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Sindrome dell’impostore: perché pensi di non meritarti il successo

Hai mai sentito parlare di sindrome dell’impostore? È un fenomeno psicologico che colpisce paradossalmente le persone più in gamba e rischia di metterne in pericolo i futuri successi. Se la conosci la eviti.

sindrome dell'impostore

“Più è grande il tuo potenziale, più sarà grande la tua insicurezza. La presunzione è il premio di consolazione dei mediocri.”

Robert Hughes.

Ti è mai capitato di centrare un obiettivo, magari un obiettivo anche importante, ma continuare a sminuirlo o, cosa ancora peggiore, continuare a sminuirti?

Sto parlando di tutte quelle volte in cui hai ottenuto un successo e hai subito pensato:

  • “Ok, ‘sta volta mi è andata di c*lo: speriamo non se ne accorga nessuno!”
  • “No, non me lo merito proprio.”
  • “Se solo gli altri sapessero…”

Questo atteggiamento prende il nome di sindrome dell’impostore e, ironia della sorte, a soffrirne sono spesso quelle persone che lavorano duro e ottengono ottimi risultati, ma che purtroppo sono incapaci di riconoscere i propri meriti.

Se ti ritrovi in questo identikit devi sapere che questo continuo autosabotaggio può essere deleterio e può mettere in serio pericolo il tuo successo a lungo termine.

Fortunatamente esistono strategie pratiche per smetterla di darti la famosa “zappa sui piedi”. Te ne parlerò nel dettaglio in questo articolo, spiegandoti anche le cause di questo fenomeno. Nello specifico vedremo:

Prima però, voglio condividere con te le frasi pronunciate da alcune insospettabili vittime della sindrome dell’impostore

Anche i premi Oscar soffrono della sindrome dell’impostore

“Se nei 5 minuti che precedono la prima di un tuo film non inizi a pensare tra te e te ‘che diavolo ci faccio io qui?!, è arrivato il momento di ritirarti dalla scena.”

“Perché mai qualcuno vorrebbe rivedermi in un altro film? Io non so recitare, perché continuo a fare questa cosa?”

Pensavo fosse uno scherzo e che tutti lo sapessero, tranne me. Ero convinta che sarebbero venuti a casa mia, avrebbero bussato e mi avrebbero detto ‘Ci scusi, abbiamo scherzato, l’Oscar che le abbiamo dato in realtà è per Meryl Streep.”

“Ci sono mattine in cui mi sveglio e prima di iniziare le riprese penso ‘Non posso farlo‘, sono solo un’imbrogliona”.

Prova ad indovinare chi ha pronunciato queste frasi durante delle interviste ufficiali.

Ti do alcuni indizi: sono tutti attori che hanno vinto un premio Oscar. Tra di loro c’è addirittura chi ne ha vinti più di uno!

Hai indovinato? ;-)

Eccoli nell’ordine di apparizione delle rispettive citazioni (da sinistra a destra):

sindrome-dellimpostore-oscar

Insomma, se soffri della sindrome dell’impostore non sei solo: ogni giorno, attori del calibro di Denzel WashingtonMeryl StreepJodie FosterKate Winslet mettono in dubbio le loro reali capacità e vivono nella convinzione che, prima o poi, qualcuno li smaschererà!

…in realtà siamo in parecchi a non sentirci all’altezza

A quanto pare questo problema non colpisce solo te e qualche premio Oscar ;-)

Secondo uno studio condotto dalla Dott.ssa Pauline Clanche, ricercatrice che per prima ha coniato l’espressione “sindrome dell’impostore”, quasi il 70% della popolazione ha sperimentato almeno una volta nella propria vita questo fenomeno psicologico.

Questa sensazione di non sentirci all’altezza, di essere degli imbroglioni che si trovano nel posto sbagliato, spesso emerge quando ci troviamo ad apprendere nuove competenze o a ricoprire un nuovo ruolo di responsabilità.

La diffusione di questa “sindrome” lascia poi pensare che sia la stessa società iper-competitiva in cui viviamo a farci sentire inadeguati.

Come ti ripeto sempre però, è inutile frignare e prendersela con la società brutta e cattiva.

È comunque nostra responsabilità prenderci cura del nostro percorso di crescita personale.

Ecco perché dopo averti spiegato cos’è la sindrome dell’impostore (passo 1) e averti dimostrato che non sei il solo ad avere certi pensieri (passo 2), è tempo di capire perché mai la nostra mente ci giochi questi brutti scherzi (passo 3).

Chissà, magari non tutti i mali vengono per nuocere…

Perché soffri della sindrome dell’impostore

“La vera umiltà non è pensare che tu valga meno degli altri; è pensare meno a te stesso e più agli altri.”

C.S. Lewis.

Parte della sindrome dell’impostore deriva da un senso di umiltà nei confronti delle nostre capacità.

Questo atteggiamento è sano e può spingerci ogni giorno a migliorarci.

Il problema nasce nel momento in cui iniziamo ad essere troppo umili, di fatto diventando dei perenni insicuri (se vuoi approfondire il tema insicurezza, leggi questo articolo).

E indovina chi cade più spesso in questa trappola?

sindrome-dellimpostore-giudizio-altrui

A soffrire maggiormente di questo “fenomeno psicologico” sono quelle persone che tendono ad essere molto critiche nei propri confronti, vuoi perché sono state educate in questo modo o semplicemente per un innato senso del pudore.

Queste stesse persone hanno quasi sempre uno spiccato senso del dovere e se non riescono ad essere all’altezza delle aspettative degli altri, sono terrorizzate da come potrebbero esser giudicate.

Sbaglio o questo è l’autoritratto di qualcuno che conosci bene (mooolto bene)?! ;-)

Vediamo allora come sbarazzarci finalmente di questo inutile “freno a mano” (passo 4).

5 strategie per liberarti dalla sindrome dell’impostore

Esistono strategie molto efficaci per liberarsi dalla sindrome dell’impostore (l’ultima è forse la più impegnativa, ma anche la più efficace):

1. Stai pollege!

Hai mai sentito l’espressione “polleggiati” o “stai pollege”?

La utilizzavano spesso i mie compagni di università bolognesi per invitare qualcuno a rilassarsi, a non essere sempre teso e stressato.

Chi soffre della sindrome dell’impostore è convinto infatti di dover competere giorno e notte con un ideale di perfezione irraggiungibile.

E questa continua lotta con sé stessi non fa altro che logorare mente e corpo.

Impara a non prenderti troppo sul serio.

…e se hai delle serie manie perfezionistiche, liberatene con queste 3 strategie.

2. Riconosci i tuoi meriti

Chi si sente un impostore è incapace di interiorizzare i propri successi: è sempre merito della fortuna, di sfide troppo facili, di condizioni di partenza agevolate, etc.

Naturalmente questi aspetti hanno un ruolo nei nostri successi ed è utile riconoscerlo.

Devi però imparare a riconoscere anche il tuo di ruolo: sei tu che hai preso determinate decisioni, sei tu che ti sei fatto il mazzo quadro e quindi sei tu a meritarti certi risultati.

3. Concediti la possibilità di sbagliare

“Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato.”

Thomas Edison.

Nell’Archivio di EfficaceMente puoi trovare quasi 450 articoli. Ogni singolo articolo mi ha richiesto interminabili ore di ricerche, approfondimenti, revisioni, etc. Questo significa che abbia realizzato sempre dei capolavori?

Magari…

Anzi, probabilmente è vero il contrario: solo una manciata di questi articoli meritano davvero 5 stelle.

Eppure non sarei mai riuscito a scrivere questi articoli “top”, se non avessi scritto anche gli altri.

Gli errori, i passi falsi e le bozze imperfette, fanno parte del nostro percorso di miglioramento: se ci facciamo paralizzare dall’idea di dover sempre superare le aspettative degli altri, finiremo col non realizzare nulla.

Paradossale, non trovi?

A forza di rimandare per essere certi del nostro successo, l’unica cosa certa che otteniamo è un insuccesso.

4. Metti la tua sindrome per iscritto

sindrome-dellimpostore-scrivi

Hai notato che i nostri pensieri, soprattutto quelli negativi, una volta che sono catturati dall’inchiostro di una penna, tendono a diventare più “piccoli“?

Finché permettiamo ad un pensiero negativo di vagare liberamente nella nostra mente, questo proietterà ombre che lo rendono più “grande” e spaventoso, ma nel momento in cui lo mettiamo per iscritto, quello stesso pensiero perderà molta della sua virulenza.

Ecco perché se soffri della sindrome dell’impostore dovresti subito prendere carta e penna ed iniziare a scrivere tutto ciò che pensi: non dovresti meritarti i tuoi successi? Scrivilo. I risultati che hai ottenuto sono stati solo merito della tua fortuna sfacciata? Scrivilo. Gli altri sono molto migliori di te e presto scopriranno che sei solo un imbroglione? Scrivilo.

Se necessario ingigantisci queste tue paure. Chissà, magari vedendo questi pensieri grotteschi nero su bianco, ti verrà anche da sorridere…

5. Ricordati che morirai (e probabilmente lo farai pieno di rimpianti)

Ho creato EfficaceMente quando avevo 25 anni e nelle settimane che hanno preceduto la pubblicazione del primo articolo pensavo di continuo:

“ma perché qualcuno dovrebbe leggere i consigli di ‘crescita personale’ di uno sbarbatello?”

Se non avessi zittito quella voce, probabilmente me ne sarei pentito per il resto della mia vita.

Beh, scommetto che in questo momento c’è una vocina anche nella tua testa e questa vocina sembra avere ottime motivazioni sul perché non dovresti intraprendere un certo progetto.

Prima che questa vocina prenda il sopravvento, lascia che ti ricordi una semplice verità: tu morirai e se le dai ascolto, morirai pieno di rimpianti.

C’è però una cosina che puoi fare già adesso per iniziare a cambiare atteggiamento (e tenere a bada la tua sindrome dell’impostore)…

La sfida

Spero che avrai compreso che sentirti un impostore, essere convinto di non meritare i tuoi successi, sta mettendo in serio pericolo il tuo futuro.

Se continuerai a credere a queste menzogne, presto arriverà il giorno in cui, davanti ad una sfida decisiva, sceglierai di abbassare la testa e non affrontarla per paura di non esserne all’altezza.

Chissà che quel giorno non sia già arrivato:

  • magari devi affrontare un esame universitario per il quale ti prepari da settimane e stai già pensando di rimandarlo.
  • magari hai una brillante idea imprenditoriale, ma non pensi di essere in grado di realizzarla.
  • magari si è liberata una posizione prestigiosa nella tua azienda, ma sei convinto di non avere le carte in regola per essere promosso.
  • magari sono mesi che vorresti conoscere quel ragazzo/ragazza, ma non hai mai avuto il coraggio di presentarti.

Qualsiasi cosa tu stia rimandando, nella convinzione di non meritarti il successo, voglio che tu la scriva nei commenti di questo articolo e voglio che tu scriva anche un’azione che compirai oggi stesso per cambiare il corso degli eventi.

Prendere questo impegno in pubblico può essere estremamente potente.

Se non te la senti, puoi lasciare un commento privato: è meno efficace, ma pur sempre meglio del finire di leggere distrattamente questo articolo e magari tornare a cazzeggiare su Facebook.

Ogni giorno abbiamo la possibilità di cambiare la direzione della nostra vita. Tu cosa scegli oggi?

Buona settimana. Andrea.

Foto di Elnur

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  • Erika Di Paolo

    Raccolgo la sfida: ho un fumetto in sospeso da mesi, che non continuo a disegnare proprio a causa di ciò che si legge in questo articolo (bello, veramente). Beh, direi che da ora si ricomincia!

  • Cris

    La sfida è conoscere una persona che guardo da tempo con insicurezza e timidezza e con cui avrei voluto parlare apertamente talmente tante volte. Grazie Andrea del lavoro che fai! Ti auguro tutto il meglio:)

  • Daniele

    Grande Andrea. Fantastico come sempre. Io abito in India e la mia sfida ora è riuscire a rientrare in Italia dando la possibilità alla mia azienda di “usarmi” anche in altri modi per poter continuare ad essere utile sia in India che magari anche altre parti del mondo. Next step: parlare in azienda dando soluzioni, ma tutto quello che hai scritto è il mio Everest e… mannaggia se è dura!!

  • David Pietrapertosa

    Ho necessitá di coltivare i miei contatti lavorativi al fine di raggiungere il mio obiettivo di fatturato e rimando sempre quelle chiamate pensando di non essere all’altezza e di non essere interessante ai miei clienti. Oggi dedicherò due pomodori a chiamarli!

    • iCristian75

      Succede anche a me

  • Nicola Marchi

    Grazie Andrea
    Ogni tuo scritto è una sferzata alla mia anima,
    Sono anni che mi dico quanto sono inadeguato che ormai ne è divenuto una consapevolezza.
    Ogni volta dico: da domani …
    Oggi dico: da adesso …
    Ne va della mia vita
    Grazie
    Nicola

  • Marianna

    Ciao Andrea, sono anni che ti seguo e questa è la prima volta che ho il coraggio di scrivere…la mia sfida è finire di scrivere la tesi. Questo articolo mi ha fatto riflettere: studio Giurisprudenza (per imposizione paterna, io volevo diventare ingegnere chimico) e sono ad un passo dalla laurea ma sento di trovarmi sempre nello stesso circolo vizioso. Ti spiego. Ho 29 anni, una figlia, e sono chiaramente fuori corso. Ho impiegato tanto tempo per finire gli esami perché “non ero mai abbastanza preparata, non ricordavo mai alla perfezione le migliaia di pagine da studiare” e quindi mi ritrovavo a rimandare. Sempre. Poi arriva il momento della tesi e – in maniera evidentemente autolesionista – la chiedo al Professore più esigente del mio corso che, con mio grande stupore, non solo mi accorda immediatamente la tesi, ma ne è anche entusiasta (è una tesi sperimentale in diritto amministrativo che nella mia facoltà mai nessuno ha scritto). Da subito sento di non meritare tutto questo, dopo tutto sono fuori corso! Poi arriva mia figlia e ovviamente i tempi di realizzazione si prolungano notevolmente…fino ad 1 ora fa sentivo di non meritare le note positive del mio Professore, di non meritare la laurea perché “sono fuori corso”, perché il mio percorso universitario è stato lento e imperfetto…ma ora ho capito che sto di nuovo “sabotando” me stessa e sono felice di raccogliere la tua sfida…Grazie Andrè!

    • Gioia

      Buongiorno Marianna, scusa se mi permetto ma vorrei farti i complimenti perché non solo stai per laurearti ma hai pure una figlia hai raggiunto due dei traguardi più belli della vita! Non importa del fuoricorso, non importa se le cose non vanno come volevamo(non credo succeda mai):dall’inesperienza dei miei 19 anni vorrei solo rassicurarti che, almeno io, non ti vedo affatto negativamente!Pensa a chi ha costretto la vita ad andare come programmato e magari ha ottenuto la laurea ma ha perso 5 o più anni di “vita privata” ritrovandosi poi solo alla fine del percorso. ps: Io ho appena iniziato Giurisprudenza, per mia scelta, e probabilmente finirò tra chi ha seppellito la vita privata pur di riuscire.

      • Marianna

        Grazie Gioia, il tuo commento mi ha decisamente risollevato la giornata. Hai scelto un percorso difficile ma sono sicura che lo affronterai nel migliore dei modi. Concentrati sullo studio e, visto che ti piace, goditi tutto ciò che il diritto ti insegna…ti accorgerai che, man mano che superi gli esami e acquisisci sempre più nozioni, il tuo modo di pensare cambierà e sarai un cittadino migliore. Allo stesso tempo spero che non seppellirai la tua vita privata..anzi non lo fare. Goditi la tua “beata gioventù” ;-) ti auguro ogni bene e ti abbraccio virtualmente

  • Sole

    Basta col pensare di non essere all’altezza, basta col pensare che ciò che sto vivendo sia in grado di schiacciarmi.
    La mia sfida è iscrivermi a quel corso che voglio fare da tempo.
    Posso farcela e lo farò!!!

  • iCristian75

    Dopo tanti anni da venditore professionista che sta alla “finestra” a guardare i successi e gli insuccessi degli altri, sogno di aprire uno o più negozi di ottica cazzuti e spregiudicati.
    Purtroppo i fallimenti degli altri si insinuano come pensieri negativi e demotivanti. E i successi? Nooo quelli non sono alla mia portata….rientro nella casistica xcaso?

  • Irene Battista

    Ciao!
    in effetti conosco anche io qualcuno che ha questo problema … ;)
    Vorrei intraprendere una strada diversa da quella lavorativa che sto facendo ma penso di non essere all’altezza. Ogni volta che deve fare un colloquio aime’ e’ uno stress immenso, perche’ penso di non meritarmi il posto e continuo ad accontentarmi di situazioni mediocri. Ho continue dimostrazioni (lavorative e vita privata) che valgo e che riesco sempre a portare e termine delle attivita’ con successo ma non mi sento rassicurata da questo. Ho avuto il coraggio di lasciare il mio lavoro, amici e famiglia e trasferirmi all’estero dove ho un nuovo lavoro e nuovi amici e lo sminuisco come se fosse niente. Mi sono stufata di avere paura. Invece di godermi il viaggio verso le cose ed i cambiamenti, mi blocco per analizzare tutti i possibili problemi…sono stanca di vedere solo il lato no. Sono stanca di non credere in me stessa! Perche’ io valgo e posso avere tutto quello che voglio!!
    In bocca al lupo a tutti noi per il nostro cambiamento!

  • Albyy911

    Finire la laurea

  • Maretta

    Grazie Andrea! Hai colto nel segno!
    Ho in testa un progetto che si chiama “il ponte”…..é ora di iniziare a costruire il primo mattoncino…Oggi carta e penna x buttare giu una bozza da condividere con le persone da coinvolgere :-)

  • Riccardo Orsili

    Ho iniziato da poco l’università, me la son sempre cavata in matematica, tuttavia se nella vita non sono mai stato fermo fra sport, associazioni e varie, nello studio cerco sempre di massimizzare i tempi e tendo sempre a dare per scontato il tutto. Bene cosi sono passato da sembrare un narcisista arrogante a….non passare il test di ammissione di ingegneria per presunzione poiché reputavo non aver bisogno di studiare la matematica del terzo e quarto anno. Da quando è successo (2 settimane) sono in preda alla sensazione di non potercela fare, il 4 novembre ho il recupero eppure faccio fatica a concentrarmi, questa volta non per presunzione ma per l’umiliazione ricevuta che mi blocca nello studio, mi chiedo se mai ce la farò, dico a me stesso che i miei genitori non meritano di mantenere uno come me fuori sede con tutti i sacrifici che fanno. L’ho esposto anche a mia madre e mi ha aiutato molto, del resto un 96 al Montani di Fermo non è da tutti però ho il morale un po giu. Ho deciso anche di prendermi una settimana di stop in palestra cosi da avere piu tempo per concentrarmi. Spero tu possa spendere due parole Andrea per darmi la botta finale, l’input finale per risollevarmi che già con questo articolo sono molto avanti nel riprendermi.
    Dici di scrivere anche come voglio iniziare a cambiare….da stamattina. Unico giorno della settimana con la mattinata libera!

  • Santos

    Se ci prendiamo i meriti cresce l’ego, e quindi la paura di essere giudicati. Quando non ci prendiamo i meriti ci sentiamo forse più liberi di agire, trasportati dalla nostra vera natura. La partita secondo me è proprio questa, far crescere la fiducia in noi senza aumentare l’ego, il nostro falso io. La mia sfida è quella di portare a termine la revisione del mio romanzo.

  • Leonardo

    Eccomi.
    Laureato con 110 e lode in 5 anni. Mai fatto ripetizioni, imparato sempre softwafe e cose da solo. Non chiedo aiuto a nessuno e sono ancora qua. E purtroppo questo fantasma lo sento fortemente mio, soprattutto la paura di perdere tutto, di fallire, di sbagliare e che io non sia in grado di rispettare ciò che prometto a me stesso

  • Vitale4web

    Ottieni un successo e poi per paura di dover dimostrare ancora il tuo talento e di non esserne davvero all’altezza…abbandoni. Mi succedeva spesso, con conseguenza di darla vinta a chi non aspettava altro per denigrarmi e farla passare per “botta di culo”. Ora ho cambiato prospettiva, e magari mi fustigo di meno e godendomi serenamente qualche piccola e piacevole soddisfazione. Tutto questo grazie a Efficacemente, perché a volte abbiamo solo bisogno di stimoli giusti da chi quelle sensazioni le ha già vissute e superate, ecco perché mi sento di dirti grazie Andrea, buona settimana.

  • Gi Effe

    Ciao Andrea, grazie per il tuo articolo! Devo preparare un concorso piuttosto complesso ma anche molto importante e la paura di non esserne all’altezza mi ha quasi paralizzata. L’obiettivo adesso é mettercela tutta e fare del mio meglio con la preparazione e lo studio. Inizio subito! Grazie!

  • simone lodi

    Buongiorno a tutti!! Sono Simone ed e’ la prima volta che scrivo,ho 46 anni,2 figli,ed ho sempre vissuto cercando di soddisfare le esigenze di tutti (soprattutto dei miei genitori).Risultato; non sono soddisfatto io!! La mia sfida e’: ora inizio a dare forma ai miei sogni,sono stanco di accontentarmi. Grazie Andrea.

  • Anna

    Ho un’idea imprenditoriale, la sto curando e portando avanti ma troppo spesso dico che rimarrà un hobby, perché sotto sotto non credo forse di poterla realizzare, oggi mi impengerò di più nel corso che sto facendo per realizzarla e fisserò un tempo per porare a termine il primo info-prodotto.

  • Miriana Cirillo

    Ci sono di nuovo dentro. Ho iniziato unpercorso per cui ho deciso di cambiare la mia università in Italia e di continuarla in Spagna, perché ne sono stata troppa affascinata, tanto da ritrovare una passione e una curiosità per lo studio incredibili…nell’altra peró mancava solo un anno per terminarla…la paura di essere giudicati, di non sentirsi adeguati, di credere di non essere in grado di organizzarsi, la necessità di cercare un lavoro (prima esperienza), il mancato supporto esterno mi rendono insicura nel mio agire…Sto facendo la scelta giusta? Perché non percorrere la strada piú semplice? Stessa cosa nello sport…ho deciso di inpegnarmi maggiormente in palestra e di seguire un’alimentazione sana, passo difficile perché sempre procrastrino e me la prendo con me stessa per gli errori fatti…sentendomi ancora piú insicura e incapace…l’impegno di oggi? Resistere e decidere con decisione la persone che voglio diventare, affrontando le insocurezze, non lasciandomi influenzare dalla vocina interiore e ritrovare una maggiore volontà…

  • Ambra Bertozzi

    Andrea, mi hai per caso spiata per scrivere questo ritratto così ben dettagliato di me?! ;)

    Sindrome dell’impostore, presente! Sono la prima a pensare di aver sempre avuto vita facile in ogni sfida che ho affrontato, magari fortuna, e se mi chiedi di elencarti qualche mio successo, non me ne viene in mente uno. Eppure, sono una persona totalmente diversa rispetto a 5 anni fa, nel corpo e nella mente.

    Ma direi che ho già iniziato, forse inconsciamente, a lavorare su questa cosa qualche settimana fa, inserendo nel mio diario “la rubrica dei traguardi”, ovvero mettere per iscritto anche i più piccoli successi quotidiani, scrivendoli in rosso in modo che siano facilmente rintracciabili sfogliando il diario :)

    Ma basta ciance: ho un progetto imprenditoriale da realizzare e oggi inizierò a scrivere un nuovo articolo per il blog.

    Ciao Andre, grazie per questo bellissimo articolo!

  • Gioia

    Ciao a tutti! Ecco la mia descrizione:avrei dovuto immaginare che il mio comportamento avesse un nome preciso; insicura da sempre, ho iniziato il primo anno di giurisprudenza dopo aver superato la maturità con 100, eppure mi sembra che quel cento porti con sé aspettative troppo alte e temo che prima o poi qualcuno si accorga che non sono intelligente come tutti ormai danno per scontato. Quante volte ho rimandato per essere certa di riuscire! Sfida:fidarmi dei miei sforzi e impegnarmi al massimo ma con serenità, non per paura di essere “smascherata pubblicamente”

  • Giorgio

    Ciao Andrea tra 2 settimane e mezzo ho l’esame più importante di tutto il mio corso di laurea (medicina), parlo di anatomia 2, e più di una volta ho sentito questo “impulso” di non meritare di studiare in questa facoltà o non essere “degno” di ricordare tutto, beh voglio dire una cosa a tutti: a prescindere dal risultato che otterrò e da quanto effettivamente ricorderò all’esame non mi tirerò indietro e farò tutto il possibile per passarlo col voto più alto. Grazie per questo articolo, era quello di cui avevo bisogno!!!

  • Alessandra

    Sono io! Più realizzo i miei obiettivi e più gli altri me li riconoscono e mi dicono che sono in gamba, più io non ci credo!
    Adesso sto cercando un tirocinio, quindi la mia sfida è: fare tantissime domande senza pensare on partenza che non mi prenderanno, vale sempre la pena provare, no?
    Grazie Andrea!

  • Tiziano

    Sono esattamente in quella situazione che hai descritto: un primo piccolo step per fare ciò che ho sempre sognato. Una settimana fa, di fronte alle prime difficoltà, volevo mollare perché non credevo di meritarmi questo posto e di non essere all’altezza di queste sfide. Pensavo che tanto mi sarebbe capitata un’altra occasione, in situazioni migliori. Ma non è così.

    Oggi come primo passo metterò ordine ai miei pensieri (per iscritto) per capire dove mi blocca la mia insicurezza e imparare a fregarmene del giudizio di chi non conta.

  • Luisa Di Landa

    Eccomi! Io oggi studierò per un esame importante… Appena prenotato 😁

  • Matteo Andreotti

    Buongiorno Andrea! Articolo molto bello! Il mio sogno è finire di studiare e lavorare all’estero e diciamo mancano solo pochi mesi per realizzarlo ma sto avendo paura, proprio quella dannata paura che abbiamo quando stiamo per realizzare importanti obiettivi della nostra vita. Mi rivedo molto nel post per questo accetto la sfida! Oggi manderò un email all’università Svedese per poter continuare il mio percorso di studio e creerò un piano chiaro sul mio trasferimento! Grazie e buona giornata!

  • Molto interessante Andrea :)

    Sono stato anch’io vittima della sindrome dell’impostore in passato, e devo dire che hai colto davvero nel segno con questo articolo.

    Per fortuna ormai l’ho superata (e ho intrapreso diversi progetti personali senza premure), soprattutto dopo aver approfondito alcuni concetti chiave come le condizioni facilitanti e aver costruito una autostima seria.

    Certo che se avessi avuto a disposizione i tuoi consigli sarebbe stato molto più facile :)

  • valeria scanu

    Ormai quest’anno ho iniziato il mio terzo anno fuori corso all’università, ho pensato molte volte di ritirarmi perché in fondo e molto spesso questa università non la sento “mia”. In questi anni ho sempre lavorato partime, mi sono sempre dedicata alle mie passioni, certi periodi di più altri meno, e non mi pento delle scelte prese ma non capisco neanche se questi percorsi extra (ho frequentato corsi di formazione sportivi e non) mi abbiamo portato via la visione del mio obbiettivo principale. Sono consapevole del fatto che se potessi tornare indietro sceglierei un altro percorso di studi. Ma se penso di lasciar perdere tutto e cominciare un altro percorso iniziano a venirmi i sensi di colpa, uno verso i miei genitori che insieme a me stanno pagando i miei studi, credono in me, e vorrebbero questa piccola soddisfazione, due verso me stessa perché mi sembra che così facendo starei buttando tempo e sacrifici.
    È diventata una sfida ormai, mi sono data un ultimatum, laurearmi entro il 2017 e poi dedicarmi al 100% a me stessa.

    • Vale

      stesso obiettivo universitario ;) fuori corso sia per i tuoi motivi che per altri.. e i genitori che pagano… 2017 we are coming

      • valeria scanu

        2017 we are coming mi è piaciuto molto 💪

  • chiara

    Buongiorno!!! La sfida è fare quelle chiamate di lavoro che rimando da tempo per paura di non essere all’altezza della mia figura professionale!
    Grazie andrea!!

  • Andrea Paron

    Ultimo esame alla laurea magistrale, tirocinio per tesi in una multinazionale. Quest’ultimo esame mi spaventa molto, è il più difficile dei due anni, volevo darlo a dicembre ma da un paio di settimane nella testa mi partono solo pensieri negativi sul fatto che non ci riuscirò a prepararlo per tempo e questo mi porta a procrastinare. Obiettivo di oggi: finire questo dannato primo capitolo ed iniziare seriamente a studiare la materia.

  • Roberta

    Ciao a tutti è la prima volta che scrivo ma sono sempre stata come hai descritto. Ho preso il diploma a giugno con un voto decisamente basso per questo e anche per motivi economici ho deciso di non iniziare l’Università. Mi sarebbe piaciuto trovare un piccolo lavoretto così da aiutare i miei ma non ne sono ancora stata capace. Forse per colpa della mia incapacità nel relazionarmi con le persone. Ora però ho pensato che potrebbe essere una bella opportunità fare un anno come ragazza alla pari. Sto cercando una famiglia ma non mi sento affatto sicura di questa scelta. Ho paura di sbagliare e di deludere chi mi sta intorno. Devo contattare via Skype queste persone per discuterne e dopo aver letto questo articolo credo che lo farò. Grazie mille !!!

  • Ángela

    io, invece, non mi sento impostore di me stessa; sono consapevole della mia preparazione prima di un esame (almeno penso) e che, talvolta, Dio mi ha aiutata a superarli, anche brillantemente, nonostante una preparazione appena sufficiente e che, altre volte son stata io a farmi il mazzo.
    Sono una persona che non si sente inadeguata, se c’è una nuova sfida, una situazione che non conosco, una nuova avventura di vita, per crescere personalmente, mi butto!
    Il mio problema nasce con l’università, non mi riconosco, divento insicura, perennemente impreparata, continuo a procrastinare, pensando che il giorno dopo improvvisamente diventi una wonderwoman e le centinaia di pagine, che ho rimandato di continuo per settimane, potrò farmele in un giorno…
    …e così, dal continuo procrastinare pagine e capitoli, mi ritrovo a pochi giorni dagli esami a non sentirmi mai, abbastanza, sufficientemente preparata, MAI!!!
    O mi manca la ripetizione, o mi mancano capitoli da imparare e successiva ripetizione… e così… gli appelli, i mesi, le sessioni passano, inesorabilmente divento anche un po’ vittima di me stessa e del circolo vizioso in cui mi costringo a stare…
    E così, persone che non reputo certo migliori e più preparate di me (anzi) si laureano ed io resto qui, ancora all’università!
    In balia di prof e sessioni che diventano sempre più pesanti e pressanti.

  • Riccardo Rosignoli

    Penso di aver capito quale sia il mestiere da intraprendere in linea con le mie inclinazioni e capacità. Ma c’è molto da studiare e bisogna mettersi in gioco rischiando di apparire impreparato. Così quella vocina mi dice che non fa per me, che non ne sono capace, che non sarò mai come l’esperto dello stesso campo così sicuro di sé ed efficace nel lavoro. Così la strategia che ho scelto di adottare è di comportarmi, parlare, e perfino pensare come se questo sia già il mio mestiere anche se ho appena cominciato a studiarlo. Devo pormi come se lo fosse da un pezzo e ragionare come se fosse parte di me. In parole povere: fingo. E fingendo poi diventa vero. Che non significa non approfondire e non essere coscienti del proprio limite reale ma semplicemente comportarsi come se quel limite fosse già stato superato : proietto me stesso oltre il limite e così senza troppi sforzi la realtà proiettata sostituisce la realtà attuale è ti ritrovi esattamente dove “fingevi” di essere già.

  • Elisabetta

    Si, penso costantemente che siano tutti migliori di me, nonostante i tanti attestati di stima che ricevo io non mi sento mai all’altezza e ora che ho deciso di rimettermi in gioco e lo sto facendo, visto che ho dato le dimissioni dall’azienda in cui sono stata 12 anni facendomi il classico “mazzo quadro” senza mai il giusto riconoscimento,nè mai gratificazione alcuna, ho paura. Ci sono momenti in cui mi sento paralizzata, oppressa dall’ansia, penso al fatto che si, ho un cv di rispetto, ma ho pure 47 anni e ci sono tanti giovani “uomini” con cv più brillanti del mio in un settore che é ancora tanto tanto maschilista… Così mi blocco e non mi attivo, mentre avrei già dovuto farlo, rimando a domani e cerco tempo, so che non mi fermerò, ma ho così tanta paura… ok…oggi aggiornerò il mio CV su LinKedin. Iniziamo….

  • Chiara

    La sfida è laurearmi e nel frattempo lavorare nel mio campo. Il traguardo è più difficile da raggiungere, ma la soddisfazione sarà doppia.

    Oggi ho scoperto di soffrire della sindrome dell’impostore, due settimane fa ho raggiunto un obiettivo lavorativo senza accorgermene, perchè è nella mia indole fare determinate azioni. Mi sentivo inadeguata e cercavo comunque di dare il mio massimo, e cosa ho risposto ai successivi complimenti dei miei capi? “Ma io non ho fatto niente…!”. Doh.

    Anche se non ho terminato gli studi, ho deciso di buttarmi a capofitto in un lavoro che mi stimola continuamente e mi sono sentita quasi una ladra nel volerlo fare. Sono inesperta, certo, ma perchè questa sensazione di essere inferiore agli altri? Posso imparare ogni giorno cose nuove che mi fanno crescere, e posso altrettanto fare mille sbagli che mi porteranno al mio obiettivo.

    Buona crescita.

  • Giada Bertuzzi

    Penso così degli ultimi 6-7 esami che ho passato.. studiando poco-niente rispetto ad altri..
    E dato che uno dei prossimi due penso di rimandarlo.. direi che la sfida è farli entrambi, 8 e 15 novembre, gli ultimi due esami!

  • Giulia Caputo

    io sono un casino: so di essere in gamba ma sono insicura al contempo. Io sono ipercritica su di me e sul mio lavoro ma al contempo so che lo faccio benissimo. Che rompicapo!

  • Cristina

    Ciao, è la prima volta che scrivo ma sono anni che ti seguo… e ammetto che da quando ho scoperto dell’esistenza della sindrome dell’impostore mi sono chiesta “ma perché Andrea non ne ha ancora scritto?” :D
    La scoprii per caso circa due anni fa grazie a un podcast, e rimasi scioccata perché mi descriveva perfettamente! Sono sempre stata una studentessa brillante, ‘hard-working’, ho passato test d’ingresso in università iper-selettive con una carriera universitaria invidiabile, e ora sto per iniziare un nuovo lavoro in cui la concorrenza è spietata e solo i migliori arrivano… eppure ho sempre avuto la sensazione di aver ingannato gli altri, ad ogni prova importante ho sempre pensato “ecco, oggi sarà il giorno in cui tutti mi smaschereranno e si renderanno conto che non valgo nulla”. Quindi sono una veterana di questa sindrome… ho sempre attribuito i miei successi al caso, alla fortuna, certa che prima o poi sarebbero crollati come un castello di carte.
    Per fortuna però non mi ha mai impedito di raggiungere i miei risultati e non mi ha mai dissuaso dall’affrontare le sfide cui mi trovato di fronte. Da quando ho acquisito maggiore consapevolezza è diventata una forza positiva, che mi spinge all’azione: la mia vocina interna ora mi dice “non sei un impostore, hai talento, ma per continuare ad avere successo devi continuare a lavorare sodo come hai sempre fatto”.
    Grazie per averne parlato!

    • Nicolò Vigliante

      Proprio l’articolo di cui avevo bisogno, grazie Andrea.

  • Federico

    6 anni fa lascia l’università per intraprendere la carriera dei miei sogni. Nessuno ci credeva. E anche io ero tremendamente inzicuro… ma alla fine ho raggiunto ottimi livelli, l’indipendenza economica e ho anche comprato casa. Ma comunque ogni successo mi sembrava (e mi sembra) che sia dovuto al fatto che io riesca in qualche modo a fregare la gente facendo credere di essere qualcosa che non sono. Quindi la sindrome dell impostore con me ci azzecca alla grande.
    Adesso sto intraprendendo una seconda attività che mi potrà permettere non solo di avere più soldi, ma anche più tempo. Che è ciò a cui aspiro. So di essere portato per questa attività, eppure da qualche giorno sto dibitando terribilmente di me, nonostante i miei collaboratori più anziani mi facciano capire che posso farlo e arrivare ad alti livelli.
    Siccome lavoro su roma e milano, mi pongo questo come limite e problematica quando invece nel medio-lungo termine questo si rivelerà un grande vantaggio.
    Penso di non potercela fare
    Penso di essere giudicato male
    Penso che mi vedano come uno stupido
    Ho paura di perdere l’entusiasmo.

    So già quello che devo fare. So quando incontrarmi con i miei collaboratori e apprendere nuove competenze sui prodotti.
    So che le persone sono interessate ai prodotti che vendo, quindi è semplice.
    Sono solo io che devo semplificare tutto, perchè tendo a renderlo complicato anche quando non lo è

  • Lullaby #5

    Sarà un caso ma: è da una settimana che mi martella “Non c’è niente che sia per sempre perciò se è da un pò che stai così male, il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire…puoi finger bene ma so che hai fame!” (cit.Afterhours); stamattina scrivo sul mio diario “gente insignificante e priva di spessore che si spaccia per figona e riesce a vendersi benissimo, io che davvero valgo mi nascondo, perchè? E’ ora di finirla”; poi questa mattina arriva la tua newsletter, Giulio, con questo post…beh, “in mezzo a tutta questa casualità…” il caso mi sembra un eufemismo. Allora basta, ecco il mio progetto: devo iniziare a scrivere “seriamente” perchè sono brava e ne ho tutte le capacità, perchè scrivere è tutto ciò che desidero fare ed è ora di partire. E ovviamente mi vergogno per tutte le lodi che mi sono intessuta da sola, altrimenti non soffrirei della sindrome dell’impostore :D Grazie Giulio! :*
    PS: pensavo di essere da sola…mi si allarga il cuore vedere in quanti siamo. Anche per questo, grazie Giulio :)

  • Betty

    Si Andrea, mi hai convinto ne soffro…soprattutto ho il terrore di essere giudicata e di non essere all’altezza delle aspettative degli altri.
    Quindi ultimamente ho cominciato a evitare di intraprendere seriamente il percorso che mi dovrebbe portare a realizzare un sogno solo perché penso che non sono e non sarò mai all’altezza (perché in fin dei conti non sono così brava e intelligente come dicono): andare PRONTA al concorso per diventare magistrato, fare del mio meglio e consegnare. Il mio impegno e’ questo: da oggi e per due anni studierò con serenità e vivendo una vita normale (niente ansie e procrastinazione) per prepararmi a questa prova, andrò al concorso e consegnerò e poi vada come vada. Purtroppo la prospettiva è molto a lungo a termine,ma lavorare a studiare allunga i tempi…
    Ciao Andrea! Grazie!

  • Matthew91

    Ho perso 2 anni frequentando l’università perchè sono pigro. Ne sto perdendo altri da quando ho iniziato a perdere la convinzione in me stesso. Sono costantemente condizionato da ciò che gli altri pensano di me, avvolto nella paura di fallire e deludere le persone che mi stanno intorno e deludere anche me stesso. Dopo vari fallimenti, ora mi trovo perfettamente nella situazione descritta nell’articolo. Non riesco ad intraprendere un’attività che vorrei fare, sono pervaso da dubbi e incertezze e sono un inguaribile perfezionista.
    Spero che questo articolo, e ciò che sto per iniziare tra qualche minuto grazie a ciò che ho letto, possa essermi d’aiuto per affrontare il tutto con più serenità.
    Grazie :)

  • gabrieletommasi

    Andrea, sono così colpito da questo articolo che penso che non sia adatto a me che sono un impostore vero!
    Complimenti! Sempre originale.
    Ah già la sfida! Voglio mettere su un progetto imprenditoriale da qualche settimana ma siccome non sono mai stato imprenditore, non sono mai sceso in campo con vendite e marketing, non credo che funzionerà. Ma ci tengo tantissimo anche per fare un errore e sentirmi vivo.

  • Vale

    Ciao Andrea! soffro di agorafobia da due anni e da un po’ di mesi ho iniziato a stare meglio, ho intrapreso una terapia che mi fa raggiungere in più step vari obiettivi( dall’uscita in pubblico, dalla cena in ristorante, dal tragitto in autobus ecc.) e ad ogni successo penso “tutti lo fanno, non sono stata brava, non ho fatto nulla di speciale” e per colpa di questa SINDROME DELL’IMPOSTORE non riesco a godermi del tutto i miei (apparentemente) banali successi, mortificandomi ancora di più.
    Grazie Andrea di avermi resa consapevole di questo strambo meccanismo mentale, da adesso ad ogni uscita in autobus, passeggiata, lezione all’università… mi premierò cercando di non vedere quella azione come premio ma congratulandomi con me stessa e godendomi ancora di più il successo dato dallo sforzo di affrontare le mie paure (che non è per niente facile!!)
    Bacii

  • Paola

    La mia sfida è sostenere l’esame di ammissione alla Scuola di Specializzazione che vorrei seguire. I consigli di mia sorella sulla difficoltà di dover viaggiare per seguirla mi avevano frenato fino ad oggi, però non posso farmi frenare sul futuro che sogno solo da una leggera difficoltà, come essere una pendolare. La mia azione di oggi sarà pagare il bollettino di iscrizione all’esame e studiare 3 capitoli del libro che sto utilizzando per prepararmi.

  • sarafm

    Ieri, a notte fonda ho agito di impulso, ho acquistato l’hosting e il dominio per un mio progetto di scrittura con il quale voglio farmi le ossa e iniziare “veramente” a scrivere per me stessa!
    Lo rimando da quasi un anno … e oggi questo bell’articolo dove la frase:

    《Chi soffre della sindrome dell’impostore è convinto infatti di dover competere giorno e notte
    con un ideale di perfezione irraggiungibile.》

    Mi ha fatto venire i brividi … è proprio così!
    Sono in costante lotta con la perfezione ed è davvero estenuante.
    Ora mi vado a (ri)leggere per l’ennesima volta l’articolo su come liberarmi dalla perfezione …

    Come azione risolutiva, oggi voglio installare il cms sull’host!
    Così in settimana inizio a lavorare sul template! :)

    Grazie per il tuo articolo!
    Sara.

  • Carola

    Purtroppo mi è capitato in diverse situazioni di percepire di non meritare il successo e di non impegnarmi al massimo per raggiungerlo proprio per evitare che arrivasse; ad esempio in riferimento alla preparazione degli esami universitari, in un paio di situazioni, dopo aver preso un bellissimo voto in due esami importanti, una persona adulta mi ha fatto delle battute sgradevoli che mi hanno fatto stare veramente male e tutto ciò mi ha fatto sentire in colpa e non mi ha consentito di dare il massimo nell’esame successivo per paura che mi vengano riproposte queste “battute”.
    oggi voglio veramente studiare per bene, per concretizzare la mia responsabilità nella preparazione dell’esame!! grazie

  • Eva

    Sindrome dell’impostore: ne soffro…è impensabile per me arrivare “prima” ma è certo che arrivo, questo si…seconda semmai…(ma seconda a chi?)…Ci lavorerò.
    Grazie Andrea

  • Vis

    Ciao Andrea! Quest’articolo stamattina è come un raggio di sole in una giornata grigia, mi sono sempre definita una persona inetta, pigra e incapace di raggiungere qualsiasi risultato. Quando raggiungo un successo la gioia del momento finisce per svanire quasi subito perché penso di non meritarmi nulla, quindi sì, grazie a te ora posso dare un nome a questo mio continuo senso di inadeguatezza, sono anch’io una delle vittime della sindrome dell’impostore. Questo mi ha portato a restare indietro con gli esami all’università, per paura di fallire ho continuato per mesi a saltare gli appelli quando arrivavo alle scadenze. L’obbiettivo che voglio darmi è proprio questo: credere di più in me stessa, essere più organizzata e non fuggire più da ciò che mi fa paura affrontare. Grazie per le pillole di autostima che mi dai ogni volta :)

  • Francesco Laterza

    Sto evitando di pubblicare un contenuto riguardante i miei interessi. Oggi pubblicherò almeno 3 frasi sull’argomento sui social network.

  • heyprof

    La sfida è cominciare a scrivere almeno uno degli articoli professionali che avrei dovuto scrivere anni fa, subito dopo le esperienze di docenza positive.
    Inizio oggi.

    • heyprof

      Davvero efficace mettere nero su bianco: sto finendo di buttare giù la bozza del primo articolo. Il primo passo è fatto. Mi sento molto bene e fiduciosa. Grazie

  • Fede Cal

    Quante volte il giorno di un esame mi sono fermata ad un metro dalla porta e sono tornata a casa per paura di non essere abbastanza preparata!! Anche adesso che sono passati 10 anni dalla laurea ed ho un buon lavoro, sono ancora qui…che posticipo la risposta agli annunci di lavoro e non invio il CV per paura di non “corrispondere” esattamente a tutti i requisiti richiesti… E così rinuncio già in partenza a migliorare ed a crescere. Oggi voglio aggiornare il mio CV.

  • Elena Kofina

    …nuovo inizio cercare un lavoro piú sensato, piu´che cercare propormi perche´per quello che faccio cercando non si trova nulla…l´articolo calza a pennello anche se ci lavoro gia da un po´non e´una sorpresa….ok mi impegno!

  • Nataly Mendoza

    Io voglio iniziare un progetto e anche se non mi sono mai sentita all’altezza, oggi inizierò documentandomi

  • Cristina Ubaldi

    Presente! Tante volte ho sminuito quello che facevo, e continuo a farlo, fin troppo spesso.
    Oggi devo procedere col render che ho già rimandato troppe volte!

  • Ilaria

    Ciao Andrea!! Ho letto l’articolo mentre stavo aspettando di essere chiamata per un orale.. 10 minuti dopo è stato il mio turno. Stavo implodendo dalla paura e la sfida è stata: tirare fuori le palle.
     Ho preso 28!
    (Merito anche di sm2!)
    Grazie di cuore!!

  • Stefano

    Grazie Andrea per questo tuo articolo davvero motivante and uplifting ;) Solo leggendolo la prima volta mi ha fatto ragionare e pensare a quante opportunità (imprenditoriali e non) mi sia lasciato sfuggire proprio dovuto alla sindrome dell’impostore che in sordina mi ha sempre tenuto molta compagnia. Oggi voglio fare un passo verso l’organizzazione di un progetto, che per paura di non essere all’altezza, ho sempre rimandato. Grazie e buona settimana a tutti

  • Alessia Rubatto

    Beccata! Sindrome dell’impostore seriale! Leggere questo articolo mi ha davvero illuminato una giornata piuttosto down…
    Quale azione intraprendere però per cambiare?
    Prima di tutto apprezzare la mia voglia di mettermi in gioco e iniziare a considerare in maniera positiva le mie insicurezze, vederle come ottime possibilità di crescita, una sorta di spinta verso il cambiamento! Ecco, questa mi sembra la prima azione possibile!
    Per il resto credo che smettere di paragonarsi agli altri sia decisamente utile! :)))
    Grazie per queste intuizioni!
    Buon lavoro a tutti!

  • Ciao Andrea, questo è il mio commento e già sento la “potenza” dell’effetto che ha su di me il fatto di esternare una debolezza. I sintomi della mia sindrome si manifestano nella fobia di cercare un lavoro… Sono laureata già da diversi mesi e questo dovrebbe essere il momento di massima energia per la ricerca di un lavoro, invece… leggo molti annunci e non mi sento mai all’altezza di ciò che leggo… Il risultato di tutto ciò è che SONO FERMA. Penso che il problema derivi dall’università, in quanto pur essendomi laureata con il massimo dei voti ho sempre pensato che i risultati ottenuti siano arrivati per una “congiunzione di eventi fortunati” piuttosto che per le mie doti personali.
    La mia sfida sarà quella di candidarmi a quelle posizioni e soprattutto di essere meno dura con me stessa…

  • Massimo Zonca

    Interessante articolo e interessante coincidenza: proprio stamane dovevo promuovere me stesso e la mia nuova attività di consulente e stavo mentalmente preparandomi, ma al solito avrei cercato di sminuirmi Ma dopo aver letto l’articolo mi ci sono riconosciuto e ho cambiato strategia: un successo!

  • Francesca Di Giacomo

    Ho iniziato un nuovo lavoro e anche se non mi sento all’altezza oggi concluderò il mio lavoro assegnato

  • Osva Meda

    So che sono un paio d’anni che sto lavorando bene e sto portando anche dei bei risultati, di sicuro al di sopra della media dell’azienda. Non ho mai dato colpa alla crisi dei risultati poco brillanti che ho in passato ottenuto, ma mi sono sempre rimboccato le maniche e agito nella mia sfera d’influenza.
    Tutto questo il mio capo lo sa e io so di avere la sua stima.
    Oggi comincio a preparare una presentazione efficace con i risultati dei miei ultimi anni, ed entro la fine di novembre gli chiederò un aumento

  • Francesca Ricci

    Sono sul treno per andare a lezione all’università, devo concludere il mio percorso di studi della triennale!

  • Lucia

    Articolo perfetto, in vista del meeting col mio capo. Dopo mesi di duro lavoro su un progetto ambizioso, ho ottenuto degli ottimi risultati, ma anche alcuni deludenti. E su cosa mi arrovello il cervello? Solo sui risultati negativi, tanto che questo weekend pensavo di cambiare lavoro, perché non mi sento abbastanza adeguata :p ma ora cambio strategia, mi concentro sui risultati positivi! E per quelli negativi beh…alla fine ho mirato molto in alto ed il fallimento ci poteva stare!
    Buona settimana:)

  • walkerbho

    ….iscrivermi all’universtià….a 40 anni….e poi…mi sono iscritto…6 esami in 3 mesi…tutti passati..voti non altissimi ma passati..ora inizia il secondo anno chissa se si ripeterà questa successione di eventi positivi.. dai che ce la posso fare…

  • Loba

    Sono una sportiva professionista, questa è sicuramente la “mia” sindrome! Sono ai massimi livelli nel mio sport, ho sempre militato in ottime squadre ottenendo buoni risultati, ma io mi sono messa e continuo a mettermi in seconda fila, come se non avessi merito di vittorie o se non mi meritassi di giocare titolare perché non ne sono all’altezza, e mille altri c***i…oggi faró un ottimo allenamento! Tifate per meeee :)

  • Chiara

    Sto per finire un’ altra triennale: prima in scienze politiche ed ora in architettura, non so spiegare come sia arrivata di nuovo alla fine, sono stati entrambi percorsi assai impegnativi, soprattuto perchè ho sempre creduto troppo poco in me, di non esser così in gamba e di non saper studiare…
    Sono diversi anni che vorrei scrivere articoli che trattino di sostenibilità su internet, e finora ho continuato a ripetermi di non esser abbastanza brava, dandomi la scusa che prima è meglio devo finire quella cosa, poi quell’altra… e blablabla, il tempo è volato! Oggi. Ora voglio preparare una descrizione di me per attivare il mio profilo su un sito. Basta con le scuse!

    • Chiara

      Fatto!!! Prendersi questo impegno pubblico funziona! Grazie Andrea

  • Lorenzo Gesù

    Sto per aprire il mio ristorante , ho 25 anni e tutte le persone che mi circondano cercano di scoraggiarmi , anche i più cari, sono certo che un giorno potrò guardarli tutti , a uno a uno, dritti negli occhi dicendo loro che si sono sempre sbagliate sul mio conto. L età è solo una questione anagrafica. Se sono arrivato a questo grado di consapevolezza è sicuramente merito di Andrea e a articoli come questo. Grazie
    Lorenzo

    • vito

      Ciao
      ho 45 anni suonati, un pò di cose me ne sono capitate, ho fatto tante scelte ma le uniche di cui davvero mi pento sistematicamente sono quando ho dato retta a chi mi stava intorno, non è che io non sbaglio mai, ma per amor nostro non curiamici di chi parla e giudica, non importa se amici o parenti, chiediti se sei attore o spettatore della tua vita!!
      la soluzione è proprio lì.
      Grazie Andrea, grazie a tutti.

      • GGMZ

        Non dirlo a me…per via di alcune amicizie che ingenuamente stimavo ho dato retta a consigli lavorativi sballati. Insabbiandomi di brutto in un vicolo cieco. Eppure una certa vocina me lo diceva…purtroppo me ne sono accorto tardi.

        Penso che conti moltissimo anche l’autostima e quindi la sicurezza in sé.

  • Fabio2016

    Devo andare avanti ! e perseguire i miei obiettivi !

  • Dominga

    Penso di non meritare di essere amata…e perchè no dopotutto? Perchè non amo me stessa. Da adesso scelgo di farmi almeno un complimento al giorno! E chissà che non entrino persone speciali nella mia vita

  • Vincenzo

    Voglio terminare il mio percorso di studi grazie a start! e la tecnica del pomodoro!!!

  • Ludopapia

    Sono un po’ in ritardo, comunque…
    Io ho iniziato da un mese a frequentare psicologia in inglese. Mi sento proprio come hai detto tu nell’articolo: mi sembra di occupare un posto che non mi spetta in quel corso, perché il mio livello di inglese è, a mio parere, molto al di sotto di quello degli altri. Eppure abbiamo tutti dovuto sostenere un esame di ammissione per essere lì. Mi sento così colpevole che tento il più possibile di parlare con italiani in italiano; non alzo neppure la mano se ho una domanda. Oltretutto vado in paranoia, perché ho paura che i miei compagni, già vendendo che parlo poco, mi considerino stupida.
    Il mio impegno sarebbe riuscire a parlare con qualche ragazza straniera e riuscire finalmente a porre le domande che mi ronzano in testa.

    • Pippi

      scusa se mi intrometto ma se hai passato il test è un oggettivo criterio di merito: credici!
      io ad esempio non ero sicura di avere le carte in regola per fare medicina, ma quando al test sono arrivata qualcosa tipo 35esima su 400 persone che ci avevano provato ho iniziato a dirmi che forse, dopotutto, ero più brava di quello che pensavo e che avrei potuto farcela.
      E ti dirò che adesso non mi sento di sicuro la più brava del mondo, ma penso di essere un medico discreto (anche migliore di alcuni colleghi, sebbene peggiore di molti altri) e da cui le persone possono andare volentieri perchè trovano qualcuni disposto ad scoltarli, perchè ho delle doti umane che non vengono valutate negli studi ma che non tutti i miei colleghi possiedono. E sono sicura che sia lo stessso anche per te ;-)
      p.s. le persone insicure e inconsapevoli del proprio valore sono le mie preferite

  • Annalia

    Praticamente ogni volta che faccio o dovrei fare qualcosa sono tormentata dalla paura di non essere all’altezza, convinta di non meritare un successo. Sono al primo anno fuori corso e da poco ho concluso gli esami solo perché ho sempre rimandato a causa della mia insicurezza e ogni volta che ho passato un esame con un voto alto, ai complimenti dei miei compagni, amici e familiari ho sempre risposto “vabbe mi è andata di c**o, mi ha fatto domande che sapevo” oppure “era facile”. L’ultimo esame sono andata a farlo con la convinzione di non passarlo, ho preso 26 e addirittura ho chiesto al prof perché un voto così alto se non lo merito? (Figuriamoci dove voglio arrivare se addirittura dico ai prof di non meritare i voti) Adesso sto scrivendo la tesi ma ho già in mente come posso organizzarmi se non mi laureo nemmeno stavolta, dato che sono convinta di non essere in grado di finire in tempo la tesi. Sono terrorizzata dal fatto di dover affrontare dei colloqui di lavoro, convinta che nessuno mi prenderà a lavorare. Per non parlare di quando ricevo un complimento in più dai miei amici o da mia mamma, mi sento sempre presa in giro, cosa che mi porto da quando ero bambina. Cosa farò oggi per cambiare il corso degli eventi? Mi darò da fare senza pensare a cosa potrebbe accadere di negativo e scriverò ogni giorno cosa ho fatto per raggiungere il mio obiettivo, così una volta raggiunto il successo lo rileggerò per ricordarmi che non è stata la fortuna ma che effettivamente ho lavorato sodo.

  • Pengwei

    Penso di non meritarmi di laureami con la mia tesi che è fatto di copia incolla scritta, non benissimo anche se mi sforzo non riuscirei a scrivere meglio di quella della scritta da una mia amica che ha lo stesso relatore, dove lei ha già finito e io ancora a combattere con la struttura della tesi…scusatemi ora mi sento meglio….

  • Brunella

    La mia paura riguarda la musica: faccio parte di una band e ho sempre paura che io sia un’incompetente rispetto agli altri e che gli stia solo facendo perdere tempo quando potrebbero trovare qualcuno migliore di me. Un’azione concreta da fare? Esercitarmi di più!

  • Faenza Silvia

    Ciao Andrea, grazie mille per tutti i tuoi articoli! Che dire li adoro :) meno male che quando hai deciso di aprire questo blog non hai ascoltato quella fastidiosa vocina che ti diceva di non farlo! Come faremmo altrimenti senza i tuoi preziosi consigli oggi? Comunque anche io soffro della sindrome dell’impostore! Ogni volta che faccio qualcosa, ho paura di sbagliare, ho paura che non sia fatta bene e se vedo che va bene e sì penso di non meritarmela. A 19 anni, ho aperto un ristorante, e nel frattempo mi sono laureata, bé alla fine presa dallo stress ho pensato che non fossi in grado di gestire appieno la mia attività è l’ho venduta. Certo, da una parte sono felice, perché mi ha permesso di chiedere a me stessa ( che sono una a cui piace fare tutto, ma pensa di non eccellere in niente), che cosa volessi fare veramente! Bé ho passato mesi a pensarci, fino a quando non ho detto che dovevo inseguire i miei sogni e così ho capito che il mio più grande sogno era scrivere. Pensavo di non essere brava ne di esserne all’altezza e dopo mesi di incertezze, ho iniziato a scrivere online, gratuitamente, poi mi sono innamorata sempre più di questo lavoro e oggi faccio la copywriter a tempo pieno. Oggi, ho 25 anni e sto pensando di aprire un blog, ma ogni volta che cerco di lavorarci, inizio a dire:”Ma siamo sicuri che io sia veramente in grado di scrivere?” “Chissà se i miei clienti apprezzano davvero i miei articoli” ecc…insomma mi faccio mille seghe mentali, pensando che nessuno avrà interesse a leggere i miei articoli se aprissi il mio blog. Spero di riuscire a superare questa sindrome, come anche di riuscire a non procrastinare più! Ancora grazie perché come sempre i tuoi articoli mi danno l’input a migliorare :D

  • Vincenzo Silvano

    Non rimanderò più gli esami, rispetterò le mie scadenze! Io posso farcela e lo voglio dimostrare! (A me stesso ;-] )

  • Aliss

    Farò il colloquio al Career Day con tutte le aziende in cui mi piacerebbe lavorare, chi lo sa che almeno una di loro non veda in me quello che sta cercando?

  • Mer

    Vorrei tanto arrivare al mio benessere fisico e mentale, vedermi bene, mangiare bene ma soprattutto volermi bene…penso peró che tutto sia troppo difficile è che tutte siano migliori di me .

  • Ciccio

    studiare costantemente e stare al passo con gli esami, ho procrastinato per troppo tempo….è il momento di cambiare!

  • marco

    parlerò a quella meraviglia della natura che vedo in palestra, le dirò quello che sento ogni volta che la vedo e incrocio il suo sguardo, senza aspettarmi nulla, senza pensare alle conseguenze e senza inventare scuse. La mia vittoria sarà riuscire a dirle quello che ho in mente

  • Grazia

    Ciao André. Ho letto questo articolo e che dire..sono rimasta nuovamente sorpresa di queste tue doti innate. Si perché secondo me tu hai delle doti, non è facile parlare dei propri disagi e delle difficoltà che una persona vive quotidianamente, perché nessuno lo fa, e allo stesso tempo diffondere le proprie tecniche e miglioramenti. Ti voglio ringraziare,perché da quando leggo il tuo blog mi sto impegnando per migliorare, i tuoi metodi di studio mi stanno aiutando molto e la prossima settimana darò 2 esami.. chissà! A volte penso di non meritarmi questa laurea..che idiota no?! Beh il mio obiettivo da oggi sarà di sfatare questo “falso mito”. Prometto a me stessa di potercela fare! Ciao André,buona giornata anche a te.

  • Manu

    Ciao! Ho cominciato un nuovo percorso lavorativo che mi mette alla prova ogni giorno… e ogni giorno vorrei mollare… oggi uscirò e farò qualcosa che mi spaventa da morire, perchè non penso di essere brava abbastanza… vediamo se funziona…

  • follettoibleo .

    Io oggi scelgo di meritarmi di essere felice

    • Mer

      bella questa tua scelta!

      • follettoibleo .

        Grazie Mer, c’è lo meritiamo no ? :-)

  • Ammappa quanti siete! Voglio leggere i singoli commenti uno ad uno. Non riuscirò a rispondere a tutti, ma credo che leggervi con attenzione sia il minimo per ringraziarvi di tutti questi commenti.

  • Hellen

    Ciao Andrea! Grazie per questo articolo…ci voleva e ci voleva proprio in questa settimana in cui devo decidere se iscrivermi all’esame per l’ammissione al master dei miei sogni oppure lasciar perdere per i costi elevati e per non aver cominciato ancora a studiare niente… Sono in crisi forte perchè le persone che si sono iscritte sono anni che lavorano ed hanno più esperienza di me oppure sono compagni di università che si sono laureati con voti brillanti e nei tempi perfetti senza anni di fuori corso…
    Dall’altra parte il mio prof di tesi e la mia correlatrice mi hanno ricordato ancora la settimana scorsa di iscrivermi…
    Penso che questo voglia dire che anche io posso farcela e sono indicata per il master e per il tipo di lavoro che mi permetterà di fare…cioè quello dei miei sogni!
    Mi impegno a compilare la domanda per il master, a cercare un lavoro serale aggiuntivo e a parlare con il mio capo attuale per un aumento di turni.
    Forza e coraggio….a tutti!!!!

    ps: meno male Andrea che quella vocina non l’hai ascoltata!!!!!

  • Luca Barone

    ciao andrea! come al solito sei grande! il mio “rimandare” rigurda l’ultimo tuo punto, e sai che ti dico, al posto di cazzeggiare su facebook, le vado a scrivere, chissà!

  • Celestina Blu

    Io penso sempre di non essere abbastanza intelligente, di non avere un quoziente intellettivo nella media, bensi piu basso.
    (Eppure parlo 7 lingue, alcuna piu e alcuna meno fluentemente, e un paio da autodidatta.)
    Penso di non meritarmi la famiglia che ho e tutto l’Amoreche mi danno.
    E ho sempre paura di deludere i miei genitori, di non essere all altezza delle loro aspettative.
    (eppure ogni giorno si congratulano con me e la vita che conduco all’ estero da quando avevo 20 anni)

    Grazie Andrea,

    Avanti tutta !!!!

  • Andreasan

    Ma che diavolo ci faccio qui? è la frase che uso più spesso!
    Scusa Andrea,ma che cavolo ci faccio su efficacemente?

  • Sara Pone

    Ho spesso questa sensazione… Ce l’ho avuta quando ho preso 100 alla maturità, ce l’ho spesso da quando frequento ingegneria, ritenendo di non essere abbastanza intelligente, ce l’ho quando sogno di diventare una cantante pensando che non sono poi così brava (mi sento “presuntuosa”), e ce l’ho in ambito sociale pensando che a nessuno interesserebbe passare del tempo con me e che risulterei ridicola nel tentare qualche approccio (ma qui è più una questione di autostima). E poi mi capita anche per altre piccole cose, ma direi che queste sono quelle più importanti.
    L’articolo mi è stato molto utile e di supporto! Leggere altri punti di vista può essere illuminante. Soprattutto quando non ci pensi al fatto che un certo atteggiamento non è giusto, non te ne rendi conto. La consapevolezza è un bel passo avanti!
    Grazie!

    Ah, naturalmente, per cambiare, prima di tutto cercherò di mutare il mio atteggiamento MENTALE, e poi continuerò ad impegnarmi in quelle strade che mi sembra di non meritare, quando invece ne sono in grado (e devo convincermi di ciò!).

  • Salvatore Delimortaccitua Bova

    Ciao Andrea, grande come sempre.
    Da tempo mi definisco un “impostore” perché ho preso una laurea triennale in Chitarra Jazz al conservatorio di Reggio Calabria con 110 ma non mi sento assolutamente all’altezza di questo voto, per me è un macigno! È il massimo, ma so che devo e posso suonare molto meglio di come faccio attualmente.. non giudico mai gli altri, ma temo di essere giudicato. Teoricamente mi piace il confronto, ma poi in molte situazioni musicali mi tiro indietro. Insomma, non ci sto bene.

    Sai cosa farò per risolvere la questione?
    Dato che amo Bologna è da anni che penso di trasferirmi lì ed entrare al (difficilissimo!) biennio. Basta, è giunto il momento, non rimando più!!!! Mollo tutti i gruppi qui nella mia zona e comincio una nuova vita lì. Avrò difficoltà. Vedrò ogni giorno gente più brava. Mi deprimerò, forse. Ma temporaneamente, per poi rinascere. Proprio oggi ho iniziato a contattare gente per trovare casa!!!!
    DAJEEEEE!!!! 😉

  • Debra

    Ciao Andrea,

    da bolognese volevo solo dirti che “pollegg” si scrive pollegg :D o al massimo con una g sola, polleg! Certamente non alla francese, altrimenti suonerebbe pollége

  • Articolo interessante, ma la sfida finale non mi fa impazzire. I motivi sono:
    1) Sentirti un impostore non sempre ti impedisce di andare avanti: Denzel Washington continua a recitare. Spesso ti fa andare avanti meno felice e sicuro, ma a mio parere non è un blocco completo;
    2) Dire una sfida qui nei commenti serve a poco: su 103 commenti nessuno legge oltre il primo o il secondo… e anche chi li legge, in fondo… chi cavolo è? Non lo conosco, amen. Dirlo a qualcuno che si conosce, per via dello spu**anamento, è molto più potente (e infatti lo consigli in tanti articoli).

    Cmq voglio farti felice e lo dico lo stesso: chi cavolo vorrebbe mai leggere il mio blog di realtà virtuale? http://skarredghost.wordpress.com/ :D :D :D

  • Francesco

    Che dire Andrea. Questa volta mi hai praticamente costretto a commentare. E di solito sono molto difficile da convincere! Sentirmi un impostore? Praticamente tutte le volte che mi dicono che sono bravo a cucinare: è come se considerassi tutti quelli che me lo dicono o troppo buoni, o troppo affamati.

    La tua sfida è tanto interessante quanto difficile da mettere in pratica; ma ti dico subito cosa farò, a partire da oggi. Oggi io venderò qualcosa di costoso, costoso ma ovviamente utile, e raggiungerò l’obiettivo senza dire nemmeno una mezza verità, tutto limpido e cristallino. Ci riuscirò?

    Se riuscirò scriverò un altro commento in futuro, magari nel brevissimo futuro!
    Grazie

  • Edoardo

    Ciao andrea, prima volta che commento dopo tanto tempo che ti seguo, forte. Non me lo aspettavo ma mi sono ritrovato perfettamente in ció che te descrivi. In questo momento sto decidendo se continuare a cercare di sedurre una ragazza molto bella (anche se già fidanzata). Credo di potercela fare ma c’è qualcosa di potente che mi blocca. È una bella sfida e spero di affrontarla senza pensarco due volte…

    • Edoardo

      Ho utilizzato le strategie che hai mostarto andrè, cavolo mi sento già più fiero di me stesso e più degno di essere felice, mi prendevo sul serio come credo pochi e tendevo a non riconoscere i miei meriti che adesso só che non sono per niente pochi !
      Grazie andre, grande

  • Valeria

    Io e la scuola. Nel 2010 mi sono diplomata a fatica perche il mio liceo gli ultimi due anni e stato un incubo non si faceva niente e tutti i prof mi presero di mira. Dalla media del 8 mi sono ritrovata la media abbassata e alla fine diplomata con 68 da questo mi sono per anni preclusa l università, volevo fare ingegneria meccanica, ma mi dicevo no non sono all altezza ( e io amo la matematica mi diverto proprio a farla , e anche qui penso magari se lo dico le persone pensano menta per vantarmi) iniziai economia mollato dopo poco perche non riuscivo a fare gli esami. C era l esame di storia mi sono ritrovata tre volte la stessa domanda e per tre volte sono rimasta zitta . Ora dopo tanto tempo giusto quest anno mi sono detta stop e mi sono iscritta a ingegneria meccanica studio giorno dopo giorno ho molte energie e credo di star facendo bene gli studi, ma l ansia la paura degli esami o magari guardo il prof e penso no vabbè magari il 30 non me lo merito 29nemmeno 25 neanche. E che cacchio quanto e brutto!!!!!

  • Fra Ronde

    Ciao Andrea scrivo questo commento perché sono in un momento di forte confusione ma vorrei trovare la forza di andare avanti nel mio corso di studi. Purtroppo ho cambiato 3 facoltà universitarie negli ultimi 3 anni ed ora mi trovo con dei profondi dubbi anche su quella che sto facendo adesso. Tuttavia voglio laurearmi e dimostrare a me stesso ed ai miei genitori, che credono tanto in me, che sono in grado di farcela a portare a termine l’università, magari non studio proprio quello che vorrei ma non posso più permettermi di cambiare, è il momento di lottare per ottenere una laurea. Negli ultimi giorni ho avuto dei forti dubbi che mi hanno fatto vivere molto male e non sono riuscito a studiare ma ora è il momento di rimettersi sui binari e continuare sulla strada che ho scelto, quindi oggi si studia!!!!!

  • Fabio Serdonio

    E’ dal 2011 che ho messo in piedi un progetto web, si tratta di formazione professionale (in inglese) dove è possibile studiare teoria e fare pratica direttamente dal sito. Ho terminato un anno fa e ancora non sono partito. La mia scusa è che investire in questo momento non mi è possibile (sto per avere un figlio ma lo dicevo anche prima)…ma in realtà so benissimo che si tratta “solo” della sindrome dell’impostore (chi sono io per insegnare? E se gli studenti ne sanno più di me? Che faccio se non riesco a comunicare bene in inglese? Il mio materiale è davvero utile? E se ho solo sprecato tempo e sprecherò anche soldi?) . Ecco….Grazie a questo articolo penso che sia il momento di darsi una mossa! Certo, “bene che ti vada dalla vita non ne uscirai vivo” :) ma almeno cerchiamo di assaporarne ogni dettaglio!!!!! Grazie Andrea come sempre!

  • Marco

    Non mi aspetto una risposta, ma ho deciso di commentare per la prima volta dopo tanti anni che ti seguo. Se oggi ho deciso di scrivere, è per me stesso. Perché me lo merito e in fondo cosa ho da perdere? Comunque vada, come mi hai ricordato, è inutile prendere la vita troppo sul serio… nessuno ne esce vivo. Ho avuto una brillante idea imprenditoriale, una delle varie diavolerie che mi gironzolano per la mente saltuariamente. Le metto per iscritto, abbozzo un progetto e poi lo abbandono. Mi dico che non è in linea con i miei studi universitari (ormai volti quasi al termine) che non ho i fondi e che il mercato italiano non lo consente. Oggi farò qualcosa più forte di una semplice azione, decido che andrò fino in fondo. Mi impegno a finire entrambe le cose, l’università e il mio progetto imprenditoriale. E non appena ci sarà anche solo un primo sviluppo, tornerò ad aggiornarvi.

  • Simona

    Mi sento un impostore ogni giorno, mi sono iscritta in informatica con 12 anni di ritardo perché lo volevo a tutti i costi, volevo darmi una possibilità di migliorare, di mollare il solito lavoro tra bar e pizzerie perché non lo sopporto più, so che mi merito di meglio, ma predico bene e razzolo male… comunque mi manca un esame e la tesi, sono ad un passo dalla fine ma temo ora l’arrivo di un possibile lavoro a cui auspico tanto… mi sento un impostore perché non so fare niente, ma vero vero non è se ora sono a questo punto… ma non ci credo…

    Scelgo oggi di iniziare a crederci e non mollare più fino alla fine, ho fatto tanto: studiato, viaggiato, speso un patrimonio, pianto e pensato ogni giorno di mollare e cosa ci facessi li, in un mondo che non mi apparteneva… Oggi decido che questo è il mondo che mi appartiene e che ho scelto, ci credo.

  • Più è grande il tuo potenziale, più sarà grande la tua insicurezza…

    • Roberto

      Caspita se è vera questa frase…

  • bioAF86

    Domani mi “attacco al telefono” fino a quando non riuscirò ad ottenere un incontro col direttore, non posso rischiare di vedere sfumare (anche) quella posizione vacante senza nemmeno provare a concorrere!
    (per la paura di un rifiuto oggi, frignerei di rimpianti per il prossimo decennio)

  • Esmaina

    Una sensazione strana dopo ogni righa di questo articolo mi ha invasa. Sembra la storia della mia vita dove ogni cosa positiva era solo forfuna (chi sa perchè in ogni esame che avevo avuto fortuna avevo anche studiato molto)… mi ci sono trovata in tutto e per tutto… Ho in gran progetto nel cuore, quello della ricerca di un lavoro adatto ai miei studi ma ogni giorno non mi sembra quello giusto. La verità è che ho davvero troppo paura di non trovarlo e di deludere i miei familiari… eppure ho ottenuto così tanti risultati in questi 36 anni di vita… ma mentre gli altri mi fanno i complimenti per una cosa o un’altra io non riesci mai ad accettarli senza aggiungere che il merito non è mio, ecc

  • Al

    Sono sempre stato troppo riflessivo, troppo bravo a capire come gira il mondo e sempre troppo poco bravo a mettere in pratica quello che pensavo e predicavo. Ormai sono un adulto, ho 23 anni e questo è il momento giusto di decidere che tipo di uomo sarò: un uomo che si alza e che va o un uomo che si siede e aspetta. Tra le domande e i dilemmi che speso mi ritornano alla mente ci sono l’università, riuscirò a completarla e dirigermi verso il futuro che desidero?, trovare un lavoro, uno in cui non mi pedini la paura di non essere all’altezza delle aspettative del mio capo e, infine, la più difficile, essere l’uomo che tanto desidero diventare, un uomo che, come ho già scritto, si alza e che va, che guarda in faccia i problemi della vita senza spaventarsi e che percorre il suo futuro. Qui mi impegno a combattere per il mio futuro, qui mi impegno a mettere in pratica me stesso.

  • Lina

    Non conoscevo questa sindrome ma mi ci rivedo tanto. Sento di valere poco, di non essere mail all’altezza sopratutto nei momenti in cui mi raffronto con determinate persone. Sebbene abbia inanellato certi successi (massimi voti, un lavoro che seppur precario è invidiato), io mi sento incapace, inadatta, fuori luogo; una perfetta collezionista di brutte figure. molte volte mi definisco un flop. una persona dall’apparenza molto carismatica e con le idee chiare…ma ne profondo-togliendo maschere e occhielli- fragile, insicura e piena di paure. è da anni che va cosi e adesso che sto vivendo un periodo molto pensante della mia vita, tutti mi sembrano migliori rispetto a me e tutti realizzeranno i propri obiettivi tranne me.

  • Roberto

    E’ vero, il mondo fuori è il primo contro cui lottiamo per ritrovare il nostro valore… Grazie per questo articolo in cui mi sono rivisto molto, anche se a volte ancora mi reputo un “caxxaro”.. Pare che qualcuno lassù abbia deciso che il 2017 è l’anno del grande passo verso la completa indipendenza, anche se imposta dall’azienda causa tagli. Meno male che ad aprile sono partito con una partnership con un imprenditore che mi sta dando molta fiducia per avviare un’attività di vendita online, e proprio perché lottando contro me stesso per liberarmi dalla paura di essere un “caxxaro”, in questi mesi, oltre ad aver quasi rilasciato la piattaforma di vendita (stiamo correndo per aprire al pubblico entro la fine dell’anno) ho iniziato a studiare per certificare le mie conoscenze ed acquisirne di nuove su adwords, dando già due esami e con la previsione di dare gli altri entro fine gennaio. La mia azione da fare entro oggi è stato di mettere nero su bianco il piano di attacco per il 2017 elencando progetti, scopi, obiettivi, strategie…

  • Michele Brugnatti

    Mi ritrovo in questa sindrome.
    Ma ora basta, da oggi si cambia. Ho un’idea imprenditoriale, che ho scritto nero su bianco per #365. E con la pillola di oggi ho scritto anche l’azione concreta da compiere ogni giorno.
    Buon weekend e buon Natale a tutti

  • Enrico Rivasi

    Commento con grande vigore questo articolo perché leggendo ogni singola riga mi sono riconosciuto nel mio percorso di vita. Ho 30 anni. Una laurea breve, due master e un lavoro. Studiavo e quando finivo un percorso mi dicevo che per questo mondo non bastava, dovevo fare di più e sono arrivato a fare due master e non avere lavoro. Ho aperto la p.iva e vissuto anni di merda (anche per seri problemi famigliari). In tutto questo mi sentivo sempre inadeguato / non abbastanza. É da due anni che lavoro come dipendente e anche tramite questa esperienza ho capito che merito di più. Che valgo di più e ho sempre vissuto con il freno a mano tirato. Anche nei miei rapporti sentimentali. Scrivo nero su bianco che non voglio più fare a meno di me stesso o meglio voglio vivere la mia unica vita senza più sindrome dell’impostore o del codardo. Perché chi fa a meno di esprimere se stesso (in tutti gli amibiti della propria vita) é prima di tutto un codardo! Liberarsi da questa sindrome nei mesi e anni futuri é ciò che voglio!

  • Elisa I’mbiggeontheinside Vivi

    Mi ritrovo in ogni singola parola di questo articolo. E anche se se devo affrontare tra una settimana il mio primo esame universitario mi ritrovo costantemente in questo loop da tutta la vita. Un senso di perfezione è sempre stato parte del mio carattere, certo, ma solo ora ho compreso che è sempre stato il solo modo mio per sentirmi apprezzata dagli altri: fai bene il tuo dovere e gli altri ti apprezzeranno, non farlo e il mondo ti cadrà addosso. Studiare tanto è l’unico modo per essere sopra gli altri, fare di più è sempre il modo per sentirti più utile rispetto agli altri. Ma tutto ciò sta solo peggiorando, non è più funzionale, perché non c’è più un limite a nulla. Non so pormi più un limite e voglio sempre di più, ma quel di più sarà sempre più in alto di ciò che riuscirò a fare. Per questo mi sento costantemente abbattuta di fronte ad un obbiettivo che ho davanti e voglio raggiungere, ripetendomi che non ne sono in grado anche se nemmeno l’ho iniziato e spesso anche se quella cosa mi piace, la prendo troppo seriamente, come un dovere. Appena non riesco a fare qualcosa come la vorrei mi abbatto ingigantendo la cosa più del dovuto e sono in grado di cadere in periodi di depressione che durano anche per giorni e che mi rendono di umore instabile. Tutto ciò ha il risultato di farmi ottenere proprio ciò che non vorrei e questa cosa non fa altro che logorarmi ancora di più, facendomi sentire eternamente infelice. E tutto ciò si ripercuote anche sulla mia vita famigliare, relazionale e sentimentale, facendomi sentire sempre insicura e bloccando tutte le cose che vorrei fare. Sono consapevole che tutto ciò si ripercuoterà seriamente sui miei obbiettivi futuri se non faccio qualcosa ora per cambiare, perchè sta logorando anche la mia personalità creativa e perchè non riesco più ad esprimere me stessa siccome sono bloccata da questa sindrome. Ma liberarmi di questa sindrome dell’impostore è tutto ciò che voglio, perchè sono consapevole di avere tutti gli strumenti adatti per farlo. Voglio essere libera di fare le cose in maniera imperfetta senza rimpianti.

  • edoardo

    Ciao andrea, io ti seguo da molto ma non ho mai avuto bisogno di commentare, beh… c’è sempre una prima volta… comunque io continuo a rimandare lo studio anche se è una cosa che adoro. Per esempio un giorno a scuola presi 8 e mezzo in fisica e questa cosa mi rendeva triste come se non me la meritassi (io a scuola non vado bene, mi limito al 6 anche se vorrei di più). Da oggi voglio iniziare a studiare come si deve… ;) Sei un grande andrea continua così. :)

  • Maria

    Ciao Andrea, grazie per i tuoi articoli sempre molto stimolanti. Io ho 38 anni e rientro in pieno nella categoria di chi ha avuto una vita brillante, con ottimi risultati e, almeno finora, ho sempre pensato di poter fare di più o di non essere mai abbastanza per quello che gli altri mi riconoscevano. Da qualche mese ho iniziato a rallentare la corsa, cercando un punto di equilibrio tra la mia salute mentale e fisica (troppo stress = troppa salute trascurata). Il risultato, fino ad ora, è stato sì di recupero, ma anche sensi di colpa. A questo punto me li spiego con la sindrome di cui parli: lavoro di meno rispetto a quando ho iniziato, mi merito quello che sto ottenendo? La mia risposta è sempre sì – per motivarmi penso alla pubblicità della macchina – e penso sempre a qualcos’altro che mi dimostri che posso rallentare senza rimetterci nei risultati: curare meglio l’espressione di quello che ho già prodotto, abbandonare abitudini non utili in favore di un potenziamento di quelle utili, cercare reti di persone simili con cui confrontarmi, selezionare le cose con cui voglio nutrire la mia mente, il mio spirito e il mio corpo. Direi che la lettura di questo articolo e questo post vanno, anche oggi, in quella direzione :-)

  • Dario Genovese

    Ciao Andrea, sono uno studente universitario di 25 anni in scienze motorie, faccio la specialistica. Il corso di studi che frequento è un corso in attività fisica per la salute, completamente in inglese. Sono uno studente fuori sede, con dei seri problemi famigliari, che hanno sicuramente influito sulla mia capacità di visualizzare ciò che è meglio per me. Leggo da un po’ il tuo blog e ti ringrazio che l’hai aperto e continui a curarlo con così tanta motivazione e passione. Adesso sono alla fine del mio corso di studi, ho scelto di fare la tesi in biomeccanica, ma sono indietro con il progetto. Sembra che non sia consapevole del fatto che posso raggiungere questo traguardo. Mi sento col freno a mano tirato, sotto stress nel confronto con i miei compagni di corso e umiliato dal fatto che se rallento troppo continuerò a fare il “mantenuto” per altro tempo ancora. Un saluto! =)

  • Ciao Andrea, la sindrome dell’impostore la conosco molto bene. Da circa due anni ho cambiato vita. Da impiegato dipendente per mia scelta di vita ho intrapreso un percorso diverso, avviando una’attività tutta mia. Come dici tu, si tende a sminuire i risultati ottenuti, pensando che sia stato un caso. E il pericolo di mollare è sempre dietro l’angolo. Si dimentica che i risultati non vengono mai per caso!
    Grazie ai consigli tuoi e di altri professionisti come te, sono sempre stato consapevole dell’importanza di credere in me stesso e in quello che faccio.
    Grazie per questo articolo!

  • 9Nuer

    Sai cosa Andre. Io merito di più. Ne sono certo perché mi sono sempre fatto il mazzo, perché cado e mi rialzo. Sono troppo orgoglioso…
    Hanno fatto fuori alcuni dirigenti in azienda e molto probabilmente non li rimpiazzeranno. Ma si aprono spiragli di crescita per gente capace, caparbia e volenterosa. Una cosa è certa, darò il meglio!
    Buon weekend.

  • Dalila Volpe

    Mi rivedo in queste parole.
    È stato proprio questo il momento in cui ho pensato che non fossi all’altezza nemmeno di sognare di poter raggiungere un traguardo cosí ambizioso che mi sono prefissata nella vita e poi mi é capitato davanti il tuo articolo, perché sebbene dia il massimo non potrò mai raggiungere certi livelli. Si i piccoli risultati li ho ottenuti, ma non trovo siano questa gran cosa , sono solo frutto di fatica estrema,ma con poche potenzialità e capacità alla base. Sono questi i pensieri che mi attanagliano e questo spesso influisce anche nell’ ambito universitario, ahimé. Ma per realizzare il mio sogno questa storia deve finire e forse devo smettere di pensare che io sia così insicura e farmi bloccare addirittura dalla paura dell’ insicurezza stessa e inoziare a fare pian piano in modo tranquillo e rilassato. Spero di riuscirci.
    Grazie per l’articolo.
    Inoltre vorrei provare a racimolare qualcosa per comprare il tuo libro sul metodo di studio.

    • Purtroppo ti capisco molto bene. Avendo letto tutti i manuali di Andrea, forse mi sento di consigliarti App piuttosto che Sm2 :)

      • Alessandra Urbani

        che differenza c’é tra i due?

      • APP – Autostima Passo Passo è un percorso di 5 settimane pensato per ritrovare la propria autostima.

        Sm2 – Studia meno, Studia meglio è un corso pensato per sviluppare un metodo di studio efficace.

  • Emanuele

    Ciao Andrea, secondo me soffro della sindrome dell’impostore… io studio seduzione, crescita personale. Ho aumentato la mia autostima a dismisura… E con le donne ho risultati strabilianti… maogni volta che ottengo un risultato penso che ci sia sempre qualcuno più qualificato di me e che io non merito tutto questo, sono fidanzato con questa ragazza da tre mesi, a volte mi chiedo se è veramente felice esoddisfatta di me… anche se sono consapevole dei miei risultati e del mio “saperci fare” ma mi faccio spesso sti pensieri… mi ritrovo con questa sindrome?

  • Alessandra Urbani

    Mi hai convinto! Da oggi prendo quest’impegno!Poi ti faccio sapere!

  • Chiara

    “Anzi, probabilmente è vero il contrario: solo una manciata di questi articoli meritano davvero 5 stelle” .. sindrome dell’impostore? ☺️

  • Stefano Bortolotti

    Ho deciso di mettere per iscritto la “sfida”… Re-impegnarmi in una delle passioni che mi ha accompagnato per l’adolescenza, ma che ho tenuto al guinzaglio per sta roba brutta di cui hai scritto… il tutto nel mentre che studio! (Cazzeggio: preparati a soccombere!)

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