapendo di non essere sbagliato e comunque il mondo che ti spinge a mutilarsi per andare avanti in una sola direzione,perlomeno adesso ho la consapevolezza di non essere del tutto solo . GRAZIE !

  • Cale

    Tutti questi anni di angoscia, sono molto difficili anche sapendo di non essere sbagliato è il mezzo che ci spinge ad automutilarsi per andare avanti in una sola direzione,Perlomeno adesso ho la consapevolezza di non essere del tutto solo . GRAZIE !

  • Maria Grazia

    Bellissimo articolo!!! Davvero illuminante! Grazie! :)

  • Margherita Cuneo

    Grazie, grazie, grazie! Questo articolo ed il video hanno dissolto una domanda che da anni mi polverizzava i neuroni: quante volte mi sono sentita dire di essere dispersiva e che mi dovevo specializzare in un settore, per quanto riuscissi bene in qualunque cosa mi concentrassi…! Credo che a molti faccia paura confrontarsi con persone multipotenziali perchè queste riflettono all’altro la sua difficoltà ad uscire dal conosciuto e ad affrontare il cambiamento. Molto più comodo demolire psicologicamente chi ha tanti talenti, facendolo sentire anormale.

    • Credo che il messaggio della Wapnick a riguardo sia molto positivo: multipotenziali e specialisti non devono “demolirsi” a vicenda, ma collaborare, perché solo dalla loro collaborazione possono nascere progetti davvero validi.

  • Carmen Bonamico

    Innanzitutto vorrei iniziare col ringraziarti perché in poche e chiare parole hai affrontato la questione. Indubbiamente io rientro nel primo caso,ossia il famoso piatto di m***.
    Si può dire che negli ultimi5anni per inseguire il mio sogno ne abbia fatto una scorpacciata,purtroppo o per fortuna.più ne ingoiavo ,sperando nel fatto che cosí facendo voleva significare che l’arrivo fosse più vicino,più la distanza e le avversità, dovute a cause esterne da nessuno controllabili, aumentavano.
    Perciò mi e ti chiedo quanta m***rientra nell’umanamente sopportabile…cioè se il”troppo” sia indice che in ogni caso questa sia la mia strada o invece è meglio cambiare rotta?
    Quando il troppo ê troppo?
    Grazie.

    • Come ho risposto qualche commento fa: l’esercizio del piatto di merda è una domanda che bisogna porsi all’inizio. Sono disposto a sopportare sacrifici per il mio sogno? Se la risposta è sì, si va avanti e si affrontano le varie sfide.

      Questo però non significa dover trasformare una passione in ossessione.

      Quand’è che bisognerebbe dire basta? Non esiste una risposta facile a questa domanda, ma per quella che è stata la mia esperienza, darsi una “data di scadenza” per i propri sogni è fondamentale: 1) ci toglie dall’incertezza di dover sapere quando il troppo è troppo. Arrivata la data, molliamo, punto. 2) Fa scattare dentro di noi quel qualcosa che ci porta ad affrontare le nostre sfide con nuovo vigore.

      • Carmen Bonamico

        Grazie per la risposta.proverò a cambiare atteggiamento anche perchè non sempre far conciliare sogni e realtà dipende solo dal nostro volere.hai captato lucidamente la differenza tra passione ed ossessione cosa che,ti potrà sembrare assurdo,a me non è mai balenata nel cervello.per caso in qualche tuo articolo hai già offerto qualche rimedio per riavere la giusta dimensione delle cose?
        Grazie

  • Andrea, sei fantastico! Che chiarezza e che belle spinte.
    P.S. avevi ragione, basta stampelle… :)

  • silviabuby

    Bene, allora sono una cazzara :P Scherzi a parte, io vorrei fare tante cose ma va a finire che sclero e non concludo nulla (immagino sia anche legato alla mia autostima scarsetta)…certo forse avrei dovuto scegliere un’università che mi prendesse meno tempo, perchè oggettivamente si pappa il 90% delle mie giornate ed è abbastanza frustrante. E’ stato sempre difficile per me capire cosa volessi nella vita ma una cosa è certa, mi annoio facilmente delle cose e dopo un po’ sento l’esigenza di cambiare, fare cose nuove, spezzare la routine…
    Non vorrei finire col fare la frignona, ma faccio veramente fatica a rispondere a questa domanda.
    C’è di buono che ho cominciato ad uscire dalla mia zona di comfort da un paio di anni e anche se spesso mi tiro ancora la zappa sui piedi con pensieri autodemolitivi (giusto perchè faccio proprio fatica a non confrontarmi con altre persone che hanno la mia stessa età ed i miei stessi impegni ma sanno fare bene le cose che io ho solo timidamente iniziato da qualche mese) un minimo di soddisfazione la provo.
    Una cosa che sicuramente mi manca e su cui devo lavorare è l’autostima, la fiducia in me stessa e nella mia capacità di farcela…anche dovessi capire di aver sbagliato strada vorrei almeno essere in grado di trovare in me stessa le risorse per cambiare. E’ una strada lunga e forse si tratta solo di radicare qualche buona abitudine, ma spero che un giorno riuscirò finalmente ad essere felice e soddisfatta di quello che sono.

  • Architetto Giuseppe Barra

    E ora chissà quanti multipotenziali repressi che si saranno risvegliati dal torpore o magari sono solo cazzari. Chissà !

    Fatto sta che, qualsiasi cosa uno voglia fare, l’importante è farlo con passione ed impegno senza risparmiarsi o prenderlo di fare per le classiche otto ore al giorno e col weekend libero di cazzeggiare.

    • Ah sì, di 100 persone che da oggi si sono riscoperte “multipotenziali”, lo sono davvero forse 10 o 20, non di più. Il resto più che altro si annoia facilmente e non ha la determinazione di portare avanti un obiettivo per il tempo necessario per realizzarlo.

      • Architetto Giuseppe Barra

        quelli sono i fancazzisti :)

  • Sabner

    Stavolta casco in piedi :) so già cosa voglio fare da grande e ho già iniziato a percorrere la mia strada ;)
    Però ho 4 obiettivi, non uno solo

  • Sofia Fairey

    Ecco, adesso mi sento una cacchina peggio di prima….grazie Andrè!

    • Ahahahah, ogni tanto quando scrivo determinati post o pubblico determinate immagine, ci sono lettori che non si sentono incoraggiati. Vorrei essere chiaro su questo punto: a me la motivazione un tanto al kilo non interessa.

      Certe riflessione a volte hanno lo scopo di mettervi a disagio, perché il disagio è un ottimo catalizzatore del cambiamento.

      • Sofia Fairey

        Non so se nel mio caso funzioni così, però devo ammettere che i tuoi articoli sono sempre una fonte di riflessione per me ed anche se non mi cambiano la vita mi ispirano e smuovono sempre un qualcosa dentro di me. Per questo ti ringrazio. ;-)

  • Ambra Bertozzi

    Fantastico, Andrea!
    L’opzione 3 è sicuramente un balsamo per l’autostima schiacciata di tutti coloro che non hanno mai saputo rispondere a quella maledetta domanda imposta dalla società!
    Ora non mi resta che capire se sono realmente un “multipotenziale” o se appartengo alla categoria dei grattanti della uallera XD

    Anche il fanciullino che è in me mi ha dato una risposta perché lui sa benissimo cosa non vorrebbe mai. Ho dovuto tranquillizzarlo e dirgli che lavoreremo pian piano e insieme per costruire insieme il nostro scopo della vita :D

    Sull’opzione 1 invece sono perplessa, ci vuole veramente tanto coraggio per mangiare meLma tutti i giorni e non sono sicura che poi alla fine quell’obiettivo avrebbe ancora lo stesso….sapore. La sensazione potrebbe essere quella di aver compiuto un sacrificio troppo grosso e alla fine accorgersi che non ne valeva la pena.
    La vera vittoria, in questo caso, è cercare di rendere il più possibile piacevoli tutte quelle attività necessarie per raggiungere i nostri obiettivi, affinché abbiano benefici a breve termine oltre che a lungo termine (un esempio? Vado in palestra 3 volte a settimana e mi diverto un mondo!)

    Buona giornata :)
    Ambra

    • Ti rispondo al dubbio sul primo punto: non è detto che tu debba davvero mangiare melma tutti i santi giorni, ma se non sei disposta ad accettarlo, neanche all’inizio, quando le cose sono necessariamente più dure, allora non è la strada che fa per te.

  • Antonio Bonavena

    è bello trovare conferma, ho appena trasformato molte cose che reputavo quasi giustificazioni, in (s)punti di forza. Grazie Andrea!!

  • Sara Pone

    Ho visto il video della Wapnick qualche mese fa, e tutt’ora resta il mio preferito. Sono stata sempre tormentata dal fatto che non sapessi cosa fare nella vita, non perchè non avessi sogni, obiettivi, aspirazioni, ma perchè ne avevo troppi! E quindi mi sono sempre detta di dover scegliere, ma pensare ad una sola scelta ed escludere tutte le altre non era una cosa mi andava giù. Certo, se ora mi chiedessi di scegliere solo UNA cosa tra tutte, io ce l’ho la risposta. Ma perchè dovrei accontentarmi? Rinunciare ad aspirazioni ed ambizioni, il cui solo pensiero mi fa scorrere un brivido d’entusiasmo? Questo fino a quando non ho trovato quel talk. Per me è stato davvero illuminante e incoraggiante.

    P.S. Pensa che il mio “personaggio” preferito, il mio mentore, la mia guida o come vogliamo chiamarlo, è Leonardo Da Vinci. Chissà perchè… :)

    • :-)

      C’è però un passaggio interessante nel talk: quando un multipotenziale si appassiona a qualcosa lo fa con tutto sé stesso. Paradossalmente quindi un multipotenziale non è poi così dispersivo. Nell’arco della sua tocca molteplici passioni, ma in determinati periodi è al 100% dedicato ad un unico progetto.

      • Sara Pone

        Infatti è proprio il mio proposito: essere meno dispersiva e più concentrata su unico obiettivo (o due al massimo, dipende di cosa si tratta), per poi passare ad altro quando mi sento soddisfatta del risultato raggiunto, senza abbandonare però del tutto l’attività precedente. Esempio: studio la chitarra, poi passo al piano, ma non abbandono la chitarra, altrimenti perderei tutto il lavoro fatto (l’esempio è poco pertinente perchè nel caso della chitarra una strimpellata la faccio quasi tutti i giorni, però cerco di far capire il concetto). In effetti non so ancora bene come gestirla questa cosa. Sto facendo un po’ come si faceva in passato in agricoltura, cioè il maggese (riadattato ovviamente); pian piano perfezionerò la “tecnica”. :)

  • Vincenzo Silvano

    È un piacere leggerti, un misto tra “cazziate” e consigli che risvegliano l’animo! Grazie. :)

    • Ahahaha, sì ormai questo mix è diventata una firma di EfficaceMente :-)

  • Alessandro De Agostini

    Cavolo, non sono malato allora….
    Esistono miei simili….il problema è quando la societá, chi ti sta intorno, ti spinge a convergere inesorabilmente verso una sola cosa….
    Questo articolo e il ted talk di emily mi hanno ispirato…
    Grazie della condivisione Andre

  • Fabio

    Ciao Andrea, ti seguo da tanto e il tuo intervento nella mia vita è stato un qualcosa per cui non riuscirò mai ad esserti abbastanza riconoscente.
    questo è il mio primo commento e non lo immaginavo così (avevo intenzione di fare un elogio ai tuoi migliori articoli, e al mio preferito in assoluto, ovvero “come trovare lo scopo della tua vita” [quello con l’immagine dello Stragatto per intenderci]).
    ti dirò tuttavia che questi tre modi non convenzionali sono, a mio modesto avviso, tutti riconducibili al piatto di m***a, mi spiego: dall’alto dei miei 26 anni, l’unica cosa che avrebbe da eccepire il <> è il non essere diventato ciò che avevo scritto nel tema, e perché non lo so diventato? perché non ho mangiato abbastanza M! ho miliardi di passioni ma, come te insegni nel tuo modello a diamante, le passioni devono diventare competenze e trovare un mercato, cosa che mi riesce poco, non sono un multipotenziale (troppo facile definirsi tale) e perché? be’, se non riesco a mangiare un piatto di M. per un solo scopo, non posso certo pensare di mangiare tanti piatti di M. per tanti scopi che ho!
    Il piatto di M. è in fondo un metodo convenzionale, la cara vecchia giostra medioevale tra il piacere e la disciplina, tra il desiderare il gain e il non aver la forza di sopportare il pain.
    sto frignando (il frigno è il classico verso del pulcino da allevamento), ma ho grandi speranze, grazie ad Efficacemente ho superato parecchi limiti dovuti alla mia pigrizia (la tecnica del pomodoro è stata la cosa più utile che abbia mai sperimentato), mi auguro che continuerai ad accompagnarmi in questo percorso…
    Grazie Andrè
    Fabio

    • Bravo Fabio, hai colto nel tuo commento un aspetto che alcuni lettori secondo me sottovalutano, nonostante lo abbia messo molto ben in evidenza nell’articolo: definirsi multipotenziali è troppo facile.

      Non è che se nella nostra vita siamo saltati da una passione all’altra siamo automaticamente multipotenziali. Eh no… in questo caso la definizione corretta è “CAZZARI”.

      Per il resto, grazie del commento e sì: ho tutta l’intenzione di continuare a far crescere questo progetto.

  • follettoibleo .

    Bell’argomento

  • El

    Questo articolo esce esattamente per il mio compleanno.
    Cosa farò/sarò da grande? Sicuramente non ho un unico scopo ma ho molti obiettivi ambiziosi e nel corso della mia vita voglio alzare l’asticella sempre più in alto. Voglio imparare, apprendere ed attingere nozioni da diverse discipline e costruire un sapere che vada oltre la mia futura occupazione.
    Dopo la maturità sono stata per anni ferma con una moltitudine di idee ed input da “ordinare” e scegliere la facoltà è stato molto difficoltoso in quanto mi interessavano diversi corsi (molto distanti tra loro).
    Potrebbe essere multipotenzialità o molto più probabilmente eterna insoddisfazione di non sapere mai abbastanza. Di sicuro sono neurodiversa (con tutti i pregi e difetti che mi porto fin dall’infanzia) e questo mio aspetto rende il percorso meno lineare ed il “tutto” doppiamente difficoltoso.

  • fdf75

    AAA Multi-cazzari cercasi. Sappiamo che ci siete! Veniamo in pace.

  • Luigi Cantone

    Ciao Andrea, questa è la prima volta che commento un tuo articolo e ci tenevo a farti i complimenti per il portale di Efficacemente che è sempre ricco di consigli e spunti utili.
    Leggevo questo articolo che rispecchia appieno come mi sento da un po di tempo a questa parte, ovvero assillato dalla domanda “cosa farò da grande?”. Io ho 25 anni e lavoro come sviluppatore software da poco più di cinque anni, ma da quando ho cominciato questo lavoro ho progressivamente perso la mia curiosità. Mi spiego meglio. Prima di questo periodo orribile ero curioso di conoscere tantissimi argomenti, provare tante cose e passavo a quella successiva solo quando ero “sazio” di quello che stavo facendo, quando avevo ormai raggiunto un grado di abilità e conoscenza che mi soddisfacesse. Ad oggi invece la curiosità resta, ma mi fermo ancora prima di iniziare colto da dubbi e perplessità con domande tipo “ma alla fine a cosa mi serve?” oppure “tanto non sono cosi in gamba”. Ora quello che ti chiedo è: sono un multi potenziale assopito o un cazzaro mascherato? Può un lavoro che non mi piace, un ambiente poco stimolante e che so che altro ridurre fino a questo punto la mia voglia di cambiare e scoprire?

    Grazie mille e ancora complimenti,
    Luigi

  • LuisaA

    Grazie Andrea del post e del superbo video! Veramente interessante emozionante e confortante. Io sono una cinquantenne che ha collezionato una ricca serie di esprienze lavorative ed umane ma con si questo peso psicologico della mancanza del focus e della causa unica a cui dedicare la vita. La sintesi delle qualità dei multifunzionali la trovo molto centrata. È interessante e condivido l’idea che nelle intersezioni nascano nuove associazioni, idee, creatività. Ed in natura avviene qualcosa di simile perché le zone ecotonali di transito da un habitat ad un altro sono le più interessanti da un punto di vista ecologico….le più ricche di specie animali e vegetali, quelle più propense alla resilienza. Grazie Andrea! Il tuo sito è sempre un aiuto ed un conforto!

  • Marica Malerba

    Bè, non so se sono un’autentica multipotenziale, ma mi sono riconosciuta nelle parole della Wapnick.
    Finite le medie, ho frequentato il liceo socio-psico-pedagogico, perché adoravo la psicologia e volevo diventare uno psicologo clinico.
    Adoravo anche la filosofia …ma poi ho scoperto la biologia. Volevo diventare biologo e fare ricerca biomedica in laboratorio, così all’università mi sono iscritta a biologia. Purtroppo, materie come botanica o zoologia non mi entusiasmavano, così ho trovato la scelta perfetta: tecniche di laboratorio biomedico! Medicina e laboratorio insieme :)
    Ora sto per laurearmi, ma da alcuni mesi ho scoperto di avere una passione per l’alimentazione, per cui mi piacerebbe diventare nutrizionista!
    Però… so anche cantare, adoro cantare, per cui altro mio sogno è continuare a farlo! La musica mi scorre dentro da sempre e mi piacerebbe imparare a suonare uno strumento. Inoltre adoro scrivere… e se ci penso, mi piace anche insegnare!
    Insomma, non so se la mia è eterna indecisione o multipotenzialità, ma sono una persona estremamente curiosa e se potessi nella vita vorrei essere psicologa, biologa, filosofa, musicista, nutrizionista, scrittrice, insegnante, …
    Gente che sa di voler fare l’avvocato o il medico già nell’utero della madre e poi io, che vorrei fare mille cose e trovo sempre nuove ispirazioni!… A volte sì, mi sento “anormale” e penso “Perchè? Qual è il mio problema?”.
    Non ce la faccio proprio a trovare un “porto”, mi sento come una “barca” sempre alla ricerca della “mia isola”; quando però penso di averla trovata, ne scopro una più affascinante da esplorare!
    Forse, come dice lei, dovrei solo smettere di trovare la “mia isola”, forse dovrei solo abbracciare le mie passioni, seguire la mia curiosità e scoprire le mie intersezioni, invece di continuare a sentirmi “senza meta”! …qualcuno che mi comprende? :P

  • Marica Malerba

    Okay, avevo scritto un commento in cui avevo più o meno ripercorso i miei ultimi 10 anni, poi però ho letto i tuoi commenti…
    Tu dici “se nella nostra vita siamo saltati da una passione all’altra non siamo automaticamente multipotenziali. Eh no… in questo caso la definizione corretta è “CAZZARI”.” oppure ”
    quando un multipotenziale si appassiona a qualcosa lo fa con tutto sé stesso. Paradossalmente quindi un multipotenziale non è poi così dispersivo. Nell’arco della sua vita tocca molteplici passioni, ma in determinati periodi è al 100% dedicato ad un unico progetto.”.
    E se non ci si può “permettere” di dedicarsi al 100% a un unico progetto?
    Io, ad esempio, amo la musica e cantare, ma vado all’università, non posso dedicare loro il 100%, visto che ho gli esami da dare e una laurea da preparare.
    A questo punto, cosa fa davvero un multipotenziale?

    • Davidiscuss

      Il problema è che ci scontriamo con la realtà che ci vuole produttivi, votati al successo in tempi rapidi. Inoltre se le tue passioni non generano reddito sei condannato all’insoddisfazione di un’ occupazione qualsiasi, che può essere di successo o meno agli occhi del mondo, ma che per te sarà l’infelicità quotidiana. E’ bello avere tante passioni e cercare di portarle avanti anche quando queste non generano un ritorno economico o non danno vita ad una carriera professionale. Anche se non puoi dedicare il 100% del tuo tempo quotidiano, puoi cmq raggiungere risultati eccellenti nel tempo. Continua a cantare, a fare musica e a studiare e magari un giorno farai di ciò che ti appassiona una carriera professionale.
      Te lo auguro :)

  • Davidiscuss

    Molto interessanti sia il post che il video. Danno degli spunti di riflessione utili a capire quanto di giusto e di sbagliato ci possa essere in noi e nel mondo intorno in noi. E certo che il multipotenziale è di sicuro una figura più affascinante dello specialista. In genere, però, lo specialista è quello che ottiene più successo nella vita, quello che fa carriera. Molto meno oggi con la crisi. Ma se scegli la tua specialità facendo le giuste ricerche, per così dire…di mercato, magari diventi ingegnere o medico specialista allora la possibilità di avere una carriera di tutto rispetto crescono molto. Prendi me una laurea in relazioni internazionali. Si sa che iscriversi a scienze politiche mira ad una preparazione generalista e multidisciplinare. Gli specialisti in genere però accusano i politologi wanna-be di mirare agli studi facili e di studiare per la gloria. Io ho versato la mia dose di sclero sui libri e ho conseguito il mio bel traguardo senza però ottenere una carriera di tutto rispetto. Dovrei forse dare ragione agli specialisti di cui sopra?. Non lo so.

    Mi chiedo però quale sia il metro di giudizio per definire il percorso personale di una persona, spesso molto curiosa e con tanti interessi, quando questo però arrivata alla soglia dei quarant’anni (io ho ancora qualche anno a disposizione…pochini :)) non ti porta ad avere successo, pur mettendo dignitosamente a frutto i propri talenti. Prendi me tante occupazioni che non mi hanno mai veramente soddisfatto. Una passione per la cucina e la pizza apprezzata da amici e parenti, una breve parentesi professionale…ma ovviamente non è quello che voglio fare da grande. Alcuni anni orsono ho scoperto un talento inaspettato. Mi sono impegnato alcuni mesi raggiungendo un discreto livello, ho liberato la mia creatività e ho dipinto qualche quadro, molti disegni, prevalentemente ritratti realisitici, alcuni più creativi. Qualcuno donato, qualcuno venduto. Ma ad oggi solo una passione senza un riscontro economico duraturo nel tempo, men che meno una carriera da artista. Ho vissuto all’estero un’anno, parlo discretamente l’inglese ma non ho costruito nulla di economicamente valido.

    Questo è il punto. Il fatto di avere molti interessi, di aver messo a frutto i miei talenti da un punto di vista materiale, essendo spesso apprezzato per questo, senza però aver messo a frutto i miei talenti e la mia curiosità da un punto di vista meramente economico, fa di me un cazzaro o un multipotenziale?? :)
    Me lo chiedo perchè non sempre le tue passioni e i tuoi talenti, seppur ben sviluppati e con risultati di tutto rispetto, poi possono essere converiti così facilemte in moneta sonante. A malincuore quindi ci si arrende di fronte al successo e alla carriera dell’amico specialista….e lo si invidia molto per la sua costanza e devozione al perseguimento di ciò che sapeva essere la sua strada e per la quale ha anche mangiato tanta merda.

    Complimenti cmq per ciò che sei riuscito a fare.

    Keep up the good work!

  • Sofia

    Scusate ma io i sottotitoli in italiano non li vedo

  • Questa volta mi hai centrato! Ho appena compreso di essere un multipotenziale.
    Pensare che tutti me lo hanno sempre detto, ma non vi ho mai dato importanza. Frasi del tipo: “Sai fare bene qualsiasi cosa tu decida di fare”, “Sei dotato del multiforme ingegno”, “Sei camaleontico”. L’ho sempre vissuto con senso di colpa. Adesso basta. Realizzerò la mia multipotenzialità. Realizzerò me stesso.

  • marco

    Cazz, prima mi hai illuso e per un attimo ho creduto di essere un multipotenziale, poi subito dopo mi hai confermato che sono un cazzaro :(

  • Scelta la strada che ritenevo giusta per me, mi sono accorta che forse non è quella che desideravo, ma ” Non è mai troppo tardi per essere quello che vuoi essere “.

  • MuzzledRock

    Io ti stimo, vedi ora mi sento in colpa per aver scaricato illegalmente studia meno studia meglio

  • Elisa

    Buongiorno Andrea,
    Ti chiedo un’opinione: io non credo di essere un genio in quello che faccio, nè di eccellere in diversi ambiti; però adesso, che ho 36 anni, e comunque mi sono già impegnata con buoni risultati in diversi ambiti, non voglio pensare che per tutta la vita mi dedicherò allo stesso lavoro e alle stesse passioni.
    In fondo si vive una volta sola, e chi dice che siccome sono ragioniera e ho fatto podismo per tanti anni, non devo scoprire cos’altro c’è nel mondo?
    Tu dici che non esiste una via di mezzo tra cazzaro e multipotenziale?

  • Chiara

    grazie Andrea il video è stato illuminante!!!! Ho una laurea in Scienze Politiche, a breve in Architettura, e andrei avanti a studiare Biologia… con estremo interesse… forse lo sono… anche se non è ancora facile capire come organizzarmi e focalizzarmi prima…

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